{"id":7105,"date":"2016-09-28T16:19:57","date_gmt":"2016-09-28T15:19:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7105"},"modified":"2016-09-28T18:08:09","modified_gmt":"2016-09-28T17:08:09","slug":"una-mutazione-epocale-senza-ritorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7105","title":{"rendered":"UNA MUTAZIONE EPOCALE SENZA RITORNO"},"content":{"rendered":"<p><em>\u00a0<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-7111\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/shimonperes-415x233.jpg\" alt=\"shimonperes-415x233\" width=\"579\" height=\"325\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/shimonperes-415x233.jpg 415w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/shimonperes-415x233-280x157.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/shimonperes-415x233-300x168.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 579px) 100vw, 579px\" \/><\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Dedicato al Presidente Shimon Peres<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci piaccia o non\u2026 (e non ci piace), l\u2019Europa \u00e8 in una fase di mutazione epocale senza ritorno. In realt\u00e0 sta pagando tutti gli errori geopolitici che ha fatto dalla data dello <em>scramble for Africa<\/em> alla fine dell\u2019Ottocento e alla fine del primo conflitto mondiale, avanzando poi verso la guerra in Iraq e in Afghanistan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque: la Libia non esisteva prima che gli italiani, che cercavano una \u2018Quarta Sponda\u2019 per motivi economici della popolazione italiana, vi si attestassero e decidessero che Tripolitania, Cirenaica e Fezzan fossero unite sotto un unico governo centrale. Le tenne unite solo un dittatore, Muhammar Gheddafi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Iraq non esisteva prima della Prima Guerra Mondiale: era territorio dell\u2019Impero Ottomano, grande e glorioso, ma giunto ormai al capolinea, come \u00e8 successo storicamente a tutti gli imperi: tre territori uniti fra di loro, con i siti dei pi\u00f9 importanti pozzi di petrolio, nella terra dei Curdi. Alcuni pozzi, per la verit\u00e0, si sarebbero dovuti trovare in territorio turco, ma la Gran Bretagna, che ancora aveva un grande peso politico e faceva parte del \u2018concerto delle Grandi Potenze\u2019, non li voleva dare in mano &#8211; ovvero \u2018in pasto\u2019 &#8211; a quello strano personaggio che si chiamava Mustaf\u00e0 Kemal, poi <span class=\"st\">Atat\u00fcrk<\/span>, che si comportava come un vincitore invece che come un vinto, quale era agli occhi dell\u2019Europa, come erede dell\u2019Impero Ottomano\u2026non accettava i termini dei trattati di pace imposti, discuteva da pari con le Potenze europee e dimostrava di voler dare alla laica Repubblica turca, da lui instaurata, un&#8217;autonomia politica pericolosa. <strong>Pericolosa<\/strong> per la gestione dei pozzi di petrolio\u2026meglio dunque sotto un Iraq indipendente nominalmente, ma in realt\u00e0 sotto la mano adunca di Londra. <strong>Pericolosa<\/strong> anche perch\u00e9 aveva in mano il passaggio dei Dardanelli dal Mar Nero al Mediterraneo: passaggio strategico per merci e truppe\u2026provenienti dall\u2019allora URSS. <strong>Tuttora passaggio strategico di rilevanza globale<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La Turchia: territorio chiave nei rapporti Europa-Levante nel passato e anche adesso,<\/strong> visto che l&#8217;UE aveva deciso per un accordo miliardario (in Euro) per ottenere da Ankara che costituisse una barriera per la migrazione epocale che l\u2019Europa sta subendo. S\u00ec, certamente\u2026<strong>previo rispetto dei diritti umani<\/strong>!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Non vorrei chiamarla invasione, anche se da molte parti si parla di \u2018invasione\u2019<\/strong>: preferisco il termine pi\u00f9 storico, in questo caso, di <strong>\u2018migrazione epocale inarrestabile\u2019<\/strong> che sta mutando<strong> il volto e il colore dell\u2019Europa<\/strong> e <strong>modificando la sua identit\u00e0<\/strong>, a volte anche con il <strong>consenso di governi che non sanno arginare o gestire questa migrazione<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Diciamoci la verit\u00e0, anche se non \u00e8 <em>politically correct<\/em><\/strong>: gli attuali governanti, politici (o politicanti&#8230;), <strong>hanno indugiato sugli allori e adesso che la situazione \u00e8 irreversibile hanno compreso che forse devono andare in Africa<\/strong>, a Nord o a Sud del Sahara, e sistemare il problema in loco: non \u00e8 mai troppo tardi, \u00e8 vero, <strong>ma \u00e8 veramente molto tardi<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019Europa del XX e XXI secolo sta passando una crisi economica senza precedenti<\/strong> e su questa situazione si abbatte l\u2019onda di chi fugge dalle guerre, del <em>migrantato economico<\/em> e di <strong>quello a sfondo terrorista<\/strong>. Un milione, due milioni&#8230;: <strong>chi crede che anche i migranti economici saranno fatti rientrare nelle terre d\u2019origine o \u00e8 mal informato o \u00e8 in malafede<\/strong>. Di questi, <strong>forse una piccola percentuale sar\u00e0 fatta tornare in patria,<\/strong> ma i restanti cercheranno <strong>di integrarsi o di essere a carico del Paese che li ha accettati<\/strong>, in attesa di verifica della loro situazione e dei loro documenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il 90% degli africani sub-sahariani che giungono in Europa sono giovani uomini tra i 18 e 30-35 anni<\/strong> e <strong>solo il 10% di donne<\/strong>. Bene. Da tempo rifletto &#8211; e ne ho scritto anche su questo foglio &#8211; s<strong>ul cambio di identit\u00e0 e anche di colore dell\u2019Europa<\/strong> e devo osservare con piacere che il primo ad aver avuto <strong>il coraggio di parlarne apertamente \u00e8 stato Magdi Cristiano Allam<\/strong>: <strong>tanti giovanotti in et\u00e0 fertile sono arrivati<\/strong>, ma <strong>non ci sono altrettante giovani donne<\/strong> che provengono dagli stessi territori e con le stesse tradizioni e abitudini. Quindi, \u00e8 la giovent\u00f9 presente in Europa <strong>l&#8217;obiettivo &#8216;affettivo&#8217; agli occhi di questi migranti<\/strong>. Non intendo essere negativa: probabilmente una gran parte di loro si integrer\u00e0, trover\u00e0 lavoro e umanamente vorr\u00e0 metter su famiglia. Molto bene: le tradizioni diverse, le culture diverse sono normalmente un arricchimento importante anche per la cultura ospitante sempre che quest\u2019ultima abbia la forza per mantenersi, non per imporsi, ma per mantenersi nella propria originalit\u00e0. <strong>La cultura europea, la tradizione europea ha in s\u00e9 ancora la forza di mantenersi? Ha creativit\u00e0? Sa dire una nuova parola?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui poi s\u2019innesta il problema religioso, dello \u2018scontro\u2019, come si usa dire ora. Forse \u00e8 vero: <strong>uno scontro c\u2019\u00e8, perch\u00e9 una religione, la musulmana, si vuole imporre su un&#8217;altra, la cristiana.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ricordiamo cosa accadde quando spagnoli, portoghesi andarono sulle coste dell\u2019America del sud e imposero la religione cristiana<\/strong> (tra l\u2019altro in secoli che vedevano attiva la Santa Inquisizione!)\u2026le usanze religiose locali, pagane o animiste, scomparvero e fu imposta con le buone o con le cattive la salvifica religione cristiana, anche con il progresso umano e economico che essa comunque portava.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricordando un po\u2019 la storia, <strong>vedo la mutazione europea inarrestabile, irreversibile<\/strong>. <strong>\u00c8 giunto il momento del declino dell\u2019Europa, forse proprio dopo 70 anni di pace, dopo secoli di superiorit\u00e0 sul continente africano, soprattutto?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019Europa Unita per ora ha fallito<\/strong>, a parte una moneta unica che si sta rivelando debole, in realt\u00e0. Le colpe non sono certamente tutte del continente europeo ma i governanti tra Berlino, Parigi, Londra, Roma, Madrid, Vienna, hanno fatto la loro parte. Inutile versar lacrime su quanto \u00e8 stato o non \u00e8 stato fatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I fatti sono questi: <strong>una migrazione epocale in un territorio gi\u00e0 popolato o sovrapopolato, con risorse economiche ridotte<\/strong>. <strong>Valori scaduti o dimenticati nei cassetti dei nonni<\/strong>. Una popolazione invecchiata e una giovent\u00f9 che in gran parte non ha ancora trovato il suo <strong><em>ubi consistam<\/em><\/strong>, almeno in Italia. Chi paga di pi\u00f9 sono chiaramente gli anelli deboli della catena, ossia Grecia e Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I<strong>l mondo occidentale ha fallito nel Vicino e Medio Oriente, destabilizzandolo con maestria,<\/strong> non sapendo trovare una giusta <em>exit strategy<\/em> da questo marasma che \u00e8 riuscito a provocare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che fare? Come rimettere ordine in Iraq, Afghanistan, Libia, Siria, evitando che l\u2019Egitto torni a vacillare; che il Marocco resti saldo; che l\u2019Algeria si tranquillizzi; che la Tunisia reagisca agli attacchi di Stati confinanti; e che il sedicente Stato Islamico cada una volta per tutte? E nel Corno d&#8217;Africa (Somalia ad esempio), <strong>come possiamo rimettere a posto delle tessere di un puzzle scompaginate, anche queste con rara maestria?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una sfida anch\u2019essa epocale. Come ristabilire un dialogo fattivo tra le tre religioni del \u2018Libro, ebraica, cristiana, musulmana, che, a ben studiare, hanno tantissimo in comune?<\/strong> Altra sfida epocale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se l\u2019umanit\u00e0 vincer\u00e0 queste sfide\u2026\u00e8 certo. In quanto tempo? Questo \u00e8 veramente incerto: la storia si misura a secoli, non a decenni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo il dialogo per\u00f2 porter\u00e0 alla pace che serve all\u2019umanit\u00e0 per progredire e quella occorre ricercare con tutti i mezzi possibili. Quando almeno un simulacro di pace sar\u00e0 raggiunto, allora verr\u00e0 il tempo in cui le popolazioni si sistemeranno da sole sui territori che daranno loro la migliore condizione di vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto rendiamoci conto di quello che stiamo vivendo: <strong>l\u2019Europa non potr\u00e0 tornare indietro<\/strong>. Meglio \u00e8 che inizi a convivere con la nuova situazione e ponga le necessarie regole di convivenza civile facendole rispettare. Ecco: questa \u00e8 forse la materia pi\u00f9 difficile da gestire\u2026e qui mi fermo\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-7110\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/migrazione-473x300.png\" alt=\"migrazione-473x300\" width=\"553\" height=\"351\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/migrazione-473x300.png 473w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/migrazione-473x300-280x178.png 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/migrazione-473x300-300x190.png 300w\" sizes=\"(max-width: 553px) 100vw, 553px\" \/><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alcune riflessioni sull&#8217;attuale situazione delle migrazioni epocali<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":7107,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[4,67,1692,1286,80,1285,2548,1290,2175,69,1273],"tags":[2388,3068,27,3064,3065,2391,61,68,3066,3067,3063,20,2390],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/carta_geografica_turchia.gif","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-1QB","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7105"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7105"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7105\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7119,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7105\/revisions\/7119"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7107"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7105"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7105"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7105"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}