{"id":7466,"date":"2017-01-22T12:04:31","date_gmt":"2017-01-22T11:04:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7466"},"modified":"2017-01-22T12:07:19","modified_gmt":"2017-01-22T11:07:19","slug":"siria-al-vertice-di-astana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7466","title":{"rendered":"SIRIA AL VERTICE DI ASTANA"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_7470\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7470\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-7470\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Kazakistan-580x298.jpg\" alt=\"Il Kazakistan\" width=\"580\" height=\"298\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Kazakistan-580x298.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Kazakistan-280x144.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Kazakistan-300x154.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Kazakistan.jpg 738w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-7470\" class=\"wp-caption-text\">Il Kazakistan<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Domani 23 gennaio a Astana. I confini decisi dopo la prima guerra mondiale subiranno delle modifiche? Difficile dirlo perch\u00e8 se si modificano quei confini\u2026altre modifiche seguiranno. Medio Oriente in evoluzione\u2026e l\u2019incognita della nuova presidenza americana. Perch\u00e9 Astana?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La notte del 12 gennaio l\u2019esercito governativo siriano accusa Israele di avere colpito con missili la base aerea militare di Mezzeh, poco fuori da Damasco, a pochi chilometri dal palazzo presidenziale dove risiede il presidente e utilizzata dalle guardie repubblicane, corpo di \u00e9lite dell\u2019esercito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo la TV di Stato \u201cSana\u201d, i missili sarebbero stati lanciati dal Nord di Israele, vicino al lago di Tiberiade, poco dopo la mezzanotte. E non \u00e8 la prima volta perch\u00e9 il 7 dicembre 2016 jet israeliani hanno lanciato missili contro la stessa base e alla fine del mese precedente hanno lanciato missili vicino a Damasco dallo spazio aereo libanese. L\u2019Agenzia statale annuncia \u201critorsioni\u201d mentre Israele, come di consueto, tace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa volta il bombardamento \u00e8 stato preceduto da un attacco suicida a Kfar Suse, nel centro della capitale siriana causando almeno 8 morti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I due attacchi, avvenuti a poca distanza l\u2019uno dall\u2019altro, inducono molti siriani a denunciare un vero e proprio coordinamento fra Israele e le formazioni jihadiste schierate contro il governo di Damasco e il presidente Bashar al-Assad.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi anni, Israele ha bombardato pi\u00f9 volte la Siria: nei pressi di Damasco, lungo la frontiera tra Siria e Libano, a ridosso del Golan e nella Siria meridionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Israele, con attacchi mirati, ha ucciso in Siria con raid aerei anche esponenti di Hezb\u2019Allah, Jihad Mughnyeh, 21 anni e 5 combattenti di Hezb\u2019Allah, un generale dei pasdaran iraniani e altri 5 soldati dei pasdaran nel luglio 2015; Samir Kuntar nel 2015; il comandante Badreddine (2016), tutti mentre erano impegnati a contrastare nel Golan siriano Daesh e il Fronte Al Nusra (ora Jabhat Fatah al Sham).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A ogni raid, con conseguenti vittime, Israele ha dichiarato che non consentir\u00e0 il trasferimento di armi dalla Siria al movimento sciita Hezb\u2019Allah senza mai documentare con foto, video e fatti l\u2019accusa del passaggio di armi a favore di Hezb\u2019Allah, che lotta a favore di Damasco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da parte loro, i siriani accusano \u2013 con prove \u2013 Israele di collusione con l\u2019opposizione armata che l\u2019esercito governativo damasceno contrasta proprio dalla base aerea di Mezzeh, punto da cui mira le postazioni islamiste e jihadiste a Est della capitale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Agli interventi militari contro i quadri pro-Assad, Israele aggiunge, a favore delle milizie contro Assad, supporto medico e non solo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un rapporto ONU di fine dicembre 2104, le Nazioni Unite documentano la stretta collaborazione tra Israele e le opposizioni anti-Assad, concentrate nel Sud della Siria al confine con il Golan occupato da Tel Aviv nella guerra del giugno 1967.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La zona di Quneitra \u00e8 stata a lungo controllata dall\u2019Esercito Libero Siriano per divenire in breve roccaforte di milizie islamiste a partire da Jabhat Fatah al Sham ,gi\u00e0 Jabhat al Nusra, qaedisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo il rapporto ONU la collaborazione sarebbe iniziata almeno diciotto mesi prima del dicembre 2014 e avrebbe riguardato nello specifico il trasferimento di oltre mille miliziani feriti negli ospedali a Nord di Israele. Assistenza umanitaria al di l\u00e0 del confine, ma anche assistenza militare: secondo l\u2019UNDOF \u2013 la forza ONU presente nelle zona dal 1974, dalla guerra del Kippur \u2013 l\u2019esercito di Tel Aviv avrebbe consegnato alle opposizioni anche armi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 un mistero la posizione israeliana nei confronti di Damasco che vede come parte della \u201cmezzaluna sciita\u201d di resistenza comprendente anche Hezb\u2019Allah libanese e irachena, Iraq e Iran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Siria, sciita alawita, \u00e8 quindi vista come un nemico da destabilizzare per rafforzare Israele in una regione ormai alla sbando in preda a settarismi interni e gruppi jihadisti finanziati, appoggiati logisticamente e armati da Stati che con Tel Aviv hanno sempre avuto buoni rapporti pi\u00f9 o meno palesi: Turchia, Giordania, Arabia Saudita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appare possibile che Israele abbia voluto segnalare ad Assad che l\u2019insediamento alla Casa Bianca di Donald Trump render\u00e0 ancora pi\u00f9 libere le attivit\u00e0 di Israele, che proclama da tempo come il pilastro della sua futura politica in Medio Oriente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altri termini, in vista dell\u2019apertura del negoziato russo-turco sulla Siria ad Astana il 23 gennaio, il governo israeliano vuole mettere in chiaro a Russia e Turchia che dovranno tenere in conto, a fianco ai loro interessi \u2013 la Turchia per esempio ha gi\u00e0 ottenuto con certezza l\u2019esclusione dei curdi di Rojava perch\u00e9 ritenuti \u201cterroristi\u201d &#8211; anche quelli di Israele nella soluzione politica che vogliono dare alla guerra civile siriana ormai in corso da oltre sei anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u>Ma perch\u00e9 \u00e8 stata scelta Astana?<\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 una scelta casuale, come ben analizza \u201cAl Quds \u2013 Al-Arabi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad Astana, capitale del Kazakistan, gi\u00e0 parte dell\u2019Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS) e sotto l\u2019influenza di Mosca, il 20% della popolazione \u00e8 di nazionalit\u00e0 russa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019etimo della parola \u201cKazakistan\u201d proviene dall\u2019antico turco \u201cKazaK\u201d (libero) ed \u00e8 dalla steppa di quel grande Stato che sono partiti oltre mille anni fa i turchi per poi arrivare all\u2019odierna Turchia e dar vita a un intero mondo linguistico e culturale di cui i Kazaki fanno parte, quello turco culminato con l\u2019Impero Ottomano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scelta del luogo strategico consente di comprendere il ruolo dei principali protagonisti:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>la Russia cerca di rafforzare la sua influenza sulla coalizione pro-Assad e controllare le forze militari guidate di fatto dall\u2019Iran;<\/li>\n<li>la Turchia, confinante con la Siria, vuole essere sicura di evitare la formazione di uno Stato curdo a ridosso del suo confine anche se \u00e8 gi\u00e0 stata vietata la partecipazione dei curdi di Rojava e del YPG che pure stanno combattendo con gli USA contro Daesh;<\/li>\n<li>gli USA mirano a ridisegnare le frontiere regionali piegandole ai suoi interessi.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La direzione intrapresa da Ankara e Mosca mira sempre pi\u00f9 verso la militarizzazione dei negoziati: mettere le parti in lotta \u2013 regime di Assad e opposizione \u2013 faccia a faccia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo caso, l\u2019opposizione, mostrandosi eterogenea e disorganizzata davanti alla Commissione Suprema per le trattative, perderebbe peso diplomatico e credibilit\u00e0, scatenando una reazione a catena di palese imparit\u00e0 che intaccherebbe anche i suoi maggiori sostenitori arabi e, in particolare, Arabia Saudita e componenti del Consiglio di Cooperazione del Golfo (con A.S.: Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman e Qatar) e Giordania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo dovrebbe portare alla fine della rappresentanza dei Paesi arabi sostenitori delle opposizioni, che entrerebbero nell\u2019orbita turca, e cos\u00ec finirebbe anche la rappresentanza iraniana che verrebbe meno ed entrerebbe nell\u2019orbita russa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche i leader dell\u2019opposizione sembrano sottovalutare l\u2019importanza della Conferenza di Astana, che potrebbe costituire non solo un punto di svolta nuovo all\u2019intero dei negoziati ma rivelarsi anche ben pi\u00f9 importante di Ginevra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Resta da verificare come si accorderanno Mosca e Ankara, ma di certo i risultati cambieranno la geografia politica non solo della Siria, ma tutta la cos\u00ec detta \u201cEurasia\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rimangono alcune perplessit\u00e0:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>il presidente siriano ha vinto le elezioni del 2014 in una fase di guerra tra governo e ribelli;<\/li>\n<li>la fine della presidenza Assad \u00e8 prevista nel 2021, per cui avrebbe a disposizione 4 anni per sradicare tutte le forze di opposizione fra le quali ci sono i quadri dirigenti di Al Qaeda e Daesh.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se verr\u00e0 accettata la proposta russo-iraniana, le condizioni della Siria torneranno quelle del 2011, come erano prima, con gruppi di manifestanti disarmati che chiedevano solo fine delle leggi emergenziali, liberazione dei prigionieri politici e pi\u00f9 equa ripartizione dei redditi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma quei dimostranti vennero manipolati e armati da Paesi interessati: Francia, che avvia il gruppo degli \u201cAmici della Siria\u201d, USA e Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque, il timore che le promesse da parte di un governo misto di garantire riforme costituzionali e leggi per le province potrebbero essere prive di valore, \u00e8 reale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante questo, se le \u201cforze moderate\u201d di opposizione accetteranno questa soluzione poich\u00e9 il loro compito non \u00e8 quello di distruggere il Paese ma avviare una nuova fase di cambiamenti, la Siria potrebbe risorgere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I siriani sanno che la presenza dello stesso regime per altri quattro anni significherebbe la sconfitta di quelli che in questi anni hanno creduto a un Paese pi\u00f9 giusto, pi\u00f9 libero ma anche di quanti hanno distrutto il Paese, provocando quasi un milione di morti e l\u2019esodo di 10- 12 milioni di persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se Assad rimarr\u00e0 presidente sarebbe pi\u00f9 facile per i siriani accettare la divisione della loro nazione assicurando ad Assad uno Stato in cui non debba pi\u00f9 falsificare i risultati delle elezioni per essere legittimato a governare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa ipotesi di dividere la Siria \u00e8 per\u00f2 rifiutata da Turchia, Iran e Iraq perch\u00e9 temono conseguenze catastrofiche a livello di stabilit\u00e0 per l\u2019intera regione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-7468\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/cartina_siria-495x405.gif\" alt=\"cartina_siria\" width=\"495\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/cartina_siria-495x405.gif 495w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/cartina_siria-245x200.gif 245w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/cartina_siria-300x245.gif 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