{"id":7121,"date":"2016-10-02T18:30:26","date_gmt":"2016-10-02T17:30:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7121"},"modified":"2016-10-02T18:30:26","modified_gmt":"2016-10-02T17:30:26","slug":"mediterraneo-e-conflittualita-endemiche-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7121","title":{"rendered":"Mediterraneo e conflittualit\u00e0 endemiche. 1."},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_7124\" style=\"width: 594px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7124\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-7124\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Mappa_del_Mediterraneo-580x332.jpg\" alt=\"Antica mappa del Mediterraneo, 1700...\" width=\"584\" height=\"334\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Mappa_del_Mediterraneo-580x332.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Mappa_del_Mediterraneo-280x160.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Mappa_del_Mediterraneo-300x172.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Mappa_del_Mediterraneo.jpg 750w\" sizes=\"(max-width: 584px) 100vw, 584px\" \/><p id=\"caption-attachment-7124\" class=\"wp-caption-text\">Antica mappa del Mediterraneo, 1700&#8230;<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fernand Braudel, scriveva che questo mare <em>\u00e8 mille cose insieme. Non un paesaggio, ma innumerevoli paesaggi. Non un mare, ma un susseguirsi di mari. Non una civilt\u00e0, ma una serie di civilt\u00e0. Viaggiare nel Mediterraneo significa incontrare il mondo romano in Libano, la preistoria in Sardegna, le citt\u00e0 greche in Sicilia, la presenza araba in Spagna, l\u2019Islam turco in Yugoslavia\u2026come spiegare l\u2019essenza profonda del Mediterraneo\u2026\u2026<\/em>. Vi sono le radici della parte pi\u00f9 profonda della civilt\u00e0 italiana, francese, greca, spagnola e araba.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l\u2019espressione mar Mediterraneo s\u2019intende il mar Egeo, il mar Adriatico, il mar Tirreno, il mare Ionio, il Golfo della Sirte o mare Libico, come si diceva nel passato. Bisogna altres\u00ec fare attenzione che, se da un punto di vista strettamente geografico, da alcuni si ritiene che il Mediterraneo finisca ai Dardanelli, il Mar Nero \u00e8 invece da considerarsi parte integrante di questo mare, da un punto di vista geopolitico, almeno e ha una sua rilevante importanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Mediterraneo \u00e8 stato per lungo tempo il centro del mondo, anzi pi\u00f9 che il centro del mondo, era <em><u>il<\/u><\/em> mondo stesso. Poi nuove scoperte geografiche hanno spostato l\u2019asse dell\u2019interesse mondiale da quel centro, finch\u00e9 la zona \u00e8 tornata ad essere di grande importanza, gi\u00e0 agli inizi di questo secolo, soprattutto per l\u2019abbondanza di una materia strategica, della quale non si sono ancora trovati sostituti equivalenti su larga scala, l\u2019oro nero, il petrolio, dal quale continua a dipendere l\u2019andamento dell\u2019economia globale di quella parte del mondo privo di questa risorsa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che \u00e8 rimarchevole in questa regione, da ritenere a ragione un insieme unico, \u00e8 la diversit\u00e0 dei popoli che vi abitavano e che vi abitano tuttora, diversit\u00e0 di popoli e di nazioni, diversit\u00e0 di religioni, diversit\u00e0 di scritture, ma con elementi comuni. ..forse ora meno chiari!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel passato, i tentativi fatti per instaurarvi un ordine mediterraneo complessivo non hanno ottenuto risultati duraturi nel tempo, salvo forse che durante l\u2019impero romano. Non vi \u00e8 riuscito l\u2019Impero bizantino. Non vi \u00e8 riuscito quello ottomano. Non vi sono riuscite le potenze coloniali europee. E ora sembra pi\u00f9 lontano che mai\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tre sono le costanti fisiche e geografiche del Mediterraneo: \u00e8 un mare aperto; \u00e8 un mare immenso, \u00e8 un mare che non \u00e8 sempre molto ospitale. Un mare che negli ultimi tempi \u00e8 diventato una grande tomba\u2026.a causa di moderni pirati chiamati anche scafisti\u2026.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">sul mare, a Lepanto, si gioc\u00f2 il dominio terrestre dell\u2019Impero ottomano, contro la cristianit\u00e0. Tutto questo accadde accanto a battaglie combattute su terra, di grande importanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa situazione di un Mediterraneo, centro del mondo conosciuto, ha iniziato a registrare cambiamenti nel corso del XVI secolo. Dopo un periodo relativamente breve, per la storia dell\u2019uomo, un periodo di tre secoli, durante i quali il settore non ha pi\u00f9 avuto quell\u2019importanza di cui aveva goduto prima, il Mediterraneo ha visto progressivamente allargarsi il suo orizzonte per divenire, anche con <u>l\u2019apertura del canale di Suez, elemento di unione di distese oceaniche, attirando questa volta nella lotta per il suo dominio, anche quelle potenze che non sono rivierasche. <\/u>Gli Stati Uniti sono comparsi in questo settore strategico, sostituendosi ai precedenti colonizzatori, in particolare alla Francia e all\u2019Inghilterra e diventando i dominatori di una parte almeno del Medio Oriente, con una forma di neocolonialismo politico, che attuano, sentendosi, secondo la loro stessa definizione pi\u00f9 volte ripetuta, <em>i gendarmi del mondo<\/em>. Poco dopo di loro, anche la potente Unione Sovietica ha cercato il suo primato in quel mare, verso il quale, \u00e8 doveroso ricordarlo, anche l\u2019impero degli Zar aveva da sempre cercato uno sbocco. E ora si stanno riproponendo simili situazioni, a conferma che la geopolitica \u00e8 la chiave di comprensione di molti comportamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 recentemente, il mondo, ingessato nel modello matematico e rigido del bipolarismo, trionfo dell\u2019immobilismo caro agli spiriti pi\u00f9 brillanti della tecnocrazia, \u00e8 letteralmente imploso: le identit\u00e0 nazionali, sviluppatesi nel secolo scorso, con le diversit\u00e0 etniche e religiose, hanno fatto la loro riapparizione nella continuit\u00e0 di quello che erano sempre state, con le loro ideologie, cio\u00e8 un vero mosaico: l\u2019ambiente mediterraneo \u00e8 allo stesso tempo europeo, balcanico, magrebino, cattolico, ortodosso, islamizzato e ebreo. Se nel passato hanno trovato spazio imperi, regni, beycati, sceiccati ora si trovano nuove e vecchie forme di governo: monarchia, repubblica, regimi totalitari e tutti gli stadi rappresentanti dell\u2019evoluzione o involuzione democratica, cos\u00ec come vi si trovano sicuramente tutti gli stadi dell\u2019evoluzione economica, dall\u2019agricoltura condotta con metodi ancora primitivi alle <em>Sylicon Valley<\/em> europee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per complicare ulteriormente la situazione, in questo mare non vi \u00e8 una frontiera stagna alle influenze reciproche dei grandi movimenti, che s\u2019intersecano in una reciproca compenetrazione e si scontrano a volte in modo complesso e assai insidioso. Ed \u00e8 stato anche su questo mare che, durante la guerra fredda, gli Stati Uniti e l\u2019Unione Sovietica si sono fronteggiati, per tentare di far regnare, come una volta avevano fatto i romani, la <em>pax americana <\/em>o <em>l\u2019ideologia<\/em> economica anticapitalista <em>sovietica<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Mediterraneo, non \u00e8 certo pi\u00f9 ai nostri giorni, il centro del mondo, ma \u00e8 sempre una sorta di modello primario di una notevole complessit\u00e0 geopolitica. E\u2019 ancora uno degli spazi principali, nei quali, volontariamente o non, il mondo cosiddetto occidentale sta mettendo in gioco il proprio ruolo di potenza mondiale. E\u2019 una nuova frontiera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questi ultimi anni la Turchia \u00e8 stata una cerniera e una frontiera avanzata: la sua doppia identit\u00e0, europea e asiatica, eredit\u00e0 dell\u2019Impero Ottomano, e la sua presenza nella Nato ne farebbero un alleato prezioso ma scomodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli stati che si affacciano sul Mediterraneo sono legati al suolo, al clima, ad un passato comune, ad una storia comune, a religioni che si combattono, ma che hanno elementi comuni e sono espressioni di uno stesso modo di intendere la spiritualit\u00e0. Il Mediterraneo dunque riunisce le condizioni di base costitutive di una unit\u00e0 organica per storia, economia, geografia umana, culture, geologia, clima, vegetazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Frontiera, dunque zona di contatto. Il Mediterraneo \u00e8 attualmente una zona dall\u2019equilibrio instabile, tra forze numerose, tra il nord e il sud, tra l\u2019est e l\u2019ovest, tra il Medio Oriente e il resto dell\u2019universo, tra due civilt\u00e0 e tre religioni, 17 paesi e pi\u00f9 di 400 milioni di abitanti; \u00e8 compreso tra un futuro difficile ad immaginarsi, ma che si deve costruire e un passato pi\u00f9 noto, vecchio di una cinquantina di secoli, periodo durante il quale si \u00e8 costruito e distrutto, dove sono emerse le idee pi\u00f9 belle, ma anche le pi\u00f9 terrificanti; dove delle mitologie sono nate e morte, ma delle quali la situazione attuale \u00e8 il risultato vivo e pulsante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora si distrugge.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Mediterraneo, nell\u2019accezione integrata di spazio-tempo, \u00e8 una singola civilt\u00e0 esso stesso, perch\u00e9 lo spirito che lo pervade, fin dai tempi pi\u00f9 antichi, si \u00e8 trovato sempre in continuo stimolo e sollecitazione. Le religioni monoteiste sono nate qui. I grandi movimenti di pensiero, vero sangue delle civilt\u00e0, hanno dato un senso compiuto a tutti gli avvenimenti. Di fronte all\u2019ignoto, le religioni che spiegano e aiutano a vivere, si sono concentrate in forza in questa culla di civilt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Mediterraneo \u00e8 stato ed \u00e8 una zona circoscritta di lotte. Ne sono derivate delle comunit\u00e0 culturali certamente differenziate, ma con basi comuni. Scriveva sempre Braudel che il Mediterraneo, al di l\u00e0 delle sue divisioni politiche attuali, rappresenta tre comunit\u00e0 culturali di grande rispetto, molto vivaci, tre modi cordiali di vivere, bere, mangiare, sempre pronte a mostrarsi i denti, ma dall\u2019infinito destino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste civilt\u00e0, sono infatti le uniche di largo respiro nel Mediterraneo, che possano essere seguite e vissute senza interruzione attraverso le peripezie e gli incidenti della storia mediterranea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sostanza una frontiera in tutti i sensi possibili, <em>focus<\/em> di quel concentramento umano che ha visto nascere delle religioni e morire degli imperi tra i quali l\u2019Egitto, poi la Grecia, poi Roma, poi Bisanzio, poi Costantinopoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(continua)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_7128\" style=\"width: 591px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7128\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-7128\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/fernand-braudel-5.jpg\" alt=\"Fernand Braudel\" width=\"581\" height=\"387\" \/><p id=\"caption-attachment-7128\" class=\"wp-caption-text\">Fernand Braudel<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una analisi geopolitica del Mediterraneo.<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":7124,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[1273],"tags":[3073,3075,3074,3072,3069,3071,3070],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Mappa_del_Mediterraneo.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-1QR","jetpack_likes_enabled":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7121"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7121"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7121\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7130,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7121\/revisions\/7130"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7124"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7121"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7121"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7121"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}