{"id":7760,"date":"2017-05-29T15:00:36","date_gmt":"2017-05-29T14:00:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7760"},"modified":"2017-05-29T15:00:36","modified_gmt":"2017-05-29T14:00:36","slug":"lincessante-guerra-in-libia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7760","title":{"rendered":"L&#8217;INCESSANTE GUERRA IN LIBIA"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_7762\" style=\"width: 591px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7762\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-7762\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Libia-002-copy-540x405.jpg\" alt=\"Il lungomare di Tripoli ai tempi di Gheddafi (photo\u00a9firuzeh)\" width=\"581\" height=\"436\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Libia-002-copy-540x405.jpg 540w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Libia-002-copy-267x200.jpg 267w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Libia-002-copy-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Libia-002-copy-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Libia-002-copy.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 581px) 100vw, 581px\" \/><p id=\"caption-attachment-7762\" class=\"wp-caption-text\">Il lungomare di Tripoli ai tempi di Gheddafi (photo\u00a9firuzeh)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La Libia \u00e8 nel caos pi\u00f9 completo grazie all\u2019intervento sconsiderato dell\u2019Occidente che non ha valutato le conseguenze di una destabilizzazione di un territorio che si reggeva in instabile stabilit\u00e0 per un uomo forte che certamente con metodi che fanno rabbrividire, teneva le trib\u00f9. Di seguito la situazione attuale lucidamente analizzata da Aldo Madia<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 17 maggio, nel deserto del Fezzan, a meno di 70 chilometri da Sebha, viene assaltata la base aerea di Brak al Shati, fino a quel momento controllata dalle milizie fedeli al generale Khalifa Haftar.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attacco, che viola la tregua raggiunta da pochi giorni fra Tripoli e Bengasi, \u00e8 subito sconfessato dal governo tripolitano di Fayez Al Serraj.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La strage causa 141 vittime di cui 74 sono militari della \u201cBrigata 12\u201d di Haftar e sarebbe stata eseguita da un gruppo delle milizie di Misurata, la citt\u00e0 che fornisce la maggiore forza armata al governo di Tripoli. Il gruppo sarebbe \u201cTerza Forza\u201d, presumibilmente dissociatosi dal governo di Serraj. In merito, il ministro della difesa di Tripoli sostiene di non aver impartito alcun ordine di attacco contro la base aerea e che gli ordini sono sempre quelli per rispettare la tregua e addossa la responsabilit\u00e0 dell\u2019evento alle truppe di Haftar che hanno eseguito raid aerei su Tamanhint.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019altro canto, i deputati del parlamento di Tobruk, legati al generale, e il loro presidente Aguila Saleh addossano la responsabilit\u00e0 proprio al ministro della difesa di Tripoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non riesce ad abbassare i toni Martin Klober, l\u2019inviato speciale delle Nazioni Unite, che condanna l\u2019attacco alla base aerea e invita le parti a cercare soluzioni politiche pacifiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tre giorni dopo, il ministro dell\u2019interno italiano Minniti riceve i suoi omologhi di Libia, Ciad e Niger, Paesi questi ultimi due che confinano con il Sud della Libia e rappresentano due dei principali punti di transito per le carovane di migranti che dall\u2019Africa sub-sahariana cercano di raggiungere il Mediterraneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di un progetto pi\u00f9 complicato del previsto non avendo avuto alcun esito, come gi\u00e0 verificatosi in occasione del recente incontro al Viminale fra i sindaci del Fezzan, regione meridionale della Libia praticamente senza controllo, e per il successivo Vertice con i capi delle principali trib\u00f9 della regione, che avrebbe dovuto portare a un coinvolgimento nelle operazioni di contrasto all\u2019immigrazione. Insieme all\u2019Algeria, Ciad e Niger coprono l\u2019intero confine Sud della Libia d 5.000 chilometri attraverso i quali oltre ai migranti passa ogni genere di contrabbando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma sigillare quella frontiera attraversata dal 90% dei migranti che arrivano in Italia significherebbe sbarrare la strada a decine di migliaia di uomini, donne e bambini rendendone ancora pi\u00f9 drammatiche le condizioni di vita poich\u00e9 non avrebbero altra scelta se non quella di ammassarsi lungo il confine o tentare rotte ancora pi\u00f9 difficili pur di raggiungere l\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Peraltro, neppure il Vertice riunito il 23 maggio a Bruxelles dal c.d. \u201cQuartetto\u201d, formato da ONU, UE, Lega Araba e Unione Africana, ha registrato risultati efficaci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ultimo numero del settimanale britannico <em>The Economist<\/em>, all\u2019indomani dell\u2019attentato di Manchester e dell\u2019arresto proprio a Tripoli del fratello minore e del padre dell\u2019attentatore suicida, Salman Abedi, aderito a Daesh, scrive che la Libia \u201ccontinua a essere nel caos\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E spiega che infuriano ancora le milizie jihadiste di Daesh, che, cacciato da Sirte, pu\u00f2 contare ancora di oltre 500 combattenti che si starebbero riorganizzando \u201cnelle valli desertiche e tra le colline rocciose a Est della capitale Tripoli\u201d, mentre ogni tentativo di realizzare un governo di accordo nazionale sponsorizzato dalla comunit\u00e0 internazionale sin dal 2015 deve ormai considerarsi fallito.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 proprio cos\u00ec?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In effetti, la realt\u00e0 sul terreno sembra confermare quanto scrive il settimanale britannico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appena due giorni addietro, proprio nel quartiere di Abu Selim a Tripoli, confinante con quelle colline rocciose e valli desertiche, sanguinosi scontri causano oltre 50 morti, fra i quali civili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel quartiere sparano carri armati e fucili mitragliatori nell\u2019assedio del carcere di massima sicurezza nel quale erano rinchiusi il terzo figlio di Gheddafi, Saadi, e con lui l\u2019ex capo dei servizi segreti del colonnello, Abdallah Senoussi, noto per la sua ferocia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I due prigionieri comunque \u2013 secondo quanto dichiarato dal ministro della difesa del governo Serraj &#8211; sarebbero stati alla fine tradotti in \u201cun luogo sicuro\u201d, mentre nella guerra per le strade, inclusa l\u2019autostrada in direzione dell\u2019aeroporto, il bilancio di due giorni di combattimento \u00e8 di 52 morti, in gran parte della brigata fedele al governo Serraj che \u00e8 di stanza proprio nel quartiere di Abu Selim.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019assalto sarebbe stato gestito dall\u2019ex premier Khalifa Ghwell, spodestato da Serraj e non nuovo a colpi di mano militari \u2013 l\u2019ultimo nell\u2019ottobre scorso \u2013 e scontri con le milizie fedeli al nuovo governo per mostrare chi ancora conta nella capitale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dei Gheddafi, dopo un lungo silenzio, si \u00e8 tornato a parlare giorni addietro, quando sul <em>Times<\/em> di Londra \u00e8 apparsa un\u2019intervista scritta al Cairo da Ahmed Gheddafi al Dam, cugino del colonnello, che ha avuto molta eco in Libia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gheddafi al Dam sostiene \u2013 anche se la stessa sera fa una parziale smentita &#8211; che la vedova del colonnello e alcuni dei figli che vivono con lei in Oman, quindi anche l\u2019unica figlia Aysha, ormai appoggiano il generale ribelle Khalifa Haftar che, sostenuto da Egitto e Russia, si \u00e8 contrapposto a Serraj proponendosi come nuovo forte del Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Haftar \u00e8 uno dei militari che contribu\u00ec alla salita al potere del colonnello Gheddafi nel 1969 ed \u00e8 stato il suo braccio destro fino alla cattura durante la guerra in Ciad. E\u2019 liberato dagli americani e si trasferisce negli USA fino alla rivolta del 2011.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Adesso il generale della Cirenaica \u00e8 ancora alle prese con citt\u00e0 ribelle di Derna, dove non riesce da mesi ad avere ragione dei miliziani legati ad Al Qaeda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 19 maggio, nel primo giorno di Ramadan, l\u2019Egitto bombarda Derna dove, secondo quanto avrebbe spiegato al telefono il ministro degli esteri egiziano, Sameh Shukri, al segretario di Stato USA, Rex Tillerdson, si nasconderebbero gli autori della strage di cristiani copti \u2013 35 i morti \u2013 nel Sud dell\u2019Egitto il giorno prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le coraggiose iniziative dell\u2019Italia per riportare la Libia alla pace non hanno ancora efficacia per i tanti attori presenti \u2013 ufficialmente e no &#8211; nel Paese e interessati alla sua parcellizzazione per divedersene le risorse energetiche.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Situazione speculare a quelle in atto in Iraq e Siria. \u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_7764\" style=\"width: 569px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7764\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-7764\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Libia-199-copy-540x405.jpg\" alt=\"La presenza di Roma in Libia, Leptis Magna. 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