{"id":7735,"date":"2017-05-15T19:10:16","date_gmt":"2017-05-15T18:10:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7735"},"modified":"2017-05-15T19:10:16","modified_gmt":"2017-05-15T18:10:16","slug":"sulla-siria-nuovi-accordi-di-astana-attuale-situazione-geopolitica-nella-regione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7735","title":{"rendered":"SULLA SIRIA NUOVI ACCORDI DI ASTANA. Attuale situazione geopolitica nella regione."},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-7738\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/accordo-di-astana.jpg\" alt=\"accordo-di-astana\" width=\"583\" height=\"328\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/accordo-di-astana.jpg 700w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/accordo-di-astana-280x158.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/accordo-di-astana-580x326.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/accordo-di-astana-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 583px) 100vw, 583px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La situazione nella regione mediorientale \u00e8 sempre pi\u00f9 complicata. Tracciare le linee geopolitiche attuali \u00e8 difficile. Di seguito una lucida analisi di un esperto conoscitore della regione. Gli accordi di Astana: saranno tutti implementati? Personalmente \u2026penso di no\u2026.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1.Il sei maggio il ministero degli esteri russo pubblica il testo del nuovo accordo per il cessate-il-fuoco in quattro zone della Siria, firmato tre giorni prima ad Astana da Iran, Russia Siria e Turchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019accordo prevede il cessate-il-fuoco dalla mezzanotte del sei maggio e riguarda: \u201cla provincia di Idlib e parte delle vicine province (Aleppo, Latakia e Hama), alcune aree nel Nord della provincia di Homs e Ghouta (sobborgo di Damasco Est) e alcune zone nel Sud della Siria (le province di Daraa e Quneitra)\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019accordo prevede nuove misure di sicurezza: garanzie di incolumit\u00e0 per i profughi di passaggio e un\u2019area di protezione per la zona controllata dai kurdi nel Rojava.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i firmatari dell\u2019accordo mancano gli USA, il cui presidente comunque \u2013 rivela il giornale della confindustria russa, \u201cKommersant\u201d &#8211; ha pi\u00f9 volte telefonato al suo omologo russo ripristinando i contatti interrotti dal bombardamento americano del 7 aprile alla base aerea di Shayrat, vicino a Homs, in Siria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019iniziativa del presidente Trump ha un\u2019immediata eco nei contatti telefonici di Joseph Dunford, Capo di Stato Maggiore dell\u2019esercito americano, con il suo omologo russo Valery Gerasimov.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal colloquio emerge che gli USA sono pronti a riprendere lo scambio di informazioni tra i due eserciti e a \u201ccontinuare a lavorare su misure supplementari per prevenire conflitti nelle operazioni militari contro Daesh e Fatah al Sham (gi\u00e0 Jabhat al Nusra)\u201d, come riferisce in un comunicato ufficiale il ministero della difesa russa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo Alexander Fomin, vice ministro della difesa russa, <u>l\u2019accordo di Astana avrebbe ricevuto l\u2019assenso di altri importanti attori della regione, come Israele e Arabia Saudita. <\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><u>2.In realt\u00e0 non \u00e8 proprio cos\u00ec.<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 il 10 maggio, il Fronte Tahir al-Sham, guidato da Fatah al-Sham, minaccia i gruppi armati partecipanti al vertice di Astana se dovessero aderire al cessate-il-fuoco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E questo perch\u00e9 se l\u2019accordo di Astana prevede la cessazione di attacchi aerei del governo siriano e dell\u2019aviazione russa nelle quattro safe zone previste, questo non vale per Fatah al Sham e i combattenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure i qaedisti minacciati, gi\u00e0 duramente colpiti dalla vendetta di Fatah al Sham dopo la decisione di aderire al tavolo di Astana, pochi giorni prima avevano contattato il governo siriano ed evacuato il campo profughi palestinese di Yarmouk in Siria, dove dei 180 mila profughi sono rimasti solo 18 mila, a seguito dell\u2019arrivo dei miliziani qaedisti tre anni addietro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In effetti, il caotico fronte delle opposizioni, obbedienti a diversi attori, non ha limiti e confini precisi e le opposizioni inviate a Ginevra e Astana \u2013 tra i gruppi che hanno stretto alleanze con i qaedisti \u2013 non hanno ancora ufficialmente aderito all\u2019accordo, che non \u00e8 diretto a loro n\u00e9 a Damasco, ma ai tre Paesi sponsor. In altri termini, il governo siriano ha dato la sua adesione, ma l\u2019ampio spettro di opposizioni non ha fornito elementi chiari in merito. Va sottolineato che il Fronte anti-Assad \u00e8 diviso su altri piani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Turchia non ha nascosto l\u2019ira per la decisione dell\u2019amministrazione statunitense di fornire armi alle YPG kurde. Due giorni fa, infatti, il presidente americano ha approvato l\u2019invio di armamenti (bulldozer, veicoli blindati, mitragliatrici, munizioni e radio) ai combattenti kurdi a capo della federazione multietnica e multiconfessionale delle \u201cForze Democratiche Siriane\u201d (SDF).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dietro sta la volont\u00e0 di riprendere Raqqa, la \u201ccapitale\u201d di Daesh, ormai circondata dalle SDF che il 10 maggio hanno annunciato la liberazione totale di Taqba, strategica localit\u00e0 a Ovest di Raqqa, che taglia ogni via di fuga e trasferimento di Daesh verso Nord e verso l\u2019Ovest.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rabbia della Turchia non s\u2019\u00e8 fatta attendere: \u201cSpero davvero che si tratti di un errore che sar\u00e0 modificato subito\u201d, ha detto il presidente turco Erdogan. Ankara accusa gli USA di armare un gruppo legato al PKK, che poi potrebbe usare quelle armi contro l\u2019esercito turco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esercito che \u00e8 presente da agosto a Rojava nel Nord della Siria e che prosegue negli attacchi alle YPG, nonostante siano chiaramente appoggiati dall\u2019alleato USA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente, Ankara sa che gli USA abbandoneranno le istanze kurde subito dopo che Raqqa sar\u00e0 liberata. E Erdogan potr\u00e0 proseguire l\u2019uccisione dei kurdi \u2013 che considera terroristi &#8211; per frammentare la Siria con un corridoio lungo il confine che intende ripulire dal progetto di confederalismo democratico ideato da Rojava.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, un rapporto della Sicurezza Israeliana, pubblicato sul quotidiano <em>Maariv<\/em>, afferma che \u201cle decisioni assunte ad Astana rappresentano un inutile tentativo per la soluzione del conflitto in Siria\u2026 Israele, nonostante l\u2019entrata in vigore dell\u2019accordo, non lo osserver\u00e0 e continuer\u00e0 con i suoi raid aerei contro attivit\u00e0 considerate terroristiche nei suoi confronti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tel Aviv \u00e8 cosciente del fatto che la creazione delle zone di sicurezza pone seri problemi alla prosecuzione dei suoi piani di destabilizzazione nel conflitto siriano per due motivi:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>il primo \u00e8 il divieto per gli aerei della coalizione internazionale e per quelli israeliani \u201cdi poter operare nelle zone di sicurezza in Siria\u201d. E in effetti \u201cLe operazioni dell\u2019aviazione nelle zone di sicurezza, in particolare quelle della coalizione, non sono assolutamente previste, tranne quelle contro Daesh\u201d, dichiara l\u2019inviato speciale russo per la Siria, Alexander Lavrentiev. Lo stesso faranno l\u2019aviazione russa e quella siriana che, secondo il capo delle forze armate russe, Serguei Rudskoi, non sono pi\u00f9 operative dai primi di maggio\u201d purch\u00e9 non ci sia pi\u00f9 alcuna attivit\u00e0 militare nelle aree sicure, al fine di garantire una tregua duratura in queste zone\u201d;<\/li>\n<li>il secondo punto riguarda il posizionamento, legittimato dagli accordi, di truppe iraniane nelle aree: una delle quattro zone (Idlib, Deraa, Homs e Ghouta orientale periferia Est di Damasco), sar\u00e0 quella meridionale di Deraa proprio a ridosso delle Alture del Golan e del confine con Israele. Tel Aviv ritroverebbe vicino ai suoi confini, grazie a un accordo internazionale sostenuto anche dall\u2019ONU, quello che ha cercato di evitare in tutti questi anni: i pasdaran iraniani.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fondamentale, comunque, sar\u00e0 la posizione degli USA: l\u2019amministrazione americana ha accolto la notizia dell\u2019accordo con prudenza, sostenendolo purch\u00e9 riesca \u201ca ridurre realmente la violenza in Siria\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo i media israeliani, invece, nonostante gli USA possano appoggiare questo accordo da un punto operativo con Mosca, di sicuro \u201cnon rinunceranno a sostenere tutte le fazioni ribelli moderate\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Affermazioni che trovano fondatezza nelle operazioni militari che gli USA stanno portando avanti nella zona di confine tra Siria e Giordania. Infatti, il 7 maggio \u00e8 iniziata l\u2019esercitazione militare Eager Lion che vede impegnate, sotto il comando americano, oltre 7.550 militari provenienti da 20 Paesi, principalmente europei, africani e dei Paesi del Golfo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Giordania, pur essendo stata invitata per la prima volta ai colloqui di Astana come Paese \u201cosservatore\u201d, ha dichiarato che proseguir\u00e0 nella sua politica di contrasto per la crisi siriana e per difendere il proprio Paese da terrorismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLa Giordana non ha firmato gli accordi di Astana sulle <em>Safe Zone<\/em>, ha dichiarato l\u20198 maggio il portavoce del governo giordano, Mohammed al Moemeni, e difender\u00e0 con qualsiasi mezzo le sue frontiere in caso di necessit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Media vicini alle agenzie di stampa siriane (<em>Sanaa<\/em>, <em>Al<\/em> <em>Mayadeen<\/em>) affermano che in caso di necessit\u00e0 la Giordania potrebbe invadere la Siria nella zona di Al Tanf, posizionando una nuova milizia, il gruppo Maghawir Al Thawra, creata e armata dagli americani sia contro Assad che contro Daesh.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella stessa giornata dell\u20198 maggio, il ministro degli esteri siriano, Walid Al Mouallem, ha avvertito la Giordania che qualsiasi azione militare in Siria senza l\u2019avallo di Damasco, sar\u00e0 considerato come \u201catto ostile\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al ministro fa eco Hezb\u2019Allah: \u201cchiunque violer\u00e0 i confini siriani, pagher\u00e0 un caro prezzo e sar\u00e0 considerato un possibile bersaglio\u201d afferma un suo comunicato stampa diffuso il 10 maggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le priorit\u00e0 di Damasco sono quelle di riconquistare tutte le localit\u00e0 meridionali confinanti con Giordania e l\u2019Iraq, per ricongiungere le proprie truppe che combattono contro Daesh (gruppo Khalid Ibn Al Walid), con quelle irachene delle Hashd Shaabi (Unit\u00e0 Mobilitazioni Popolari, truppe multiconfessionali di Baghdad) per creare un fronte comune in difesa della frontiera meridionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 anche da considerare che diventa sempre pi\u00f9 alta la tensione lungo il confine tra Libano e Israele, enfatizzato dai media israeliani che continuano a evocare la prossima guerra, la terza, tra l\u2019esercito israeliano ed Hezb\u2019Allah.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne parla anche Hassan Nasrallah, segretario generale del movimento sciita, che in un recente discorso sulla situazione attuale, dichiara: \u201cIsraele continua con la propria propaganda colonialista e di aggressione\u2026 dopo l\u2019investitura di Trump gli israeliani dimostrano che hanno bisogno del permesso americano per scatenare una nuova guerra contro il Libano\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nasrallah lancia un chiaro avvertimento allo Stato israeliano, dopo le recenti violazioni e provocazioni di Tel Aviv.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il messaggio \u00e8 utilizzato anche per ribadire che la resistenza libanese \u00e8 pronta: \u201cil sostegno americano e quello arabo per una guerra contro il Libano non \u00e8 mai stato tanto forte visto che alcuni Paesi arabi (Arabia Saudita e Qatar) sono pronti a pagare i costi di questa guerra\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se i media israeliani quotidianamente narrano di un conflitto molto vicino, un rapporto del quotidiano Haaretz indica il rischio di una possibile sconfitta rimane molto alto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Haaretz afferma che l\u2019arsenale del movimento sciita ha oltre 130 mila missili di nuova produzione iraniana e russa, con una gittata dai 40 ai 300 kilometri: una potenza di fuoco in grado di colpire qualsiasi obiettivo in tutto lo Stato ebraico. Analisi che trova l\u2019accordo del Centro Studi per la Sicurezza Israeliana, che indica Hezb\u2019Allah come una \u201cminaccia seria e pericolosa\u201d con i suoi droni, i suoi \u201ccommandos\u201d, abituati a qualsiasi tipologia di combattimento dopo sei anni di guerra in Siria, i suoi missili terra-aria che sono, per la prima volta, una concreta minaccia contro aviazione e marina israeliana. Proprio per questo motivo le forze israeliane stanno continuando a costruire muri di protezione lungo il confine settentrionale e hanno avviato una serie di esercitazioni che coinvolgono la Marina per il rischio di incursioni anche via mare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sembrano, quindi, inverosimili le parole di Nasrallah quando afferma che \u201cHezb\u2019Allah \u00e8 in grado di poter rispondere a qualsiasi attacco israeliano e di contrattaccare con qualsiasi mezzo\u201d se verr\u00e0 superata la \u201clinea rossa di tolleranza del conflitto\u201d. Il segretario si riferisce anche a possibili obiettivi come le riserve di ammoniaca di Haifa o altri \u201ctarget sensibili\u201d nel caso in cui venissero attaccati di nuovo tutte le infrastrutture e i civili libanesi, come avvenuto nel 2006.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche il presidente della Repubblica, Michel Aoun, ha affermato in una recente intervista sul canale LBC che il suo Paese \u201cnon tollerer\u00e0 pi\u00f9 nessuna aggressione israeliana contro il territorio libanese\u201d aggiungendo che \u201cHezb\u2019Allah e la Resistenza Libanese sono una risorsa complementare a quella dell\u2019esercito libanese per la difesa dei confini nazionali\u201d (nota gi\u00e0 scritta nel precedente articolo in materia).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello specifico, Aoun si riferiva alle polemiche relative alla lettera inviata da Tel Aviv all\u2019ONU circa una violazione della Risoluzione 1701 da parte delle autorit\u00e0 libanesi proprio per il continuo riarmo delle milizie sciite. Come risposta ufficiale a una \u201csimile e infamante accusa\u201d, il presidente Aoun in un comunicato ha dichiarato che al contrario \u00e8 \u201clo Stato ebraico a infrangere tutti i vincoli della Risoluzione 1701 da oltre 10 anni, con continue ingerenze, attivit\u00e0 di spionaggio, sconfinamento oltre che la mancata restituzione di parte del territorio libanese (fattorie di Sheba) \u201c.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, in merito alla questione palestinese, sia Nasrallah sia Aoun concordano sul fatto che il processo di pace in Palestina sia definitivamente \u201cseppellito\u201d dopo l\u2019incontro fra Trump e Netanyahu, visto che \u201cTel Aviv non si immagina pi\u00f9 uno Stato palestinese indipendente, continua da decenni a colonizzare, distruggere case e terreni agricoli e non ha mai preso in considerazione il rientro dei rifugiati da Paesi limitrofi della Palestina\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nasrallah, a conferma dell\u2019ormai solida alleanza regionale tra sauditi e israeliani, sottolinea che \u201cgli arabi hanno liquidato la questione palestinese e molti Paesi del Golfo si affrettano a normalizzare le loro relazioni con Israele dimenticando le sofferenze del popolo palestinese\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso Aoun ha irritato recentemente alcuni Paesi della Lega Araba \u2013 succubi dell\u2019egemonia saudita \u2013 dopo aver evocato \u201cla protezione di Gerusalemme da parte dei Paesi arabi e la necessit\u00e0 di sostenere la Resistenza palestinese contro il progetto israeliano\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non pu\u00f2 mancare in questo contesto la programmata visita del presidente Trump a Riyadh il 19 maggio &#8211; giorno delle elezioni presidenziali iraniane \u2013 per due obiettivi: un investimento da parte saudita di 40 miliardi di dollari in progetti strutturali negli Usa; accordi per la vendita di armi USA al re saudita Salman per un totale di 100 miliardi di dollari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019armamento \u00e8 costituto da navi, sistemi di difesa aerea e jet e l\u2019impegno a vendere altri 300 miliardi di dollari a Riyadh nei prossimi 10 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La data della visita e gli accordi gi\u00e0 comunicati ai media sono chiaramente diretti all\u2019Iran e a Israele, per depotenziare l\u2019Iran e rassicurare Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4.<strong><u>Che sta succedendo a livello geopolitico?<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 la probabile caduta di Mosul e Raqqa non costituir\u00e0 la fine di Daesh che, dopo l\u2019attacco anglo-americano all\u2019Iraq nel 2003, ha acquisito gli ufficiali pi\u00f9 valenti dell\u2019ex esercito di Saddam Hussein.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Daesh riguarda due possibili target: l\u2019assalto all\u2019Europa, iniziato con le stragi in Francia nel 2015 e le contrade pi\u00f9 remote del Sinai egiziano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo contesto, le iniziative del presidente americano sembrano pi\u00f9 orientate al Libano, atteso che la \u201cquestione Israele \u2013 Territori Occupati Palestinesi\u201d \u00e8 nei fatti superata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un sintetico panorama inizia dal Sinai, dove i miliziani di Daesh sono in grado di tenere a bada l\u2019esercito egiziano difendendo la loro roccaforte del Monte Jabal Halal, nel cuore della penisola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, il complesso difensivo \u00e8 attraversato da una ragnatela di gallerie sotterranee, che comunque gli americani potrebbero distruggere con super-bombe GBU-43B, uccidendo i jihadisti e quanti altri si possano trovare nei pressi, anche se civili, i noti \u201ceffetti collaterali\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019alternativa sarebbe un attacco con i missili da crociera, di cui hanno discusso il generale Al-Sisi e lo stesso Trump lo scorso 3 aprile. Il capo del Pentagono, James Mattis, per\u00f2 non ha ancora dato il via libera, senza pensare che il tempo sarebbe stato favorevole ai jihadisti di Daesh per riorganizzarsi. Di fatto, \u00e8 accaduto che il leader di Daesh hanno preso contatti con le cellule beduine presenti nella zona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considerato che ogni trib\u00f9 \u00e8 composta da 100 mila persone e che nel Sinai ce ne sono una decina, i jihadisti hanno formato nuove brigate creando un esercito pi\u00f9 omogeneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019obiettivo potrebbe essere quello di organizzare un\u2019ondata di attacchi terroristici al Golfo di Aqaba (Sharm el-Sheik?) e sul Mar Rosso, colpendo i gangli vitali dell\u2019economia turistica egiziana. Ma \u00e8 a rischio anche il porto israeliano di Eilat.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ogni caso, tutta la fascia costiera che arriva fino a Ras Mihamad e lo stesso centro di Aqaba potrebbe essere un bersaglio importante per destabilizzare il settore terziario del sistema produttivo giordano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019emergenza ha fatto rafforzare la collaborazione fra i servizi segreti di Gerusalemme e del Cairo. Gli israeliani hanno chiuso immediatamente il varco di Taba, controllando tutti gli egiziani che avevano chiesto di recarsi nel Mar Rosso, temendo infiltrazioni terroristiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E, fra l\u2019altro, l\u2019intelligence estera israeliana (<em>Mossad<\/em>) \u00e8 convinta che l\u2019attacco al Monastero di Santa Caterina rappresenti una sorta di esperimento sul campo della nuova dottrina di Daesh.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E ritorniamo al Libano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 il vero problema per Israele \u00e8 il fatto che, da tempo, Assad ha affidato il suo esercito all\u2019Iran. Le forze armate siriane obbediscono a Suleimani, l\u2019invincibile generale comandante delle Brigate Al Quds, operante sin dall\u2019attacco iracheno \u2013 mandato e armamento USA \u2013 contro l\u2019Iran nella prima guerra del golfo iniziato nel 1980 contro la neonata Repubblica Islamica<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le forze siriane obbediscono a Qassem Soleimani, generale, capo delle Forze al Quds, \u00e9lite delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane, create dalla Guida Suprema Ayatollah Ruhallah Mosavi Khomenei nel 1980 e finita 8 anni dopo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Suleimani non ha mai dimenticato quella guerra n\u00e9 le altre scatenate dagli USA in Afghanistan nel 2001, Iraq ne 2003 e Libia nel 2011.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del generale si sa che nell\u2019aprile 2016 si \u00e8 recato a Mosca per organizzare le operazioni congiunte Russia, Iran, Siria mentre l\u2019Iran inviava ad Aleppo un contingente di paracadutisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel settembre dello stesso anno, il generale ha coordinato ad Aleppo le sue Forze Al Quds con i miliziani siriani di Harakat al Mujabe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli accordi di Astana e la situazione geopolitica attuale della regione mediorientale<\/p>\n","protected":false},"author":2122,"featured_media":7738,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[1490,1692,1284,80,1296,245,2492,2130,131,1290,1291,55,1273],"tags":[3436,3437,3432,3434,3433,3435],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/accordo-di-astana.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-20L","jetpack_likes_enabled":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7735"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2122"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7735"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7735\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7741,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7735\/revisions\/7741"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7738"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7735"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7735"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7735"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}