{"id":7194,"date":"2016-10-25T14:20:57","date_gmt":"2016-10-25T13:20:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7194"},"modified":"2016-10-25T14:22:14","modified_gmt":"2016-10-25T13:22:14","slug":"mediterraneo-e-conflittualita-endemiche-4-elementi-di-considerazione-dopo-la-geografia-lislam-una-sintesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7194","title":{"rendered":"Mediterraneo e conflittualit\u00e0 endemiche. 4. Elementi di considerazione: dopo la geografia, l\u2019Islam. Una sintesi."},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-7197\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/meditmin34-580x398.gif\" alt=\"meditmin34\" width=\"580\" height=\"398\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/meditmin34-580x398.gif 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/meditmin34-280x192.gif 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/meditmin34-768x528.gif 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/meditmin34-300x206.gif 300w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo fattore importante nel bacino del Mediterraneo \u00e8 senza dubbio l\u2019Islam, elemento di collegamento politico, geostrategico, culturale, tradizionale e al tempo stesso fattore ormai potente d\u2019instabilit\u00e0 politica nel quadrante mediorientale. La situazione dei governi che si affacciano sulle sponde del Mediterraneo \u00e8 quella di governi che tutti, pi\u00f9 o meno, sono andati incontro a crisi di legittimit\u00e0 o illegittimit\u00e0, a seconda dei punti di vista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima della \u2018primavera araba\u2019, Libia e Siria, annosi contestatori di situazioni regionali e planetarie, avevano compiuto per\u00f2 una scelta sostanziale di accettazione degli equilibri, almeno quali si erano delineati, per la conservazione pragmatica del potere (Muhammad Gheddafi e Bashir Al Asad).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Siria aveva avuto bilanci fortemente caratterizzati dalle spese militari ma aveva anche avuto, come lo ha ora Asad, il supporto tattico, logistico e tecnico dell\u2019allora URSS\u2026senza l\u2019alleato sovietico non poteva reggere il ritmo e si decise a mantenere un basso profilo internazionale per poter imporre una tranquillit\u00e0, peraltro rivelatasi con il tempo instabile, all\u2019interno. La macchina bellica siriana \u00e8 stata organizzata in funzione anti Israele, anche per la riconquista delle alture del Golan\u2026ma le opposizioni islamiche hanno rialzato la testa\u2026in tutta la regione. Il sedicente Stato Islamico (DAESH) ha poi scombinato tutte le carte sul tavolo regionale innestandosi su problemi preesistenti e facendo massicciamente intervenire le potenze occidentali a suo contrasto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Libia degli ultimi tempi di Gheddafi stava facendo un grande sforzo per uscire dall\u2019isolamento internazionale, politico e commerciale. Gheddafi vedeva bene la minaccia dell\u2019integralismo islamico all\u2019interno e contro la sua stessa politica internazionale. Ma questa sua preveggenza non lo ha salvato dalle decisioni della politica internazionale, che ne hanno voluto la fine, riuscendo a rendere la Libia, sempre che rimanga unita, un territorio in mano a milizie di genere vario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Egitto era riuscito a contenere il contropotere del fondamentalismo islamico, al prezzo di una vigorosa politica di repressione interna, che ha fatto urlare il mondo democratico. In Egitto il pericolo continua a essere fortissimo perch\u00e9 a sud e nelle grandi citt\u00e0 la povert\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 forte: non su tratta solo di deficit alimentare ma, soprattutto nelle grandi citt\u00e0, di una gran massa, diciamo, di nulla o poco tenenti e scontenti, o meglio in collera con la vita che conducono, non certamente all\u2019altezza del progresso moderno, secondo la loro visione della contemporaneit\u00e0. Desidererebbero migliorare la propria condizione ma non sono in grado. Sono stati e sono quindi facile preda per l\u2019integralismo islamico che riesce a diffondersi con grande rapidit\u00e0 nelle classi meno colte e nel vasto sottoproletariato cittadino. E\u2019 vero: sembra che l\u2019unica istanza che si occupi dei fenomeni di deprivazione sociale sia quella religiosa islamica\u2026Fratelli Musulmani\u2026le moschee, come si sa, non sono solo luogo di preghiera ma anche di assistenza sociale e ora fortemente politicizzate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attuale presidente Al Sisi cerca di contrastare con il solito forte controllo interno la deriva integralista islamica. Ci si pu\u00f2 domandare: fino a quando?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Tunisia in questo momento sembra contenere la montata del contropotere fondamentalista islamico a prezzo di sanguinosi attentati e, anche in questo caso, di un controllo interno \u2018muscoloso\u2019 soprattutto nelle regioni meridionali ove l\u2019integralismo ha forti radici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Algeria si sta isolando progressivamente, pur essendo molto importante per il mondo occidentale e per l\u2019Italia in particolare (gas metano).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Marocco prima Hassan II e ora Mohammad VI, i due re sono riusciti a mantenere una relativa stabilit\u00e0 anche grazie alle \u2018credenziali religiose\u2019 che i sovrani del Marocco hanno per diritto di nascita: \u2018discendente di Maometto e generale dei credenti\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione sembra essere certamente pi\u00f9 soft in Giordania anche se il regno hascemita e quello giordano temono fortemente gli sviluppi delle zone adiacenti: per il Marocco una possibile disgregazione nazionale dell\u2019Algeria e il sorgere anche l\u00ec di uno stato fondamentalista; per la Giordania, la completa disgregazione della Siria, gi\u00e0 in atto\u2026, l\u2019instabilit\u00e0 dell\u2019Iraq e il forte flusso di rifugiati, tutte situazioni che minano l\u2019ordine interno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 evidente quanto \u00e8 accaduto nel passato nella maggior parte di questi stati, alcuni decisamente collassati nelle istituzioni: un\u2019incapacit\u00e0 di autoriforma delle classi dirigenti, eccezion fatta forse per Giordania e Marocco, dove alcune riforme sociali sono state portate avanti; una rigidit\u00e0 politica e un sostanziale autoritarismo di alcuni regimi che difficilmente hanno trovato alleati nella societ\u00e0 borghese che era pi\u00f9 avanzata e liberale, contro il dilagante terrorismo islamico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Yemen divampa la guerra\u2026non solo la guerra civile! Da qualche tempo gli scontri sono interni tra gruppi di \u00e9lite e tra diverse concezioni sociali: pi\u00f9 influenzati dall\u2019integralismo islamico a nord e pi\u00f9 laici a Sud. Sono subentrate potenze straniere in aiuto di questa o quella parte in lotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Iran per il momento sembra essere in controtendenza e porta avanti la sua influenza sulla regione, quasi nello stesso modo con cui la portava avanti l\u2019odiato Pahlavi, in pi\u00f9 contrapponendo duramente il mondo sciita non solo a quello sunnita ma in particolare a quello wahabita, contendendo la supremazia nel settore strategico e cercando di espandersi come mondo sciita in tutto l\u2019Iraq, sempre che questo Paese rimanga unito, quando le armi taceranno in Siria e a Baghdad\u2026quando\u2026.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le cosiddette \u2018petromonarchie\u2019 del Golfo a economia molto sviluppata, sia per una vicinanza all\u2019Iran, sia per le loro tradizioni, hanno dovuto accentuare il loro carattere islamico, con delle isole, per\u00f2, di occidente all\u2019interno dei loro territori che permettono opportune valvole di sfogo per tendenze modernizzatrici, che strizzano molto l\u2019occhio alla cultura occidentale e alle entrate economiche provenienti dal turismo di lusso (Abu Dhabi, per esempio).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non dimentichiamo anche il ruolo di Kuwait e Arabia Saudita. Soprattutto il regno wahabita sta facendo una politica non sempre limpida e cristallina nei confronti del terrorismo islamico e delle reazioni fondamentaliste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le vecchie divisioni fra stati moderati e stati radicali hanno in questo periodo perduto molto della loro consistenza e caratterizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Last but not least, la Turchia\u2026uno degli elementi pi\u00f9 importanti in questa nuova situazione del Mediterraneo, stato cerniera, per due ordini di motivi: contrasto (forse non) al terrorismo islamico e argine alla migrazione epocale, anche di guerra, in provenienza da Iraq, Siria e Afghanistan, tanto che la UE ha concesso un pacchetto di milioni di euro a Erdogan, per poi lamentarsi che non \u00e8 esattamente quel che si dice un governante liberale! L\u2019evoluzione della politica interna ha profondamente minato la concezione di uno stato laico qual era quello voluto da Mustafa Kemal nel 1922. Sembra quasi che in questo periodo la vocazione di Ankara che era stata europea, in un passato prossimo, sia tornata a essere asiatica. Non dimentichiamo per\u00f2 che \u00e8 membro della NATO, con tutti gli oneri che essa comporta. La Turchia aveva un forte bisogno d\u2019integrazione nelle strutture europee, integrazione che con varie motivazioni le \u00e8 stata negata. Ora che servirebbe alla UE, \u00e8 troppo tardi per i motivi sopra indicati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque l\u2019Islam \u00e8 un fattore chiave nel Mare Nostrum, anche nella forte e continua migrazione che arriva sulle nostre coste anche dall\u2019Africa sub sahariana, dove povert\u00e0, integralismo islamico e molto altro spingono una folla di disperati a pagare biglietti carissimi per trasporto su vecchie carrette o gommoni\u2026\u2019ecologici\u2019\u2026perch\u00e9 infatti non reggono il mare e spesso si sgonfiano a poche miglia da dove sono partiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una domanda s\u2019impone: ma questi poveri disgraziati, dove prendono i soldi per pagare i costosi biglietti\u2026pare a suon di 4\/5000 dollari? Me lo chiedo e continuer\u00f2 a chiedermelo. Il business impazza anche nel mondo che fa riferimento all\u2019Islam (o forse no?)\u2026mi spiace dirlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(Continua)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Precedenti articoli:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7121\">www.osservatorioanalitico.com\/?p=7121<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7141\">www.osservatorioanalitico.com\/?p=7141<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7175\">www.osservatorioanalitico.com\/?p=7175<\/a><\/p>\n<p>\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_6616\" style=\"width: 387px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-6616\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-6616\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/361px-Bashar_al-Assad_cropped1.jpg\" alt=\"Bashar al-Asad\" width=\"377\" height=\"626\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/361px-Bashar_al-Assad_cropped1.jpg 361w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/361px-Bashar_al-Assad_cropped1-121x200.jpg 121w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/361px-Bashar_al-Assad_cropped1-244x405.jpg 244w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/361px-Bashar_al-Assad_cropped1-300x498.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 377px) 100vw, 377px\" \/><p id=\"caption-attachment-6616\" class=\"wp-caption-text\">Bashar al-Asad<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Continua l&#8217;analisi degli elementi caratterizzanti del Mediterraneo.<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":7197,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[67,1490,1692,2157,1284,80,1296,2492,1290,1273,47],"tags":[2389,3115,3114,27,1777,21,2391,3113,2653,2390],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/meditmin34.gif","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-1S2","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7194"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7194"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7194\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7201,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7194\/revisions\/7201"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7197"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7194"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7194"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7194"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}