{"id":7031,"date":"2016-09-05T15:33:41","date_gmt":"2016-09-05T14:33:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7031"},"modified":"2016-09-05T15:33:41","modified_gmt":"2016-09-05T14:33:41","slug":"ciad-un-paese-in-profonda-crisi-sociale-economica-idrico-ambientale-e-a-rischio-talebanizzazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7031","title":{"rendered":"CIAD: UN PAESE IN PROFONDA CRISI SOCIALE, ECONOMICA, IDRICO-AMBIENTALE E A RISCHIO TALEBANIZZAZIONE"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-7034\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/mapchad.gif\" alt=\"mapchad\" width=\"582\" height=\"746\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ci stupiamo spesso di vedere tanti africani anche subsahariani arrivare sulle nostre coste su barche fatiscenti e gommoni pericolosi ma non ne comprendiamo le ragioni, pensando che nel centro dell&#8217;Africa non ci siano guerre o situazione al limite, e forse gi\u00e0 oltre, di \u2018talebanizzazione\u2019. Ecco un breve articolo che spiega quel che accade nel Ciad.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u>In Ciad, un territorio grande quattro volte l&#8217;Italia, si rispecchiano tutte le contraddizioni di una lunga, travagliata e ancora non completata fase di decolonizzazione. <\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un paese in balia di un conflitto senza fine tra il nord musulmano e il sud cristiano \u2013 animista, caratterizzato dalla compresenza di pi\u00f9 di duecento etnie, da un&#8217;endemica povert\u00e0 e da un disarmonico sviluppo economico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tutto ci\u00f2 si aggiunge la sempre pi\u00f9 minacciosa presenza dei gruppi islamisti militanti, su tutti <em>Boko Haram<\/em> e l&#8217;allargamento del Califfato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A completamento del quadro, il problema pressante del prosciugamento e della lenta agonia del lago Ciad, perno sui cui ruota l&#8217;economia non solo del Ciad, ma anche del Niger, della Nigeria e del Camerun.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa regione nel corso dei secoli si sono alternati diversi regni, sino a quando, nei primi anni del ventesimo secolo, il Ciad diventa una colonia francese e in seguito una Repubblica autonoma all&#8217;interno della comunit\u00e0 francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;indipendenza raggiunta nel 1960 fa riemergere la rivalit\u00e0 etnica e nel 1966 i musulmani, insieme con altri oppositori al Governo, costituiscono il Fronte di Liberazione Nazionale con a capo Goukouni Ouddei e Hissen\u00e8 Habr\u00e8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ouddei, supportato dalla Libia, nel 1979 conquista il potere ma in seguito viene scacciato da Habr\u00e8 con l&#8217;aiuto dei francesi preoccupati per l&#8217;ingerenza libica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1990 Habr\u00e8 \u00e8 deposto con un colpo di stato del Movimento Patriottico di Salvezza e il suo <em>leader<\/em>, Idriss D\u00e9by Itno, diventa Presidente del Ciad, confermato nella sua carica pochi mesi fa per la quinta volta consecutiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quest&#8217;ultima rielezione \u00e8 stata molto travagliata ed il consenso popolare del Presidente \u00e8 crollato a causa della crescente frustrazione dei ciadiani per la difficile situazione sociale ed economica in cui versa il Paese, uno dei pi\u00f9 poveri del mondo, al 184\u00b0 posto su 187 nell&#8217;Indice di Sviluppo Umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il costo della vita nell&#8217;ultimo quinquennio \u00e8 notevolmente aumentato, i salari sono bloccati, la piaga della malnutrizione dilaga, la spesa pubblica ha subito forti tagli, la corruzione dilaga e i piani di sviluppo sono rallentati da un apparato burocratico farraginoso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Presidente D\u00e9by, al quale va riconosciuto il merito di aver in questo quarto di secolo di potere, almeno in linea di principio anche se non di fatto, cercato di instradare lo Stato verso la via delle riforme, non ha per\u00f2 nemmeno tentato di riconciliare le mille anime del Ciad.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il gruppo etnico pi\u00f9 forte, di cui il Presidente \u00e8 l&#8217;espressione, \u00e8 quello degli <em>Zaghawa<\/em> che, di fatto, controlla il Paese. Il governo di N\u2019Djamena \u00e8 avversato da numerose fazioni interne tra cui il <em>Mouvement pour la D\u00e9mocratie et la Justice<\/em> <em>au Tchad<\/em> (MDJT), il <em>Front Uni pour la D\u00e9mocratie et la Paix<\/em> (FUDP), la <em>Force des Organisations Nationales pour l\u2019Alternances et les Libert\u00e8s au Tchad <\/em>(FONALT) e l\u2019<em>Arm\u00e9e Nationale de Resistance<\/em> (ANR).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Ciad \u00e8 alle prese, oltre che con una situazione economica disastrosa, con un conflitto etnico interno e una politica estera fortemente incentrata sul problema del Darfur per questioni di confine, per non menzionare i pessimi rapporti con il Sudan che potrebbero compromettere i precari equilibri della regione del <em>Sahel.<\/em> .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La complicata morfologia del Paese con un nord desertico (fa parte del grande deserto del Sahara), con pianure nella parte meridionale e centrale soggette a un clima tropicale, con delle dorsali montuose a nord e a est, consente lo sviluppo di un&#8217;agricoltura di sussistenza (cotone, riso e patate), dell&#8217;allevamento del bestiame (pecore, capre e cammelli) e della pesca in un sempre pi\u00f9 prosciugato lago Ciad, nei fiumi perenni Chari e Logone e nei corsi d&#8217;acqua minori che assumono discrete dimensioni solo nella stagione delle piogge.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lago Ciad, che gli indigeni locali chiamano mare, oltre ad essere destinato a prosciugarsi in pochi decenni senza dei decisi correttivi secondo degli studi NASA, \u00e8 divenuto il terreno di conquista delle sanguinose scorribande di <em>Boko Haram,<\/em> le cui fila sono alimentate da una pletora di giovani frustati e senza prospettiva..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un lago che funge da spartiacque, da confine tra la parte est dell&#8217;Africa messa a soqquadro dagli <em>Shabaab<\/em>, mentre l&#8217;ovest \u00e8 territorio di <em>Boko Haram.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Boko Haram<\/em> che, partiti dalla vicina Nigeria, ora cercano di prendere il controllo di tutto il lago Ciad e in prospettiva anche il Ciad, creando turbativa in tutto il territorio con il rischio nuove ondate migratorie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u>Tra le principali risorse del Paese c&#8217;\u00e8 il petrolio<\/u>, presente in notevole quantit\u00e0 e per la maggior parte convogliato nel porto di Kribi in Camerum, attraverso un oleodotto finanziato dagli americani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di certo, le continue fluttuazioni in negativo del prezzo dell&#8217;oro nero non hanno incrementato di molto le entrate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il petrolio ha attirato molte potenze straniere, soprattutto gli Stati Uniti d\u2019America ma anche la Cina, la Francia e la Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli Stati Uniti hanno assegnato una discreta valenza strategica al Ciad, che s&#8217;inserisce in un progetto di approvvigionamento petrolifero che fa perno sul golfo di Guinea, con l&#8217;obiettivo di ridurre la vulnerabilit\u00e0 alle crisi politiche ed energetiche mediorientali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Cina ha in questi ultimi due lustri dato un impulso alla propria influenza, del resto gi\u00e0 notevole nella regione e nel vicino Sudan. Sono stati firmati vari accordi bilaterali di cooperazione economica e di collaborazione nel settore agricolo, sanitario, scolastico, telecomunicazioni, infrastrutture e risorse energetiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u>Nel sottosuolo del Ciad, soprattutto nella parte nord, \u00e8 presente l&#8217;uranio, il natron, il caolino, una discreta quantit\u00e0 d\u2019oro e materiali da costruzione<\/u>, ma il loro sfruttamento \u00e8 ancora scarso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ci sono industrie rilevanti, non c&#8217;\u00e8 ferrovia, gli aeroporti che rispondono ad uno <em>standard<\/em> internazionale si contano sulle dita di una mano, la rete stradale \u00e8 ridotta e poco curata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla luce di quanto descritto, la strada verso il miglioramento della situazione per i circa dieci milioni di ciadiani, la cui \u00e8t\u00e0 media \u00e8 al di sotto dei 20 anni e con una speranza di vita che non arriva ai 50, \u00e8 tutta in salita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una strada in salita per il protrarsi di un conflitto sociale e dei suoi terribili effetti collaterali, per un&#8217;ingarbugliata situazione politica senza sbocchi e piani, per i difficili rapporti del Governo centrale con i vari gruppi ribelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come se non bastasse, c&#8217;\u00e8 la criticit\u00e0 del prosciugamento del lago Ciad e il rischio di una possibile crisi socio &#8211; ambientale, in combinazione nefasta con la presenza sempre pi\u00f9 minacciosa e violenta dei &#8220;talibani d&#8221;Africa&#8221; &#8211; <em>Boko Haram<\/em>&#8211; l&#8217;avanzata di un islamismo militante, la torva presenza del Califfato e, infine, l\u2019influenza (ingerenza) di Khartoum che, di certo, non aiuta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_7037\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7037\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-7037\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/iddris-580x386.jpg\" alt=\"Idriss D\u00e9by, Presidente del Ciad\" width=\"580\" height=\"386\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/iddris-580x386.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/iddris-280x186.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/iddris.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/iddris-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-7037\" class=\"wp-caption-text\">Idriss D\u00e9by, Presidente del Ciad<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Ciad, un territorio grande quattro volte l&#8217;Italia, si rispecchiano tutte le contraddizioni di una lunga, travagliata e ancora non completata fase di decolonizzazione. Le risorse energetiche e minerarie del Ciad<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":7034,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[4,2101],"tags":[3009,3012,3008,3010,3007,3006],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/mapchad.gif","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-1Pp","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7031"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7031"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7031\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7038,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7031\/revisions\/7038"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7034"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7031"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7031"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7031"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}