{"id":7242,"date":"2016-11-08T07:29:58","date_gmt":"2016-11-08T06:29:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7242"},"modified":"2016-11-08T07:30:42","modified_gmt":"2016-11-08T06:30:42","slug":"mosul-aleppo-e-gli-attori-stranieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7242","title":{"rendered":"MOSUL, ALEPPO E GLI ATTORI STRANIERI"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_7243\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7243\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-7243\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/visione-aerea-diga-mosul-580x326.jpg\" alt=\"Visione aerea della diga di Mosul\" width=\"580\" height=\"326\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/visione-aerea-diga-mosul-580x326.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/visione-aerea-diga-mosul-280x157.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/visione-aerea-diga-mosul-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/visione-aerea-diga-mosul-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/visione-aerea-diga-mosul.jpg 1140w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-7243\" class=\"wp-caption-text\">Visione aerea della diga di Mosul<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Come cercare di comprendere quel che accade in Medio Oriente tra combattenti locali e attori stranieri. La situazione si evolve di giorno in giorno.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella notte del 31 ottobre le forze armate irachene penetrano Gojali e Karami, nella periferia di Mosul mentre i jihadisti di Daesh combattono usando civili come scudi umani ed esecuzioni sommarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019interno della citt\u00e0 ci sarebbero circa 5 mila jihadisti e 2 mila lungo la cintura difensiva esterna, pronti agli attacchi suicidi, a fronte di oltre 40 mila soldati governativi, combattenti curdi, sciiti e sunniti alleati al governo iracheno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la sconfitta di Daesh resta ancora lontana anche per le attivit\u00e0 belliche dei numerosi attori stranieri che dall\u2019invasione in Iraq del 2003 alla manipolazione delle dimostrazioni pacifiche in Siria nella primavera del 2011 perseguono obiettivi diversi dalla guerra contro il terrorismo dell\u2019autoproclamato Califfato Islamico di Abu Bakr al Baghdadi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Che sta accadendo?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appena un giorno dopo la riconquista di Gojali e Karami, il colonnello statunitense John Dorian comunica che non l\u2019esercito ma i bombardieri della Coalizione a guida USA hanno lanciato 3 mila bombe su Mosul.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 invece il britannico \u201cGuardian\u201d a rivelare che una famiglia di otto persone fra cui tre bambini sono stati uccisi da un attacco aereo americano nella loro abitazione a Fadhiliya, a pochi chilometri da Mosul.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innocenti che si aggiungono ad altri \u201cdanni collaterali\u201d: 1.120 civili a ottobre e 672 membri di forze armate, polizia, peshmerga curdi e combattenti sciiti alleati del governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Meno conosciuta \u00e8 la presenza nello scacchiere Iraq &#8211; Siria anche della NATO che nella coalizione a guida USA-NATO ha realizzato in 2 anni e 2 mesi oltre 18.500 attacchi aerei, di cui 10.200 in Iraq e 5.600 in Siria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E in conferenza stampa a Bruxelles il segretario generale della NATO, l\u2019americano Jens Stoltenberg, annunzia il supporto alla coalizione anti-Daesh. Supporto dettagliato dal colonnello USA John Dorrian che parla di 32 incursioni fra il 17 e il 23 ottobre con la distruzione di 136 posizioni di combattimento, 18 gallerie e 26 veicoli-bomba.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proseguiamo con la Turchia, che da settimane invia soldati, mezzi corazzati, artiglieria e aerei alla citt\u00e0 di confine di Silopi, pronto per intervenire a Mosul. D\u2019altronde, la Turchia ha formato un presidio militare a Bashiqa, a 35 km da Mosul, nonostante le proteste di Baghdad che, invano, ha invocato l\u2019intervento del Consiglio di Sicurezza ONU per violazione della sovranit\u00e0 dell\u2019Iraq. Nel presidio, la Turchia addestra 1.500 sunniti delle \u201dForze di mobilitazione Nazionale\u201d (Hashid al Watani) arruolati da Athil al Nujaifi, gi\u00e0 governatore di Ninive, che combattono con l\u2019esercito governativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come pretesto per intervenire con il suo esercito a Mosul, il presidente turco sostiene che intende proteggere i civili sunniti da possibili aggressioni da parte dei combattenti sciiti delle \u201cUnit\u00e0 di mobilitazione popolare\u201d (Hashid al Ahaabi) in avanzamento verso Mosul.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, il presidente turco vuole partecipare alla spartizione del Paese e, soprattutto, controllare i curdi traendo profitto dei buoni rapporti sedimentati con il governo autonomo del Kurdistan iracheno di Barzani \u2013 in buoni rapporti con Qatar e Arabia Saudita &#8211; lanciando un\u2019offensiva militare analoga a quella gi\u00e0 sperimentata in Siria iniziata il 24 agosto scorso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non a caso, il capo di stato maggiore turco, Hulusi Akar, \u00e8 attualmente a Mosca per coordinare con i russi l\u2019attivit\u00e0 politica e militare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 questo rinnovato e intenso rapporto con la Russia?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Turchia sa bene che la Russia vive l\u2019allargamento della NATO ai Paesi gi\u00e0 facenti parte del Patto di Varsavia e delle Repubbliche baltiche interne all\u2019URSS come una potenziale minaccia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se durante il periodo della \u201cguerra fredda\u201d USA e URSS si accordarono per non avere pi\u00f9 basi anti-missilistiche sui rispettivi territori, in realt\u00e0 Bush nell\u2019anno di sua scadenza dichiar\u00f2 di non poterlo rinnovare perch\u00e9 gli USA dovevano difendersi dagli \u201cStati canaglia\u201d mediorientali. Il problema \u00e8 che le nuove basi anti-missilistiche americane, dalla Polonia alla Repubblica Ceca e alla Romania, hanno circondato la Russia e non l\u2019Iran o l\u2019Iraq.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, le \u201crivoluzioni colorate\u201d (significativo eufemismo per depotenziarne la reale valenza, come fatto per le c.d. \u201cprimavere arabe\u201d cos\u00ec definite le manifestazioni, armate e non, iniziate in Maghreb e Mashrak, dal filosofo francese Bernard Henri L\u00e9vy, guru del presidente francese) in Georgia e Ucraina furono accettate subito dall\u2019Occidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando nel 2008 il governo georgiano invase l\u2019Ossezia del Sud, sul territorio georgiano era allocato un contingente americano di 800 addestratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E sull\u2019Ucraina non bisogna dimenticare l\u2019intesa raggiunta con il presidente filorusso Yanukovich, che aveva accettato nuove elezioni, con la certificazione di quattro ministri degli esteri EU. Ma la notte seguente all\u2019accordo, avvenne il colpo di Stato in Ucraina che ha destituito Yanukovich.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, le esercitazioni di quattro battaglioni in Lettonia Lituania e Polonia fatte dalla NATO la scorsa estate non poteva non irritare la Russia che \u00e8 dall\u2019altra parte del confine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Atto interpretato diretto dagli USA, che avevano in loco esponenti della CIA, come ostile da parte russa, cos\u00ec come il sostegno USA offerto all\u2019 \u201dopposizione moderata\u201d (i cui jihadisti sono in osmosi con Daesh) siriana contro Assad.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non va dimenticato che la Siria \u00e8 storico alleato dell\u2019URSS prima e della Russia dopo nel Mediterraneo e ci sono basi siriane in cui la Russia mantiene la sua flotta e vede nella destituzione di Assad l\u2019ennesima minaccia alla sua presenza nella regione mediorientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sintesi di un\u2019intervista rilasciata recentemente a <em>Nena news<\/em> da Riza Altun, comandante del Partito dei Lavoratori (PKK) a Qandil e membro del \u201cConsiglio Esecutivo dell\u2019Unione delle Comunit\u00e0 Turche\u201d (Kck) chiarisce il complesso scenario sotteso a queste \u201cguerre umanitarie\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo Altun, il presidente Erdogan, con gli alleati Arabia Saudita, Qatar e militanti di Fatah al Sham (gi\u00e0 al Nusra) e Daesh, intende creare scontri fra i gruppi religiosi presenti in Medio Oriente per realizzare un\u2019unica cultura (strategia analoga al pi\u00f9 volte segnalato \u201ccaos costruttivo\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prendendo a esempio recenti vicende siriane, le vittorie curde a Makhmur, Senjar e Kobane costringono la Turchia e Daesh ad abbandonare l\u2019area.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco che, quando l\u2018 \u201dUnit\u00e0 di protezione popolare\u201d (Ypg) libera Manbij sconfigge i miliziani di Daesh, l\u2019esercito turco interviene nella vicina Jarablus con la scusa di salvare i civili ma in realt\u00e0 per combattere i curdi e salvare i jihadisti di Daesh.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Episodio che dimostra, secondo Altun, che l\u2019obiettivo turco \u00e8 impedire che la Siria diventi uno Stato federale e acquisisca il diritto di far parte dei Paesi che ne decideranno il futuro regime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, anche per la Siria \u2013 oltre a quello che fa in Iraq contro i curdi non solo sulle montagne di Qandil \u2013 la Turchia vuole proseguire verso Raqqa e Aleppo per impedire la formazione di uno Stato curdo e gestire una parte del Medio Oriente come ai tempi dell\u2019impero ottomano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u>Anche gli altri attori hanno le loro agende.<\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Russia, vicina alla Siria da decenni, sta consolidando alleanze con la stessa Turchia e l\u2019Iran in chiave anti USA, NATO ed Europa per le sanzioni e l\u2019accerchiamento da parte di numerosi Stati dell\u2019ex URSS attraverso il posizionamento di armamento ad altissimo livello militare, con presenza di materiale atomico di pronto impiego.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Turchia \u00e8 protesa a creare un nuovo Stato Islamico governato con la Sharia. Altun non crede che la Turchia combatta contro Daesh e porta l\u2019esempio della conquista di Manbij, dove i curdi hanno combattuto 100 giorni, avuto 150 morti e pi\u00f9 di 1.000 feriti, e si chiede come sia possibile che i turchi in 70 giorni di guerra abbiano subito solo la morte di 2 soldati e un solo blindato distrutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se la Turchia \u00e8 arrivata a questo punto \u2013 aggiunge Altun- lo deve all\u2019Europa che ne sopporta insulti e minacce sotto il ricatto della migrazione, senza considerare che si tratta di un Paese che non rispetta la democrazia e per quanto sta facendo nel suo Paese, potrebbe produrre oltre 20 milioni di migranti verso l\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, per quanto riguarda l\u2019Iran, secondo Altun, Teheran ha avviato una compagine che con Russia e Siria non solo ne aumenta il loro potere ma innalza anche la tensione nei confronti della coalizione a guida USA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_7244\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7244\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-7244\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/caduta-di-mosul-cosa-significa-isis-orig_main-580x386.jpg\" alt=\"L'avanzata delle forze pershmerga verso Mosul (Una splendida foto di Azad Lashkari)\" width=\"580\" height=\"386\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/caduta-di-mosul-cosa-significa-isis-orig_main-580x386.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/caduta-di-mosul-cosa-significa-isis-orig_main-280x187.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/caduta-di-mosul-cosa-significa-isis-orig_main-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/caduta-di-mosul-cosa-significa-isis-orig_main.jpg 674w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-7244\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;avanzata delle forze pershmerga verso Mosul (Una splendida foto di Azad Lashkari)<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come cercare di comprendere quel che accade in Medio Oriente tra combattenti locali e attori stranieri. 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