{"id":7255,"date":"2016-11-14T20:10:15","date_gmt":"2016-11-14T19:10:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7255"},"modified":"2016-11-14T20:10:15","modified_gmt":"2016-11-14T19:10:15","slug":"sahara-occidentale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7255","title":{"rendered":"SAHARA OCCIDENTALE"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_7256\" style=\"width: 593px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7256\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-7256\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Westernsaharamap.png\" alt=\"Mappa del Sahara occidentale\" width=\"583\" height=\"567\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Westernsaharamap.png 600w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Westernsaharamap-205x200.png 205w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Westernsaharamap-416x405.png 416w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Westernsaharamap-300x292.png 300w\" sizes=\"(max-width: 583px) 100vw, 583px\" \/><p id=\"caption-attachment-7256\" class=\"wp-caption-text\">Mappa del Sahara occidentale.<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Sahara occidentale\u2026la missione ONU MINURSO, rinnovata di anno in anno, che in realt\u00e0 non riesce a concludere molto, se non nulla. Della Repubblica Araba Sarahawi Democratica (RASD) non se ne parla, almeno sui giornali italiani\u2026.eppure sono territori ricchi di fosfati, di pescato, di petrolio. La sua popolazione beneficia di tutto questo? O, come il solito, con complicit\u00e0 o distrazioni internazionali rimane a secco? Un articolo che riporta all\u2019attenzione il problema saharawi e ne fa una sintetica storia. <span style=\"text-decoration: underline;\">E chi sa che anche l\u00ec c&#8217;\u00e8 un muro? E che muro!<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mohamed Abdelaziz, presidente della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD), morto alla fine di maggio 2016 a 68 anni dopo una lunga malattia in un ospedale algerino, lascia alla sua popolazione una grande eredit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Carismatico tanto da vedersi rinnovato il mandato elettorale per la dodicesima volta, \u00e8 rimasto vicino anche alla componente pi\u00f9 giovane del Fronte Polisario (Frente Popular de Liberaci\u00f2n de Sagu\u00eca el Hamra Y R\u00eco de Oro).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando i gruppi giovanili, nell\u2019estate scorsa, erano arrivati a non escludere la ripresa della lotta armata se diplomazia e proteste non violente non avessero posto fine all\u2019occupazione del Marocco, Abdelaziz sottolinea che la lotta armata\u201d lungi da essere una minaccia &#8230;\u00e8 un dovere sacro di tutti i membri del Fronte Polisario, un legittimo diritto sancito dalla Carta costituzionale e avallato da varie Risoluzioni delle Nazioni Unite\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In effetti, il Sahara Occidentale, a Nord Est dell\u2019Africa fra il Marocco e la Mauritania, \u00e8 riconosciuto dalle Nazioni Unite dal 1964 come \u201cterritorio non autonomo da decolonizzare\u201d conformemente alla precedente Dichiarazione del 14 dicembre 1960, sulla concessione dell\u2019indipendenza ai popoli e ai Paesi sottoposti a dominio coloniale, ai sensi della Risoluzione 1514 (XV) dell\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La realt\u00e0 sul terreno narra una storia diversa, che va storicamente conosciuta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In primo luogo va ricordato che il 26 febbraio 1976 la Spagna abbandona il Sahara Occidentale e il giorno dopo il Fronte Polisario proclama la RASD. Il Marocco reagisce, usando anche bombe al napalm ma non riesce a spegnere la resistenza armata del popolo saharawi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo nel 1991, Marocco e RASD sono per il \u2018cessate \u2013 il \u2013 fuoco\u2019 e l\u2019ONU avvia la missione MINURSO con due obiettivi: vigilare sulla tregua e organizzare un referendum di autodeterminazione per indipendenza o autonomia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tuttora, il referendum non \u00e8 mai stato indetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I fatti sul terreno dicono che gi\u00e0 nel novembre del 1975, con la \u201cMarcia Verde\u201d, il Marocco inizia una fase di eclatanti violazioni del Sahara Occidentale, per l\u201980% occupato, annesso, integrato alla monarchia, impedendo la creazione di uno Stato indipendente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <em>ratio<\/em> sottesa alla posizione marocchina \u00e8 chiarissima e nota a tutta la comunit\u00e0 internazionale:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>il Sahara Occidentale (266,000 km2 di superficie) \u00e8 ricco di risorse naturali e con una costa pescosissima;<\/li>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">un muro con 5 milioni di mine, protetto da filo spinato e lungo oltre 2.700 km taglia il territorio in due parti. Costruito dal Marocco nel 1982, il muro isola il \u201cSahara ricco di risorse\u201d dalla parte desertica, dove si trovano i territori liberati dal F.P. e amministrati dalla RASD;<\/span><\/li>\n<li>oltre 90 mila profughi trovano asilo nel sudovest dell\u2019Algeria, soprattutto nel campo di Tindouf, 160 mila saharawi rifugiati vivono in una striscia di deserto algerino e dall\u2019altra parte della barriera vivono circa 400 mila saharawi;<\/li>\n<li>la barriera permette al regno del Marocco di sfruttare le risorse in sicurezza &#8211; con la complicit\u00e0 di ONU e Paesi interessati allo sfruttamento economico &#8211; che costituisce in altri termini la colonizzazione economica forzata e illegale.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u>Tre sono le principali risorse sottratte al popolo saharawi.<\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I maggiori profitti provengono dall\u2019industria dei <u>fosfati<\/u> che sin dal 1975 la Missione di visita ONU realizza che il territorio sarebbe diventato uno dei pi\u00f9 grandi produttori di fosfati del mondo. Di fatto, attualmente, la produzione di fosfati di Bou Craa ammonta a circa il 10% della produzione totale del Marocco assicurando circa 3 milioni di tonnellate all\u2019anno. L\u2019\u201dOffice Ch\u00e9rifien des Phosphates\u201d (OCP) ha realizzato un programma di sviluppo del valore di 2,45 miliardi di dollari per il periodo 2013 \u2013 2030, che assicura al Marocco una posizione privilegiata a livello mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda risorsa \u00e8 <u>il settore della pesca<\/u> che, secondo il rapporto del \u201cConsiglio economico, sociale e ambientale\u201d (CESE) del Marocco rappresenta il 17% del PIL di questo territorio, il 31% dell\u2019occupazione locale e il 78% delle catture marocchine, generando un\u2019immensa ricchezza. Ogni giorno, inoltre, camion carichi di pomodori freschi, pesche e meloni partono da Dakhla per giungere sui mercati europei etichettati come originari del Marocco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 di minore importanza <span style=\"text-decoration: underline;\">l\u2019industria petrolifera<\/span> per cui sin dal 2001 il Marocco \u2013 che non produce idrocarburi ed \u00e8 completamente dipendente dalle importazioni estere \u2013 estende le attivit\u00e0 di ricerca petrolifera nel Sahara Occidentale e offre licenze di esplorazione alla compagnia petrolifera francese TotalFinaElf (ora Total) e alla compagnia americana Kerr-McGee. Questi due contratti, conclusi per un periodo iniziale di 12 mesi, prevedevano delle clausole standard relative alla rinuncia dei diritti derivanti dal contratto, compresa un\u2019opzione relativa ai futuri contratti nelle zone interessate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La concessione di queste licenze provoca l\u2019immediata reazione del Fronte Polisario che nel 2002 chiede il parere del sottosegretario delle Nazioni Unite, Hans Corell, e ottiene (per un breve lasso di tempo) il ritiro delle societ\u00e0 da territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quell\u2019occasione, Hans Corell rileva che non esiste un divieto assoluto alla conclusione di accordi economici inerenti alle risorse di un territorio non autonomo con una Potenza amministrante, purch\u00e9 nella negoziazione siano coinvolti i rappresentanti dei popoli autoctoni e che tali risorse siano sfruttate a beneficio dei popoli ivi stanzianti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u>Attualmente, circa 300 mila cittadini marocchini risultano essere stati trasferiti nei territori occupati e rappresentano l\u201980% della popolazione.<\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I saharawi che sono riusciti a rimanere nella parte occupata dal Marocco rappresentano invece una percentuale piccolissima, pur trattandosi del loro territorio, per cui dei proventi delle attivit\u00e0 di sfruttamento arrivano ai saharawi poche briciole. Inoltre, innumerevoli compagnie petrolifere continuano a trivellare il territorio occupato, prima fra tutte la San Leon.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure i due Patti internazionali sui diritti umani prevedono che in nessun caso un popolo possa essere privato dei \u201cpropri mezzi di sussistenza\u201d per cui al popolo saharawi \u00e8 accordata la garanzia internazionale che le risorse del Sahara Occidentale siano sfruttate e impiegate nel proprio esclusivo interesse e sempre dopo essere stato consultato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In mancanza di queste condizioni tutti gli atti inerenti alle risorse del Sahara Occidentale violano il principio fondamentale di diritto internazionale generale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, l\u2019evoluzione attuale del diritto internazionale relativo ai territori non autonomi \u2013 come stabilito nella Carta delle Nazioni Unite \u2013 ha fatto dell\u2019autodeterminazione un diritto opponibile \u201cerga omnes\u201d, che obbliga gli Stati terzi a rispettare e promuovere questo diritto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su questa situazione, sin dal 1975 la Corte Internazionale di Giustizia non aveva \u201cconstatato l\u2019esistenza di legami giuridici di natura tale da modificare l\u2019applicazione della Risoluzione 1514 (XV) alla decolonizzazione del Sahara Occidentale e in particolare del principio di autodeterminazione mediante l\u2019espressione libera e autentica della volont\u00e0 delle popolazioni del territorio\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Posizione questa che \u00e8 stata successivamente riaffermata dall\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite che ha pi\u00f9 volte condannato \u201cla situazione derivante dalla persistenza dell\u2019occupazione del Sahara Occidentale da parte del Marocco\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Risulta pertanto ben consolidato nel diritto internazionale che il Sahara Occidentale debba essere qualificato come \u201cterritorio non autonomo\u201d sulla base dell\u2019art.73 della Carta delle Nazioni Unite e della Risoluzione 1514 (XV) relativa alla decolonizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La conseguenza giuridica pi\u00f9 rilevante che deriva da questa qualificazione \u00e8 che il popolo sahrawi, rappresentato dal F.P., gode del diritto all\u2019autodeterminazione e beneficia del principio sella sovranit\u00e0 permanente sulle risorse naturali, che ne costituisce il suo corollario economico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u>La situazione che tuttora perdura \u00e8 affatto diversa.<\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Tindouf, lo scorso 27 febbraio il F.P. celebra il 40\u00b0 anniversario della propria Repubblica con una sfilata di carri armati, missili, armi e 25.000 soldati che sventolano la bandiera promettono il ritorno nella loro patria, il Sahara Occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il referendum non decolla, continuano arresti di attivisti aggravati da seri problemi di sicurezza nell\u2019intera regione per l\u2019infiltrazione di gruppi terroristi provenienti dal nord del Mali, al Qaeda in Maghreb e cellule dormienti che destabilizzano l\u2019area.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il F.P. \u00e8 solo a fronteggiare questi attacchi pur avendo creato unit\u00e0 antiterrorismo che impiegano tattiche di guerriglia lungo i confini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tale contesto, la partecipazione di Stati (USA, Arabia saudita e Francia in primis), multinazionali allo sfruttamento delle risorse del Sahara Occidentale costituisce di fatto il finanziamento di una situazione illegittima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attivit\u00e0 della missione MINURSO dell\u2019ONU per ottenere il cessate il fuoco, ha di fatto raggiunto solo questo risultato dal F.P. per poi limitarsi a rinnovare il mandato ogni anno \u2013 l\u2019ultimo a marzo 2016 \u2013 senza adottare alcuna misura contro il Marocco, che continua, nell\u2019indifferenza internazionale, nella sua colonizzazione economica e repressiva nei confronti di un\u2019intera popolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo all\u2019inizio del marzo 2016, Ban Ki-Moon visita la regione poche settimane dopo un forte dissenso tra Marocco e UE perch\u00e9 la Corte di Giustizia Europea aveva stabilito, ancora una volta, che l\u2019accordo commerciale su agricoltura e pesca era illegale considerato che includeva il Sahara Occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Unione Europea non riconosce, infatti, la sovranit\u00e0 del Marocco sul Sahara Occidentale in palese contrapposizione al re Mohamed VI che, in passato, dichiar\u00f2 che \u201cil Sahara Occidentale rimarr\u00e0 parte del Marocco, fino alla fine del tempo\u201d, e in merito alla visita ha reagito alle dichiarazioni del segretario generale ONU e all\u2019Algeria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo ministro del F.P., Omar Taleb, prende atto che ONU, Europa e anche l\u2019Unione Africana come sostengono l\u2019applicazione del cessate il fuoco del 1991. Ma se la posizione dell\u2019ONU non \u00e8 rispettata e realizzata l\u2019unica alternativa \u00e8 la ripresa della lotta armata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_7261\" style=\"width: 548px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7261\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-7261\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Mappa-Sahara-Occidentale-300x298.jpg\" alt=\"Da notare il 'muro' che divide la parte desertica, ricca dalla parte meno ricca della RASD \" width=\"538\" height=\"534\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Mappa-Sahara-Occidentale-300x298.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Mappa-Sahara-Occidentale-300x298-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Mappa-Sahara-Occidentale-300x298-201x200.jpg 201w\" sizes=\"(max-width: 538px) 100vw, 538px\" \/><p id=\"caption-attachment-7261\" class=\"wp-caption-text\">Da notare il &#8216;muro&#8217; che divide la parte desertica, ricca, dalla parte meno ricca della RASD.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Sahara occidentale, la popolazione sarahawi e la missione MINURSO. 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