{"id":7521,"date":"2017-02-20T19:28:41","date_gmt":"2017-02-20T18:28:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7521"},"modified":"2017-02-20T19:39:27","modified_gmt":"2017-02-20T18:39:27","slug":"conflitto-interno-in-iraq","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7521","title":{"rendered":"CONFLITTO INTERNO IN IRAQ"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_7525\" style=\"width: 581px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7525\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-7525\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/image-74466-galleryV9-csou-74466-571x405.jpg\" alt=\"Muktada Al Sadr\" width=\"571\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/image-74466-galleryV9-csou-74466-571x405.jpg 571w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/image-74466-galleryV9-csou-74466-280x200.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/image-74466-galleryV9-csou-74466-768x545.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/image-74466-galleryV9-csou-74466-300x213.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/image-74466-galleryV9-csou-74466.jpg 850w\" sizes=\"(max-width: 571px) 100vw, 571px\" \/><p id=\"caption-attachment-7525\" class=\"wp-caption-text\">Muktada Al Sadr<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>A causa degli avvenimenti siriani, non si parla dell\u2019Iraq come se fosse ormai stabilizzato. Quando invece avviene un attentato allora si comprende che in Iraq la pace non c\u2019\u00e8 . Chi potrebbe unificare il paese? Forse Muqtada Al Sadr, giovane con un largo seguito e consenso popolare.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Baghdad, la mattina dell\u2019 11 febbraio si registrano scontri fra i sostenitori del religioso sciita Muqtada al Sadr e le forze di polizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Migliaia di manifestanti provano ad attraversare il ponte che collega piazza Tahir alla Zona Verde, dove sono allocali i palazzi del potere, le ambasciate e le sedi delle organizzazioni internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La risposta delle forze di sicurezza \u00e8 immediata e violenta: restano uccisi quattro manifestanti e un poliziotto e feriti 174 protestanti la cui maggior parte \u00e8 trasportata in ospedale per intossicazione da gas lacrimogeni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per giustificare il massacro, un portavoce militare dichiara che alcuni razzi Katyusha erano stati lanciati dal distretto di Baladiyat \u2013 zona di sostenitori di Sadr \u2013 colpendo la Zona Verde ma senza fare vittime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come accaduto in passato \u2013 sin dal maggio 2016 \u2013 la mobilitazione \u00e8 stata preparata da Sadr per chiedere la revisione dell\u2019organismo preposto a monitorizzare le elezioni del prossimo settembre essendo giudicato da Sadr troppo vicino al suo rivale sciita Nuri al-Maliki del partito Da\u2019wa (Hizb al Da\u2019wa al Islamiyya = Partito Islamico dell\u2019Appello), che ritiene di essersi allontanato dai precetti di Da\u2019wa come delineati nel 1953 da esponenti sciiti il cui leader era Mohammed Baqr al Sadr, zio dello stesso Muqtada al Sadr.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 premier, al-Maliki \u00e8 accusato dai Sadristi di corruzione, eccessiva sudditanza all\u2019Iran e di fallimento quando, premier e comandante delle forze armate, non \u00e8 in grado di difendere il Paese nel 2014 dall\u2019avanzata dell\u2019allora ISIS, oggi Daesh.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A fronte dell\u2019uccisione dei suoi sostenitori, Muqtada al Sadr, dopo aver precisato che i manifestanti volevano recarsi nella Zona Verde solo per far sentire la loro voce nei palazzi di potere, aggiunge che \u201cil loro sangue non \u00e8 stato versato invano\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Debole, come sempre, la risposta del governo al-Abadi (sciita del Partito Da\u2019wa) che promette di aprire un\u2019inchiesta per chiarire gli eventi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A infiammare le divisioni all\u2019interno della locale comunit\u00e0 sciita sono le dichiarazioni di al-Maliki che accusa Sadr di \u201ctentare di distrarre il popolo iracheno\u201d dalla guerra contro Daesh.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, permane la crescente frustrazione di centinaia di migliaia d\u2019iracheni che vivono in condizioni precarie sin dall\u2019invasione anglo-statunitense del 2003 mentre i miliardi di dollari destinati alla ricostruzione scompaiono nel clientelismo delle istituzioni nazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le ultime proteste sono l\u2019immagine chiara di quello che \u00e8 il <u>\u201cnuovo Iraq post Saddam Hussein\u201d: un Paese diviso in gruppi di potere e d\u2019interessi personali, lacerato su base settaria, etnica e religiosa anche in seno alla stessa comunit\u00e0 sciita che ne costituisce la maggioranza.<\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 sempre pi\u00f9 grande la delusione popolare che osserva come la richiesta sadrista di un governo tecnico non sia messo in pratica dal parlamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa lontananza del potere dalla popolazione \u00e8 la cifra del caos politico in cui versa il Paese dove i partiti politici, temendo di perdere il controllo dei ministeri sotto la loro supervisione, non vogliono indebolire la loro rete di consenso clientelare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 42 enne Muqtada al Sadr dispone di centinaia di migliaia di sostenitori, guida uno dei principali blocchi parlamentari e comanda una potente milizia armata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da leader militare durante l\u2019invasione americana, il religioso si \u00e8 trasformato in un accorto politico che si presenta come voce nazionalista alternativa, \u201canti-sistema\u201d e profondamente ostile agli americani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il potere di Sadr si estende in gran parte dei quartieri pi\u00f9 poveri delle citt\u00e0 a maggioranza sciita. Non va dimenticato il suo prestigio in seno alle forza militare delle sue Brigate per la Pace, tra le milizie paramilitari pi\u00f9 forti del Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le proteste organizzate da Sadr negli ultimi mesi con il suo movimento hanno due obiettivi miranti a contrastare :<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>il rimpasto preparato da al-Abadi giova solo al suo partito Da\u2019wa che lo confermerebbe alla guida del Paese;-<\/li>\n<li>la crescente legittimazione politica che stanno acquisendo le varie milizie sciite combattendo contro Daesh e i loro recenti successi militari che potrebbero danneggiare l\u2019egemonia bellica di cui gode attualmente lo stesso Sadr.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">In merito al secondo punto, i segnali di questa rivalit\u00e0 sono percepibili ed evidenti gi\u00e0 ora: lo scorso mese i miliziani di Sadr si sono scontrati con i membri delle \u201cAsa\u2019ib Ahl al- Haq\u201d (AAQ), un ombrello di milizie cui appartengono anche le forze di mobilitazione popolare in prima linea contro Daesh.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scontro che, secondo Sadr, potrebbe trasferirsi a breve nelle aule parlamentari sottraendogli voti che indebolirebbero il blocco parlamentare \u2013 Al-Ahrar \u2013 che attualmente ha 34 seggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo motivo, Sadr sposta la sua sede politica dalla citt\u00e0 religiosa di Najaf alla capitale Baghdad, dove avvia iniziative per raccogliere il malcontento popolare contro il governo in carica. Sadr forma anche una commissione d\u2019intellettuali, accademici, curdi, sunniti, sciiti e laici con il compito di presentare al governo le necessarie riforme da realizzare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019obiettivo \u00e8 di amalgamare tutti gli strati della popolazione e delle comunit\u00e0 che, emarginate e trascurate dalle \u00e9lite del potere, si presentano come unica alternativa alla status quo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra i temi trattati c\u2019\u00e8 anche quello della sicurezza con un apparato militare mal preparato, un controllo territoriale inefficiente e una corruzione arrivata al punto di allestire nei check-point metal detector non funzionanti per verifica di persone, auto e bagagli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E cos\u00ec, il 16 febbraio un\u2019autobomba devasta per l\u2019ennesima volta uno dei quartieri sciiti di Baghdad e la comunit\u00e0 scende in piazza. Questa volta la protesta \u00e8 silenziosa, con migliaia di iracheni sciiti fra i quali molti sostenitori di Sadr.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scelta di manifestare in silenzio \u00e8 sostenuta dagli organizzatori per evitare altri scontri e dare pi\u00f9 forza alla disperazione popolare di fronte all\u2019inefficacia governativa peggiorata dopo la nomina a premier di al-Abadi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I manifestanti si trovano di nuovo a piazza Tahir, con la bandiera irachena che ne copre la bocca per commemorare i loro morti: 59 vittime per l\u2019attentato nel quartiere sciita di al-Bayya, quando un camion imbottito di esplosivo \u00e8 lanciato in un mercato e contro rivenditori di auto, facendo esplodere anche altri ordigni mentre arrivavano i soccorsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 il terzo attacco dopo pochi giorni rivendicato da Daesh, sotto pressione a Mosul, dove \u00e8 in atto la controffensiva governativa che punta ora a Ovest, dopo avere liberato la parte Est della citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da allora, le speranze in una reale lotta alla corruzione selle istituzioni e nella formazione e nella formazione di un governo di tecnici slegati dal nepotismo delle fazioni politiche sono ormai dissolte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al- Abadi si \u00e8 dimostrato incapace di contrastare le dinamiche clientelari interne al potere iracheno e che dal 2003 comandano e influenzano le divisioni settarie del popolo iracheno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 Sadr da quasi un anno organizza manifestazioni imponenti a Baghdad ?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ratio \u00e8 chiara.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se da un lato le proteste contro il governo stanno spaccando il fronte sciita dall\u2019altro lato stanno costruendo intorno a Sadr e alle sue Brigate per la Pace \u2013 di fatto riproposizione delle milizie armate sadriste prima note come Esercito del Mahdi impegnato nel decennio scorso contro l\u2019occupazione USA \u2013 l\u2019immagine di un movimento a caratura nazionale iracheno prima ancora che sciita, superando in tal modo quelle divisioni religiose e con esse etniche, tribali e laiche che hanno annichilito lo Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, accade che Sadr e i suoi rivali si muovano all\u2019interno del pi\u00f9 ampio contesto geopolitico dove le superpotenze USA e Russia mirano a fare dell\u2019Iraq un Paese consustanziale alle loro esigenze strategiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella spartizione &#8211; possibile- del bottino iracheno, un ruolo di primo piano lo riveste l\u2019Iran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La repubblica islamica ha approfittato della caduta di Saddam Hussein \u2013 non dimenticando gli otto anni di guerra scatenatagli su richiesta americana (1980- 1988) &#8211; e della disastrosa occupazione statunitense del 2003 per due motivi:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>rinsaldare e riunificare l\u2019area sciita presente in Iraq;<\/li>\n<li>svolgere con le istituzioni governative a guida sciita un ruolo di primo piano nella guerra contro Daesh inviando le sue guardie rivoluzionarie e le milizie al Qods al comando del generale Qassam Suleiman coinvolgendo tutti i combattenti sciiti come gi\u00e0 in atto con Hezb\u2019Allah libanese.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma l\u2019evoluzione dei progetti nel foro interno iracheno da tempo non dipende dalla volont\u00e0 dei protagonisti locali come ci insegna la storia contemporanea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fatto \u00e8 che quanto avviene in Iraq, e non solo, \u00e8 attivato dagli USA sin dal rientro il 31 gennaio 1979 del grande Ayatollah Khomeyni, contro il quale gli USA affidano a Saddam Hussein, loro alleato finanziato e rifornito di armi, il compito di scatenare una guerra che durer\u00e0 otto anni dal 1980 al 1988.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In seguito, quando Saddam Hussein, credendo di avere l\u2019appoggio USA, invade il vicino Kuwait il 2 agosto 1990, gli Stati Uniti abbandonano l\u2019ex alleato e ne bombardano l\u2019intero Paese costringendo Saddam (28 febbraio 1991) a ritirarsi con perdite considerevoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il colpo decisivo contro l\u2019Iraq avviene con l\u2019invasione del Paese due anni dopo l\u2019attentato dell\u201911 settembre 2001, con l\u2019accusa \u2013 rivelatisi falsa per ammissione degli stessi americani e inglesi \u2013 del possesso di armamenti di distruzione di massa che in realt\u00e0 gli stessi americani avevano gi\u00e0 distrutto nel corso dell\u2019invasione del 1991.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il resto \u00e8 quanto si pu\u00f2 vedere oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_7527\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7527\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-7527\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/NB-164163-635948428294445642-580x375.jpg\" alt=\"Nuri al Maliki\" width=\"580\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/NB-164163-635948428294445642-580x375.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/NB-164163-635948428294445642-280x181.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/NB-164163-635948428294445642-300x194.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/NB-164163-635948428294445642.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-7527\" class=\"wp-caption-text\">Nuri al Maliki<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La figura di Muktada Al Sadr in Iraq e le sue chances politiche.<\/p>\n","protected":false},"author":2122,"featured_media":7525,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[1284,80,1291],"tags":[3326,3323,3324,3329,3325,3327,2866,3328],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/image-74466-galleryV9-csou-74466.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-1Xj","jetpack_likes_enabled":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7521"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2122"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7521"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7521\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7528,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7521\/revisions\/7528"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7525"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7521"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7521"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7521"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}