{"id":7785,"date":"2017-06-08T05:38:24","date_gmt":"2017-06-08T04:38:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7785"},"modified":"2017-06-08T05:38:24","modified_gmt":"2017-06-08T04:38:24","slug":"verso-la-fine-dell-era-bashar-assad","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7785","title":{"rendered":"VERSO LA FINE DELL&#8217; ERA BASHAR ASSAD"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_7790\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7790\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-7790\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/82eddc52-8795-425d-b326-5e756674e61c_large-580x387.jpg\" alt=\"Un accampamento di profughi siriani in Libano\" width=\"580\" height=\"387\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/82eddc52-8795-425d-b326-5e756674e61c_large-580x387.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/82eddc52-8795-425d-b326-5e756674e61c_large-280x187.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/82eddc52-8795-425d-b326-5e756674e61c_large-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/82eddc52-8795-425d-b326-5e756674e61c_large-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/82eddc52-8795-425d-b326-5e756674e61c_large.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-7790\" class=\"wp-caption-text\">Un accampamento di profughi siriani in Libano<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Una sintesi degli avvenimenti in Siria nell\u2019ottica della fine dell\u2019era di Bashar Assad. Avverr\u00e0 mai?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/em><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><u> Le accuse alla Siria<\/u><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo i 59 missili Tomahawk che il 6 aprile colpiscono la base siriana di Sha\u2019yrat \u2013 giustificati con un presunto e mai accertato attacco chimico governativo a Khan Sheikun \u2013 il 15 maggio gli USA accusano Damasco di aver costruito un forno crematorio per coprire le uccisioni di massa dei detenuti rinchiusi nella prigione di Saydnaya.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019alto diplomatico USA per il Medio Oriente, Stuart Jones, mostra alcune foto satellitari realizzate in vari anni a partire del 2013 che dimostrerebbero come la struttura sia stata utilizzata dal regime per far scomparire i cadaveri, molti dei quali sarebbero stati gettati in fosse comuni. Il presunto forno crematorio sarebbe stato ricavato modificando un edificio di Saydnaya ma in una foto del gennaio 2015 si vede solo un\u2019area del tetto dell\u2019edificio con la neve in via di scioglimento. Gli fa eco il Dipartimento di Stato affermando che nella prigione verrebbero impiccati circa 50 detenuti al giorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prigione di Saydnaya, a 45 minuti di auto da Damasco, era gi\u00e0 finita al centro della cronaca per un rapporto pubblicato lo scorso febbraio dall\u2019ONG Amnesty International. In quello studio, A.I. denuncia l\u2019uccisione da parte del governo siriano di oltre 13 mila persone nei 6 anni di guerra con una media di 20 \u2013 50 detenuti a settimana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019accusa \u00e8 sempre respinta da Bashar al-Assad, che la definisce \u201cfalsa notizia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Colpisce ancora una volta la tempistica delle \u201crivelazioni statunitensi\u201d proprio il giorno prima che il governo siriano e i rappresentanti dell\u2019opposizione si avviano a Ginevra per iniziare nuovi incontri diretti. Tempistica che si riproduce il 18 maggio mentre a Ginevra si svolge un nuovo round negoziale sponsorizzato dall\u2019ONU alla presenza dell\u2019inviato De Mistura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, un raid aereo statunitense centra un convoglio di veicoli militari appartenente a milizie sciite alleate di Damasco, a 27 chilometri dal confine con la Giordania, con combattenti di Hezb\u2019Allah, iraniani o iracheni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli USA, sempre pronti a denunziare le presunte stragi di Assad, tacciono invece le loro acclarate uccisioni di civili, sempre presentati come \u201cdanni collaterali\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019insediamento di Donald Trump alla presidenza nel gennaio scorso il numero dei civili uccisi dai raid statunitensi tra Siria e Iraq \u00e8 il seguente: 450 a febbraio; 1.803 a marzo; 1.193 ad aprile; 977 a maggio. Nelle stesse ore, Daesh \u2013 anche grazie all\u2019attenzione americana rivolta pi\u00f9 alla Siria che ai suoi jihadisti &#8211; uccide e decapita in due villaggi di Hama 52 civili tra cui 15 bambini.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"2\">\n<li><u> La richiesta dei profughi siriani in Libano all\u2019Unione Europea<\/u><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine di maggio, profughi siriani accampati nel Nord del Libano, al confine con la Siria, preparano una proposta di pace che, grazie al supporto dell\u2019ONG \u201cOperazione Colomba\u201d- i cui gruppi civili di pace si dedicano alle popolazioni colpite da conflitti &#8211; arriva a Bruxelles.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il documento espone come da marzo 2011 tredici milioni di persone siano scappate dal Paese divenuto terreno di combattimento i cui numerosi e interessati attori bombardano ospedali, scuole e abitazioni civili facendo anche uso di armi chimiche ed eseguendo esecuzioni di massa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 richiesta la creazione di zone umanitarie in Siria che siano sotto protezione internazionale che ne vieti l\u2019accesso ad attori armati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il vice presidente UE, Frans Timmermans, prepara la proposta ufficiale riferendosi a quanto citato dai profughi, che reclamano anche il diritto di partecipare ai colloqui di pace \u201caffinch\u00e9 si raggiunga una soluzione politica ai negoziati di Ginevra \u2026per la formazione di un governo di consenso nazionale, che rappresenti tutti i siriani, sia fatta giustizia sui responsabili di questi massacri, distruzioni e della fuga di milioni di profughi e venga lasciato spazio a chi vuole ricostruire\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La proposta ufficiale \u00e8 gi\u00e0 stata presentata a Federica Mogherini, Alto rappresentante dell\u2019Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ed entro il mese di giugno sar\u00e0 trasmessa alla Camera dei Deputati.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"3\">\n<li><u> La strategia bifronte degli USA<\/u><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra gli attori interessati alla Siria sono presenti anche gli americani, il cui attuale presidente, Ronald Trump, ha riattivato il 30 maggio un programma delle forze in Medio Oriente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta del programma di addestramento della CIA, sospeso dal precedente presidente Barak Obama, perch\u00e9 fallimentare per stessa ammissione statunitense quando, a fine 2015, il generale Austin, capo del comando centrale USA, dichiar\u00f2 al Senato che erano stati formati solo 4 o 5 soldati nonostante mezzo miliardo di dollari di investimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, gli obiettivi del neoeletto presidente sono l\u2019Iran e le milizie sciite impegnate sul terreno siriano in difesa di Bashar al Assad.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso giorno, la coalizione internazionale a guida americana chiede a Damasco di ritirare i combattenti spostatisi nelle ultime settimane ai confini con Iraq e Giordania, e gi\u00e0 bombardati da jet statunitensi il 18 maggio perch\u00e9 nella zona di Badia, dov\u2019\u00e8 avvenuto il raid aereo, ci sarebbero stati 3 mila combattenti di Hezb\u2019Allah e altre unit\u00e0 legate all\u2019Iran. In realt\u00e0 \u00e8 la coalizione a guida USA a violare il diritto internazionale perch\u00e9 la Siria muove le milizie sue e dei suoi alleati nel suo spazio sovrano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli USA hanno come obiettivo anche le Unit\u00e0 di Mobilitazione Popolare, le milizie sciite irachene che stanno combattendo in coordinamento con Baghdad contro Daesh a Mosul. Le milizie si trovano a Ovest di Mosul e si stanno avvicinando al confine con la Siria dove si ricongiungerebbero con i militanti sciiti al di l\u00e0 delle frontiera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma contestualmente, un leader dell\u2019Esercito Libero Siriano, Tlass Salameh, riferisce che \u00e8 in corso un incremento del sostegno militare da parte degli USA. Gi\u00e0 all\u2019inizio di maggio le prime armi sarebbero arrivate e, aggiunge, \u201carrivano ogni giorno, ma nelle ultime settimane hanno consegnato veicoli militari, missili e veicoli blindati\u201d. Un altro leader, Maghawir al- Thawra, comunica alla Reuters l\u2019arrivo di armi in una base vicino al confine con l\u2019Iraq.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alle opposizioni, che non sono mai impegnate contro Daesh, viene ordinato di chiudere la frontiera e impedire il passaggio di miliziani sciiti iracheni che possano \u2013 dopo Mosul \u2013 andare a sostenere il governo di Assad, rafforzando di conseguenza l\u2019asse guidato dall\u2019Iran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Singolare esempio della strategia bifronte USA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invece a maggio, il Pentagono annuncia la consegna di armi pesanti alla federazione di kurdi, assiri, cristiani, arabi e circassi che ormai ha circondato la \u201ccapitale\u201d dello Stato Islamico Raqqa e vi stanno entrando. L\u2019ira della Turchia non blocca l\u2019invio. In questo caso il fine politico \u00e8 la sconfitta di Daesh nella sua roccaforte pi\u00f9 simbolica, cos\u00ec da rilegittimarsi nel dialogo politico al momento in mano ad Astana e dunque a Iran, Turchia e Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso tempo, il presidente americano suggerisce la caduta di Bashar e dei suoi 20 alleati. Proposta che comporterebbe maggior coinvolgimento statunitense a livello internazionale e regionale nella questione siriana, dove il tema della ricostruzione sar\u00e0 il primo problema da affrontare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019altra parte, la Russia ha due ipotesi:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Assad sovrano assoluto con riforma costituzionale che inserirebbe partner con facolt\u00e0 minori;<\/li>\n<li>un\u2019opzione federalista.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u>In ogni caso, il problema \u00e8 complesso. Oltre 6 anni di guerra hanno prodotto una nuova forma di potere conteso fra capi di guerra, guide religiose, leader sociali e tribali, oltre ai mercanti di guerra e nuovi ricchi.<\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Costoro hanno diffuso la propria autorit\u00e0 in diverse aree siriane e sono divenuti necessari per la soluzione pacifica e gli unici in grado di assicurare stabilit\u00e0 e fornire servizi durante il crollo delle istituzioni statali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In cima alla piramide del nuovo regime siriano si troverebbero anche personalit\u00e0 politiche e militari del regime Assad ed esponenti dell\u2019 opposizione straniera e interna. I nuovi leader sarebbero un insieme di fazioni tribali e militari, quadri dei vecchi partiti e nuove trib\u00f9. In altri termini, una struttura di potere artificiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al contrario di quanto accade in Iraq e Libano, la situazione siriana vede un coinvolgimento regionale e interazionale molto pi\u00f9 ampio, che si estende tra Iran, Turchia, Russia, Stati del Golfo, Giordania, USA e Francia che sin dall\u2019inizio si \u00e8 schierata contro Assad, ha costituto il \u201cGruppo degli Amici della Siria\u201d e isolato Bashar sostenendo l\u2019espulsione di Damasco dalla Lega Araba il 12 novembre 2011, resa effettiva dopo quattro giorni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I recenti accordi russo-americani, seguiti dalla visita del ministero degli esteri russo, Sergey Lavorov, a Washington, indicano l\u2019inizio dello smantellamento dell\u2019era Assad, cos\u00ec come il probabile inizio della stesura di nuove alternative. Lo stesso Assad in una recente intervista aveva fatto intendere di conoscere l\u2019esistenza di una simile proposta e dichiarato che avrebbe lasciato il Paese solo da martire.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"4\">\n<li><u> Gli USA e le guerre in Afghanistan, Iraq, Libia e Siria<\/u><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 la strategia del neoeletto presidente americano non si discosta da quella dei suoi predecessori, come risulta nella sintetica narrazione inerente ai Paesi su citati.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>L\u201911 settembre 2001, fra gli attestati di solidariet\u00e0 e cordoglio vi \u00e8 anche un comunicato ufficiale del governo talebano \u201cBismullah ar Rahman ar Rahim\u201d (Nel nome di Allah, della grazia e della compassione). Noi fortemente condanniamo i fatti avvenuti negli Stati Uniti al World Trade Center e al Pentagono\u2026 tutti i responsabili devono essere assicurati alla giustizia. Noi vogliamo che siano puniti\u201d.Intanto gli USA ottengono dal dittatore Pervez Musharraf l\u2019utilizzo delle sue basi aeree, dove gli americani fanno affluire i B52 e un contingente di marines di oltre mille uomini. Inoltre, sistemata la logistica, gli americani chiedono ufficialmente l\u2019estradizione di Osama bin Laden al governo talebano, che, come gi\u00e0 fatto nel 1998, risponde di avere bisogno di prove che bin Laden sia effettivamente il mandante dell\u2019attentato. Il 7 ottobre, gli USA, supportati dall\u2019Alleanza del Nord e dal Pakistan, iniziano a bombardare le montagne dell\u2019Afghanistan con 7 mila tonnellate di bombe all\u2019uranio impoverito mentre l\u2019Alleanza del Nord sgancia le Cluster bombs. La guerra in Afghanistan continua tuttora.<\/li>\n<li>Nel 2003, la guerra in Iraq \u2013 gi\u00e0 oggetto due anni addietro del micidiale attacco USA per avere invaso il Kuwait dopo aver avuto il placet non ufficiale USA \u2013 \u00e8 lanciata dagli USA e dalla Gran Bretagna sostenendo che Saddam Hussein \u00e8 in possesso di materiale \u201cNBC\u201d(nucleare, biologico, chimico) e pronto ad attaccarli. Il falso viene riconosciuto anni dopo da USA e successivamente dalla Gran Bretagna: con la deposizione del segretario di Stato Colin Powel che ammette di avere mentito dinanzi al Consiglio di Sicurezza; attraverso un\u2019intervista sui quotidiani inglesi dell\u2019allora premier Tony Blair, che si dichiara pentito.<\/li>\n<li>La guerra in Libia \u00e8 preparata da USA, Gran Bretagna e Francia armando e sostenendo logisticamente e finanziariamente in Cirenaica i manifestanti inizialmente disarmati che chiedevano contezza dell\u2019uccisione nel 1996 nel carcere di Abu Salem di oltre 1200 detenuti, per la maggior parte provenienti dalla Cirenaica. In tal modo, nel febbraio 2011 prima gli USA e poi la NATO bombardano l\u2019intero Paese \u201cper motivi umanitari\u201d ma in realt\u00e0 spianando la strada ai rivoltosi contro l\u2019esercito libico fino ad arrivare all\u2019uccisione e allo scempio di Gheddafi nell\u2019ottobre successivo. Nel Paese \u00e8 ancora in corso un conflitto di cui non si vede la fine.<\/li>\n<li>In Siria, gli americani supportano sin dall\u2019inizio Francia, Consiglio di Coordinamento del Golfo, Turchia e opposizione c.d. \u201cmoderata\u201d (vero e proprio ossimoro essendo a tutti noto come vi sia un\u2019osmosi continua fra i c.d. moderati e i jihadisti di matrice qaedista e\/o di affiliazione a Daesh) assicurando addestramento, armamento e logistica per una guerra che dura tuttora e come le altre finir\u00e0 con la parcellizzazione di questi Paesi.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_7789\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7789\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-7789\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/7e599d75cce67bb340ff8c8640669f7b-580x317.jpg\" alt=\"Pianta della prigione di Saydnaya\" width=\"580\" height=\"317\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/7e599d75cce67bb340ff8c8640669f7b-580x317.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/7e599d75cce67bb340ff8c8640669f7b-280x153.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/7e599d75cce67bb340ff8c8640669f7b-300x164.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/7e599d75cce67bb340ff8c8640669f7b.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-7789\" class=\"wp-caption-text\">Pianta della prigione di Saydnaya<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una sintesi degli avvenimenti in Siria nell\u2019ottica della fine dell\u2019era di Bashar Assad. Avverr\u00e0 mai?<\/p>\n","protected":false},"author":2122,"featured_media":7790,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[80,131,1290,1291,1273],"tags":[3464,3467,3463,3465,3468,3471,2422,3466,3470,3461,3469,3462],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/82eddc52-8795-425d-b326-5e756674e61c_large.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-21z","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7785"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2122"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7785"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7785\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7792,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7785\/revisions\/7792"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7790"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7785"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7785"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7785"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}