{"id":7598,"date":"2017-03-11T11:47:54","date_gmt":"2017-03-11T10:47:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7598"},"modified":"2017-03-11T11:47:54","modified_gmt":"2017-03-11T10:47:54","slug":"le-relazioni-russia-usa-nellera-di-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7598","title":{"rendered":"Le relazioni Russia-USA nell\u2019era di Trump"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-7604\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Ucraina-580x297.jpg\" alt=\"Ucraina\" width=\"580\" height=\"297\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Ucraina-580x297.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Ucraina-280x143.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Ucraina-300x153.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Ucraina.jpg 737w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Un saggio molto interessante di uno dei collaboratori di OA particolarmente esperto in questa tematica. Predittivo sulle relazioni USA-Trump?. Leggiamo il testo e aspettiamo gli eventi.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le relazioni USA\u2013Russia nel quadro della Presidenza Trump rappresentano attualmente una grande incognita per l\u2019Europa ed il mondo, ma al tempo stesso anche una grande opportunit\u00e0. L\u2019Europa ed il mondo sono in attesa dei risultati dell\u2019incontro tra il presidente Trump e Vladimir Putin che dovrebbe avvenire nel corso dei prossimi mesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti sono i problemi sul tappeto e forse l\u2019atteggiamento iperrealista di Trump contribuir\u00e0 a rendere possibile una sorta di transazione tra Stati Uniti e Russia e quindi un sostanziale miglioramento delle relazioni tra i due Paesi e delle relazioni internazionali in Europa e nel mondo nel loro complesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non tutto sar\u00e0 per\u00f2 semplice e lo scopo di questo articolo \u00e8 di illustrare quali sono le possibilit\u00e0 che venga trovato un pur difficile compromesso tra le parti e quali sono invece gli ostacoli che si potrebbero frapporre a questa possibile intesa. L\u2019articolo sar\u00e0 quindi suddiviso in una parte generale ed in una dedicata ai vari scenari regionali che caratterizzano le relazioni bilaterali tra Usa e Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Le relazioni tra Usa e Russia e cosa cambia con l\u2019arrivo di Trump alla Casa Bianca<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019approccio di Trump alle relazioni con la Russia sar\u00e0 caratterizzato da un atteggiamento pratico e realista di cui si intravedono gi\u00e0 i primi segnali. Ci\u00f2 non deve tuttavia fare dimenticare che alcuni problemi di fondo di tipo strutturale non potranno essere risolti soltanto grazie ad un migliore rapporto personale tra i due leader perch\u00e9 essi hanno basi molto pi\u00f9 complesse ed articolate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I due leader hanno per\u00f2 in comune il desiderio, dovuto a motivi, sia di ordine caratteriale che ideologico, di sovvertire o modificare l\u2019ordine liberale e la democrazia che hanno costituito l\u2019ossatura del sistema internazionale negli ultimi decenni, ordine internazionale fondato, almeno in parte, sulle norme del diritto internazionale ed evidentemente messo in crisi dall\u2019invasione russa della Crimea \u00a0<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref\">[1]<\/a> che rimanda ad una concezione della geopolitica basata prevalentemente sui rapporti di forza o di convenienza politica e non su norme giuridiche che la comunit\u00e0 internazionale \u00e8 tenuta a fare rispettare. Proprio questa tendenza, o anche una mancanza di leadership o di leadership eccessivamente \u201camericano-centrica\u201d potrebbe creare degli scompensi e cambiamenti a livello internazionale \u00a0<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref\">[2]<\/a>,ad esempio il riarmo autonomo dell\u2019Unione Europea per meglio affrontare le minacce latenti ed esplicite sul territorio europeo. Su questa <em>pars destruens<\/em> Trump e Putin potrebbero quindi trovare un accordo che per\u00f2 non dovrebbe avvenire a costo di qualche altro Paese, cio\u00e8 una sorta di Yalta post-litteram, una sorta di ferrea divisione in sfere d\u2019influenza a danno di altri Paesi, come qualcuno giustamente teme, in particolare i baltici e gli ucraini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La creazione di sfere di influenza diminuirebbe giocoforza il ruolo della NATO perch\u00e9 si troverebbe costretta ad abdicare al suo ruolo di garante <em>de facto<\/em> se non <em>de jure<\/em> della sicurezza non soltanto dell\u2019Ucraina ma anche dell\u2019Europa orientale e dell\u2019Eurasia, in particolare del Caucaso meridionale e del Mar Nero\u00a0<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref\">[3]<\/a>&#8211; attualmente caratterizzato da una forte tensione tra forze NATO e forze russe- e del Mar Caspio, due dei punti di passaggio obbligati (<em>choke points<\/em>) pi\u00f9 importanti per quanto riguarda il flusso e la produzione di risorse energetiche verso l\u2019UE e gli Stati Uniti che sono a loro volta in forte competizione con la Cina per le forniture energetiche in Eurasia e soprattutto in Asia Centrale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 evidente che la competizione con la Russia da parte degli Stati Uniti ha dietro di s\u00e9 un \u201cconvitato di pietra\u201d che \u00e8 la Cina perch\u00e9 ha tutto l\u2019interesse a mantenere divise le forze statunitensi, come si \u00e8 chiaramente visto durante la crisi ucraina\u00a0<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref\">[4]<\/a>, su almeno due fronti perch\u00e9 altrimenti verrebbero concentrate tutte nel Mar Cinese meridionale per un efficace azione di <em>containment <\/em>rivolto contro la Cina. La partita \u00e8 perci\u00f2 di grande importanza geopolitica e le carte da parte dei \u201cmajor players\u201d non sono ancora del tutto state scoperte, tranne forse ai <em>policy makers<\/em> di altissimo livello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>L\u2019Ucraina<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Ucraina rappresenta indubbiamente una delle questioni pi\u00f9 spinose tra Usa e Russia, sebbene non l\u2019unica<strong>. <\/strong>E\u2019 ovvio che un accordo tra Russia e Stati Uniti non possa essere che molto difficile, se non impossibile perch\u00e9 le richieste della Russia molto verosimilmente chiederebbero un arresto delle riforme in Ucraina e la fine delle trattative tra Ucraina e NATO, un punto assolutamente irrinunciabile per la Russia, mente per l\u2019UE sarebbe forse possibile trovare un difficile compromesso. In cambio di ci\u00f2 la Russia potrebbe ritirare le sue truppe e il suo appoggio ai ribelli indipendentisti nel Donbass, fatto evidenziato dagli ultimi attentati ed eliminazioni fisiche a danno dei capi dei ribelli nel Donbass che in base ad una certa logica indipendentista si opporrebbero con tutte le loro forze ad un ritorno del Donbass nell\u2019ambito statuale dell\u2019Ucraina. Ci\u00f2 in parte per \u201cpatriottismo\u201d, in parte certamente anche per paura di perdere le posizioni di potere ormai acquisite. E\u2019 evidente che, con grande probabilit\u00e0, questi attentati siano stati eseguiti dai Servizi segreti russi, gli unici in grado di eseguire degli attentati con tanta precisione e determinazione ed il cui fine politico \u00e8 di impedire che i capi ribelli locali possano tentare di influenzare le decisioni prese da Mosca riguardo alla sorte definitiva dei territori del Donbass che verrebbero utilizzati da Putin quali \u201cpedine di scambio\u201d in un accordo omnicomprensivo con l\u2019Occidente ed in particolare con gli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il controllo da parte di Mosca dei capi ribelli \u00e8 fondamentale per gestire la situazione secondo la volont\u00e0 e gli interessi del Cremlino che potrebbe accettare il ritorno del Donbass sotto la sovranit\u00e0 ucraina in cambio della rinuncia formale all\u2019adesione dell\u2019Ucraina alla NATO e forse alle stesse riforme e a un suo pur parziale ritorno sotto la sfera d\u2019influenza russa. Ma la priorit\u00e0 per la leadership russa rimane la rinuncia alla NATO per la quale la \u201crestituzione\u201d del Donbass all\u2019Ucraina potrebbe dimostrarsi doppiamente \u201cvantaggiosa\u201d perch\u00e9 la sua condizione di regione federata con uno status speciale all\u2019interno dell\u2019Ucraina potrebbe forse bloccare delle decisioni politiche ed amministrative non gradite a Mosca. Un\u2019incorporazione del Donbass nel territorio russo, in flagrante contrasto con il diritto internazionale, come il recente riconoscimento da parte russa \u201cper motivi umanitari\u201d della \u201cstatualit\u00e0\u201d delle due Repubbliche secessioniste del Donbass, sarebbe quindi in contrasto con la suddetta logica, cio\u00e8 il mantenimento a tempo indefinito- con i relativi aggravi di costi, quest\u2019ultimo un fattore determinante nell\u2019esaminare e comprendere la questione del \u201cconflitto congelato\u201d su questi territori nominalmente ucraini- per impedirne in futuro una possibile adesione alla NATO e forse anche alla UE poich\u00e9 queste ultime non possono accettare come membro uno Stato con un conflitto in corso sul suo territorio. Detto questo, il problema pi\u00f9 grande \u00e8 quello di determinare quale potrebbe essere il <em>bargain<\/em> che potrebbe avvenire nel corso delle prossime settimane o mesi tra il Presidente statunitense e quello russo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per gli Stati Uniti, rinunciare all\u2019Ucraina significherebbe rinunciare a sostenere le riforme in Ucraina e quindi lasciare all\u2019Unione Europea il peso(ed i futuri vantaggi) di portare avanti questa incombenza, rinunciare quindi anche a fornirle aiuto militare per conto proprio ed attraverso la NATO, cio\u00e8 provocare gravi scontenti nella NATO e all\u2019interno degli alleati europei, quindi rischiare una possibile frattura all\u2019interno del legame transatlantico. Il ridimensionamento della NATO o il suo scioglimento danneggerebbe gravemente gli Stati Uniti e la loro posizione nel mondo, anche se li libererebbe momentaneamente dal peso delle risorse che vi dedicano \u00a0<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref\">[5]<\/a> e che Trump vorrebbe cambiare con una diversa redistribuzione dei costi, il cosiddetto <em>burden sharing<\/em> nella terminologia inglese. E\u2019 facile capire come il mutamento del <em>burden sharing<\/em> all\u2019interno della NATO in favore degli Stati Uniti che sostengono gran parte del bilancio militare della NATO vedrebbe molti sostenitori sia all\u2019interno dell\u2019Amministrazione repubblicana, sia dell\u2019opposizione democratica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un ridimensionamento della NATO (per non parlare di una sua assai improbabile abolizione) troverebbe indubbiamente molti accaniti oppositori sia all\u2019interno del partito repubblicano che all\u2019interno dell\u2019opposizione democratica e nell\u2019ambito dell\u2019Esercito Usa, certamente non interessato a diminuire il suo ruolo e la sua funzione tradizionale in ambito NATO nel fronteggiare la minaccia militare russa e quindi un ostacolo in pi\u00f9 alle iniziative politiche di Trump.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quali potrebbero essere le contropartite di Putin in cambio di una sostanziale rinuncia statunitense ad aiutare l\u2019Ucraina militarmente e a portare avanti le riforme politiche ed economiche? L\u2019unica contropartita che Putin potrebbe forse offrire sarebbe quella di un possibile e difficile ritorno allo status quo ante, cio\u00e8 a fare in modo che l\u2019Ucraina torni a essere uno \u201cstato cuscinetto\u201d tra Russia ed Occidente e nel quale l\u2019influenza russa sia presente, ma non del tutto prevalente od esclusiva, altrimenti la costruzione di una sorta di \u201cUnione Eurasiatica\u201d, ammesso che sia realisticamente possibile, andrebbe a scapito dell\u2019Occidente, anche in caso di un\u2019intesa di tipo personale e affaristica tra Putin e la recentemente insediatasi Amministrazione statunitense.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La logica dell\u2019intervento degli Stati Uniti in Ucraina \u00e8 stata, infatti, quella di allargare il libero mercato e la democrazia e soprattutto di provocare l\u2019indebolimento della Russia e quindi impedire che potesse divenire la potenza egemone \u00a0<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref\">[6]<\/a> del continente eurasiatico attraverso la creazione dell\u2019Unione Doganale e poi dell\u2019Unione Eurasiatica, anche grazie alle tecnologie fornite dalla Germania che bisognava quindi \u201cconvincere\u201d, (dal punto di vista statunitense) a troncare\/interrompere le relazioni economiche con la Russia in modo che l\u2019unione russo-tedesca tra tecnologia e risorse non creasse un duopolio in Europa. E\u2019 evidente che rinunciare a questo decennale obiettivo di fondo della politica statunitense degli ultimi dieci anni, rappresenterebbe un grossa sconfitta per la politica estera statunitense perch\u00e9 significherebbe assistere alla nascita di una grande Potenza sul continente, pur messa in difficolt\u00e0 dalle sanzioni europee e statunitensi che ne impediscono la crescita economica e non le forniscono la tecnologia e gli investimenti necessari per sfruttare i giacimenti petroliferi e gassosi, ad esempio Sakhalin \u00a0<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref\">[7]<\/a>, situati nel Estremo Oriente russo (<em>Dalni Vostok<\/em>) russo che ne hanno assolutamente bisogno date le difficili condizioni climatiche che caratterizzano la zona. Zona che subisce una lenta penetrazione commerciale da parte della Cina e che in futuro potrebbe, una volta definitivamente mutati i rapporti militari in suo favore, rivendicare delle pretese territoriali sull\u2019Estremo Oriente russo, ricco di risorse energetiche e scarsamente popolato a causa delle dure condizioni di vita e di un debole sviluppo economico locale. Il blocco degli investimenti e delle tecnologie occidentali, oltre agli effetti del ribasso del greggio sui mercati mondiali, ha quindi un effetto devastante sull\u2019economia russa (\u00a0<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref\">[8]<\/a>, incrinando in una qualche misura il tacito patto \u00a0<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref\">[9]<\/a> \u201cdi passivit\u00e0 politica\u201d in cambio di una sostanziale crescita dei redditi tra il Presidente russo Vladimir Putin ed il resto della popolazione\u00a0<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref\">[10]<\/a>, consenso concentrato soprattutto nelle aree periferiche della Russia che dipendono quasi interamente dal bilancio federale ed hanno poche possibilit\u00e0 di sviluppo economico locale e non nelle grandi aree metropolitane caratterizzate generalmente da una borghesia pi\u00f9 incline al liberalismo, come evidenziato dalle manifestazioni di massa di Mosca del dicembre 2011.Esse hanno quindi costretto il Presidente russo ad una politica estera pi\u00f9 avventurosa volta ad assicurarsi il prestigio presso l\u2019opinione pubblica nazionale nel senso del prestigio internazionale, ma anche ad acquisire una sostanziale parit\u00e0 di diritti con gli Stati Uniti (<em>ravnopravie<\/em> in russo) e i vantaggi economici eventualmente che ne possono o potrebbero derivare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I contorni di una simile intesa non appaiono chiari anche agli addetti ai lavori e forse soltanto le elites governative statunitensi e russe sanno come trovare una soluzione ad una questione molto intricata e densa di conseguenze per gli equilibri europei e mondiali. Poich\u00e9 \u00e8 evidente che i cosiddetti Accordi<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref\">[11]<\/a> di Minsk<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref\">[12]<\/a>, per trovare un \u201ccessate il fuoco\u201d tra l\u2019esercito ucraino e le forze indipendentiste appoggiate dall\u2019esercito russo rappresenta soltanto un primo pragmatico, ma allo stesso tempo estremamente instabile e provvisorio tentativo di trovare un tentativo di risoluzione del conflitto armato che sta devastando la regione orientale dell\u2019Ucraina, cio\u00e8 il Donbass. La Crimea invece, saldamente in mano russa, sta subendo un\u2019espropriazione<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref\">[13]<\/a> da parte russa delle ex propriet\u00e0 ucraine oltre ad una seria violazione delle locali minoranze tatare. Ci\u00f2 finir\u00e0, tranne la Crimea, argomento indiscutibile da parte russa, per essere parte integrante delle trattive tra Putin e Trump. La soluzione definitiva a questo grave conflitto militare e politico potr\u00e0 quindi venire soltanto da un accordo generale o \u201c<em>General settlement<\/em>\u201d tra Stati Uniti e Russia di cui, per il momento, non si intravedono chiari ed univoci segnali. Ormai in Ucraina la partita si gioca anche sui tempi. I russi con la loro \u201cguerra ibrida\u201d<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref\">[14]<\/a> fatta di un mix di azioni militari e di sottrazione<a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref\">[15]<\/a> di risorse energetiche ex ucraine situate in Crimea e sulla piattaforma continentale ucraina mirano a ottenere il default o \u201cmeltdown\u201d finanziario ucraino in modo da potere trattare da una posizione di forza, soprattutto nel caso in cui l\u2019Occidente, ed in particolare gli Stati Uniti, anche attraverso le principali istituzioni internazionale, in particolare la Banca Mondiale ed il Fondo Monetario Internazionale, decidano di non concedere pi\u00f9 prestiti e facilitazioni economiche all\u2019Ucraina<a href=\"#_ftn16\" name=\"_ftnref\">[16]<\/a>, gi\u00e0 piagata da una guerra difficile e costosa e da un elevatissima corruzione interna. Lo stesso vale per\u00f2 anche per l\u2019economia della Russia che le sanzioni imposte dall\u2019Occidente stanno mettendo a dura prova finch\u00e9 non sia costretta a venire ad un compromesso dovuto ad insostenibili difficolt\u00e0 di tipo politico ed economico-finanziario, fattori tra di loro strettamente interconnessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 evidente che sia il fattore economico-finanziario, strettamente correlato al fattore tempo ed al fattore volont\u00e0 politica saranno gli elementi decisivi del possibile accordo tra Trump e Putin. Bisogna in questo caso per\u00f2 anche dire che mentre Putin gode di una possibilit\u00e0 quasi assoluta di siglare un accordo pi\u00f9 o meno omnicomprensivo con Trump poich\u00e9 la Duma ed altri organi costituzionali russi gli sono sostanzialmente asserviti, Trump non gode per\u00f2 di altrettanta libert\u00e0 illimitata nel siglare un accordo perch\u00e9 potrebbe trovare un grosso ostacolo nel Congresso o nella stessa Corte Costituzionale che rappresentano invece delle istituzioni in gran parte indipendenti rispetto alla volont\u00e0 politica dello stesso Presidente (i famosi <em>checks and balances<\/em>) statunitense e potrebbero quindi opporgli una forte resistenza<a href=\"#_ftn17\" name=\"_ftnref\">[17]<\/a>dovuta appunto alla diversa posizione politico-istituzionale di Trump rispetto a Vladimir Putin.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Putin utilizza la politica estera come sostituto del fatto che la Russia, a parte l\u2019energia ed alcune industrie come l\u2019aeronautica, il settore delle armi ed il nucleare civile non \u00e8 in grado di essere competitiva sul mercato internazionale e per questo deve agire in politica estera per mostrare una parvenza di forza che in termini tecnologici, a parte i pochi settori precedentemente ricordati, non ha. Questa continua domanda di status di parit\u00e0 con gli Stati Uniti, di riscrittura delle \u201cregole del gioco\u201d da parte della Russia si basa quindi su fondamenta traballanti dal punto di vista della sua forza economica, se si escludono i settori appena nominati. Vi \u00e8 quindi in Russia un forte gap tra mezzi ed ambizioni che sul lungo periodo potrebbe portare la Russia ad un \u201c<em>overstretch<\/em>\u201d<a href=\"#_ftn18\" name=\"_ftnref\">[18]<\/a>, cio\u00e8 ad un divario tra mezzi ed ambizioni politiche in campo internazionale ed al suo interno, fattore esacerbato dalle sanzioni post in essere dall\u2019Occidente e che costituiscono quindi una potente arma di \u201c<em>leverage<\/em>\u201d nei confronti della Russia e quindi uno degli argomenti pi\u00f9 importanti a favore dell\u2019Occidente nel contesto di un possibile \u201c <em>Grand Bargain<\/em>\u201d o \u201c<em>Global Settlement<\/em>\u201d tra Usa e Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Il Medio Oriente<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 un segreto per nessuno che l\u2019intervento russo in Siria \u00e8 stato pensato per mantenere le basi russe in Siria, impedire che sorga in Siria uno Stato islamico<a href=\"#_ftn19\" name=\"_ftnref\">[19]<\/a>, mantenere il prestigio della Russia presso gli \u201cuomini forti\u201d del Medio Oriente ed impedire allo stesso tempo violenti \u201cregime changes\u201d da parte dell\u2019Occidente- motivo spesso di aspro dissidio tra Mosca ed Occidente sulla fondamentale questione della legittimit\u00e0 del potere e sulla legittimit\u00e0 di interventi esterni per effettuare \u201cregime changes\u201d o \u201crivoluzioni colorate\u201d nello spazio post-sovietico e anche in altre aree del mondo- dirigere i terroristi russi del Caucaso verso lo Stato Islamico per poterli annientare poi in Siria e, <em>last but not least<\/em>, ridiscutere con i Paesi del Golfo e dell\u2019OPEC<a href=\"#_ftn20\" name=\"_ftnref\">[20]<\/a> la redistribuzione dei prezzi delle risorse energetiche del Medio Oriente per l\u2019Europa ed il mercato energetico mondiale nel suo complesso<a href=\"#_ftn21\" name=\"_ftnref\">[21]<\/a>. Proprio su queste ultime tematiche, cio\u00e8 lotta al terrorismo<a href=\"#_ftn22\" name=\"_ftnref\">[22]<\/a> ed energia il neoeletto presidente degli Stati Uniti ed il presidente russo Putin potrebbero forse trovare un\u2019intesa, seppure difficile<a href=\"#_ftn23\" name=\"_ftnref\">[23]<\/a>. Una delle difficolt\u00e0 alla base di questa ipotetica intesa potrebbe essere il fatto che ambedue hanno interesse a combattere il terrorismo di matrice sunnita, anche se forse non ad eliminarlo del tutto perch\u00e9 esso pu\u00f2 eventualmente giustificare un intervento militare resosi necessario dalle circostanze, oppure in altri casi servire ad eliminare regimi ritenuti scomodi, tattica di cui si sono avvalsi nell\u2019area gli Stati Uniti ma anche altri Paesi. Evidenti poi le differenze tra Putin e Trump sull\u2019Iran che la Russia appoggia fortemente e che gli Stati Uniti osteggiano invece violentemente perch\u00e9 lo ritengono fomentatore del terrorismo sciita<a href=\"#_ftn24\" name=\"_ftnref\">[24]<\/a> nell\u2019area con il fine di una sua maggiore espansione nell\u2019area medio-orientale. Interessante il tentativo da parte di Putin di presentare all\u2019interno la Russia come campione dell\u2019Ortodossia, ma allo stesso tempo tollerante verso altre fedi ed all\u2019esterno quale \u201camica\u201d del mondo arabo, senza scegliere tra le sue varie correnti ed ambizioni geopolitiche. Il terrorismo, oltre all\u2019Ucraina e alla Siria<a href=\"#_ftn25\" name=\"_ftnref\">[25]<\/a>, potrebbero forse costituire la base di una potenziale intesa tra i due leader anche se questa, ovviamente, non si presenta affatto facile. Probabilmente non il Medio Oriente perch\u00e9 Putin ha iniziato in Medio Oriente una traiettoria espansiva volta ad incrementare il potere e l\u2019influenza russa nella regione<a href=\"#_ftn26\" name=\"_ftnref\">[26]<\/a>. Influenza volta ad influenzare il mercato energetico in sostanziale accordo con l\u2019Iran<a href=\"#_ftn27\" name=\"_ftnref\">[27]<\/a>, ma anche con altre Potenze regionali dell\u2019area quali l\u2019Arabia Saudita che finanzia ed arma il terrorismo wahabita anche nel Caucaso russo e che rappresenta quindi un forte elemento di tensione nelle relazioni tra i due Paesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche il tentativo di Putin di riannodare i rapporti con la Turchia in quanto Stato confinante e con il quale sussistono interessi comuni corroborati anche da un\u2019affinit\u00e0 ideologica in senso anti-occidentale ed anti-NATO con cui la Turchia ha avuto dei rapporti ambigui nel corso degli ultimi anni e che Putin cerca di sfruttare a suo vantaggio per allontanare la Turchia dalla NATO- dovr\u00e0 alla fine tenere in considerazione il divario esistente tra mezzi, anche tecnologici, ed ambizioni che caratterizzano la Russia di oggi e del prossimo futuro e che Trump sembra avere compreso benissimo, visto che desidera raggiungere una forma di accordo con la Russia per dedicarsi interamente al <em>containment<\/em> della Potenza cinese in irresistibile ascesa nell\u2019area asiatico-pacifica ed a livello globale.<\/p>\n<p>[1] Cornelia Navari,\u00a0<em>Territoriality, self-determination and Crimea after Badinter,<\/em> in &#8220;International Affairs&#8221;, November 2014, Volume 90, Number 6.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.csis.org\/analysis\/foundation-us-led-order-crumbling\">https:\/\/www.csis.org\/analysis\/foundation-us-led-order-crumbling<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> <a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6497\">http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6497<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> <a href=\"http:\/\/www.jamestown.org\/single\/?tx_ttnews%5btt_news%5d=44243&amp;no_cache=1%23.VmLdKb_eAbV\">http:\/\/www.jamestown.org\/single\/?tx_ttnews[tt_news]=44243&amp;no_cache=1#.VmLdKb_eAbV<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Cfr. ad esempio <em>The unquiet frontier<\/em>\u00a0con sottotitolo <em>Rising rivals, vulnerable allies and the crisis of<\/em>\u00a0<em>American power<\/em> di Jakub J.Grygiel &amp; A .Wess Mitchell, 2016 Princeton University Press.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Mearsheimer, la logica di potenza, Universit\u00e0 Bocconi, Milano, 2008.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Sakhalin\">https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Sakhalin<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.osw.waw.pl\/en\/publikacje\/osw-studies\/2017-02-06\/painful-adaptation-social-consequences-crisis-russia\">https:\/\/www.osw.waw.pl\/en\/publikacje\/osw-studies\/2017-02-06\/painful-adaptation-social-consequences-crisis-russia<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> <a href=\"http:\/\/politcom.ru\/22094.html\">http:\/\/politcom.ru\/22094.html<\/a> \u201cLa depressione economica e \u201c&lt;la finestra di opportunit\u00e0&gt;: dinamica della situazione politico\u2013sociale in Russia\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.ifri.org\/sites\/default\/files\/atoms\/files\/pourquoi_la_societe_russe_soutient-elle_la_politique_actuelle_du_kremlin1.pdf\">https:\/\/www.ifri.org\/sites\/default\/files\/atoms\/files\/pourquoi_la_societe_russe_soutient-elle_la_politique_actuelle_du_kremlin1.pdf<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> <a href=\"http:\/\/carnegieeurope.eu\/strategiceurope\/68084\">http:\/\/carnegieeurope.eu\/strategiceurope\/68084<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.novayagazeta.ru\/articles\/2016\/06\/23\/69023-kak-vyskochit-iz-minskoy-lovushki\">https:\/\/www.novayagazeta.ru\/articles\/2016\/06\/23\/69023-kak-vyskochit-iz-minskoy-lovushki<\/a> \u201cCome uscire dalla trappola degli Accordi di Minsk\u201d Una spiegazione ed analisi delle problematiche relative agli Accordi di Minsk.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a><a href=\"http:\/\/zn.ua\/POLITICS\/stala-izvestna-data-rassmotreniya-iska-ukrainy-protiv-rf-v-mezhdunarodnom-sude-v-gaage-237761_.html\">http:\/\/zn.ua\/POLITICS\/stala-izvestna-data-rassmotreniya-iska-ukrainy-protiv-rf-v-mezhdunarodnom-sude-v-gaage-237761_.html<\/a><u>\u201c<\/u>\u00c8 stata resa nota la data dell\u2019esame della causa intentata dall\u2019Ucraina contro la Federazione Russa presso la Corte Internazionale delle Nazioni Unite all\u2019Aja\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a> <a href=\"http:\/\/gazeta.zn.ua\/energy_market\/gibridnaya-voyna-kremlya-protiv-ukrainy-i-es-energeticheskiy-komponent-_.html\">http:\/\/gazeta.zn.ua\/energy_market\/gibridnaya-voyna-kremlya-protiv-ukrainy-i-es-energeticheskiy-komponent-_.html<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u201cLa guerra ibrida contro l\u2019Ucraina e la sua componente energetica\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a> <a href=\"http:\/\/zn.ua\/columnists\/kakie-iski-protiv-rossii-podast-ukraina-202564_.html\">http:\/\/zn.ua\/columnists\/kakie-iski-protiv-rossii-podast-ukraina-202564_.html<\/a><u> \u201c<\/u>Quali cause vengono intentate dall\u2019Ucraina contro la Federazione Russa\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a> <a href=\"http:\/\/www.epravda.com.ua\/news\/2017\/02\/27\/622036\/\">http:\/\/www.epravda.com.ua\/news\/2017\/02\/27\/622036\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref\" name=\"_ftn17\">[17]<\/a> <a href=\"http:\/\/politcom.ru\/22096.html\">http:\/\/politcom.ru\/22096.html<\/a>\u00a0 \u00a0 \u201cRussia e USA: crisi delle speranze\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref\" name=\"_ftn18\">[18]<\/a> <a href=\"http:\/\/carnegie-mec.org\/diwan\/66574\">http:\/\/carnegie-mec.org\/diwan\/66574<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref\" name=\"_ftn19\">[19]<\/a> <a href=\"http:\/\/www.kommersant.ru\/doc\/3202226\">http:\/\/www.kommersant.ru\/doc\/3202226<\/a> \u201cNon hanno concordato sull\u2019essenziale\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref\" name=\"_ftn20\">[20]<\/a> <a href=\"http:\/\/www.kommersant.ru\/doc\/3157525\">http:\/\/www.kommersant.ru\/doc\/3157525<\/a> \u201cL\u2019OPEC ha trascinato la Russia nei suoi ranghi\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref\" name=\"_ftn21\">[21]<\/a> <a href=\"http:\/\/moderndiplomacy.eu\/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;id=2234%3Athe-agreement-between-opec-and-non-opec-countries&amp;Itemid=151%23.WJzDv1qnNtg.twitter\">http:\/\/moderndiplomacy.eu\/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;id=2234%3Athe-agreement-between-opec-and-non-opec-countries&amp;Itemid=151#.WJzDv1qnNtg.twitter<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref\" name=\"_ftn22\">[22]<\/a> <a href=\"https:\/\/jamestown.org\/program\/us-russian-joint-operation-islamic-state-possible\/\">https:\/\/jamestown.org\/program\/us-russian-joint-operation-islamic-state-possible\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref\" name=\"_ftn23\">[23]<\/a> <a href=\"http:\/\/www.css.ethz.ch\/content\/dam\/ethz\/special-interest\/gess\/cis\/center-for-securities-studies\/resources\/docs\/CNAS-Report-FutureofRussia-Final.pdf\">http:\/\/www.css.ethz.ch\/content\/dam\/ethz\/special-interest\/gess\/cis\/center-for-securities-studies\/resources\/docs\/CNAS-Report-FutureofRussia-Final.pdf<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref\" name=\"_ftn24\">[24]<\/a> <a href=\"http:\/\/foreignpolicyblogs.com\/2017\/01\/31\/shia-crescent-middle-east-geopolitics\/\">http:\/\/foreignpolicyblogs.com\/2017\/01\/31\/shia-crescent-middle-east-geopolitics\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref\" name=\"_ftn25\">[25]<\/a> <a href=\"http:\/\/carnegie-mec.org\/diwan\/66574\">http:\/\/carnegie-mec.org\/diwan\/66574<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref\" name=\"_ftn26\">[26]<\/a> <a href=\"http:\/\/carnegie.ru\/2016\/04\/05\/russia-in-middle-east-moscow-s-objectives-priorities-and-policy-drivers-pub-63244\">http:\/\/carnegie.ru\/2016\/04\/05\/russia-in-middle-east-moscow-s-objectives-priorities-and-policy-drivers-pub-63244<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref\" name=\"_ftn27\">[27]<\/a> <a href=\"http:\/\/www.css.ethz.ch\/en\/services\/digital-library\/articles\/article.html\/fdb96b69-91ca-4f63-897c-5641ae74c36a?platform=hootsuite\">http:\/\/www.css.ethz.ch\/en\/services\/digital-library\/articles\/article.html\/fdb96b69-91ca-4f63-897c-5641ae74c36a?platform=hootsuite<\/a><\/p>\n<p>\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_7605\" style=\"width: 497px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7605\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-7605\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/donbass1-487x405.jpg\" alt=\"Mappa del Donbass (Est Ucraina) \" width=\"487\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/donbass1-487x405.jpg 487w, 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