{"id":7648,"date":"2017-03-31T17:46:01","date_gmt":"2017-03-31T16:46:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7648"},"modified":"2017-03-31T17:46:01","modified_gmt":"2017-03-31T16:46:01","slug":"somalia-davvero-un-paese-senza-speranze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7648","title":{"rendered":"Somalia: davvero un Paese senza speranze?"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_7654\" style=\"width: 486px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7654\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-7654\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/siad-barre.jpg\" alt=\"Una curiosit\u00e0: un giovanissimo Mohammad Siad Barre quando studiava a Firenze...parlava un ottimo italiano. \" width=\"476\" height=\"490\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/siad-barre.jpg 424w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/siad-barre-194x200.jpg 194w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/siad-barre-393x405.jpg 393w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/siad-barre-300x309.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 476px) 100vw, 476px\" \/><p id=\"caption-attachment-7654\" class=\"wp-caption-text\">Una curiosit\u00e0: un giovanissimo Mohammad Siad Barre quando studiava a Firenze&#8230;parlava un ottimo italiano.<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La Somalia \u00e8 in condizioni disperate\u2026ai tempi di Siad Barre forse stava meglio\u2026ma il passato \u00e8 passato..nonostante la bandiera sventolasse su tutti gli edifici pubblici un tempo lontano non \u00e8 mai stata una nazione, solo un territorio riconosciuto stato nazionale a piena sovranit\u00e0 dalla comunit\u00e0 internazionale. Nonostante gli sforzi che anche l\u2019Italia ha fatto per questa regione\u2026.la situazione \u00e8 quella che \u00e8. Ma qualche speranza vi pu\u00f2 essere\u2026l&#8217;articolo che segue le illustra.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Somalia, corno orientale dell&#8217;Africa, incastonata in un complicato scacchiere in continua evoluzione e con il triste primato di paese tra pi\u00f9 poveri al mondo, da anni versa in uno stato d&#8217;agonia politica e sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sei milioni di somali hanno bisogno di aiuto, tre milioni soffrono la fame, quattrocentomila bimbi sono gravemente malnutriti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un Paese che si trascina tra un susseguirsi di crisi politiche, guerriglie, carestie ed emergenze umanitarie (pesantissima l&#8217;attuale), con un territorio dai confini labili difficili da controllare ed alla merc\u00e9 dei gruppi terroristici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una fragilit\u00e0 territoriale che ha radici storiche, giacch\u00e9 per i somali il senso d&#8217;appartenenza ad uno Stato unitario \u00e8 sempre stato precario per la presenza di un eterogeneo gruppo di etnie differenti, suddivise in <em>clan<\/em> e comandati da capi periodicamente alleati o in guerra tra loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un popolo che da decenni ha conosciuto il fenomeno dell&#8217;emigrazione, vero e proprio strumento strategico di sopravvivenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco perch\u00e9 \u00e8 possibile oggi trovare delle nutrite comunit\u00e0 somale anche in Kenia, a Gibuti e nella regione dell&#8217;<em>Ogaden<\/em> in Etiopia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non dobbiamo dimenticare che per questi popoli le frontiere tracciate sulla carta dagli occidentali, che non corrispondono ad una reale demarcazione geografica ed etnica, asettiche e prive di rispetto per la storia e le tradizioni, non hanno un gran valore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i numerosi <em>clan <\/em>presenti in Somalia i pi\u00f9 importanti sono gli <em>Hawiye <\/em>stanziati nel centro e nel sud del Paese, ma anche in Kenia e in Etiopia, e i <em>Darod<\/em> che popolano il nord, la Capitale Mogadiscio e alcune zone dell&#8217;Etiopia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Gruppo degli <em>Issaq <\/em>e altri <em>clan<\/em> minori si spartiscono i restanti territori, soprattutto nella parte occidentale lungo il confine con Gibuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo periodo post-coloniale per la Somalia \u00e8 stato turbolento, ma ancor peggiore quello a partire dal 21 ottobre del 1969, data in cui il Generale <em>Mohammed Siad Barre<\/em> con un colpo di stato d\u00e0 vita alla Repubblica Democratica Somala con matrice socialista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Siad Barre<\/em> viene deposto nel 1991 da <em>Mohammed Farah Hassan Aidid<\/em>; da allora inizia il dissolvimento della Somalia ed una lunghissima guerra che si trascina ancor oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La continua decomposizione del tessuto sociale e politico ha cancellato ogni traccia di una Somalia intesa come un&#8217;unica entit\u00e0, nata dalle ceneri del vecchio protettorato britannico e dell&#8217;ex colonia italiana ed \u00e8 sfumata, almeno sino ad oggi, la possibilit\u00e0 di diventare un vero e proprio Stato con una sola lingua, etnia e religione, la musulmana sunnita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I presupposti giuridici per una Somalia unita c&#8217;erano tutti ma ben presto sono svaniti lasciando spazio al <em>caos<\/em>, alle lotte tra i clan, alle guerre, alle dittature, alle carestie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rimane una Somalia smembrata (<em>Somaliland, Puntland, Jubbaland<\/em>) in cui il governo centrale fa fatica a controllare il proprio territorio, impegnato in una lotta su un doppio fronte: contro il terrorismo e contro le spinte secessionistiche nel Centro-Nord del Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il gruppo terroristico degli <em>Shabaab <\/em>continua ad attaccare l&#8217;esercito e la popolazione, anche se con minore intensit\u00e0, ora confinato nelle zone rurali del sud del Paese a ridosso del Kenia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Shabaab <\/em>che, unitamente a moltissimi altri gruppi <em>jihadisti<\/em> tra cui <em>al Qaeda,<\/em> <em>al Nusra, Boko Haram, Jamat Islamiya, Ansar Bait al Macdis <\/em>ecc..<em>,<\/em> non devono essere intesi come semplici terroristi, bens\u00ec come dei combattenti che agiscono in funzione di una chiamata alle armi verso la terra del Califfato, aspiranti martiri nel rendere testimonianza a Dio e nella ricerca del miscredente, l&#8217;infedele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Combattenti che, come possiamo ben vedere, sono disseminati non solo nei paesi roccaforte di un <em>Islam<\/em> radicale come l&#8217;Arabia Saudita, l&#8217;Afghanistan e il Pakistan, bens\u00ec in tutto il Medio Oriente ed oltre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli <em>Shabaab<\/em> con scaltrezza in quest&#8217;anni hanno usato il sistema del bastone e della carota: un&#8217;alternanza dell&#8217;uso della violenza con azioni di sostegno economico (distribuzione di beni di prima necessit\u00e0 e di conforto), a favore della popolazione sempre pi\u00f9 stremata e sfiduciata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un gruppo terroristico che, per certi versi, s&#8217;\u00e8 trasformato in un garante dell&#8217;ordine sociale sostituendosi, di fatto, all&#8217;autorit\u00e0 centrale costituita, melliflua e il pi\u00f9 delle volte inesistente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ridimensionamento della pericolosit\u00e0 degli <em>Shabaab<\/em> \u00e8 merito anche dell&#8217;azione di contrasto della missione militare <em>Amison<\/em>, anche se non sono mancate delle critiche sul <em>modus operandi<\/em> dei militari con casi di abuso di potere, di corruzione e di violenza fisica nei riguardi della popolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa fare per non considerare la Somalia uno Stato <em>failed,<\/em> irrecuperabile sulla scena internazionale?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Premesso che non sono sufficienti gli aiuti della Comunit\u00e0 Internazionale e il supporto militare, seppur rilevanti e, allo stato attuale, addirittura imprescindibili, \u00e8 assolutamente necessario far ripartire il Paese attraverso il rilancio dell&#8217;economia e il superamento della stagnazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; altres\u00ec indispensabile una trasformazione positiva del grado di fiducia della popolazione civile nei riguardi delle autorit\u00e0, oggi ai minimi termini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se non si sviluppa un maggiore senso di appartenenza a uno Stato e non si potenzia il rispetto verso le istituzioni, la situazione in Somalia \u00e8 destinata a rimanere critica e a peggiorare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il futuro della Somalia, pertanto, \u00e8 nelle mani del Governo e, soprattutto, del nuovo Presidente eletto lo scorso mese di febbraio, <em>Mohamed Abdullahi Mohamed<\/em>, che dovranno dar corso a sensibili riforme sociali ed economiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima riforma da adottare \u00e8 proprio quella elettorale poich\u00e9 il nuovo Presidente non \u00e8 stato scelto direttamente dai cittadini, mancando un censimento della popolazione, bens\u00ec da delegati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Paese ha l&#8217;impellente esigenza d&#8217;aprirsi agli investitori stranieri e di creare un terreno fertile per attrarre le opportunit\u00e0, di migliorare il quadro giuridico\/amministrativo, di ridurre la piaga della corruzione, di sviluppare il tessuto economico, d&#8217;incrementare il settore della sicurezza e della giustizia, di rafforzare la <em>capacity building <\/em>delle istituzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una Somalia che deve (ancora) imparare a far fruttare le risorse presenti sul proprio territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il settore zootecnico e agricolo della Somalia, in un territorio vasto quanto due volte l&#8217;Italia, che gi\u00e0 oggi \u00e8 uno dei pi\u00f9 importanti a livello mondiale per l&#8217;allevamento di ovini, caprini e cammelli, ha margini di crescita e di sviluppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec l&#8217;agricoltura con le piantagioni di banane e di canna da zucchero (quando non \u00e8 funestata, come adesso, dalla siccit\u00e0), oppure il settore ittico che pu\u00f2 contare su tremila chilometri di coste ricche di pesce e crostacei di prima qualit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza tralasciare le consistenti riserve petrolifere e di gas naturale, sia <em>offshore <\/em>sia <em>onshore<\/em>, e altri settori economici come l&#8217;edilizio, l&#8217;infrastrutturale, il terziario, le telecomunicazioni, l&#8217;energia rinnovabile e la <em>green economy.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per dare una speranza di rinascita alla Somalia, fatto salvo quanto su esposto, rimane imprescindibile una definitiva sconfitta degli <em>Shabaab<\/em> per liberare la popolazione dalla morsa del terrore e per poter implementare la stabilit\u00e0 sociale e politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p><u>\u00a0<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-7652\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/mapsomalia.gif\" alt=\"mapsomalia\" width=\"580\" height=\"708\" \/><\/u><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La descrizione della situazione attuale della Somalia e delle potenzialit\u00e0 che invece ha se opportunamente sfruttate e nel modo 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