{"id":7669,"date":"2017-04-10T18:39:08","date_gmt":"2017-04-10T17:39:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7669"},"modified":"2017-04-10T18:40:37","modified_gmt":"2017-04-10T17:40:37","slug":"la-grande-guerra-litalia-e-il-levante-geopolitica-di-cento-anni-fa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7669","title":{"rendered":"La Grande Guerra. L\u2019Italia e il Levante: geopolitica di cento anni fa."},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-7673\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/img325-294x405.jpg\" alt=\"img325\" width=\"478\" height=\"658\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/img325-294x405.jpg 294w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/img325-145x200.jpg 145w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/img325-768x1057.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/img325-300x413.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 478px) 100vw, 478px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 aperta il 6 aprile un\u2019interessante mostra a Roma presso l\u2019Archivio Centrale dello Stato a Roma (EUR, Piazzale degli Archivi), ideata e curata dal prof. Eugenio Lo Sardo (Sovrintendente ACS), dalla dott.ssa Anna De Pascale e dal dott. Carlo Maria Fiorentino, funzionari dell\u2019Archivio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attinenti, e alcuni poco noti, ma di grande impatto, sono i documenti scelti, tra le migliaia disponibili, per illustrare quale \u00e8 stato il percorso e il ruolo dell\u2019Italia nel Levante dal 1911, quando il Governo del giovane Regno d\u2019Italia intese stabilirsi sulle coste dell\u2019Africa settentrionale, al 1923, Trattato di Losanna, che vide, tra l\u2019altro, a) Roma saldamente stabilita in Libia e nel Dodecaneso, e b) la scomparsa dell\u2019Impero Ottomano che per volere di Mustafa Kemal (poi conosciuto come Ataturk) divenne una repubblica laica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 un percorso storico affascinante: splendide fotografie d\u2019epoca ci rendono l\u2019atmosfera di quei luoghi. Le immagini provengono da vari Musei, Archivi Storici (quello della Marina Militare che ha fornito anche belle carte dell\u2019Impero Ottomano, Asia e Africa della fine del XVII e XVIII secolo), e collezioni pubbliche e private. Alcuni reperti, soprattutto nella ricostruzione di una tenda tribale libica, provengono dal Museo Nazionale Preistorico Etnografico \u2018L. Pigorini\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le fotografie sono documenti di grande valenza storica oltre che d\u2019indiscusso fascino: vanno studiate con grande cura, soffermandosi anche sui minimi particolari che svelano molto del periodo in cui furono prese, qualche volta anche pi\u00f9 dei documenti scritti oppure aiutano a meglio comprenderli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Societ\u00e0 Geografia Italiana ha contribuito con alcuni rari fototipi della Collezione Capra riguardanti l\u2019Anatolia e con un documento, ad avviso di chi scrive, di rara curiosit\u00e0 storica: si tratta, infatti, di una Carta della Repubblica turca a colori realizzata da Izz-Ud-Din a Costantinopoli (non ancora Istanbul) nel 1923. Il pregio storico di questo documento \u00e8 che le indicazioni sono scritte in turco ma ancora con alfabeto arabo: quell\u2019alfabeto che di l\u00ec a poco Ataturk canceller\u00e0, imponendo quello latino nella scrittura della lingua turca; una sorta di <em>damnatio memoriae<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti sono i documenti, cos\u00ec come alcune fotografie, provenienti dallo stesso Archivio Centrale dello Stato: Fondi della Real Casa, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dell\u2019Interno (Direzione Generale della Pubblica Sicurezza), Ministero delle Comunicazioni, Archivi di Famiglie e Persone: a dimostrazione di una ricchezza documentale senza pari. Del resto l\u2019Archivio Centrale dello Stato \u00e8 uno dei pi\u00f9 grandi del mondo. Un saggio di Anna De Pascale indica, con scientificit\u00e0 e dovizia di particolari, i fondi dai quali i documenti sono stati scelti per l&#8217;esposizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre notare che, anche per chi frequenta o ha frequentato l\u2019Archivio, questa mostra rivela ancora una volta la possibilit\u00e0 di \u2018scavare un giacimento\u2019 immenso ove a volte ci si pu\u00f2 perdere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono stati messi in visione numerosi rapporti e relative carte geografiche riguardanti la guerra italo-turca e l\u2019occupazione del Dodecaneso: l\u2019Italia decise questa missione militare per costringere il riottoso, e ancora sultaniale, governo di Costantinopoli a accettare le condizioni della pace, imposte da Roma, per quel che concerneva la Tripolitania e la Cirenaica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come scrive uno dei curatori della mostra, Carlo Fiorentino, l\u2019impresa libica e in seguito l\u2019occupazione del Dodecaneso, rientravano in una chiara visione geopolitica di Antonino di San Giuliano e, aggiungo, anche del Generale Pollio e dell\u2019Ammiraglio Rocca Rey, che concordarono le varie fasi della missione militare nell\u2019Egeo. La corrispondenza fra i due alti ufficiali \u00e8 di grande interesse per un\u2019analisi geopolitica militare, anche se quei vertici militari non concordavano spesso con gli aspetti politico-diplomatici sostenuti dal Ministro degli Esteri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scoppio della prima guerra mondiale, la Grande Guerra, rimise tutto, o quasi, in gioco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso espositivo della mostra arriva fino alla rivolta araba che fu sostenuta dalla Gran Bretagna e non solo: a essa, infatti, posero mano anche alcuni dei Giovani Turchi che avevano lasciato l\u2019Impero, tra i quali anche Al\u00ec Aziz, detto el Masri, che condannato a morte dal Sultano ma graziato, raggiunse l\u2019Egitto e da l\u00ec foment\u00f2 quel territorio contro l\u2019Impero (di questo per\u00f2 non vi \u00e8 cenno nella mostra, non essendo direttamente legato all\u2019Italia).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una notazione a parte merita il catalogo pubblicato dalla De Luca Editori d\u2019Arte. La veste tipografica e iconografica \u00e8 molto curata, nei colori, nella riproduzione di carte, fotografie e documenti: non potrebbe essere altrimenti conoscendo la tradizione di quella Casa Editrice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il valore di questo volume, che non \u00e8 solo un catalogo, \u00e8 soprattutto nei saggi di grande spessore storico che accompagnano le parti della mostra, spiegando approfonditamente i vari periodi relativi alla presenza italiana nel Levante: nulla da invidiare a alcuni recenti cataloghi di mostre realizzate a Parigi (delle quali OA ha recentemente scritto), anzi&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E questo un volume-catalogo che riunisce la seria ricerca storica con la ricerca documentale e fotografica in un raro connubio di fruibilit\u00e0 assoluta e di racconto storicamente comprensibile anche ai non addetti ai lavori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scrive il prof. Lo Sardo, che con i suoi collaboratori (e un nutrito Comitato Scientifico) ha costruito questo \u2018<em>grande scenario\u2019<\/em>: <em>abbiamo concordemente voluto mettere l\u2019accento su due aspetti perch\u00e9 la retorica bellicosa e il trionfalismo non facciano facile breccia: l\u2019orrore della guerra e la comune aspirazione di pace<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Realmente non c\u2019\u00e8 trionfalismo in questa mostra ma una pacata riflessione su quel periodo, arricchita anche dalla presenza di due artisti contemporanei: Mimmo Paladino, con la sua creazione \u2018il treno\u2019, una serie di sculture e oggetti in terracotta molto scura, collocati all\u2019interno di numerose gabbie, come vagoni di un treno, che rappresentano il dolore e l\u2019angoscia dell\u2019umanit\u00e0 in guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Michelangelo Pistoletto, invece, con Juan E. Sandoval, ha proposto una serie di sedie colorate allineate sul profilo geografico del Mediterraneo, in verde e blu: i colori della terra e del mare, con un confine che collega le due sponde.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molto altro ci sarebbe da dire su una mostra che coniuga ricerca storica e ricerca documentale con un\u2019armonia difficilmente riscontrabile, a dimostrazione di un ottimo lavoro di studiosi e preparati funzionari dello Stato che hanno impegnato le loro forze per la realizzazione di un\u2019opera scientifica e didattica, di grande valore, con un allestimento interessante di facile percorrenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 un invito a visitarla, per gli addetti ai lavori e non, oltre che per le scuole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>maria gabriella pasqualini &#8211; Universit\u00e0 di Palermo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">7 aprile- 6 luglio 2017, dal luned\u00ec al venerd\u00ec ore 10-18; il sabato ore 10-14. Ingresso gratuito. Visite guidate su prenotazione: <a href=\"mailto:acs.urp@beniculturali.it\">acs.urp@beniculturali.it<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-7683\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/img326-522x405.jpg\" alt=\"img326\" width=\"582\" height=\"451\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/img326-522x405.jpg 522w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/img326-258x200.jpg 258w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/img326-768x596.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/img326-300x233.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/img326.jpg 1906w\" sizes=\"(max-width: 582px) 100vw, 582px\" \/><\/p>\n<div>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Una delle Carte riprodotte nel volume-catalogo.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Italia e il Levante. 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