{"id":7051,"date":"2016-09-08T08:00:45","date_gmt":"2016-09-08T07:00:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7051"},"modified":"2016-09-08T08:00:45","modified_gmt":"2016-09-08T07:00:45","slug":"il-caos-nel-medio-oriente-gli-attori-esterni-e-i-curdi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7051","title":{"rendered":"IL CAOS NEL MEDIO ORIENTE, GLI ATTORI ESTERNI E I CURDI"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_7055\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7055\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-7055\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/le-regioni-dei-curdi-580x378.jpg\" alt=\"Le regioni dei curdi\" width=\"580\" height=\"378\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/le-regioni-dei-curdi-580x378.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/le-regioni-dei-curdi-280x183.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/le-regioni-dei-curdi-300x196.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/le-regioni-dei-curdi.jpg 636w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-7055\" class=\"wp-caption-text\">Le regioni dei curdi<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Una sintesi chiara e molto articolata dell\u2019attuale complessit\u00e0 della questione curda rapportata agli interventi esterni delle potenze che stanno agendo nel Levante e Medio Oriente; una questione complessa che inizia durante la prima guerra mondiale con il mai abbastanza citato accordo Sykes-Picot, del quale continuiamo a vedere le conseguenze.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 4 settembre al vertice del G-20 di Hanghzou in Cina il presidente turco Recep Tayyip Erdogan \u2018snobba\u2019 il suo omologo statunitense e, forte della rinnovata alleanza con la Russia, svolge colloqui con il presidente Putin focalizzati sugli eventi successivi all\u2019invasione turca nel Nord siriano sin dal 25 agosto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attacco, presentato come guerra a Daesh, mira in realt\u00e0 ai curdi siriani delle milizie di \u201cUnit\u00e0 di protezione popolare\u201d (YPG) che con il supporto dell\u2019aeronautica americana liberano in pochi giorni le importanti citt\u00e0 di Hasakah e Manbij, tagliando le linee di rifornimento dei jihadisti del Califfato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le forze terrestri e aeree turche sin dal primo giorno di contrasto ai terroristi del movimento guidato da Abu Bakr Ibrahim al Baghdadi, attaccano i militanti dello YPG pretendendone l\u2019arretramento al confine con l\u2019Eufrate e l\u2019abbandono delle citt\u00e0 conquistate.\u00a0I turchi inoltre limitano al minimo la lotta ai terroristi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Siria accusa la Turchia di avere violato la sovranit\u00e0 del Paese, i russi restano silenti e gli americani minacciano i curdi di sospendere il loro supporto se non si fermano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I curdi invece mettono in stato d\u2019allerta i 4 milioni e mezzo di connazionali a Ovest dell\u2019Eufrate senza ritirarsi di un millimetro e gli ufficiali turchi comprendono che i peshmerga non si ritireranno dalle citt\u00e0 liberate dopo averle conquistate nella sanguinosa battaglia contro i jihadisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u>Gli eventi precipitano<\/u>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Irbil si riuniscono tutti i curdi della regione e diffondono un documento politico rivolto al presidente USA lamentandone l\u2019inaspettato abbandono e chiedendo la prosecuzione dell\u2019appoggio per se stessi e per il \u201cPartito dell\u2019Unione Democratica\u201d (PYD).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel documento, i combattenti YPG aggiungono che nell\u2019ipotesi di mancato supporto le forze curde si ritireranno dal fronte e comunicano ufficialmente che si dissoceranno dagli attacchi in programma contro Raqqa e Mosul.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I peshmerga comunicano anche che da questo momento la costituzione curda sar\u00e0 applicata in tutte le aree di etnia curda rendendo evidente la volont\u00e0 di uscire dalle enclavi di Kobane, Hassaka e Afrin.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La risposta turca \u00e8 affidata al portavoce presidenziale, Ibrahim Kalin, che ribadisce il punto di vista di Ankara: \u201cWashington deve smettere immediatamente di appoggiare i curdi e le loro rivendicazioni\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u>Brevi cenni storici<\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine dell\u2019impero ottomano tra i regni nati dopo la grande rivolta araba vi fu anche quello iracheno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sovrano imposto dagli inglesi fu Faysal ibn al-Husayni che, proclamato in precedenza re di Siria, era stato rifiutato dai francesi che ne assunsero ufficialmente il mandato internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia chiarisce che Faysal, gi\u00e0 capo della rivolta araba contro i turchi durante la prima guerra mondiale e con il sostegno degli inglesi rappresentati in loco dal loro inviato, T.E. Lawrence, aveva partecipato senza successo alle trattative di Versailles per ottenere la \u201cGrande Siria\u201d inglobante Libano, l\u2019attuale Giordania e parte dell\u2019Iraq.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Faysal era all\u2019oscuro delle trattative segrete svolte da Francia e Inghilterra sulla spartizione del Medio Oriente e, occupato il trono della Siria nell\u2019aprile 1920, venne deposto a luglio dello stesso anno dai francesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tradimento anglo-francese agli arabi, che avevano combattuto i turchi, \u00e8 il negoziato segreto tra il francese Francois Georges Picot e il britannico Mark Sykes svolto dal novembre 1915 e firmato a maggio del 1916 a Versailles, che oggi presenta i conti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A titolo riparatorio, nel marzo 1921 al congresso del Cairo gli inglesi proposero la candidatura di Faysal per l\u2019Iraq, Paese che nella spartizione del Medio Oriente era stato assegnato a loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo caso, gli inglesi rinunciarono al pieno mandato di governo e costituirono un regno nominalmente indipendente ma soggetto al protettorato britannico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo con il sovrano arabo, discendente dallo sceriffo della Mecca, nel 1924 venne posta la fine all\u2019instabilit\u00e0 irachena che negli anni precedenti aveva organizzato un\u2019ampia rivolta domata soprattutto con la campagna militare dei bombardamenti aerei con oltre 4 mila ore di volo e un migliaio di tonnellate di bombe sganciate anche sugli arabi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 il momento in cui si colloca una delle prime rivolte curde del XX secolo, quella guidata da Mahmud Barzanj, nominato, in un primo tempo dagli inglesi, governatore del Kurdistan meridionale, corrispondente pi\u00f9 o meno all\u2019attuale Kurdistan iracheno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era accaduto che Barzanj, autoproclamatosi sovrano di un nuovo regno, dopo il breve periodo da maggio a giugno 1919, fu catturato dagli inglesi ed esiliato in India, da dove fugg\u00ec per tornare nel suo Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u>I curdi iraniani.<\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli eventi in Iraq e nel \u201cGoverno Regionale del Kurdistan iracheno\u201d (KRG), il proseguimento della quinquennale guerra siriana e la ripresa delle ostilit\u00e0 in Turchia tra Ankara e il \u201cPartito dei Lavoratori del Kurdistan\u201d (PKK) rendono la componente curdo-iraniana quasi incapace di opporsi al proprio governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle ultime settimane \u00e8 in atto l\u2019attivismo delle componenti armate curdo-iraniane contrastata dalla attivit\u00e0 repressiva di Teheran e si delinea un quadro pi\u00f9 organico a partire dagli scontri a Rojhelat, nel Kurdistan dell\u2019Est.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la devastazione dello Stato iracheno iniziato a causa della guerra anglo-americana del 2003 e l\u2019avanzamento del ruolo curdo nell\u2019area, il \u201cPartito della Libert\u00e0 del Kurdistan\u201d (PJAK), da sempre attivo contro Teheran ma con un modesto impatto nel contesto nazionale per la forte repressione preventiva dello Stato iraniano, riesce ad ampliare il consenso e a radicarsi nelle aree di confine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parallelamente, il \u201cPartito Democratico del Kurdistan Iraniano\u201d (PDKI) tra febbraio e marzo 2016, dopo un lungo periodo di cessate-il-fuoco, afferma la ripresa operativa nel Paese e a giugno inizia le azioni armate, con il sostegno del KRG e in opposizione alle forze del PJAK, considerate totalmente dipendenti dal PKK turco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La significativa presenza del PKK in Iraq, soprattutto a Suleymania nel Sud e di Shengal nel Nord e il consolidamento del sistema del \u201cConsiglio delle Comunit\u00e0 Curde\u201d (KCK) con funzione di coordinamento delle forze curde nei 4 Paesi della regione (Turchia, Iran, Iraq, Siria) potrebbe aver indotto il PDKI a riprendere le ostilit\u00e0 per arginare la capacit\u00e0 di reclutamento del PJAK. La celerit\u00e0 e il numero delle operazioni armate segnalano un serio pericolo per l\u2019intero confine occidentale iraniano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si sono verificati in un breve contesto temporale scontri armati tra milizie curde e forze governative insieme a operazioni pi\u00f9 mirate: luoghi di culto curdi come il cimitero Golestan Javeed a Baha\u2019i, distrutti dall\u2019esercito siriano; attentati curdi contro membri del parlamento iraniano, come il tentato omicidio del parlamentare Heshmatollah Falahatpishe in viaggio nel Nord del Paese; tensioni e avvertimenti armati di Teheran nei confronti della dirigenza del KRG.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il governo iraniano, attraverso il presidente del Consiglio del Discernimento, Mohsen Rezai, pochi giorni addietro avrebbe accusato il KRG di agire in vece dell\u2019Arabia Saudita per destabilizzare il Paese attraverso la rivitalizzazione della guerriglia curda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019intervista alla televisione iraniana, Rezai minaccia azioni armate contro i gruppi ribelli e le loro basi di addestramento qualora non ci fosse un arretramento delle stesse, imputando la responsabilit\u00e0 di questa eventualit\u00e0 alle scelte del presidente curdo-iracheno Barzanj.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In merito, la leadership curda nega ogni coinvolgimento ribadendo la volont\u00e0 di migliorare le relazioni diplomatiche con l\u2019Iran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Affermazione credibile dopo l\u2019accordo preliminare firmato a fine giugno per la costruzione di un oleodotto che consentirebbe la commercializzazione di 250 mila barili di petrolio dal Kurdistan iracheno verso l\u2019Iran per differenziare il mercato di vendita del KRG se emergessero ostacoli al mantenimento delle relazioni con la Turchia e all\u2019utilizzo dell\u2019oleodotto Kirkuk-Ceyhan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u>La situazione attuale<\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da un lato, al fianco di Assad vi sono le forze iraniane e gli Hezb\u2019Allah libanesi e dall\u2019altro, a supporto dell\u2019azione turca, il debole \u201cEsercito Libero Siriano\u201d (ESL), l\u2019aviazione americana e con un formale sostegno diplomatico Masoud Barzanj e il KRG.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sorprende e minaccia l\u2019avanzata delle forze YPG in Siria con la capacit\u00e0 di attrarre popolazioni non curde e la concreta possibilit\u00e0 di scatenare un effetto domino sulle popolazioni curde presenti nei quattro Paesi confinanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa ottica va letto l\u2019inaspettato riavvicinamento fra Turchia e Iran all\u2019inizio di agosto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019incontro ad Ankara il 12 agosto fra il ministro degli esteri iraniano Mohammad Javad Zarif, il premier turco Binali Yildirim e il suo ministro degli esteri Meylut Cavusoglu, con l\u2019obiettivo di rivitalizzare la cooperazione si \u00e8 focalizzato sulla questione siriana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pur essendosi trovati in fronti opposti in merito al destino della Siria e del suo presidente, il fattore curdo potrebbe essere il motivo della momentanea riconciliazione fra le parti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prova di questa nuova alleanza potrebbe essere la visita di Cavusoglu a Teheran all\u2019indomani dell\u2019attacco ad Hasakah il 18 agosto per discutere con il suo omologo Zarif degli eventi e della necessit\u00e0 di dare seguito all\u2019accordo fra i due Paesi, concedendo ai media una conferenza stampa congiunta sul comune interesse di combattere terrorismo, estremismo e settarismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In senso contrario si registra che il supporto alle forze siriane contro i curdi di Rojava\u00a0\u00a0 provoca l\u2019intervento del portavoce del PJAK, Siyamend Moini, che valutando gli eventi di Rojava dichiarato che quell\u2019 attacco \u00e8 considerato diretto a tutti i curdi e potrebbe portare a una nuova insurrezione nel Rojhelat.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u>Prospettive future<\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I media iraniani riportano la condanna del governo siriano contro la Turchia per l\u2019invasione del Nord del Paese con carri armati, truppe e aerei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul punto il vice ministro degli affari esteri, Hussein Jabari Ansari, era ad Ankara il 23 agosto, poche ore prima che la Turchia inviasse carri armati e aerei in territorio siriano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come documentato da <em>Middle Est Eye<\/em>, la visita di Ansari \u00e8 focalizzata su due punti: il futuro della Siria e la questione curda. In merito a questo ultimo tema, <em>MEE<\/em> rivela che l\u2019Iran \u00e8 divenuto il primo canale dei contatti per Erdogan e il presidente siriano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre persone vicine alla leadership iraniana avrebbero rivelato a <em>MEE<\/em> che \u201cturchi e siriani di stanno coordinando tramite gli iraniani\u201d. Il futuro dei curdi siriani \u00e8 chiaramente parte di questo accordo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli attacchi compiuti da esercito e aerei siriani contro i combattenti dello YPG nella citt\u00e0 di Hasakah potrebbero essere il segnale lanciato da Assad a Erdogan: il presidente siriano condividerebbe le preoccupazioni del suo omologo turco circa le crescenti forze dei curdi siriani in un\u2019ampia area del territorio al confine meridionale della Turchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fino a poco tempo fa, infatti, l\u2019esercito siriano aveva ignorato lo YPG considerandolo quasi un alleato potenziale per la guerra contro Daesh.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ulteriore obiettivo di Assad \u00e8 convincere Erdogan a fermare gli armamenti che dalla Turchia giungono ai gruppi dell\u2019opposizione che non appartengono a Daesh e combattono a Damasco a Idlib e Aleppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una fonte di <em>MEE<\/em> riferisce che la Turchia non fermer\u00e0 subito il rifornimento di armi ai ribelli ma entro poco tempo, quando ci sar\u00e0 uno scambio di favori che prevede attacchi di Assad contro lo YPG e ad Hasakhan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stessa fonte rivela che l\u2019Iran, tramite il ministro degli esteri Zarif ha espresso solidariet\u00e0 a Erdogan con un <em>tweet<\/em> al leader turco prima ancora che il golpe fallisse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa attenzione dell\u2019Iran avrebbe colpito Erdogan che ne ha valutato l\u2019attenzione rispetto al comportamento di USA ed EU che \u00e8 stata debole ed \u00e8 divenuta di condanna solo dopo l\u2019avvenuto fallimento del golpe. Infine, la fonte aggiunge che \u201ci <em>tweet<\/em> sono stati indotti dall\u2019ufficio della Guida Suprema, l\u2019Ayatollah Khamenei\u201d. Zaif e Rohani \u201csono stati molto cauti appena appreso la notizia del Golpe e prima che venisse pubbicato il <em>tweet<\/em> sono stati pressati pi\u00f9 volte dalla Guida Suprema\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rapida condanna iraniana del tentato golpe si \u00e8 basata su uno dei princ\u00ecpi fondamentali della politica estera iraniana sostiene il prof. Foad Izadi professore di fama mondiale all\u2019Universit\u00e0 di Teheran: \u201cpunto 1: i golpe sono inaccettabili; punto 2: non si mandano forze al di l\u00e0 del confine internazionale senza prima raggiungere un accordo con un governo di un Paese\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E l\u2019Iran \u00e8 rimasto silente sull\u2019irruzione turca nel Nord della Siria, con i soli suoi alleati a Damasco a denunziare la penetrazione di Ankara sul territorio sovrano siriano.<\/p>\n<p>\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_7057\" style=\"width: 536px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7057\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-7057\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/la-regione-del-kurdistan-iracheno-2.jpg\" alt=\"La regione del Kurdistan iracheno\" width=\"526\" height=\"557\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/la-regione-del-kurdistan-iracheno-2.jpg 636w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/la-regione-del-kurdistan-iracheno-2-188x200.jpg 188w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/la-regione-del-kurdistan-iracheno-2-382x405.jpg 382w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/la-regione-del-kurdistan-iracheno-2-300x318.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 526px) 100vw, 526px\" \/><p id=\"caption-attachment-7057\" class=\"wp-caption-text\">La regione del Kurdistan iracheno<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La questione curda e i suoi antecedenti. La situazione attuale fra Iran, Iraq e Turchia<\/p>\n","protected":false},"author":2122,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[1284,80,2318,55,1273],"tags":[3017,3025,3016,3020,3023,1999,3021,3024,3022,3019,3018],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-1PJ","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7051"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2122"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7051"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7051\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7059,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7051\/revisions\/7059"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7051"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7051"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7051"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}