{"id":7374,"date":"2016-12-13T20:07:20","date_gmt":"2016-12-13T19:07:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7374"},"modified":"2016-12-13T20:07:20","modified_gmt":"2016-12-13T19:07:20","slug":"guerre-delloccidente-nella-regione-araba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7374","title":{"rendered":"GUERRE DELL&#8217;OCCIDENTE NELLA REGIONE ARABA"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_7376\" style=\"width: 496px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7376\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-7376\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/673px-Libya_ethnic_it.svg_.png\" alt=\"Mappa etnica della LIbia\" width=\"486\" height=\"494\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/673px-Libya_ethnic_it.svg_.png 673w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/673px-Libya_ethnic_it.svg_-196x200.png 196w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/673px-Libya_ethnic_it.svg_-398x405.png 398w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/673px-Libya_ethnic_it.svg_-300x305.png 300w\" sizes=\"(max-width: 486px) 100vw, 486px\" \/><p id=\"caption-attachment-7376\" class=\"wp-caption-text\">Mappa etnica della Libia<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Una chiarissima sintesi delle tre guerre dell\u2019Occidente nella regione araba. Sintesi che fa molto riflettere su quel che accade e accadr\u00e0.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo gli attentati dell\u201911 settembre 2001, sono almeno tre le guerre a guida USA portate nella regione araba, senza contare l\u2019attacco sferrato contro i talebani nell\u2019ottobre 2001 accusati di ospitare Osama bin Laden e il suo gruppo Al Qaeda (la casa) ritenuti responsabili del massacro.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>Il 20 marzo 2003 la coalizione anglo-americana apre la guerra in Iraq, tuttora in corso.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">A oggi la situazione resta caotica anche se i recenti eventi illuminano orizzonti diversi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella prima decade del dicembre corrente, a otto settimane dall\u2019inizio della campagna militare per la riconquista di Mosul \u2013 la capitale di Daesh \u2013 forze speciali irachene con l\u2019appoggio di commando americani, inglesi e francesi e la copertura aerea dei cacciabombardieri americani, inglesi e australiani conquistano importanti nodi strategici alle porte della citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla stessa campagna \u00e8 stata esclusa la Turchia il cui tentativo di partecipare con un contingente di truppe corazzate \u00e8 stato fermato dal governo di Baghdad sostenuto dagli USA che hanno diffidato Ankara.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Governo, peshmerga e milizie sciite continuano una campagna che si avvicina alla conquista della citt\u00e0. Ma si avvicina anche ad affrontare il futuro prossimo: Baghdad rester\u00e0 ancora capitale di un Iraq unitario o vinceranno le spinte separatiste che vengono dal sud sciita, con la sua \u201ccapitale Bassora\u201d, e dal nord curdo con la sua \u201ccapitale\u201d Erbil?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo quadro si aggiunge un ennesimo problema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 7 dicembre l\u2019aviazione irachena \u2013 anche se i leader tribali parlano di jet statunitensi &#8211; avrebbe colpito per tre volte un mercato nella citt\u00e0 di Qaim, alla frontiera con la Siria, provocando l\u2019uccisione di almeno 55 civili tra cui 19 bambini e 12 donne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In merito, il presidente del Parlamento, Al Juburi, chiede l\u2019apertura di un\u2019inchiesta, mentre il comando generale parla di una situazione diversa: conferma il bombardamento a Qaim ma precisa che \u00e8 stato colpito un palazzo a due piani con 25 <em>foreign fighters<\/em> di Daesh all\u2019interno e definisce propaganda islamista l\u2019uccisione di decine di civili.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"2\">\n<li>In Libia, le manifestazioni pacifiche in Cirenaica del febbraio 2011 sono state trasformate da USA, Gran Bretagna e Francia in una ribellione fornendo armamenti, logistica e supporto politico.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ratio dell\u2019intervento \u00e8 la riconquista dei ricchi giacimenti gasieri e petroliferi assicurati loro dalla dinastia Senussi, caduta con il colpo di Stato del giovane Gheddafi, proveniente da una modesta trib\u00f9 (5 mila persone) di Sirte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In pochi giorni, il Consiglio di Sicurezza ONU adotta contro la leadership libica sanzioni economiche e divieti di movimento fuori del Paese e avvia \u201cbombardamenti umanitari\u201d per la salvaguardia dei civili ma in realt\u00e0 attaccando siti navali e di comunicazione e soprattutto l\u2019 esercito libico fino all\u2019uccisione di Gheddafi nell\u2019ottobre dello stesso anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La guerra, proseguita dalla NATO \u00e8 ancora in corso e facilita l\u2019insediamento dei jihadisti di Daesh a Sirte, Benghasi e Fezzan. Il Paese appare senza vie d\u2019uscite, mentre si scontrano fra di loro tre Governi e una miriade di milizie presenti in Cirenaica, Fezzan e Tripolitania. Contestualmente, sono operanti da tempo sull\u2019intero territorio Egitto, Francia, Gran Bretagna, USA ed Emirati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi mesi, dal primo agosto, su richiesta del Governo provvisorio di Al Sarraj, sostenuto dall\u2019ONU, in Sirte aerei dell\u2019 US Air Force e forze speciali francesi conducono attacchi contro i militanti di Daesh in supporto delle milizie di Misurata ma con effetti limitati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, il Governo Al Sarraj colloquia con Occidente, USA e Italia ma non governa neppure la Tripolitania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi governa di fatto \u00e8 il generale Haftar, autoproclamatosi comandante in capo dell\u2019 esercito nazionale e gode del supporto militare dell\u2019Egitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo quadro, il capo del Consiglio Presidenziale, Al\u00ec Katrani, dichiara a \u201cSputnik\u201d, agenzia russa, che \u201cl\u2019integrit\u00e0 del territorio libico arriver\u00e0 dall\u2019esercito sotto il comando di Haftar\u201d, mentre gli altri leader sostenuti anche dall\u2019Italia sono poco credibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di maggiore interesse \u00e8 che a novembre scorso Haftar si \u00e8 recato a Mosca e, come svela il sito israliano Debka, ha negoziato nuove forniture di armi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante l\u2019incontro, sarebbe stata discussa anche la creazione in Libia di una base aerea e navale: la prima base russa in Nord Africa e la seconda nel Mediterraneo dopo quella di Hmeymim in Siria. La base sarebbe a Benghasi. In merito Mosca non avrebbe ancora fornito alcuna risposta.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"3\">\n<li>La Siria, in guerra civile dal marzo 2011, dopo che Francia e la Coalizione de \u201cGli amici della Siria\u201d coinvolgono pacifici dimostranti nel centro del Paese &#8211; interessati a ottenere la fine della legislazione d\u2019emergenza, la liberazione dei detenuti politici e una pi\u00f9 equa ripartizione delle risorse \u2013 a protestare nella capitale contro il presidente Bashar al-Assad, di religione alawita (riconosciuta nel 1974 interna agli sciiti con fatwa dell\u2019imam Musa al-Sadr, duodecimano).<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inizia una guerra civile che devasta il Paese, provoca circa 12 milioni fra profughi e sfollati, conta circa 1 milione di morti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E diventa il luogo, dove si scontrano numerosi attori:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>l\u2019asse sunnita a guida saudita con i Paesi della Cooperazione del Golfo (con Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman, Qatar), Giordania, Turchia e il sostegno americano, che hanno assicurato logistica, addestramento e armamento ai jihadisti di Daesh e alle numerose milizie definite \u201cmoderate\u201d ma in realt\u00e0 qaedisti;<\/li>\n<li>la \u201cmezzaluna sciita\u201d, a guida iraniana con le sue forze speciali, Heb\u2019Allah libanese e irachena, i curdi siriani e iracheni, i movimenti sciiti presenti anche nella Striscia di Gaza (JIP: Palestinian Islamic Jihad).<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra l\u20198 e il 9 dicembre, l\u2019esercito siriano controlla tutta la citt\u00e0 vecchia di Aleppo. Ad Aleppo Est il successo pi\u00f9 evidente di quelli conseguiti dalle truppe di Assad negli ultimi 14 mesi \u00e8 facilitato dall\u2019intervento militare russo che entra nella guerra accanto ad Assad nel settembre 2016.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La riconquista, quasi integrale, di Aleppo avviene nonostante la Coalizione a guida USA fornisce il sostegno ai c.d. \u201cribelli moderati\u201d \u2013 come su scritto, un ossimoro \u2013 che combattono sul campo insieme ai jihadisti di Daesh con i quali sono in permanente simbiosi. Di fatto, le armi che la CIA fornisce ai \u201cmoderati\u201d finiscono regolarmente nelle mani di miliziani di Daesh.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Russia schiera cinquemila militari, migliaia di mercenari e <em>contractors<\/em>, 50 aerei e elicotteri, una decina di navi lanciamissili e portaerei. Il successo militare russo \u2013 e siriano &#8211; \u00e8 riconosciuto anche dal segretario di Stato statunitense John Kerry, al MedForum di Roma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invece in Europa si propongono improbabili tregue e progetti di transizione politica oltre Assad, anche se le tregue promesse non sono mai state rispettate e non risultino in campo altri leader.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, USA ed Europa hanno lasciato l\u2019opposizione ad Assad nelle mani delle monarchie sunnite del Golfo interessati a imporre la lettura wahabita a un Paese con una minoranza alawita e una maggioranza sunnita ma non wahabita. Si tratta comunque di un Paese che pur non amando Assad lo preferisce alle alternative jihadiste proposte da ribelli, jihadisti o presunti \u201cmoderati\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altri termini, non sono bastati gli aiuti dall\u2019estero, le armi e il denaro che dal Golfo e dall\u2019Occidente sono transitati via Giordania e Turchia: l\u2019opposizione politica \u2013 e disarmata \u2013 \u00e8 scomparsa dalla popolazione e l\u2019ago della bilancia \u00e8 finita in mano a un ampio fronte sunnita radicale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Opposizione che consente a Daesh, sconfitta ad Aleppo, e riprendere parti di Palmira, dalla quale era stata costretta alla fuga. Daesh riesce a schierare 4.000 jihadisti per affrontare 200 militari dell\u2019esercito siriano e 200 russi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre i russi rispondono, con l\u2019ausilio dei loro raid aerei, uccidendo 400 militanti di Daesh, i soldati siriani, in difficolt\u00e0 dopo 4 anni di guerra, abbandonano Palmira consentendo l\u2019avanzata dei jihadisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se la Turchia, uno dei primi Paesi a porre fine ai buoni rapporti anche personali con Assad e trattarlo come suo acerrimo nemico, \u00e8 scomparsa l\u2019Arabia Saudita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riyadh, dopo anni di finanziamenti me senza alcun sostegno ai rifugiati che ha provocato, e dopo la creazione dell\u2019Alto Comitato per i negoziati (federazione anti-Assad, che unisce laici e salafiti) si \u00e8 defilata, come del resto ha fatto l\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019altro protagonista \u00e8 la Russia che in poco pi\u00f9 di un anno dal suo intervento militare ha ribaltato le sorti della guerra, che invece gli Stati Uniti rincorrono senza alcun esito positivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mosca ha anche annunciato la sospensione dei raid per permettere l\u2019evacuazione dei civili e predisposto una bozza di accordo con gli USA per far uscire dai quartieri Est i combattenti anti- Assad.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal suo canto, il presidente Assad, in un\u2019intervista con il quotidiano \u201dAl Watan\u201d si dichiara sicuro della vittoria ammettendo che non vuol dire la fine della guerra e aggiunge che \u201ctutti gli occidentali e gli Stati regionali si affidano alla Turchia per applicare il loro progetto ..distruttivo in Siria e nel sostenere i terroristi\u2026 . poich\u00e9 la Turchia ha gettato tutto il suo peso, ed Erdogan ha scommesso su Aleppo.. il suo fallimento ad Aleppo significa una trasformazione totale del corso della guerra in tutta la Siria, e quindi il fallimento del progetto straniero, che sia regionale o occidentale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 d\u2019interesse, infine, quel che accade ad Aleppo nel silenzio quasi totale dei media.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La narrativa russa copre l\u2019aspetto militare ma racconta anche le strade e le case ancora in piedi e da bonificare dalle trappole mortali dei jihadisti e la popolazione liberata da sfamare e soccorrere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E parla di squadre di sminatori russi all\u2019opera fra le macerie di Aleppo Est, mentre l\u2019esercito allestisce ospedali e cucine da campo per la popolazione stremata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E nel silenzio, a Mosca radio, TV, e giornali russi non raccontano altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7378\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/iraq-cartina.jpg\" alt=\"iraq-cartina\" width=\"550\" height=\"489\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/iraq-cartina.jpg 550w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/iraq-cartina-225x200.jpg 225w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/iraq-cartina-456x405.jpg 456w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/iraq-cartina-300x267.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una chiarissima sintesi delle tre guerre dell\u2019Occidente nella regione araba. 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