{"id":7285,"date":"2016-11-18T19:28:25","date_gmt":"2016-11-18T18:28:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7285"},"modified":"2016-11-18T19:28:25","modified_gmt":"2016-11-18T18:28:25","slug":"libia-fra-caos-e-ritorno-al-passato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7285","title":{"rendered":"LIBIA FRA CAOS E RITORNO AL PASSATO"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_7287\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7287\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-7287\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Saif-al-Islam_2038118b-580x363.jpg\" alt=\"Seif al-Islam\" width=\"580\" height=\"363\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Saif-al-Islam_2038118b-580x363.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Saif-al-Islam_2038118b-280x175.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Saif-al-Islam_2038118b-300x188.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Saif-al-Islam_2038118b.jpg 620w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-7287\" class=\"wp-caption-text\">Seif al-Islam<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La Libia, ovvero Tripolitania, Cirenaica e Fezzan sono di fatto ingovernabili. Il post-Gheddafi si rivela peggio dell\u2019era del colonnello. Lealisti e milizia si combattono e combattono fra loro, mentre migliaia di migranti salpano da quelle coste. Un evidente successo della politica internazionale\u2026.<\/em><\/p>\n<p><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A cinque anni dall\u2019uccisione e dallo scempio di Muhammad Gheddafi a Sirte il 20 ottobre 2011 da miliziani locali fa ancora orrore il video di 17 secondi pubblicato dal sito web <em>Global Post<\/em>. Si vede Gheddafi di spalle che viene violato con un bastone appuntito e poco dopo ucciso con un colpo alla tempia da un ragazzo con una pistola d\u2019oro, spogliato, calpestato e martoriato dai ribelli, caricato su un\u2019automobile e portato a Misurata, dove si trova tuttora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Morte che fu celebrata come una grande vittoria dai principali responsabili della guerra in Libia, USA e Francia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le \u201cmagnifiche sorti e progressive\u201d promesse dai bombardamenti USA, NATO, Paesi del Golfo e d\u2019Europa non si sono realizzate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, la Libia ha tre governi; negli ultimi anni ha assistito a due elezioni generali, un colpo di Stato fallito, l\u2019arrivo di Daesh e conflitti etnici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione \u00e8 talmente disastrosa che si va sedimentando in larga parte del Paese il desiderio di tornare alla Jamahiriya (Stato delle masse) instaurato da Gheddafi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cVogliamo liberare la Jamahiriya, vittima di un golpe diretto dalla NATO\u201d afferma Frank Pucciarelli, francese residente in Tunisia e portavoce di un gruppo di rivoluzionari libici e internazionali, che funge da cinghia di trasmissione dell\u2019ideologia di Gheddafi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019organizzazione, attiva dal 2012, comprende circa 2 mila membri in Libia e oltre 15 mila ex soldati in esilio pronti a ritornare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro esponente del gruppo, Ahmed, gi\u00e0 direttore del ministero degli affari esteri, e residente in Tunisia, aggiunge che \u201cNoi non siamo responsabili di niente. Il popolo libico e la comunit\u00e0 internazionale si sono resi conto che la Libia pu\u00f2 essere governata solo dalla Jamahiriya\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Frank e Ahmed sono d\u2019accordo su come guidare il Paese, una volta ripresone il controllo: l\u2019idea \u00e8 di organizzare un referendum sul ritorno della Jamahiriya con la supervisione internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si potrebbe arrivare a una forma moderna di uno \u201cStato di massa\u201d, con un senato che rappresenta le trib\u00f9, una camera bassa e una Costituzione, che mancava nell\u2019era di Gheddafi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fa eco Rachid Kechane, direttore del <em>North African Study Center on Liby<\/em>, che dichiara: \u201cIl ritorno al vecchio regime \u00e8 impresentabile dopo il fallimento della transizione post-rivoluzione e non ha ancora il vero appoggio popolare. I lealisti di Gheddafi non torneranno mai al potere ma avranno comunque una certa importanza, grazie alle alleanze strategiche delle futura Libia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mattia Toaldo, esperto di Libia per lo <em>European Council on International Relations<\/em> ha identificato tre tipi di lealisti:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>i sostenitori di Seif al-Islam, figlio prediletto di Gheddafi, detenuto dal 2011 nella citt\u00e0 di Zentan, nell\u2019Ovest del Paese;<\/li>\n<li>i sostenitori del generale Khalifa Haftar, nell\u2019Est;<\/li>\n<li>i sostenitori ortodossi della Jamahiriya, la fazione pi\u00f9 estremista, di cui Ahmed e Pucciarelli fanno parte.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Coloro che si sono uniti ad Haftar hanno goduto dell\u2019amnistia approvata dal parlamento di Tobruk, che ha compreso tutti i crimini commessi durante la rivolta del 2011.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro progetto mira a rimpatriare tutti gli esiliati, fra 1,5 e 3 milioni di persone, e di una gran parte dei lealisti di Gheddafi che si sono rifugiati in Tunisia ed Egitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il clan di Seif al-Islam \u00e8 probabilmente il pi\u00f9 organizzato e comprende una buona parte dei sostenitori ortodossi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene condannato a morte in contumacia il 28 luglio 2015, Seif \u00e8, ufficialmente, prigioniero delle milizie locali, ma gode di una detenzione molto flessibile in termini di spostamenti e di comunicazioni con l\u2019esterno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per Seif al-Islam non si tratta di recuperare il potere in tutto il Paese, almeno per ora, ma riuscire a manovrare nell\u2019ombra la riconfigurazione politica della Libia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E nell\u2019ombra vive anche il cugino di Gheddafi, Ahmed Gheddafi, gi\u00e0 esponente apicale del regime libico, dal quale si dissoci\u00f2 a febbraio 2011 poco prima dell\u2019inizio della guerra, fuggendo al Cairo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ahmed, arrestato in Egitto per nove mesi con l\u2019accusa di tentato omicidio, resistenza e possesso di armi nel 2013, ha rilasciato nel 2015 un\u2019intervista al quotidiano \u201cDaily Mail\u201d dichiarando che \u201coltre mezzo milione di migranti si dirigeranno verso le coste europee e fra loro si nasconderanno migliaia di terroristi che si suddivideranno in tutta l\u2019Europa e tra un anno, massimo due, ci sar\u00e0 un altro 11 settembre\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al quotidiano, Ahmed ha anche comunicato che il suo obiettivo \u00e8 di organizzare una conferenza di riconciliazione nazionale in Libia alla quale partecipino anche esponenti di Daesh.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ahmed ha poi aggiunto che \u201cDobbiamo salvare il Paese. Se non lo facciamo oggi, domani sar\u00e0 troppo tardi. E non possiamo aspettare l\u2019occidente\u201d, terminando con un appello alla comunit\u00e0 internazionale di \u201cfornire armi all\u2019esercito libico\u201d. Tripoli ne ha chiesto all\u2019Egitto l\u2019estradizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A complicare la situazione libica, \u00e8 anche il fatto che molte trib\u00f9 dell\u2019Ovest temono l\u2019avanzata costante di Haftar, sostenuto dalle trib\u00f9 dell\u2019Est, nonch\u00e9 da Egitto, Francia ed Emirati Arabi Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, la Tripolitania \u00e8 divisa fra un gruppo islamista e il Governo di Accordo Internazionale (GNA), molto debole nonostante l\u2019appoggio di ONU e parte della comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo caos, Seif al-Islam potrebbe essere il volto della Cirenaica. A settembre 2015, l\u2019autoproclamato Consiglio Supremo delle trib\u00f9 ha scelto Seif come legittimo rappresentante del Paese. Il Consiglio di Base riunisce le trib\u00f9 rimaste fedeli a Gheddafi e non hanno potere politico, ma il loro gesto \u00e8 molto significativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, lo scorso agosto le Nazioni Unite hanno invitato alcuni lealisti di Gheddafi per discutere le possibili soluzioni per la crisi economica e politica del Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La popolazione, poi, sta iniziando a paragonare il passato con il presente e preferisce il passato. Di fatto, molti sostengono che il Paese \u00e8 divenuto caotico e imprevedibile; c\u2019\u00e8 la guerra civile ovunque, non ci sono soldi e la massima aspirazione professionale \u00e8 arruolarsi in una milizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ascolteranno queste voci quei Paesi della comunit\u00e0 internazionale che hanno iniziato la guerra in Libia?<\/p>\n<p>\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_7289\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7289\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-7289\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/ob_40b331_general-khalifa-haftar-014-580x348.jpg\" alt=\"Il generale Khalifa Aftar\" width=\"580\" height=\"348\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/ob_40b331_general-khalifa-haftar-014-580x348.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/ob_40b331_general-khalifa-haftar-014-280x168.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/ob_40b331_general-khalifa-haftar-014-768x461.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/ob_40b331_general-khalifa-haftar-014-300x180.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/ob_40b331_general-khalifa-haftar-014.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-7289\" class=\"wp-caption-text\">Il generale Khalifa Aftar<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Libia, ovvero Tripolitania, Cirenaica e Fezzan sono di fatto ingovernabili. Il post-Gheddafi si rivela peggio dell\u2019era del colonnello. Lealisti e milizia si combattono e combattono fra loro, mentre migliaia di migranti salpano da quelle coste. Un evidente successo della politica internazionale\u2026.<\/p>\n","protected":false},"author":2122,"featured_media":7287,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[52,1285,1291,1273],"tags":[3177,3174,3170,3171,3169,2193,3176,3172,3175,3173],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Saif-al-Islam_2038118b.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-1Tv","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7285"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2122"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7285"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7285\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7291,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7285\/revisions\/7291"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7287"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7285"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7285"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7285"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}