{"id":7794,"date":"2017-06-15T09:26:53","date_gmt":"2017-06-15T08:26:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7794"},"modified":"2017-06-15T09:26:53","modified_gmt":"2017-06-15T08:26:53","slug":"iran-nel-mirino-passato-e-proiezione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7794","title":{"rendered":"IRAN NEL MIRINO. PASSATO E PROIEZIONE"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_7797\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7797\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-7797\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/teheran-1030x615-800x500-580x363.jpg\" alt=\"A Teheran...\" width=\"580\" height=\"363\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/teheran-1030x615-800x500-580x363.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/teheran-1030x615-800x500-280x175.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/teheran-1030x615-800x500-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/teheran-1030x615-800x500-300x188.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/teheran-1030x615-800x500.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-7797\" class=\"wp-caption-text\">A Teheran&#8230;<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Gli attentati di questo tipo in Iran non si sono visti normalmente. Qualcosa accadeva al tempo dei Pahlavi, non cos\u00ec eclatanti o comunque non diventavano di pubblico dominio. E\u2019 un cambiamento radicale per l\u2019Iran. Strano che le occhiute organizzazioni antiterroristiche non ne abbiano saputo nulla! Momento particolarmente interessante. Segue una lucida analisi della situazione fatta da uno dei nostri esperti e una breve storia della Persia (Iran dal 1932).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><em> la strage.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 7 giugno, quattro terroristi assaltano il Majlis, Assemblea parlamentare iraniana, mentre pochi minuti prima un altro commando di altrettanti jihadisti penetrano il mausoleo dell\u2019Ayatollah Khomeini. Al mausoleo due kamikaze si fanno saltare in aria dopo aver sparato contro i presenti, il terzo ingoia una pastiglia di cianuro e il quarto \u00e8 catturato vivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al Majlis, i terroristi entrano dall\u2019ingresso principale, travestiti da donne velate e aprono il fuoco contro guardie di sicurezza, deputati e visitatori, mentre uno del gruppo si fa esplodere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contestualmente agli eventi, Daesh diffonde sul suo sito informativo \u201cAMAQ\u201d il video della strage nel Majlis. I parlamentari presenti nell\u2019edificio urlano slogan contro gli USA, poi indicati come \u201ccolpevoli\u201d insieme all\u2019Arabia Saudita dai Guardiani della Rivoluzione. Ucciso l\u2019intero commando, l\u2019antiterrorismo iraniano comunica di avere sventato un altro piano terroristico e arrestato molte persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Azioni coordinate e simboliche che provocano 17 morti e 52 feriti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Iran in questa fase \u00e8 presente nelle crisi in Iraq, Siria e Yemen, ma a differenza degli altri Paesi combatte con le armi in pugno, pagando un caro prezzo di vite umane tra i suoi uomini e quelli delle milizie alleate contro Daesh, Al Qaeda e la galassia jihadista in Siria e in Iraq. Da almeno tre decenni \u00e8 sul banco degli imputati a causa dell\u2019avversione di Israele che l\u2019accusa di volerlo distruggere con armi di distruzione di massa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, l\u2019Iran ha firmato il 14\/07\/2015 l\u2019accordo sul nucleare con le potenze Occidentali (il Gruppo del 5 + 1: Cina, Francia, Inghilterra, Russia e USA, membri permanenti nel Consiglio di Sicurezza ONU, pi\u00f9 la Germania) mentre Israele non ha mai aderito al Trattato di non Proliferazione nucleare anche se secondo esperti e media internazionali avrebbe tra 100 e 200 testate atomiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 possibile che Daesh stia reclutando adepti anche in Iran non solo alle frontiere orientali, dove da Pakistan Afghanistan arrivano, terroristi ma anche tra gli iraniani arabi che sono il 2% dei quasi 80 milioni di abitanti.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"2\">\n<li><em> Il commento del presidente americano sulla strage.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il presidente Donald Trump punta l\u2019indice contro le vittime dichiarando: \u201cGli Stati che sponsorizzano il terrorismo rischiano di cadere vittime del male che promuovono\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Immediata \u00e8 la replica del ministro degli esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif che dichiara: \u201cRipugnante dichiarazione WH (Withe House).. mentre gli iraniani affrontano il terrorismo sostenuto dai clienti statunitensi\u201d. Chiaro il riferimento all\u2019Arabia Saudita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poche ore dopo, l\u2019intelligence iraniana comunica che sta indagando su un coinvolgimento diretto dei sauditi che, dicono a Teheran, potrebbero essere stati i finanziatori dei cittadini iraniani, forse arabi sunniti tra i 20 e i 25 anni, andati a combattere a Mosul e a Raqqa in nome del Califfato e rientrati ad agosto nella Repubblica Islamica sciita con l\u2019incarico di compiere un attacco spettacolare e simbolico. Ma, in serata, il ministro dell\u2019intelligence, Mahmoud Alavi, precisa che \u201cla questione \u00e8 sotto inchiesta\u201d ed \u00e8 \u201ctroppo presto per affermare un coinvolgimento dell\u2019Arabia Saudita\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel giorno degli attentati, la Guardia Rivoluzionaria aveva invece accusato i sauditi ma senza mostrare prove a sostegno di questa tesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Iran si trova a fare i conti con una sicurezza interna che non si \u00e8 dimostrata impenetrabile gi\u00e0 in diverse occasioni. Negli anni passati, infatti, sono note le \u201cmorti\u201d misteriose di scienziati impegnati nel programma nucleare nazionale che Teheran ha attribuito al Mossad, il servizio segreto israeliano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tel Aviv non ha mai smentito, anzi in qualche modo le aveva avvalorate riferendo il ruolo svolto dall\u2019ex capo del Mossad, Mair Dagan, nel portare a termine operazioni volte a \u201cimpedire a Tehran di dotarsi di armi atomiche\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque, il giorno 8 giugno, l\u2019intelligence iraniana comunica i tanti attentati che avrebbe sventato in varie parti del Paese ma il fatto che miliziani di Daesh siano riusciti a colpire nel cuore della capitale, lascia immaginare la presenza di basi ben organizzate di \u201ccellule dormienti\u201d e prevede nuovi attacchi. In altri termini, \u00e8 anche presumibile la presenza di infiltrati locali che avrebbero provveduto all\u2019armamento e facilitato l\u2019ingresso dei jihadisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando, due giorni dopo il doppio attacco di Daesh nella capitale iraniana, migliaia di persone si ritrovano per commemorare le 17 vittime gridano slogan contro l\u2019Arabia Saudita, considerata la \u201cmandante\u201d degli attacchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo il ministero dell\u2019intelligence invece ad agire sono stati cinque cittadini iraniani, rientrati nel Paese dopo aver combattuto nelle file di Daesh in Iraq e Siria, aggiungendo: \u201cNon possiamo ancora dire se l\u2019Arabia Saudita abbia avuto un ruolo\u201d. Di certo sono gi\u00e0 41 gli arrestati in diverse province dell\u2019Iran per sospetti legami con Daesh. Secondo Tehran, stavano pianificando un altro attacco.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"3\">\n<li><em> Un passo indietro nella storia.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Iran \u00e8 erede dell\u2019impero persiano e dell\u2019intricata storia dei suoi rapporti con il mondo arabo oltre un millennio fa, le conquiste territoriali, i nuovi imperi, le conversioni religiose, l\u2019Islam di obbedienza sciita o sunnita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rapporto tra Iran sciita e Arabia Saudita sunnita parte con l\u2019espansione territoriale dell\u2019Islam e la conquista dell\u2019impero persiano che, fino alla met\u00e0 del V secolo d.C., si estendeva dal corso dell\u2019Indo a Est alla penisola anatolica a Ovest e, dal Nord al Sud, dal Caucaso alle sponde dell\u2019Africa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019impero persiano era retto dalla dinastia Sasanide attraverso un sistema amministrativo che concedeva autonomie e un sistema di caste separate formate da guerrieri, sacerdoti, grandi burocrati e scrittori che sottomettevano il popolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La principale religione era lo Zoroastrismo ma ci sono anche testimonianze della diffusione del cristianesimo soprattutto riguardo l\u2019eresia nestoriana, che negava l\u2019attribuzione divina alla figura di Cristo. Molti zoroastriani si convertirono al nestorianismo, comprese intere trib\u00f9 uigure, antenate remote degli uiguri che vivono nella Cina occidentale e oggi praticano la religione islamica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le prime scosse all\u2019impero Sasanide vennero dall\u2019Occidente: l\u2019imperatore di Bisanzio, Flavio Eraclio, dopo aver subito dai Sasanidi la conquista di Calcedonia (antica citt\u00e0 vicino a Costantinopoli) nel 616, mosse contro l\u2019impero persiano, che nel frattempo aveva occupato anche l\u2019Egitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eraclio, tra il 622 e il 627, dopo aver messo a ferro e fuoco l\u2019Anatolia e l\u2019Armenia, sconfisse i persiani nei pressi dell\u2019antica Ninive (e della Mosul di oggi). La battaglia di Ninive ebbe anche un\u2019interpretazione singolare: poich\u00e9 il Corano considera comunque i cristiani discendenti della comune stirpe di Abramo e sebbene si sia trattato di una vittoria bizantina sui persiani Sasanidi ritenuti al contrario \u201cpagani\u201d, i testi dell\u2019Islam considerano la battaglia come \u201cvittoria dei credenti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A queste vicende segu\u00ec la conquista vera e propria dell\u2019impero persiano da parte dell\u2019Islam che si attu\u00f2 dal 632 al 650 d.C., periodo in cui avvengono la morte di Maometto a Medina nel 632 e la lotta alla successione di una carica politica e religiosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La maggior parte dei suoi seguaci appoggi\u00f2 allora Abu Bakr, amico del Profeta e padre della moglie Aisha. Una minoranza invece, avendo sostenuto Al\u00ec, cugino e genero di Maometto, assunse in seguito la denominazione di \u201cshiiat Al\u00ec (seguaci di Al\u00ec).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella battaglia di Kerbala del 680 (oggi in Iraq) i seguaci di Al\u00ec furono massacrati dalle truppe del califfato sunnita e la spaccatura divenne sempre pi\u00f9 marcata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le lotte per il potere del califfato furono contemporanee alle grandi guerre di espansione: mentre le truppe del califfo raggiungevano l\u2019Azerbaigian, dopo aver sottomesso la Persia, nel 644 scoppi\u00f2 anche la rivolta persiana contro gli arabi che sarebbe durata pi\u00f9 di cinque anni, cio\u00e8 fino alla morte dell\u2019ultimo discendente della dinastia dei Sasanidi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante queste vicende sembrino oggi oggetto di mera erudizione, la loro eredit\u00e0 vive ancora nelle memorie dei popoli islamici. Il grande impero persiano si dissolse per la sconfitta militare e politica, ma fu la cultura iraniana a dare una svolta all\u2019Islam \u2013 soprattutto nell\u2019arte di governare \u2013 permettendo nuove conquiste, ivi compresa quella della penisola Anatolica (oggi la Turchia), che avrebbe dato origine all\u2019impero ottomano, ma anche di parte dell\u2019India.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sull\u2019altro versante, all\u2019interno dell\u2019Iran, chi sottolinea che la fede musulmana costitu\u00ec la grande svolta non manca di osservare che l\u2019accettazione dell\u2019Islam in Persia non significa affatto quella della cultura araba.<\/strong><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"4\">\n<li><em> Proiezione del futuro prossimo.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Medio Oriente si va espandendo sino al Golfo arabico, con ricadute in grado di investire non solo i precari equilibri regionali ma anche sui costi petroliferi dell\u2019Occidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul campo vi sono Riad contro Doha ma la vera posta in gioco non \u00e8 il problema del terrorismo secondo le accuse lanciate al Qatar da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto che gli addebitano il sostegno a organizzazioni terroristiche, da Hamas palestinese a non meglio specificate branche di Al Qaeda e, addirittura, a Daesh almeno fino al 2014. La vera posta in gioco \u00e8 la leadership del mondo sunnita in funzione anti-Iran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel mirino del \u201cfronte saudita\u201d, sostenuto apertamente dal presidente americano nel summit di Riad del 18 maggio scorso, c\u2019\u00e8 anche la politica, considerata troppo autonoma e aperturista seguita dal Qatar non solo nei confronti dell\u2019Iran ma anche nelle relazioni commerciali, economiche e politiche con l\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella in atto \u00e8 anche una \u201cguerra mediata\u201d: \u201cAl Arabiya\u201d (saudita) contro \u201cAl Jazeera\u201d (catariota) sono impegnate h.24 a propagandare le rispettive e confliggenti \u201cverit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 adesso, la \u201cguerra delle petrolmonarchie\u201d del Golfo ha due teatri dove esercitarsi: Siria e Yemen. Una guerra di cui, soprattutto dopo il duplice attacco terroristico a Tehran, \u00e8 entrato a far parte il \u201ccaliffato\u201d di Abu Bark al Baghdadi (Daesh).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Arabia Saudita ha il terzo budget militare al mondo, accresciuto peraltro con i contratti per la fornitura di armamenti (110 mld di dollari) stipulati dal presidente USA e re Salman il 18 maggio scorso. A fianco di Riad s\u2019\u00e8 subito schierato l\u2019Egitto di Abdel \u2013 Fattah al Sisi, le cui commesse militari sono pagate in buona parte con i dollari emiratini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ricchissimo Qatar fa gola a molti e destabilizzarlo pu\u00f2 ripristinare le casse dei Paesi, come l\u2019Egitto, alle prese con una gravissima crisi economica che potrebbe sfociare in una rivolta di popolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Recep Tayyp Erdogan, forte della sua presenza nella NATO (dove \u00e8 il secondo esercito) ha scelto Doha.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei giorni scorsi, il parlamento turco approva la legge che sancisce un accordo fra Erdogan e il sovrano del Qatar Tamin bin Hamad al \u2013Thani, che fu il primo a manifestagli il sostegno dopo il fallito golpe del luglio 2015.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La legge prevede che i soldati di Ankara possano essere dispiegati in una base vicino a Doha e impegna i due Paesi a un \u201cmutuo soccorso\u201d in caso di aggressioni esterne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Erdogan ratifica la legge nella notte dell\u20198 giugno ed \u00e8 pronto a schierare un contingente di 5 mila soldati e addestratori, che potrebbero aumentare a 15 mila. Ankara, nel Medio Oriente, sostiene diversi movimenti dell\u2019Islam politico come i Fratelli Musulmani e Hamas, ha cordiali rapporti con l\u2019Iran, dove il capo della diplomazia, Mevlut Cavusoglu, \u00e8 stato in visita in piena crisi catariota.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sostegno di Ankara \u00e8 anche sull\u2019aspetto economico: gli investimenti del Qatar in Turchia ammontano a 1,5 mld di dollari e compagnie turche hanno ottenuto contratti per pi\u00f9 di 13 mld di dollari per progetti in vista della Coppa del Mondo di calcio prevista nel 2022.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto e Bahrein hanno inserito 59 persone e 12 organizzazioni nella \u201clista nera\u201d a causa \u201cdelle loro attivit\u00e0 di finanziamento al terrorismo\u201d e per le quali godrebbero del sostegno del Qatar.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 5 giugno, 4 Paesi hanno interrotto i rapporti diplomatici con Il Qatar, accusato di sostenere le organizzazioni terroristiche e di destabilizzare la situazione in Medio Oriente. A loro si sono aggiunti: Libia, Yemen, Maldive, Mauritius e Mauritania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senegal e Ciad hanno richiamato i loro ambasciatori. La Giordania ha abbassato il livello dei contatti diplomatici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ogni caso, Medio Oriente e l\u2019intero Golfo arabico non saranno pi\u00f9 gli stessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_7798\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7798\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-7798\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/iran--580x290.jpg\" alt=\"Un poliziotto affacciato a una finestra del parlamento iraniano (TIMA via REUTERS)\" width=\"580\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/iran--580x290.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/iran--280x140.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/iran--768x384.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/iran--300x150.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/iran-.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-7798\" class=\"wp-caption-text\">Un poliziotto affacciato a una finestra del parlamento iraniano<br \/>(TIMA via REUTERS)<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Analisi degli ultimi attentati in Iran<\/p>\n","protected":false},"author":2122,"featured_media":7797,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[1490,1299,1284,145,124,2130,2901,1291,55,1273],"tags":[3476,3472,3474,3473,3478,3475,3477],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/teheran-1030x615-800x500.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-21I","jetpack_likes_enabled":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7794"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2122"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7794"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7794\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7799,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7794\/revisions\/7799"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7797"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7794"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7794"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7794"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}