{"id":7768,"date":"2017-05-31T16:02:02","date_gmt":"2017-05-31T15:02:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7768"},"modified":"2017-05-31T16:02:02","modified_gmt":"2017-05-31T15:02:02","slug":"marocco-le-sfide-per-il-nuovo-governo-e-per-il-re","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7768","title":{"rendered":"MAROCCO: LE SFIDE PER IL NUOVO GOVERNO E PER IL RE."},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_7771\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7771\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-7771\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/marocco-650x274-580x244.jpg\" alt=\"Re Mohammad IV del Marocco\" width=\"580\" height=\"244\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/marocco-650x274-580x244.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/marocco-650x274-280x118.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/marocco-650x274-300x126.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/marocco-650x274.jpg 650w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-7771\" class=\"wp-caption-text\">Re Mohammad IV del Marocco<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Marocco sembra essere in grado di mantenere una certa stabilit\u00e0 e di non essere infettato da un integralismo islamico che corrode la societ\u00e0 araba. Il Re, il Sultano, il Commendatore dei Credenti, l\u2019attuale reale Califfo della comunit\u00e0 musulmano, Mohammed IV, riesce per il momento almeno a tenere il suo popolo in una situazione accettabile anche economicamente. Se tutto ci\u00f2 non ci fosse pi\u00f9, ricomincerebbero le storiche \u2018rivolte del pane\u2019, con esiti perniciosi anche per la sponda nord del Mediterraneo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Marocco, nonostante l&#8217;intricato scenario mediorientale, continua a mantenersi in una situazione di stabilit\u00e0, seppur precaria, governato da <em>Mohammed VI<\/em>, monarca abile, potente, pragmatico ed astuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stabilit\u00e0 politica, sociale ed economica del Paese nordafricano \u00e8 legata alla consolidata alleanza con gli Stati Uniti d&#8217;America (da monitorare i rapporti con l&#8217;Amministrazione Trump), alla scarsa presa del <em>jihadismo<\/em>, agli sforzi di democratizzazione attuati nel Paese e al tasso di disoccupazione inferiore agli <em>standard <\/em>mediorientali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;occupazione \u00e8 il volano per la stabilit\u00e0, nella considerazione che la mancanza di lavoro acuisce il malcontento e le tensioni sociali in un Paese con un&#8217;economica basata sul settore agricolo e dipendente dalle rimesse dei cinque milioni di marocchini che lavorano all&#8217;estero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli indicatori economici del Marocco per l&#8217;anno in corso e per quelli a venire non sono esaltanti, ma nemmeno catastrofici, con buone prospettive di ripresa legate allo sviluppo turistico e industriale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Paese, uscito &#8220;quasi&#8221; indenne&#8221; dal vento delle rivoluzioni arabe, seppur con fatica ha intrapreso un tortuoso cammino verso una maggiore democratizzazione: la riforma costituzionale e gli sforzi di decentralizzazione del potere sono i segni pi\u00f9 tangibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Foriera di novit\u00e0 venne accolta nel 2011 la nomina del Primo Ministro <em>Abdelilah Benkirane<\/em>, scelto all&#8217;interno del partito di maggioranza, il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo &#8211; <em>PJD<\/em>, d&#8217;ispirazione islamista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembrava l&#8217;inizio di un periodo foriero di riforme e di sviluppo; dopo sei anni di governo, da settembre 2011 ad aprile 2017, <em>Benkirane<\/em> \u00e8 stato costretto alle dimissioni senza essere riuscito a risolvere molte delle questioni aperte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il PJD, dissimile da quello tunisino ed egiziano, seppur con difficolt\u00e0 e in calo di consenso popolare, \u00e8 riuscito a mantenersi vivo, voce di un Islam politico e militante ma non estremista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E proprio per cercare di essere pi\u00f9 propositivo nel migliorare la condizione di vita dei cittadini, di ridurre la disoccupazione in crescita e di abbattere una dilagante corruzione, il partito di maggioranza, vincitore delle elezioni politiche dello scorso ottobre 2016, si \u00e8 visto costretto ad adottare dei correttivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo e pi\u00f9 importante passo \u00e8 stato proprio quello di porre termine a una lunga e dannosa <em>impasse<\/em> politica post-elettorale durata pi\u00f9 di sei mesi, agevolando le dimissioni di <em>Benkirane<\/em>, rigido nel non accettare la formazione di un Governo non pi\u00f9 polarizzato e con la presenza di altre forze politiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora il Paese \u00e8 nelle mani di un nuovo Primo Ministro che invece ha accettato la formazione di un Governo di coalizione: l&#8217;<em>ex <\/em>Ministro degli Esteri <em>Saad Eddine El Othmani<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A ben guardare, il nuovo governo si discosta marcatamente dal precedente per la presenza al suo interno di cinque partiti politici, oltre al Partito di maggioranza: il Movimento Popolare, il Partito del Progresso e del Socialismo, l&#8217;Unione Socialista, l&#8217;Unione Costituzionale e il <em>Rassemblement National des Ind\u00e9pendants.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai citati partiti si devono poi aggiungere i ministri della Corona, figure istituzionali di spicco che sono l&#8217;emanazione del <em>Makhzen<\/em>, la Corte Reale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il PJD, a fronte di 125 seggi in Parlamento, \u00e8 l&#8217;espressione di 12 dicasteri nella nuova compagine governativa, il Movimento Popolare ha 27 seggi parlamentari e 5 ministri, l&#8217;Unione Socialista 20 seggi e 3 ministri, l&#8217;Unione costituzionale 19 seggi e 2 ministri, il Partito del Progresso e del Socialismo 12 seggi e 3 dicasteri, mentre i ministri della Corona sono 7.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla ripartizione dei ministeri si evidenzia come il PJD abbia perso consenso e forza, non solo in termini quantitativi, ma anche qualitativi, poich\u00e9 non ha pi\u00f9 il controllo di alcuni importanti dicasteri, tra cui quello della Giustizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si rimarca la contraddizione per il PJD che, pur avendo ottenuto un buon risultato alle ultime elezioni nel settembre 2016, ha palesato evidenti difficolt\u00e0 politiche nella formazione del nuovo Governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Partito islamista sembra aver perso lo slancio iniziale e la sua vocazione di Partito vicino alla gente e, allo stato attuale, \u00e8 difficile prevedere quale potranno essere le conseguenze del cambio di governo sull&#8217;equilibrio istituzionale e sull&#8217;assetto interno al partito stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto, questo \u00e8 certo, il Re <em>Mohammed IV<\/em>, tramite i 7 ministri della Corona, ha potenziato la sua influenza su alcuni dicasteri chiave tra cui quello della Difesa, degli Affari Islamici e, come da consolidata tradizione, quello degli Esteri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, il <em>Makhzen<\/em> ha mantenuto il controllo anche del Ministero degli Interni, in prosecuzione di quanto gi\u00e0 avvenuto nell&#8217;ultima fase del mandato del precedente Primo Ministro<em> Benkirane<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altrettanto certo il richiamo del Monarca sulla necessit\u00e0 di risolvere i problemi interni del Paese e di mettere \u2026.&#8221;<em>il cittadino al centro dell&#8217;azione dell&#8217;Esecutivo<\/em>&#8220;, ben consapevole del malumore dei suoi sudditi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti i <em>dossier <\/em>che il nuovo Governo deve affrontare con decisione: la stagnante situazione economica, la disoccupazione in crescita, una farraginosa amministrazione pubblica, la bilancia commerciale in sofferenza, il settore agricolo in difficolt\u00e0 e quello turistico da incentivare, il progetto per la costruzione del gasdotto <em>Gazoduc<\/em>, il rischio dell&#8217;insorgenza terroristica (si calcola che pi\u00f9 di 1300 <em>foreign fighters<\/em> in questo periodo combattono in Siria), l&#8217;instabilit\u00e0 regionale e, non ultima, la spinosa questione del <em>Sahara <\/em>occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La regione di 270 mila kmq \u00e8 contesa dal Marocco, subentrato alla Spagna che nel 1975 rinunci\u00f2 al controllo amministrativo coloniale, e dal movimento indipendentista <em>Polisario<\/em> (<em>Frente Popular de Liberacion de Sagu\u00eca el Hamra y R\u00eco de Or)<\/em>; sullo sfondo la Missione delle Nazioni Unite-MINURSO, chiamata a controllare il rispetto del cessate il fuoco lungo le linee di confine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La regione \u00e8 stata dichiarata &#8220;non autonoma&#8221; dalle Nazioni Unite, \u00e8 riconosciuta da una cinquantina di stati (quasi tutti africani) ed \u00e8 membro dell&#8217;Unione Africana ma non delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le parti in lotta, in base all&#8217;accordo di pace siglato al termine della guerra civile durata dal 1975 al 1991, sono separate da uno sbarramento lungo 2.700 km che divide la regione in due parti: quella pi\u00f9 grande (due terzi del territorio) lungo la costa, ricca di petrolio e fosfati ma anche di prodotti della pesca, \u00e8 controllata dal Marocco, mentre il restante territorio verso il confine con la Mauritania e pi\u00f9 povero di risorse, \u00e8 amministrato dal <em>Fronte Polisario.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo un periodo di &#8220;calma apparente&#8221;, la tensione nella regione si sta sempre pi\u00f9 riacutizzando e non pu\u00f2 pi\u00f9 essere sottovalutata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le sfide per il nuovo Esecutivo non mancano e, dai risultati che riuscir\u00e0 ad ottenere, dipender\u00e0 la sua sopravvivenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di sicuro il <em>Re Mohammed IV<\/em> resta vigile e pronto a intervenire, consapevole che il suo Regno, che si \u00e8 salvato dalla stagione delle rivolte popolari e delle spinte rivoluzionarie, potrebbe impantanarsi in una crisi pericolosa nel caso in cui per i 35 milioni di marocchini venisse meno la speranza per un futuro migliore e pi\u00f9 equo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_7772\" style=\"width: 595px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7772\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-7772\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Mappa4.jpg\" alt=\"IL Sahara ex spagnolo oggi (ex Rio de Oro).\" width=\"585\" height=\"581\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Mappa4.jpg 982w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Mappa4-150x150.jpg 150w, 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