{"id":6992,"date":"2016-08-12T16:03:48","date_gmt":"2016-08-12T15:03:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6992"},"modified":"2016-08-12T16:03:48","modified_gmt":"2016-08-12T15:03:48","slug":"medio-oriente-e-land-grabbing-accaparramento-forzoso-della-terra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6992","title":{"rendered":"MEDIO ORIENTE E LAND GRABBING (accaparramento forzoso della terra)"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_6996\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-6996\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-6996\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/21st-Century-African-land-rush.jpg\" alt=\"Il futuro dell'Africa.....? La corsa alla terra...\" width=\"580\" height=\"559\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/21st-Century-African-land-rush.jpg 900w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/21st-Century-African-land-rush-207x200.jpg 207w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/21st-Century-African-land-rush-768x742.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/21st-Century-African-land-rush-419x405.jpg 419w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/21st-Century-African-land-rush-300x290.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-6996\" class=\"wp-caption-text\">Il futuro dell&#8217;Africa&#8230;..? La corsa alla terra&#8230;<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Si ripropone\u2026l\u2019accaparramento forzoso della terra\u2026.la storia ha i suoi ricorsi\u2026le costanti della geopolitica&#8230;in Etiopia e altrove!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019inizio di agosto, in Etiopia nelle regioni di Oromiya e Amhara le proteste antigovernative di migliaia di manifestanti sono state muscolarmente contrastate dalle forze di sicurezza etiope che hanno ucciso quasi cento persone e tratto in arresto varie centinaia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le proteste attuali costituiscono il seguito di quelle del precedente novembre in occasione della decisione del governo di dare inizio all\u2019<em>Integrated Master Plan<\/em>, contemplante l\u2019espansione urbana della capitale per creare una zona industriale nella regione di Oromiya con conseguente esproprio dei pochi terreni agricoli dell\u2019area interessata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 da almeno dieci anni, anche l\u2019ufficio per Africa centrale, Corno d\u2019Africa e regione dei Gradi Laghi di Amnesty International lancia allarmi sul sistematico ed eccessivo uso della forza da parte delle forze di sicurezza contro ogni forma di dissenso sulle politiche di Addis Abeba.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 nel 2007, uno scrittore, giornalista e grande conoscitore dell\u2019Africa, Stefano Liberti racconta con dovizia di particolari visti e vissuti il sistema del <em>land-grabbbing<\/em> (nel libro <em>A Sud di Lampedusa<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stragrande maggioranza della popolazione etiope vive ancora di un\u2019agricoltura di sussistenza su piccole parti di terreni che \u00e8 costretta ad abbandonare a causa delle politiche di <em>land-grabbing<\/em> (accaparramento forzoso della terra).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello specifico, multinazionali, governi stranieri e anche privati acquistano ingenti ettari di terreni a prezzi bassissimi destinandoli a monoculture intensive a completo danno delle popolazioni indigene che scontano la distruzione della biodiversit\u00e0, deforestazione, usurpazione di aree di pascolo e dei pochi terreni destinati all\u2019agricoltura di sussistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E oltre alla perdita del lavoro devono abbandonare le zone d\u2019origine per raggiungere citt\u00e0 dove non troveranno n\u00e9 servizi n\u00e9 le strutture promesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La policy del <em>land-grabbing<\/em> \u00e8 diffusa non solo in Etiopia e nei Paesi contermini in molte aree del Medio Oriente (dalla regione dei Grandi Laghi fino al Corno d\u2019Africa, all\u2019Arabia Saudita).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come accade? E perch\u00e9?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una sintetica analisi pu\u00f2 orientarne le ragioni sottese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La patria araba da Nord a Sud e da est a Ovest si \u00e8, di fatto, piegata alle basi militari di USA, Russia, Israele, Germania, Francia alle basi militari. Ma accanto alle basi militari esiste prima di tutto un controllo economico pi\u00f9 forte di quello militare, quello del dollaro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 il dollaro che controlla l\u2019economia globale e soprattutto i Paesi a reddito basso perch\u00e9 depauperati prima dalla colonizzazione, che ne ha sfruttato risorse energetiche, oro, diamanti e i \u201cmetalli rari\u201d (utilizzati prevalentemente per informatica e satelliti per le ricerche extra-terrestri) e successivamente attraverso i \u201cPiani di Ristrutturazione\u201d del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale, imponendo sui prestiti accordati altissimi tassi di interesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Paesi ricchi di risorse, come quelli del \u201cConsiglio di Cooperazione del Golfo\u201d (CCG: Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman e Qatar) non sempre appaiono migliori se si prende in considerazione lo standard di vita del popolo e non solo quello della famiglia regnante e dei loro beneficiati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eccelle il Kuwait la cui famiglia regnante si \u00e8 dimostrata pi\u00f9 lungimirante tra quelle del CCG e ha creato un fondo per fronteggiare le circostanze impreviste che potrebbero arrestare il flusso del petrolio e farne scendere il prezzo, come \u00e8 accaduto recentemente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al contrario l\u2019Arabia Saudita ha annunciato una \u201crivoluzionaria riforma\u201d che potrebbe richiedere il pagamento delle tasse, il corretto rapporto fra lavoro e produzione e ri-nazionalizzazione delle grandi imprese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La riforma potrebbe indebolire il rapporto fra Stato, cio\u00e8 la famiglia reale e i cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le disastrose guerre portare dall\u2019Occidente dopo l\u201911 settembre 2001, in Afghanistan, Iraq, Costa d\u2019Avorio, Libia, Siria e Mali, tutte tuttora in corso ci dicono che il mondo arabo intero vive una serie di crisi economiche nate da crisi politiche senza fine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed \u00e8 una realt\u00e0 che attraversa tutti i Paesi, da quelli che hanno un sistema monarchico e redditi altissimi a quelli con sistemi repubblicani come Egitto, Iraq e Siria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi, il dominio della finanziarizzazione mondiale introdotta nel nuovo millennio dagli USA e trasferito dalla Gran Bretagna in Europa e Medio Oriente attraverso le guerre ha realizzato una polarizzazione fra i nuovi ricchi, che sono l\u20191% della popolazione globale e ne controllano le finanze, e il restante 99%, che \u00e8 destinata a una crescente pauperizzazione attraverso misure di austerit\u00e0 che smantellano i diritti di lavoro, sanit\u00e0 e istruzione costringendoli a una precariet\u00e0 assoluta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Precariet\u00e0, come sta emergendo in questi ultimi dieci anni, che arriva alla conclamata policy del <em>land-grabbing<\/em>, che, specie nei Paesi connotatati da continui periodi di siccit\u00e0, di fatto arriva alla deportazione dei suoi cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E non solo in Africa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6997\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/original_opinion_sustainable1.jpg\" alt=\"original_opinion_sustainable1\" width=\"570\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/original_opinion_sustainable1.jpg 570w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/original_opinion_sustainable1-280x147.jpg 280w, 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