{"id":7422,"date":"2017-01-12T17:06:18","date_gmt":"2017-01-12T16:06:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7422"},"modified":"2017-01-12T17:06:18","modified_gmt":"2017-01-12T16:06:18","slug":"il-conflitto-israelo-palestinese-2-15-gennaio-2017-conferenza-di-parigi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7422","title":{"rendered":"IL CONFLITTO ISRAELO-PALESTINESE 2. 15 GENNAIO 2017: CONFERENZA DI PARIGI."},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_7424\" style=\"width: 516px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7424\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-7424\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/f150105tn21-hi-res-from-flash-90-kh-tweek-1443715135.jpg\" alt=\"L'ambasciatore israeliano all'ONU, Danny Danon\" width=\"506\" height=\"482\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/f150105tn21-hi-res-from-flash-90-kh-tweek-1443715135.jpg 361w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/f150105tn21-hi-res-from-flash-90-kh-tweek-1443715135-210x200.jpg 210w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/f150105tn21-hi-res-from-flash-90-kh-tweek-1443715135-300x286.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 506px) 100vw, 506px\" \/><p id=\"caption-attachment-7424\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;ambasciatore israeliano all&#8217;ONU, Danny Danon.<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Fra tre giorni si apre a Parigi una conferenza sul conflitto israelo-palestinese. La situazione attuale \u00e8 ben illustrata dall\u2019articolo seguente. Continuando cos\u00ec non si vedono margini per un accordo\u2026.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 23 dicembre scorso il Consiglio di Sicurezza dell\u2019ONU, per la prima volta nella storia con l\u2019astensione degli USA, approva la Risoluzione 2334\/16 che condanna gli insediamenti coloniali israeliani nei Territori Palestinesi Occupati perch\u00e9 violano il diritto internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli stessi termini si era pronunciato nel 1980 con la Risoluzione 465 in merito all\u2019illegalit\u00e0 degli insediamenti nei TPO dopo la guerra del 1967.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La reazione dei vertici israeliani \u00e8 furiosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ambasciatore di Tel Aviv all\u2019ONU, Danny Danon, dichiara che \u201cn\u00e9 il Consiglio di Sicurezza dell\u2019ONU n\u00e9 l\u2019Unesco possono spezzare il legame fra il popolo di Israele e la terra di Israele\u201d aggiungendo che \u201cla nuova amministrazione americana e il nuovo segretario generale dell\u2019ONU apriranno una nuova era in termini di relazioni dell\u2019ONU con Israele\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima dell\u2019approvazione della Risoluzione il premier Netanyahu riesce a bloccare il voto e a frenare l\u2019amministrazione ancora guidata dal presidente uscente Obama con il risultato di ottenere l\u2019immediato cedimento del presidente egiziano Sisi &#8211; che era stato uno dei promotori del progetto di Risoluzione \u2013 e il sostegno del presidente entrante Trump, intervenuto per congelare il voto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il premier israeliano inoltre convoca e rimprovera gli ambasciatori presenti degli Stati che hanno votato a favore della Risoluzione \u2013 Angola, Cina, Egitto, Francia, Giappone, Gran Bretagna, Russia, Spagna, Ucraina e Uruguay \u2013 mettendo in chiaro che Israele non la rispetter\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ministro della difesa, Lieberman, dichiara che la conferenza di pace di Parigi il prossimo 15 gennaio \u00e8 \u201cun tribunale contro Israele\u2026. non una conferenza di pace \u2026.ma qualcosa il cui scopo \u00e8 danneggiare la sicurezza di Israele e la sua reputazione\u201d e quindi annuncia che non vi parteciper\u00e0 perch\u00e9 \u201c\u00e8 un incontro di antisemiti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo, il comune di Gerusalemme d\u00e0 il via al progetto per la costruzione di 618 case per coloni di cui 140 a Pisgat Zeev, 262 a Ramat Shlomo e 216 a Ramot e il quotidiano \u201cIsrael HaYom\u201d, vicino al premier, comunica che sono pronti progetti edili per 5.600 appartamenti da realizzare a Gerusalemme Est nelle colonie israeliane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il presidente israeliano Reuven Rivlin dichiara che la Risoluzione del C.d.S. \u201c\u00e8 uno schiaffo alla pace e alla verit\u00e0\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, la Risoluzione 2334\/16 riafferma la verit\u00e0 gi\u00e0 esposta da decine di Risoluzioni fra le quali le seguenti che prevedono:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>194\/1948, diritto al rientro dei profughi palestinesi in Palestina, oltre al risarcimento per le perdite di terra e casa e compensi per quanti non intendevano esercitare tale diritto;<\/li>\n<li>242 e 338, obbligo per Israele di ritirarsi dai Territori Occupati nella guerra dei 6 giorni (giugno 1967) e dalle alture del Golan siriano.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Ris. 2334\/2016 prevede la possibilit\u00e0 d\u2019intervento della Corte Penale Internazionale, davanti alla quale potrebbero essere condotti i responsabili della politica coloniale israeliana ma non \u00e8 stata approvata nel contesto del capitolo 7 della Carta dell\u2019 ONU che avrebbe aperto la strada a un dibattito su eventuali sanzioni economiche contro Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altri termini, Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme Est sono Territori Occupati militarmente da 1967 da Israele, che come potenza occupante non pu\u00f2 insediarvi la sua popolazione civile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Firmando gli Accordi di Oslo del 1993 Israele ha accettato di definire \u201cin negoziati finali\u201d con i palestinesi lo status di Gerusalemme, riconoscendo che per il diritto internazionale non ha valore la sua decisione unilaterale, presa con un voto della Knesset 35 anni fa, di annettersi e proclamare sua capitale l\u2019intera citt\u00e0, incluso il settore arabo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso vale per le alture del Golan, annesse unilateralmente ma che restano un territorio siriano occupato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Indietro nel tempo, i fondatori dello Stato d\u2019Israele accettarono il piano di spartizione della Palestina storica del 1947 che non includeva nello Stato ebraico Gerusalemme, la Cisgiordania e Gaza e altre importanti porzioni di Palestina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli eventi successivi sono il frutto di guerre, conflitti armati e fatti creati sul terreno, come fra gli altri, l\u2019occupazione e annessione del Golan siriano del 1967 e, dal 2002 in avanti, la costruzione del \u201cmuro di sicurezza\u201d di 750 km al di l\u00e0 della linea verde \u2013 quella dell\u2019armistizio del 1948 &#8211; e all\u2019interno di terre palestinesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutte iniziative unilaterali che non dipendono da negoziati e accordi fra le parti, come il 16 novembre 2004 stabilisce la Corte Internazionale di Giustizia, ai sensi della Quarta Convenzione di Ginevra, delle Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza e dell\u2019Assemblea Generale ONU nonch\u00e9 dell\u2019articolo 94 della Carta, viola il diritto internazionale nel corso del dibattito concluso con 14 voti favorevoli e uno contrario del giudice americano Thomas Buerghental.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per maggiore precisione dei fatti, \u00e8 necessario esporre sinteticamente gli eventi utilizzando ricerche e studi provenienti da parte israeliana: il professore Oren Yiftachel, insegnante nel Negev e gi\u00e0 copresidente dell\u2019organizzazione israeliana B\u2019Tselem, ed esponenti della stessa organizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si parte dal concetto giuridico di \u201cterra nullius\u201d, utilizzato durante il periodo coloniale per definire terre senza diritti di sovranit\u00e0 o propriet\u00e0 come \u201cterre di nessuno\u201d mentre in realt\u00e0 vi vivevano e lavoravano autoctoni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per secoli questa menzogna ha fornito agli europei una giustificazione legale per strappare il controllo dei territori e allontanare gli autoctoni nel mondo intero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo concetto &#8211; finalmente reso nullo e consolidatosi solo 150 anni fa in Inghilterra \u2013 affermava, come su detto, che \u201cle terre dei popoli nativi di America, Africa, Asia e Australia che non erano formalmente accatastate o gestite in modo moderno\u201d erano da considerarsi \u201cprive\u201d di diritti legali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altri termini, lo strumento che permetteva ai nuovi arrivati di esercitare il controllo non solo con la violenza ma anche con la legge, quella dell\u2019occupante. In pratica, l\u2019invasore diviene anche legislatore, garantiva che l\u2019accaparramento delle terre a danno dei nativi sarebbe rimasto coperto da un ingannevole velo di \u201clegalit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il concetto di \u201cterra nullius\u201d ha comunque operato nel mondo fino al xx\u00b0 secolo inoltrato quando \u00e8 emersa una legislazione opposta che sostiene i diritti umani e riconosce quelli dei popoli indigeni e gradualmente ammesso che anche le culture e i popoli colonizzati hanno legittimi sistemi di leggi, di propriet\u00e0 e di governo.<br \/>\nDue esempi in merito:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>il caso \u201cMabo\u201d del 1992, quando la Corte Suprema australiana ribalta il concetto giuridico di \u201cterra nullius\u201d e molti altri Paesi hanno fatto altrettanto;<\/li>\n<li>la dichiarazione ONU sui diritti del popoli indigeni del 2007 delinea le nuove norme internazionali che rispettano le leggi consuetudinarie e proibiscono l\u2019appropriazione di terre e risorse dei nativi o il trasferimento forzato di comunit\u00e0 autoctone.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al contrario, alla fine di dicembre 2016, il disegno di legge israeliano, noto come \u201cLegge della Regolarizzazione\u201d, intende legalizzare persino \u201cavamposti\u201d &#8211; non autorizzati e illegittimi anche per Israele \u2013 in Cisgiordania. Disegno di legge che riprende il concetto della \u201cterra nullius\u201d, a detrimento dell\u2019ormai consolidata legislazione internazionale sul punto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altri termini, il disegno di legge \u00e8 consustanziale al sistema iniziato 70 anni addietro, attraverso il quale le terre palestinesi sono state trasferite agli ebrei con mezzi che \u201clegalizzano\u201d l\u2019esproprio da parte dello Stato occupante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La messa in pratica dell\u2019approccio della \u201cterra nullius\u201d \u00e8 iniziata nel 1948 e si \u00e8 aggravata nel 1967 quando l\u2019esproprio a danno di singoli individui ha riguardato le collettivit\u00e0, impedendo la realizzazione di uno Stato palestinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I metodi per trasformare in ebraiche le terre palestinesi in Cisgiordania e non solo sono dettagliati in un recente rapporto di B\u2019Tselem, intitolato \u201cEspellere e sfruttare\u201d, che documenta nei particolari la vicenda di terreni attorno a tre localit\u00e0 palestinesi nei pressi di Nablus: Azmut, Deir al-Khatabe Salem, dove vasti appezzamenti di terre dei villaggi sono stati progressivamente trasferiti a ebrei attraverso varie misure includenti la creazione di \u201caree di sicurezza\u201d, strade asfaltate ad accesso limitato, costituzione di \u201cavamposti\u201d illegali, registrazione come propriet\u00e0 abbandonate e destinazione di territori a riserve naturali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella zona centro-settentrionale di Israele, a maggioranza palestinese, e soprattutto nel Negev ogni arabo pu\u00f2 testimoniare che metodi simili sono stati utilizzati anche l\u00e0 perch\u00e9 lo Stato ha spesso dichiarato terre \u201cvuote\u201d o \u201cabbandonate\u201d o \u201cmorte\u201d o \u201cnecessarie per finalit\u00e0 pubbliche ebraiche\u201d e ha trasferito la propriet\u00e0 ad ebrei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo studio di B\u2019Tselem del 2012 intitolato \u201cSotto le mentite spoglie della legalit\u00e0\u201d, documenta i modi in cui Israele ha manipolato le leggi ottomane e inglesi per trasferire terre private palestinesi in mani israeliane ed ebraiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rapporto dimostra che Israele non solo ha gravemente violato le leggi internazionali, ma anche quelle nazionali, stravolgendo le norme fondiarie ottomane e britanniche, nonostante l\u2019obbligo per lo Stato di conservare ogni norma legale gi\u00e0 esistente nelle regioni occupate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il processo distorto in Cisgiordania si basa sul fatto di dichiarare che le terre incolte nelle zone agricole dei villaggi possono essere dichiarate terre statali nonostante, secondo il diritto ottimano, ognuna di tali terre non coltivate debba essere prima offerta ai precedenti proprietari, poi al villaggio di appartenenza o essere venduta con un\u2019asta pubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Israele ha ignorato le clausole pi\u00f9 scomode del diritto ottomano e le ha sostituite con ordinanze del Mandato inglese sugli ex territori dell\u2019impero ottomano, che erano concepite per delimitare le terre pubbliche in un contesto completamente diverso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa distorsione ha fornito le basi per una massiccia e illegale \u201cisraelificazione\u201d delle terre palestinesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo si aggiunge che i governatori ottomani e inglesi che hanno emanato queste leggi non hanno mai espropriato terre palestinesi o ebraiche in questo modo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fin dal 1970 Israele ha utilizzato una simile manipolazione della legge nel Negev dichiarando terre non formalmente registrate in due momenti storici diversi \u2013 1858 e 1921, come \u201cterre morte\u201d, terre presumibilmente incolte, non occupate, abbandonate e periferiche, senza proprietario e pertanto terre statali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Israele ha fatto ci\u00f2 nonostante l\u2019appartenenza storica delle terre ai beduini, molte delle quali erano coltivate e occupate, secondo le leggi tradizionali e riconosciute da ottomani e inglesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il confronto tra Cisgiordania e Negev pone in evidenza il persistente e continuo processo di giudeizzazione sotto il regime israeliano. Che la terra sia coltivata (Negev) o incolta (Cisgiordania) sar\u00e0 trovato un escamotage legale per trasferirla da mani arabe a ebraiche, rendendola \u201cterra nullius\u201d, cio\u00e8 svuotata dei diritti originari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_7426\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7426\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-7426\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/201612_expel_and_exploit_photo_blog9-580x387.jpg\" alt=\"Il villaggio di Selem (Fonte: www.B'Tselem.org)\" width=\"580\" height=\"387\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/201612_expel_and_exploit_photo_blog9-580x387.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/201612_expel_and_exploit_photo_blog9-280x187.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/201612_expel_and_exploit_photo_blog9-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/201612_expel_and_exploit_photo_blog9-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/201612_expel_and_exploit_photo_blog9.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-7426\" class=\"wp-caption-text\">Il villaggio di Selem (Fonte: www.B&#8217;Tselem.org)<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fra tre giorni si apre a Parigi una conferenza sul conflitto israelo-palestinese. 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