{"id":7580,"date":"2017-03-07T15:45:07","date_gmt":"2017-03-07T14:45:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7580"},"modified":"2017-03-07T15:45:07","modified_gmt":"2017-03-07T14:45:07","slug":"la-relazione-del-governo-al-parlamento-per-il-2016-sulla-politica-dellinformazione-per-la-sicurezza-brevi-note","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7580","title":{"rendered":"La Relazione del Governo al Parlamento per il 2016 sulla politica dell\u2019informazione per la sicurezza. Brevi note."},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_7590\" style=\"width: 591px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7590\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-7590\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/alessandro-pansa1-e1370082895150.jpg\" alt=\"Il prefetto Alessandro Pansa, Direttore del Dipartimento Informazioni per la Sicurezza (DIS)\" width=\"581\" height=\"433\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/alessandro-pansa1-e1370082895150.jpg 470w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/alessandro-pansa1-e1370082895150-269x200.jpg 269w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/alessandro-pansa1-e1370082895150-300x223.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 581px) 100vw, 581px\" \/><p id=\"caption-attachment-7590\" class=\"wp-caption-text\">Il prefetto Alessandro Pansa, Direttore del Dipartimento Informazioni per la Sicurezza (DIS)<\/p><\/div>\n<p>Si tratta di una lunga relazione (128 pagine in pdf) che analizza in dettaglio gli scenari geopolitici internazionali (terrorismo, jihadismo, migrazioni, finanza internazionale), e la situazione interna (criminalit\u00e0 organizzata di stampo mafioso, corruzione, traffici di stupefacenti e movimenti illeciti di risorse finanziarie).<\/p>\n<p>E\u2019 un saggio di analisi dei mutamenti internazionali e sociali interni che presenta al Parlamento e a un pubblico che li ignorasse, con un linguaggio corretto e accademico e forse non sempre di facile comprensione per i non addetti ai lavori.<\/p>\n<p>La Relazione \u00e8 dovuta ai sensi della L.124\/2007 (art.38). In questo breve articolo, per\u00f2, sar\u00e0 analizzata solo la parte riguardante il terrorismo, le migrazioni, il jihadismo.<\/p>\n<p>Articolata in vari capitoli, la parte pi\u00f9 interessante, a avviso di chi scrive, \u00e8 quella finale su <em>Scenari e tendenze: una sintesi <\/em>(p.81 e ss.), mentre quella pi\u00f9 concreta da un punto di vista della comunicazione \u00e8 rappresentata dai 16 box presenti all\u2019interno del testo (v. sotto).<\/p>\n<p>Cercheremo di trovare, fra le pieghe della lunga relazione, quelli che sono i programmi futuri e le linee di tendenza della futura operativit\u00e0 dei Servizi d\u2019informazione per la sicurezza (AISE, AISI e DIS).<\/p>\n<p>Il futuro non si presenta semplice: \u00e8 evidente, come sottolineato appunto nel capitolo <em>Scenari,\u00a0<\/em>che occorra una maggiore collaborazione internazionale nel settore dell\u2019intelligence per poter efficacemente contrastare la politica terroristica in Europa di DAESH che sta perdendo terreno, anche in termini di miliziani, nella regione mediorientale e che di conseguenza tender\u00e0 a portare sempre di pi\u00f9 la sua devastante politica terroristica nel cuore della Cristianit\u00e0, che non \u00e8 solo Roma, ma \u00e8 parte di quella cultura occidentale combattuta dai jihadisti.<\/p>\n<p>Da parte delle istituzioni, sono previsti anche <em>programmi di assistenza per soggetti esposti al rischio<\/em> <em>di radicalizzazione<\/em> e programmi per aiutare chi dovrebbe de-radicalizzarsi rientrando da teatri d\u2019operazioni cio\u00e8 i <em>foreign fighters<\/em>, probabilmente addestrati a agire nei luoghi di nascita o di residenza.<\/p>\n<p>Si scrive anche di una \u2018contronarrativa rivolta soprattutto a un uditorio giovanile\u2019, ovvero, presumo, come insegnare ai giovani a riconoscere elementi di radicalizzazione nella scuola e nei loro compagni: questo tipo di \u2018contronarrativa\u2019, se di questo si tratta, \u00e8 stato da qualche anno messo in atto dalla Polizia britannica con notevoli successi ed \u00e8 stata rivolta non solo alle scuole ma a diversi ambiti sociali. In questo settore dobbiamo affrettarci\u2026ma \u00e8 positivo iniziare l&#8217;opera.<\/p>\n<p>Analizzato \u00e8 il fenomeno ormai strutturale delle migrazioni che richiedono uno sforzo maggiore nella raccolta informativa: \u00e8 ormai acclarata la contaminazione tra le reti criminali e il terrorismo\u2026direi che \u00e8 alla luce del sole da molto tempo e quindi la situazione impone una conoscenza profonda dei meccanismi islamico-criminali o solo criminali che alimentano questo traffico di schiavi.<\/p>\n<p>Per la Libia si prevede un sempre pi\u00f9 crescente impegno di stabilizzazione <em>che faccia prevalere l\u2019interesse comune del Paese su divisioni, tribalismo e personalismo\u2026<\/em>certamente lodevole l\u2019impegno che sar\u00e0 esplicato ma piuttosto utopistico allo stato dell\u2019arte.<\/p>\n<p>Del resto tutti i movimenti jihadisti, Boko Haram compreso, hanno portato a una destabilizzazione anche nell\u2019Africa cosiddetta nera, a nord e a sud del 12\u00b0 parallelo.<\/p>\n<p>L\u2019allegato al Documento di Sicurezza Nazionale riguarda il potenziamento delle capacit\u00e0 cibernetiche nazionali e lo stato della minaccia cibernetica in Italia con le sue possibili evoluzioni. E\u2019 ormai chiaro che l\u2019intelligence contemporanea non pu\u00f2 far a meno di esperti informatici perch\u00e9 \u00e8 evidente che anche in Italia vi \u00e8 una minaccia cibernetica in continua evoluzione. E il Comparto Sicurezza ricerca gli indicatori di questa minaccia avanzata per individuarne <em>le principali direttrici e i paradigmi comportamentali<\/em>, certamente moltiplicando gli sforzi per dominare il mondo cibernetico e evitare attivit\u00e0 definite <em>malevole<\/em>.<\/p>\n<p>Da ricordare che fin dal 2013 il DIS ha due strumenti in questo settore: un Tavolo Tecnico Cyber TTC per le attivit\u00e0 di raccordo inter-istituzionale e un Tavolo Tecnico Imprese-TTI per quello che \u00e8 definito il Partenariato Pubblico-Privato (PPP).<\/p>\n<p>L\u2019attivit\u00e0 \u00e8 svolta secondo la Direttiva UE in materia di sicurezza <em>Network and Information Systems<\/em> (NIS) aggiornata nel Quadro Strategico Nazionale e Piano Nazionale 2016-2018. Di questi aggiornamenti sono dati dettagli operativi indubbiamente di un certo interesse che forse gi\u00e0 da soli avrebbero potuto costituire una seconda, complessa e interessante, Relazione a uso di esperti della materia, soprattutto nel settore dei trend evolutivi della minaccia cibernetica. Utile il capitoletto <em>le parole del cyber<\/em>, la spiegazione tecnica di alcune parole o acronimi usati in questa parte della Relazione.<\/p>\n<p>I box che sono stati inseriti nella lunga trattazione sono forse l\u2019aspetto pi\u00f9 interessante e concreto, oltre al settore cyber, di questa lunga relazione sullo \u2018stato\u2019 dell\u2019Italia e delle possibili minacce che affronter\u00f2 nel futuro, senza alcun dubbio.<\/p>\n<p>Ci sono le \u2018torte\u2019 statistiche relative alle informative\/analisi inviate a Enti Istituzionali e Forze di Polizia per il 2016, da AISE e AISI, riguardanti le percentuali delle reali minacce al Sistema Paese, suddivise per tipologia.<\/p>\n<p>Nel primo box \u00e8 illustrato il modello italiano di risposta a queste minacce e qui si scende finalmente nel concreto illustrando la strategia nazionale di controterrorismo: indubbiamente il nostro Stato ha saputo reagire efficacemente negli \u2018anni di piombo\u2019, preparando le Istituzioni e rendendole tra le pi\u00f9 efficaci al mondo per questo contrasto. Gli operatori d\u2019intelligence, grazie anche recenti leggi, hanno potuto ampliare le possibilit\u00e0 di raccolta informativa, anche andando, per esempio, nelle carceri per colloqui con detenuti. Novit\u00e0 di grande valenza strategica nella lotta al terrorismo di marca islamico-integralista, che si sviluppa nelle sovraffollate carceri italiane.<\/p>\n<p>Un maturo rapporto tra l\u2019intelligence e la Difesa, e la relativa legislazione ad hoc, consente all\u2019AISE di avvalersi in speciali casi (sicurezza nazionale o protezioni di connazionali) di Forze Speciali della Difesa e dei relativi assetti (Folgore, Col Moschin,GIS etc\u2026.).<\/p>\n<p>Il box n.4 illustra l\u2019attivit\u00e0 di reclutamento delle risorse umane del Comparto Intelligence, un reclutamento non pi\u00f9 contornato di mistero\u2026che non recluta pi\u00f9 solo nelle Forze Armate ma anche nella societ\u00e0 civile, soprattutto nelle Universit\u00e0, per assumere giovani che abbiano gi\u00e0 delle specifiche professionalit\u00e0 e che possano crescere e maturare in questo Comparto. Infatti, come si scrive nella Relazione, il rapporto intelligence-Universit\u00e0 \u00e8 di valenza strategica per il futuro.<\/p>\n<p>Altro box con informazioni puntuali e concrete \u00e8 il n.7 che traccia la presenza islamico-radicale nei Balcani: non se ne parla molto nei media eppure il settore strategico balcanico \u00e8 molto importante sia per il reclutamento e l\u2019avvio alle zone di guerra siriane e irachene per combattenti stranieri, di origine balcanica, sia per veicolare il loro ritorno. La regione dei Balcani ha una forte componente musulmana che un tempo si differenziava da quella mediorientale (sunnita e sciita), ma, dopo il 1992 con il conflitto bosniaco, \u00e8 stata molto pi\u00f9 permeabile a un estremismo islamico jihadista, nel quale vede una sorta di miglioramento sociale e economico. In sintesi la presenza estremista jihadista nei Balcani minaccia seriamente l\u2019Europa e ovviamente in prima battuta gli stati limitrofi.<\/p>\n<p>Nel box n.9 sono indicati i rischi di attacchi con armamento chimico-batteriologico-radiologico-nucleare da parte delle formazioni jihadiste terroriste; pericolo reso concreto anche dallo smantellamento di arsenali chimici locali, soprattutto in Libia\u2026 dove, personale opinione di chi scrive, gli errori occidentali sono stati gravissimi e l\u2019Italia ne sopporta le disastrose conseguenze.<\/p>\n<p>Il box n.10 analizza le caratteristiche del fenomeno migratorio via mare, ormai ben noto anche ai comuni cittadini. Sono interessanti le percentuali di arrivo da Paesi come l\u2019Egitto, l\u2019Algeria, la Tunisia e quelle riguardanti le nazionalit\u00e0 dichiarate.<\/p>\n<p>In sintesi: \u00e8 un documento da leggere con molta attenzione e un pizzico di curiosit\u00e0. \u00c8 la fotografia dell\u2019Italia attuale, del mondo globalizzato. Non ci sono certamente rivelazioni eclatanti a meno di saper leggere fra le righe. \u00c8 per\u00f2 doveroso da parte dei Servizi d\u2019Informazione per la Sicurezza dare conto del proprio operato a chi rappresenta la cittadinanza, cio\u00e8 al Parlamento, per quella trasparenza sancita gi\u00e0 nel 1977, quando i Servizi furono riorganizzati con criteri moderni e la responsabilit\u00e0 della sicurezza nazionale fu messa in capo al Presidente del Consiglio che ne deve dare le direttive e ne relaziona al Parlamento. Normalmente, nel passato, il Premier dava la delega a un Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio di sua fiducia. Non mi risulta che questa delega sia stata ancora data nel governo Gentiloni: interessante comportamento politico nei confronti dei Servizi informativi.<\/p>\n<p>Una piccola curiosit\u00e0 storica: quando si pose il problema della riorganizzazione dei Servizi allora chiamati segreti, gi\u00e0 nel 1945\/6, gli americani, in particolare nei loro progetti per quelli italiani, indicavano che sarebbe stato utile sottrarre la competenza dei Servizi, cio\u00e8 della sicurezza e difesa nazionale alla componente militare, con una diversa organizzazione che prevedesse anche una responsabilit\u00e0 di istituzioni governative politiche.<\/p>\n<p>Le vicende andarono diversamente e fu costituito il SIFA che divenne SIFAR\u2026trentanni dopo, sotto la spinta di contingenti avvenimenti, anche relativi al problema del segreto di stato, un consenso trasversale parlamentare licenzi\u00f2 la modernizzazione dei servizi informativi italiani. Altri cambiamenti sono sopravvenuti in seguito, soprattutto con la legge del 2007, sopra citata, ma alla base \u00e8 rimasto l\u2019impianto giuridico del 1977, con notevoli miglioramenti circa la trasparenza, sempre nella salvaguardia dei compiti istituzionali di servizi informativi necessari al mantenimento della stabilit\u00e0 e della democrazia dello stato sovrano.<\/p>\n<ol>\n<li><a href=\"http:\/\/www.sicurezzanazionale.gov.it\/sisr.nsf\/category\/relazione-annuale.html\">http:\/\/www.sicurezzanazionale.gov.it\/sisr.nsf\/category\/relazione-annuale.html<\/a><\/li>\n<\/ol>\n<p>Per il testo integrale della Relazione 2016 e le precedenti.<\/p>\n<p>\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_7588\" style=\"width: 294px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7588\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-7588\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Alberto-Manenti.jpg\" alt=\"IL dott. Alberto Manenti, Direttore dell'Agenzia Informazioni e la Sicurezza Esterna (AISE) dal 24 aprile 2014 Sicurezza Esterna (AISE)\" width=\"284\" height=\"426\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Alberto-Manenti.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Alberto-Manenti-133x200.jpg 133w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Alberto-Manenti-269x405.jpg 269w\" sizes=\"(max-width: 284px) 100vw, 284px\" \/><p id=\"caption-attachment-7588\" class=\"wp-caption-text\">Il dott. Alberto Manenti, Direttore dell&#8217;Agenzia Informazioni e la Sicurezza Esterna (AISE) dal 24 aprile 2014 \u00a0(AISE).<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_7586\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7586\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-7586\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/mario-parente-580x358.jpg\" alt=\"Il generale Mario Parente, Direttore dell'Agenzia per la Sicurezza Interna (AISI)\" width=\"580\" height=\"358\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/mario-parente-580x358.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/mario-parente-280x173.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/mario-parente-300x185.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/mario-parente.jpg 630w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-7586\" class=\"wp-caption-text\">Il prefetto (gi\u00e0 generale CC) Mario Parente, Direttore dell&#8217;Agenzia per la Sicurezza Interna (AISI)<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presentazione della Relazione del Governo al Parlamento per l&#8217;anno 2016 sulla politica dell\u2019informazione per la sicurezza. Brevi note.<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":7590,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[1516,1515],"tags":[3370,3371,3368,3372,3369,3367],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/alessandro-pansa1-e1370082895150.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-1Yg","jetpack_likes_enabled":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7580"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7580"}],"version-history":[{"count":14,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7580\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7597,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7580\/revisions\/7597"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7590"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7580"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7580"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7580"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}