{"id":6941,"date":"2016-07-22T11:08:13","date_gmt":"2016-07-22T10:08:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6941"},"modified":"2016-07-25T18:06:53","modified_gmt":"2016-07-25T17:06:53","slug":"armeniarussia-stati-uniti-lanalisi-di-un-grande-esperto-armeno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6941","title":{"rendered":"Armenia,Russia, Stati Uniti: l&#8217;analisi di un grande esperto armeno"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_6943\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-6943\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-6943\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/AAEAAQAAAAAAAAOKAAAAJGFiYTNiNzQ2LWU2ZTgtNDBiNy1hNGMyLTJlYjIzMmY3ODg0NQ-200x200.jpg\" alt=\"S.E. L'ambasciatore Rouben Karapetian\" width=\"200\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/AAEAAQAAAAAAAAOKAAAAJGFiYTNiNzQ2LWU2ZTgtNDBiNy1hNGMyLTJlYjIzMmY3ODg0NQ-200x200.jpg 200w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/AAEAAQAAAAAAAAOKAAAAJGFiYTNiNzQ2LWU2ZTgtNDBiNy1hNGMyLTJlYjIzMmY3ODg0NQ-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/AAEAAQAAAAAAAAOKAAAAJGFiYTNiNzQ2LWU2ZTgtNDBiNy1hNGMyLTJlYjIzMmY3ODg0NQ-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/AAEAAQAAAAAAAAOKAAAAJGFiYTNiNzQ2LWU2ZTgtNDBiNy1hNGMyLTJlYjIzMmY3ODg0NQ.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><p id=\"caption-attachment-6943\" class=\"wp-caption-text\">S.E. L&#8217;ambasciatore Rouben Karapetian<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo il piacere e l&#8217;onore di ospitare una intervista di grande interesse fatta dal nostro collaboratore Paolo Zucconi all&#8217;Ambasciatore Rouben Karapetian. Una intervista a 360\u00b0 che presenta l&#8217;analisi di un profondo conoscitore della situazione. Karapetian \u00e8 professore di Relazioni Internazionali e Politica globale presso l&#8217;Universit\u00e0 russo-armena di Yerevan. Gi\u00e0 ambasciatore di Armenia in Egitto (2004-2009) e in Italia (2009-2013). Autore di sette monografie e pi\u00f9 di trenta articoli su giornali e riviste a diffusione mondiale. Il suo ultimo studio su &#8216;The place and role of Syria in Arabi-Israel conflict 1946-2000&#8242; \u00e8 stato pubblicato a Roma nel 2012. E&#8217; Ambasciatore di rango.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Direttore Scientifico di Osservatorio Analitico ringrazia sentitamente l&#8217;ambasciatore Karapetian, sperando di poterlo avere ancora ospite su questo sito, magari con qualche sua riflessione.<\/p>\n<p>(Intervista in esclusiva per questo sito. Originale in lingua inglese. Traduzione di Paolo Zucconi)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Professor Karapetian, come sono le relazioni tra Armenia e Occidente, in particolare con Europa e Stati Uniti?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L&#8217;Armenia \u00e8 una parte inseparabile dell&#8217;Europa. Essendo la prima nazione cristiana e che parla una lingua indo-europea, gli armeni, attraverso secoli di forti legami commerciali, religiosi e culturali con l&#8217;Europa, si considerano sempre membri-chiave della famiglia europea e di quelle nazioni che appartengono da sempre all&#8217;Europa.<\/em><em><br \/>\nCon l&#8217;indipendenza dell&#8217;Armenia, ottenuta nel 1991, le relazioni con i paesi europei si sono sviluppate costantemente sia a livello bilaterale sia multilaterale. Dopo pi\u00f9 di 3 anni di intensi negoziati l&#8217;Armenia era vicina a firmare un accordo di associazione con l&#8217;UE nel 2014. Tuttavia la decisione inattesa della leadership politica armena di aderire all&#8217;Unione Eurasiatica, ha paralizzato non solo il processo verso una maggiore integrazione con l&#8217;Europa, ma ha reso pi\u00f9 tesi i rapporti con Bruxelles. Inoltre, ci\u00f2 ha anche influenzato la reputazione internazionale e la credibilit\u00e0 dell&#8217;Armenia. Ma ancora oggi la maggioranza del popolo armeno, a dispetto di questo fatto e della scarsa fiducia riposta nell&#8217;Europa, condivide la visione di un\u2019Armenia come paese democratico europeo, con una forte identit\u00e0 nazionale e culturale nel crocevia strategico tra Europa e Asia.<\/em><em><br \/>\nCirca le relazioni con gli Stati Uniti, essi sono il partner vitale dell&#8217;Armenia. Gli USA sono stati il primo paese a riconoscere l&#8217;indipendenza dell&#8217;Armenia e a stabilire relazioni diplomatiche con Yerevan. L&#8217;Armenia \u00e8 una delle pi\u00f9 grandi destinazioni degli Stati Uniti in termini di assistenza internazionale pro capite nel mondo. Pi\u00f9 di un milione di cittadini americani di origine armena servono come un ponte solido e significativo tra Yerevan e Washington. Personalmente credo che le relazioni bilaterali tra i due paesi abbiano un enorme potenziale di crescita nel prossimo futuro, quando vedremo un maggiore impegno degli Stati Uniti con l&#8217;Armenia e la regione. Sono sicuro, che \u00e8 solo una questione di tempo e di priorit\u00e0 per entrambi i paesi.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Circa i rapporti con la Russia?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em> La Russia \u00e8 un partner strategico dell&#8217;Armenia per motivi geopolitici, storici e culturali. L&#8217;Armenia \u00e8 membro dell&#8217;Unione Eurasiatica e dell&#8217;Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO). L&#8217;unica base militare russa nella regione si trova in Armenia, al confine con la Turchia. Oggi, la Russia non \u00e8 solo un paese chiave per la sicurezza dell&#8217;Armenia, ma \u00e8 anche il pi\u00f9 grande investitore e partner economico di Yerevan. Anche se, a mio parere, nel corso dell&#8217;attuale periodo di trasformazione dell&#8217;ordine mondiale e riassetti geopolitici, soprattutto regionali, invece di un&#8217;appartenenza esclusiva all&#8217;Unione Eurasiatica, l&#8217;Armenia dovrebbe cercare di preservare al massimo la sua sovranit\u00e0 astenendosi da qualsiasi appartenenza a entit\u00e0 sovranazionali. E&#8217; come gettare l&#8217;ancora in un mare in tempesta.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Per quanto riguarda la crisi nel Nagorno-Karabakh, potrebbe dirci qualcosa sulla situazione attuale e del \u201ccessate il fuoco\u201d in vigore?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>All&#8217;inizio di aprile, l&#8217;Azerbaijan ha ricorso all&#8217;utilizzo di mezzi militari per cambiare lo status quo della regione, scatenando una &#8220;guerra dei quattro giorni&#8221; con il Nagorno-Karabakh e provocando centinaia di morti da entrambe le parti. E&#8217; stato il risultato della politica azera degli ultimi anni, orientata verso una militarizzazione, con le sue braccia che hanno gi\u00e0 superato i confini nazionali fissati dal CFE \/ Trattato sulle Forze Armate Convenzionali in Europa. E&#8217; stato il risultato finale di dichiarazioni bellicose continue da parte dell&#8217;Azerbaigian e della venerazione di coloro che promuovono una violenza anti-armena. L&#8217;Armenophobia e l&#8217;isteria anti-armena ha raggiunto livelli pericolosi in Azerbaigian. Mi ricordo che prima della guerra di Aprile, le violazioni del \u201ccessate il fuoco\u201d nel territorio del Nagorno-Karabakh avevano raggiunto un numero senza precedenti con il rifiuto del governo di Baku di ritirare i cecchini dalla linea di contatto e provocando la morte di soldati armeni, praticamente ogni settimana.<\/em><em><br \/>\nIn questo momento ritengo che la questione pi\u00f9 urgente sia che i meccanismi di controllo vengano messi in atto al fine di evitare ulteriori violazioni della tregua. Tuttavia l&#8217;ostacolo principale \u00e8 il rifiuto da parte del governo azero, ma spero che i co-presidenti del Gruppo di Minsk riescano a costringere Baku a accordarsi su quelle misure che sono essenzialmente necessarie.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Quale soluzione si prospetta per la questione del Nagorno-Karabakh? <\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Al fine di trovare una soluzione globale e duratura al conflitto, si devono fare i conti non solo con il risultato di fatto del conflitto, ma anche con le radici che sono causa del problema.<br \/>\nVoglio ricordare che tali radici risalgono al 1918, quando il &#8220;problema del Nagorno-Karabakh&#8221; \u00e8 stata creato artificialmente dall&#8217;appena nato stato dell&#8217;Azerbaijan, con il pieno sostegno politico, diplomatico e militare della Turchia. E&#8217; stata la continuazione della politica genocida turca del 1915, finalizzata alla distruzione degli armeni dalla loro storica patria e l&#8217;eliminazione della possibilit\u00e0 concreta della creazione di uno stato armeno indipendente. Casualmente con l&#8217;accordo turco-sovietico l&#8217;Armenia \u00e8 diventata una realt\u00e0, con la comparsa di Stalin nella politica sovietica. Per\u00f2 le due storiche province armene di Artsakh (Karabakh \u00e8 il suo nome in lingua turca) e Nakhijevan furono annesse all&#8217;Azerbaigian. Sono diventate semplici colonie dell&#8217;Azerbaigian sovietico, dove la politica sistematica brutale di pulizia etnica ha portato alla scomparsa della popolazione indigena armena di Nakhijevan. Questo \u00e8 stato un altro tentativo di risolvere i problemi con il metodo turco &#8220;senza armeni, nessun problema&#8221;. Nel frattempo in Artsakh la maggioranza armena della popolazione ha continuato la sua lotta contro i &#8220;colonizzatori&#8221; durante tutto il periodo del regime sovietico, che \u00e8 entrato nella sua fase decisiva sotto Gorbaciov e la &#8220;perestroika&#8221; nel 1988.<\/em><em><br \/>\nAppena due settimane prima del crollo ufficiale dell&#8217;Unione Sovietica, il 10 dicembre del 1991, si \u00e8 tenuto un referendum nel Nagorno- Karabakh, con la stragrande maggioranza della popolazione (99%, 107.648 elettori), che ha votato a favore della totale indipendenza della regione dall&#8217;Azerbaijan. Le elezioni parlamentari della Repubblica del Nagorno-Karabakh portarono alla costituzione del primo governo. L&#8217;indipendenza della Repubblica del NK \u00e8 stata ottenuta nel pieno rispetto della Costituzione esistente dell&#8217;URSS ma considerata giuridicamente nullo. Infatti, dopo il crollo dell&#8217;Unione Sovietica, due entit\u00e0 giuridiche emersero al posto dell&#8217;Azerbaijan sovietico: l&#8217;attuale Repubblica di Azerbaigian e la Repubblica del Nagorno-Karabakh. Quindi, giuridicamente parlando, il problema del Nagorno-Karabakh non ha nulla a che fare con l'&#8221;integrit\u00e0 territoriale&#8221; dell&#8217;Azerbaijan.<\/em><em><br \/>\nIl governo azero ha poi scatenato &#8220;una guerra dei quattro giorni\u201d nell&#8217;aprile scorso, per cambiare lo status quo stabilito, inviando mezzi militari, e provocando centinaia di morti da entrambe le parti. La decapitazione di soldati armeni e l&#8217;umiliazione dei cadaveri sono identici a quelli perpetrati dallo Stato islamico. In caso di proseguimento, da parte azera, della stessa politica e mantenendo la stessa posizione &#8220;massimalista&#8221;, la regione potrebbe affrontare lo scoppio di un&#8217;altra guerra pi\u00f9 disastrosa con gravi implicazioni per la sicurezza regionale e globale.<\/em><em><br \/>\nAl fine di trovare una soluzione duratura, i mediatori dovrebbero, in primo luogo, affrontare la questione centrale del conflitto &#8211; lo status della regione contesa. Questa \u00e8 la radice del conflitto. Lasciando questo problema vitale senza soluzione, i mediatori non saranno in grado di raggiungere alcuna forma di progresso su altre questioni, come il ritiro delle forze armene, il ritorno dei profughi, ecc&#8230; Offrendo un senso di \u201cstatus provvisorio&#8221; e un tetro futuro voluto dai mediatori si spinger\u00e0 la soluzione verso un ulteriormente stallo. Il NK ha raggiunto l&#8217;autodeterminazione, anche se non formale, il diritto all&#8217;autodeterminazione per il popolo di NK \u00e8 riconosciuto dalla comunit\u00e0 internazionale. Avendo tutto questo in mente la comunit\u00e0 internazionale dovrebbe passare dal riconoscimento del diritto di autodeterminazione al riconoscimento giuridico e legale del Nagorno-Karabakh essendo gi\u00e0, de facto, indipendente da pi\u00f9 di due decenni. Durante tutti questi anni una cosa \u00e8 diventata molto chiara: che questa regione contesa non pu\u00f2 mai essere parte dell&#8217;Azerbaigian. La comunit\u00e0 internazionale deve anche tenere a mente che ci\u00f2 \u00e8 l&#8217;unico mezzo per garantire la sopravvivenza del popolo del Nagorno-Karabakh. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><em><strong>In Siria esiste una grande comunit\u00e0 armena. Cittadini che vi si rifugiarono dopo il genocidio del 1915 e che poi sono rimasti a vivere nel paese. Potrebbe parlarci dei rapporti armeno-siriani?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>S\u00ec, Lei ha assolutamente ragione. Durante il genocidio ottomano del 1915-1923, molti armeni hanno cercato rifugio nei paesi arabi vicini. Abbiamo una ben consolidata e organizzata comunit\u00e0 armena in Medio Oriente, stimata in circa 300.000 persone. Internamente, le domande di integrazione, coesione, conservazione e gestione delle istituzioni delle comunit\u00e0 armene sono tra i temi pi\u00f9 dibattuti. Esternamente, la situazione della sicurezza e dei conflitti armati in corso, cos\u00ec come l&#8217;escalation del fondamentalismo religioso, in questi ultimi anni pongono seri dubbi sulla redditivit\u00e0 futura delle comunit\u00e0 armene in Medio Oriente. Questi processi sono aggravati dal calo delle condizioni socio-economiche, che hanno causato la migrazione di massa dei cristiani in generale e degli armeni in particolare. La &#8220;primavera araba&#8221; del 2011 e la successiva la destabilizzazione dell&#8217;intera regione hanno portato queste comunit\u00e0 sull&#8217;orlo del collasso, soprattutto a causa della tragica situazione creatasi in Siria, dove gli armeni lottano ancora per la sopravvivenza insieme ad altri siriani. Molte migliaia di siriani armeni si stabilirono in Armenia e hanno iniziato una nuova vita nella loro patria, ma il patrimonio culturale e archeologico creato dagli armeni in Siria, nel secolo scorso, \u00e8 stato distrutto e non potr\u00e0 essere recuperato tanto facilmente, se mai sar\u00e0 possibile.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>La Siria di Assad riusciva a garantire stabilit\u00e0 e pace per la comunit\u00e0 armena presente?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La comunit\u00e0 armena in Siria che contava in tutto 120.000 abitanti, prima dell&#8217;inizio della guerra civile, non ha mai affrontato alcuna politica discriminatoria da parte del governo siriano. E&#8217; stata ed \u00e8 tuttora una delle minoranze pi\u00f9 rispettate e organizzate nel paese. Prima Hafez al-Assad e poi suo figlio Bashar al-Assad sono stati sempre sensibili e protettivi nei confronti degli armeni e delle loro esigenze. Non \u00e8 a causa della attuale leadership che gli armeni stanno lasciando il paese. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto al campo di battaglia che la Siria \u00e8 diventata, scontri per gli interessi contrastanti di poteri regionali e non regionali, che ha portato alla distruzione di un fiorente e pacifico paese. Gli armeni siriani stanno lasciando il paese per proteggere le loro vite dagli insorti islamici che combattono contro lo Stato siriano. Devo sottolineare che una delle cause per cui Assad \u00e8 ancora al potere \u00e8 la fedelt\u00e0 della maggioranza del popolo siriano, tra cui gli armeni, verso il loro leader. Nell&#8217;attuale parlamento siriano abbiamo anche una delle donne armene MP. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Lo Stato Islamico ha ucciso molti cittadini di origine armena in Siria. Lei ritiene che IS sia una minaccia anche la sicurezza armena in patria?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Gli armeni come gli altri cittadini della Siria hanno sofferto enormemente dalla guerra civile. Uno dei principali centri della comunit\u00e0 armena nella citt\u00e0 di Aleppo \u00e8 distrutto totalmente. Molti armeni hanno perso la vita, milioni di dollari investiti nel paese sono stati persi, case e propriet\u00e0 distrutte ecc tanto quanto le altre minoranze cristiane e non cristiane in Siria. \u00c8 per questo che l&#8217;Armenia \u00e8 interessata a porre fine alla guerra nel pi\u00f9 breve tempo possibile, nella conservazione dell&#8217;integrit\u00e0 e della sovranit\u00e0 della Siria, nel ripristino della pace e della sicurezza per il benessere di tutti i siriani, armeni compresi. Gli armeni in Siria sono di fronte all&#8217;enorme minaccia dello Stato islamico e di altri gruppi estremisti operanti in Siria. L&#8217;Armenia e altri paesi della regione potrebbero affrontare la minaccia indirettamente. Ma credo che non sia difficile da sconfiggere in Siria. Tuttavia alcuni paesi vicini non vogliono vedere la situazione in Siria finire con lo Stato islamico sconfitto. Le superpotenze regionali sono \u201cscomparse\u201d, lasciando Israele con un Hezbollah e Iran che hanno maggiori capacit\u00e0&#8221;. Credo che IS sar\u00e0 sconfitto quando gli Stati Uniti e i suoi alleati, tra cui Arabia Saudita, Turchia, Qatar e Israele (dietro le quinte) inizieranno a trattare lo Stato islamico come il loro nemico principale, invece di avere come obiettivo primario il rovesciamento del governo di Bashar al-Assad. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Pensa che IS si espander\u00e0 nel Caucaso com&#8217;\u00e8 successo in Medio Oriente?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Certamente, vi \u00e8 la possibilit\u00e0 di un&#8217;espansione nel Caucaso. L&#8217;intervento russo nel conflitto siriano potrebbe prima essere spiegato con la volont\u00e0 di contenere e sconfiggere lo Stato islamico in Siria piuttosto che affrontarlo nel Caucaso del Nord. Questo autoproclamato stato potrebbe rappresentare un grave pericolo non solo per la regione ma, come stiamo assistendo, al mondo in generale. Devo ricordare che nel Caucaso meridionale ci sono stati tentativi in passato da parte dell&#8217;Azerbaijan di reclutare &#8220;Mojaheds&#8221; dall&#8217;Afghanistan per combattere contro gli armeni del Nagorno-Karabakh agli inizi del 1990. Spero che tutti i paesi capiranno ora che qualsiasi tentativo di uso di IS o di altri gruppi fondamentalisti per il loro stesso interesse in qualsiasi parte del mondo, tra cui nord e sud del Caucaso sar\u00e0, sicuramente, ingestibile e si ritorcer\u00e0 contro, portando a esiti disastrosi. Al fine di evitare un&#8217;ulteriore espansione dello Stato islamico, la comunit\u00e0 internazionale dovrebbe unire gli sforzi e dare priorit\u00e0 allo sradicamento di IS nella sua culla, usando tutti i mezzi necessari. Questo \u00e8 il compito principale: non solo la distruzione dello Stato islamico in s\u00e9, ma anche prevenire un&#8217;ulteriore diffusione della sua ideologia, mentalit\u00e0 e metodologia che sono molto pi\u00f9 pericolose.<\/em><\/p>\n<p>\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_6957\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-6957\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-6957\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/map-karabakh.png\" alt=\"Mappa fornita da S.E. 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