{"id":7514,"date":"2017-02-16T11:25:53","date_gmt":"2017-02-16T10:25:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7514"},"modified":"2017-02-16T11:25:53","modified_gmt":"2017-02-16T10:25:53","slug":"usa-israele-e-la-palestina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7514","title":{"rendered":"USA, ISRAELE E LA PALESTINA"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-7516\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/netanyahu-trump-790x526-580x386.jpeg\" alt=\"netanyahu-trump-790x526\" width=\"580\" height=\"386\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/netanyahu-trump-790x526-580x386.jpeg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/netanyahu-trump-790x526-280x186.jpeg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/netanyahu-trump-790x526-768x511.jpeg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/netanyahu-trump-790x526-300x200.jpeg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/netanyahu-trump-790x526.jpeg 790w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La pace in Medio Oriente \u00e8 sempre pi\u00f9 in salita. La politica di Israele e quella di Hamas, con l\u2019incognita della nuova presidenza USA. Sulla prima visita di Netanyahu a Trump si \u00e8 ancora compreso poco\u2026non sarebbero necessari due Stati?Alla vigilia della visita questa era la situazione di fatto, anche con la riunione di Parigi del gennaio.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 15 gennaio a Parigi i rappresentanti di oltre 70 Paesi si riuniscono per discutere la possibilit\u00e0 di rilanciare la soluzione dei \u201cdue Stati\u201d e porre termine al conflitto fra Israele e \u201cAutorit\u00e0 Nazionale Palestinese\u201d (ANP).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contestualmente in Israele il deputato del Likud, Yoav Kisch, espone il suo programma di pace: fine degli Accordi di Oslo del 1993; scioglimento dell\u2019ANP; controllo israeliano permanente su gran parte dei territori conquistati con la guerra del 1967; autonomia palestinese senza sovranit\u00e0 sul 39% della Cisgiordania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Kisch spiega che il piano \u00e8 l\u2019unico per \u201devitare la creazione di uno Stato terrorista nel cuore della nostra terra e consentire a Israele di preservare il suo carattere speciale di Stato ebraico e democratico\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Progetto ritenuto accettabile dalla destra israeliana e da alcuni partiti di opposizione, come i laburisti di Isacc Herz\u00f2g, che chiedono anche la \u201cseparazione totale dai palestinesi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sera dello stesso giorno, la Conferenza francese si rivela un fallimento che il premier israeliano Benjamin Netanyahu accoglie con soddisfazione avendola bocciata sin dall\u2019inizio e definita una sorta di secondo \u201cProcesso Dreyfus\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto, il documento della Conferenza, preparato dal ministro degli esteri francese Jean Marc Ayrault, si limita a esortare le parti a evitare mosse unilaterali e non cita i rappresentanti arabi che chiedevano un accenno di censura al presidente americano Donald Trump, intenzionato a trasferire l\u2019ambasciata USA Gerusalemme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul punto, Ayrault si limita a dire che portare a Gerusalemme l\u2019ambasciata americana \u201csarebbe una decisione molto gravida di conseguenze e una provocazione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre il presidente palestinese Abu Mazen e i suoi collaboratori parlano di successo, una settimana dopo la Conferenza francese, il Comune di Gerusalemme autorizza la costruzione di 566 abitazioni nelle colonie ebraiche nella zona orientale della citt\u00e0 occupata nella guerra del giugno 1967.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giorno successivo, il governo israeliano d\u00e0 inizio a progetti per costruire 2.550 case in vari insediamenti nella Cisgiordania. Il ministro della difesa Lieberman dichiara che le nuove case saranno costruite nei principali blocchi di colonie gi\u00e0 esistenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poco pi\u00f9 di 900 appartamenti, quasi pronti, saranno messi in vendita negli insediamenti di Alfei Menashe, Beitar Illit, Maale Adumin, Ariel, Efrat ed Elkana e soprattutto a Givat Zeev (552), tra Ramallah e Gerusalemme Est.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Comitato per la pianificazione avvier\u00e0 la fase di progettazione e realizzazione di altri 1.642 alloggi a Ets Efraim, Givat Ze\u2019ef, Kohav Yaakon, Har Gillo, Zufim, Oranit, Shaarei Tikva, Beit El e ad Ariel, seconda colonia per grandezza (899 nuove case). Ma Yesha, che riunisce l\u2019amministrazione delle colonie in Cisgiordania, dichiara la sua delusione perch\u00e9 le autorizzazioni \u201cnon coprono la domanda\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, \u201cil governo americano \u00e8 cambiato\u2026 e il governo israeliano deve approvare tutti i progetti sul tavolo e autorizzare nuove costruzioni ovunque, in Giudea, Samaria e Valle del Giordano\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal lato palestinese, Nabil Abu Rudeinah, portavoce di Abu Mazen, dichiara che \u201cIsraele si fa beffe della comunit\u00e0 internazionale e fomenta l\u2019estremismo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019analista Ghassan Khatib aggiunge che \u201c l\u2019ANP dovrebbe lanciare iniziative diplomatiche sulla base della recente Risoluzione 2334\/16, rivolgersi alla Corte Penale Internazionale e chiedere la sospensione di Israele dall\u2019ONU se Netanyahu non cesser\u00e0 gli attacchi alla legalit\u00e0 internazionale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poco dopo la Conferenza di Parigi, la notizia arrivata da Mosca in merito al governo di unit\u00e0 nazionale lascia senza parole il popolo palestinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I recenti sviluppi locali, regionali e globali incrementano la pressione sulla leadership a essere pi\u00f9 reattiva nei confronti delle aspettative del popolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto, Fatah e l\u2019ANP in Cisgiordania devono affrontare tre sfide: l\u2019intenzione del presidente USA di trasferire l\u2019ambasciata statunitense a Gerusalemme; la crescente popolarit\u00e0 della strategia di annessione tra i leader israeliani che fanno presagire un\u2019altra \u201cNakba\u201d (Disastro) come quella del 1948; i tentativi disperati della leadership palestinese di seguire il sentiero del negoziato con Israele dopo la fallita Conferenza di Pace di Parigi del 15 gennaio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante ci\u00f2, i leader politici palestinesi si sentono obbligati a mostrare una reazione ai cambiamenti regionali e al nuovo ordine mondiale, specialmente di fronte al fatto che oggi la riconciliazione intra-palestinese \u00e8 divenuta una questione regionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La riemersione della Russia come attore centrale della sfera politica palestinese \u00e8 indicativa di questo nuovo ordine mondiale. La dichiarazione di Mosca sulla formazione di un governo di unit\u00e0 palestinese \u00e8 stata il risultato di incontri intensi il mese scorso a Daha, Montreux in Svizzera, il Cairo, Libano e infine Mosca. Questa serie di incontri ha contribuito a far emergere il \u201cmomento maturo\u201d a Mosca e mentre Mosca raccoglie il frutto, i semi erano stati piantati anche altrove, compresa la Palestina occupata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli incontri, in particolare quelli con la societ\u00e0 civile a Montreux, hanno mostrato il consenso tra le leadership delle fazioni politiche palestinesi, compresa Hamas, a formare un governo di unit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un governo che si prefigura come politico e non tecnico e che sarebbe responsabile di raggiungere tre obiettivi: unificare le istituzioni del settore pubblico tra Gaza e Ramallah; affrontare la questione urgente della sicurezza palestinese, l\u2019elettricit\u00e0 e la ricostruzione di Gaza; preparare le elezioni presidenziali, locali e parlamentari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma un governo che deve superare almeno un paio di ostacoli nel breve periodo: ottenere il placet del presidente Mahmoud Abbas; affrontare la comunit\u00e0 internazionale e le pressioni israeliane. In realt\u00e0 non \u00e8 chiaro se Abbas dar\u00e0 il via libera all\u2019implementazione degli accordi presi a Mosca o continuer\u00e0 a insistere perch\u00e9 questo sia un \u201cgoverno del presidente\u201d, obbligato a portare avanti il suo programma politico ma fallimentare e la sua visione. E\u2019 vero anche, per\u00f2, che oggi Abbas si trova sotto l\u2019enorme pressione di venire a un compromesso e affrontare la realt\u00e0 dell\u2019era-Trump con un fronte palestinese pi\u00f9 forte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, Azzam al-Ahmad, capo della delegazione di Fatah nel dialogo con Hamas, ha menzionato pi\u00f9 volte il mese scorso \u2013 pi\u00f9 recentemente a Mosca \u2013 che interromperanno tutte le relazioni con il Quartetto per il Medio Oriente (istituito in Spagna nel 2002, durante la seconda intifada palestinese, che raggruppa Nazioni Unite, Unione Europea, Gran Bretagna, Russia e USA), come corpo politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 contro il Quartetto?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A fine luglio 2016, il Quartetto per il Medio Oriente, pubblica un Rapporto che chiede alle leadership palestinesi e israeliane di adottare misure per salvaguardare il percorso della soluzione a due Stati. Ma la lettura critica di quel Rapporto distorce la realt\u00e0 che \u00e8 stata il marchio delle istituzioni internazionali come lo stesso Quartetto, cio\u00e8 il radicamento di uno status quo di ingiustizia, occupazione militare e violenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La principale premessa del Rapporto \u00e8 che \u201cil terrorismo palestinese e l\u2019incitamento alla violenza\u201d sono da considerare responsabili dell\u2019insicurezza israeliana e dello stallo politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Rapporto costruisce la sua analisi sulla base di assunzioni false e non plausibili. Ad esempio, assume che Netanyahu sostiene l\u2019obiettivo di due Stati che vivono fianco a fianco in pace e sicurezza e che la maggioranza dei due popoli supporta anche la soluzione dei due Stati. In realt\u00e0, lo scorso anno, alla vigilia delle elezioni israeliane, Netanyahu dice \u201cno a uno Stato palestinese\u201d e in quelle elezioni l\u2019elettorato israeliano vota per sette membri della Knesset che si oppongono a tale soluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel maggio 2016, il premier israeliano rigetta l\u2019iniziativa di pace francese che si basa sulla soluzione a due Stati e un mese dopo annuncia una nuova espansione coloniale nella Cisgiordania occupata, un progetto di colonizzazione che rende tale soluzione impossibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda gli israeliani, una recente ricerca del \u201cPew Research Center\u201d mostra che la maggioranza \u2013 il 62% &#8211; di quelli che si dichiarano politicamente a destra ritiene che la soluzione a due Stati sia impossibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E i palestinesi che vivono a Gaza e in Cisgiordania da quasi cinquanta anni sotto occupazione israeliana hanno perso anche la speranza. Secondo uno studio del giugno 2016 del \u201cPalestinian Center for Policy and Survey Research\u201d solo il 29% pensa che l\u2019iniziativa francese avr\u00e0 successo, il 56% sostiene l\u2019abbandono degli Accordi di Oslo e il 57% crede che la soluzione a due Stati non sia pi\u00f9 fattibile e, per quanto riguarda i sei milioni di palestinesi nei campi profughi e in esilio, nessuno li ha consultati sulla questione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le visioni del Quartetto sono false anche per quanto riguarda la questione dell\u2019incitamento alla violenza. Infatti, i quattro paragrafi del Rapporto del Quartetto sono dedicati a parlare dell\u2019incitamento alla violenza palestinese e uno solo al lato israeliano, nella chiara assenza di neutralit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il costante incitamento razzista, fondamentalista e violento israeliano non \u00e8 quasi notato dai funzionari del Quartetto e ci\u00f2 non \u00e8 dovuto a mancanza di prove, ma a un disegno metodologico e all\u2019assenza di volont\u00e0 politica di rendere Israele e la sua leadership responsabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso Quartetto afferma che l\u2019armamento illegale di Hamas e la sue attivit\u00e0 militari sono da considerare le ragioni del fallimento della soluzione a due Stati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 non ci sono prove sul fatto che Israele ha lanciato quattro grandi campagne militari con bombardamenti da cielo, mare e terra contro Gaza, devastando l\u2019intera Striscia e devastando moschee, scuole, centri dell\u2019UNWRA, abitazioni, campi con un altissimo numeri di vittime anche civili?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Quartetto dovrebbe prendere seriamente le dichiarazioni di Jimmy Carter e Mary Robinson sulla necessit\u00e0 di riconoscere Hamas come attore politico legittimo e capire che Hamas \u00e8 interessato a una pace duratura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Rapporto parla anche della terribile situazione umanitaria a Gaza e dell\u2019assedio politico di due milioni di persone in un modo cos\u00ec apolitico da negare la costruzione politica di tale \u201ccrisi umanitaria\u201d e, quindi, la complicit\u00e0 della comunit\u00e0 internazionale nel sostenerla. Il Rapporto lamenta la mancanza di unit\u00e0 palestinese e la considera un altro fattore che contribuisce al fallimento della soluzione a due Stati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 surreale visto che sono stati il Quartetto e la comunit\u00e0 internazionale a promuoverla, negando i risultati delle elezioni democratiche palestinesi di dieci anni fa, mentre il Quartetto non riconosce che l\u2019espansione coloniale rappresenta una chiara violazione del diritto internazionale e che potrebbe essere considerato crimine di guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019approccio del Quartetto e la sua distorta interpretazione delle realt\u00e0 non avviciner\u00e0 alla pace. La render\u00e0 impossibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hamas, da parte sua, annuncia durante il meeting di Montreux di avere completato la sua nuova carta, dopo essere passata attraverso la sua struttura interna. Questo cambiamento mostra la trasformazione che il movimento islamico ha vissuto nell\u2019ultimo decennio, per lo pi\u00f9 dovuto alle dinamiche regionali, e che dovrebbe essere saggiamente usata dalla comunit\u00e0 internazionale. Ma in mancanza di effettivi meccanismi di responsabilizzazione, il popolo palestinese \u00e8 comprensibilmente scettico riguardo una riconciliazione &#8211; dej\u00e0 v\u00f9. Il percorso dell\u2019unit\u00e0 palestinese \u00e8 chiaro, ma richiede una volont\u00e0 politica forte e spirito di sacrificio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli incontri del mese scorso hanno fornito un\u2019occasione d\u2019oro ai leader politici palestinesi per disegnare una nuova realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La domanda resta: coglieranno stavolta questa opportunit\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_7519\" style=\"width: 563px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7519\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-7519\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/abu-mazen1.jpg\" alt=\"Mahmoud Abbas (Abu Mazen), presidente dell'Autorit\u00e0 Palestinese\" width=\"553\" height=\"398\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/abu-mazen1.jpg 400w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/abu-mazen1-278x200.jpg 278w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/abu-mazen1-300x216.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 553px) 100vw, 553px\" \/><p id=\"caption-attachment-7519\" class=\"wp-caption-text\">Mahmoud Abbas (Abu Mazen), presidente dell&#8217;Autorit\u00e0 Palestinese<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La pace in Medio Oriente \u00e8 sempre pi\u00f9 in salita. 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