{"id":6868,"date":"2016-06-21T16:32:14","date_gmt":"2016-06-21T15:32:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6868"},"modified":"2016-06-21T16:32:14","modified_gmt":"2016-06-21T15:32:14","slug":"cronaca-della-guerra-del-vietnam-un-libro-di-alessandro-giorgi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6868","title":{"rendered":"Cronaca della guerra del Vietnam, un libro di Alessandro Giorgi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6869\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Prima-di-copertina-Cronaca-Vietnam.png\" alt=\"Prima di copertina Cronaca Vietnam\" width=\"403\" height=\"569\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Prima-di-copertina-Cronaca-Vietnam.png 403w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Prima-di-copertina-Cronaca-Vietnam-142x200.png 142w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Prima-di-copertina-Cronaca-Vietnam-287x405.png 287w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Prima-di-copertina-Cronaca-Vietnam-300x424.png 300w\" sizes=\"(max-width: 403px) 100vw, 403px\" \/><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Lo scorso 16 giugno \u00e8 stato presentato a Milano a Palazzo Clerici un interessante volume sulla guerra del Vietnam dello studioso Alessandro Giorgi.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Di seguito la presentazione del volume. Chi meglio dell&#8217;Autore avrebbe potuto farla? Con piacere Osservatorio Analitico la propone ai suoi lettori.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p class=\"Default\" style=\"text-align: justify;\">Introduzione (di Alessandro Giorgi)<\/p>\n<p><!--EndFragment--><\/p>\n<p>Le motivazioni alla base di quest\u2019opera sono sostanzialmente tre:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">la mia generazione (quelli nati negli anni Sessanta e appena prima) \u00e8 stata segnata dalla guerra nel Vietnam in modo almeno altrettanto profondo di quanto le generazioni giovani siano state segnate dall\u201911 settembre 2001 e la successiva guerra al terrorismo in tutte le sue diramazioni. Anzi, penso sicuramente di pi\u00f9. Ogni sera c\u2019era al telegiornale una specie di bollettino di guerra aggiornato che proveniva dagli Stati Uniti, a volte direttamente dal Presidente in persona, che spiegava, con bastoncino e cartina del sud-est asiatico in evidenza, lo sviluppo delle operazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli Stati Uniti d\u2019America ne sono stati segnati in maniera addirittura straziante. Anche dopo la fine del conflitto, per almeno trent\u2019anni la filmografia americana (e non solo quella americana) e addirittura la produzione di serial televisivi \u00e8 stata quasi inevitabilmente scandita da storie i cui personaggi, principali o secondari, avevano almeno un \u201cpassato\u201d in Vietnam che ne spiegava certe ruvidezze o certe ossessioni o follie. Questo malgrado la guerra vera, quella combattuta, fosse stata vissuta, rispetto ad altre avventure militari americane, da un\u2019esigua minoranza della popolazione, percentualmente parlando. Pensate, solo per fare qualche esempio noto al pubblico italiano, all\u2019\u201dAnno del Dragone\u201d di Michael Cimino (qui era Mickey Rourke il \u201creduce\u201d) o alle serie TV poliziesche \u201cMiami Vice\u201d (qui era il detective Crockett, interpretato da Don Johnson, che aveva all\u2019attivo 2 turni in Vietnam con la 101a divisione e con le Special Forces), o \u201cMagnum P.I.\u201d (qui era tutta la combriccola dei tre amici), da film come \u201cUn mercoled\u00ec da leoni\u201d di John Milius o \u201cFandango\u201d con Kevin Costner (l\u2019ultima \u201czingarata\u201d con gli amici prima della partenza per il Vietnam), all\u2019ovvia serie di film di Rambo, o i fi lm d\u2019azione con Steven Seagal, o film d\u2019autore, da \u201cNon \u00e8 un paese per vecchi\u201d a \u201cTra cielo e terra\u201d a \u201cRegole d\u2019onore\u201d, o ancora i fi lm comico-polizieschi della serie \u201cArma letale\u201d in cui il personaggio interpretato da Mel Gibson era addirittura un ex-membro della famosa (almeno agli addetti ai lavori) \u201cOperazione Phoenix\u201d della CIA in Vietnam.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza parlare dei film di guerra veri e propri, o ad essa direttamente ispirati: Tornando a casa, Apocalypse now, Il cacciatore, Platoon, Full Metal Jacket, Nato il 4 Luglio, Hamburger Hill, Bat 21, Saigon, Fratelli nella notte, l\u2019allegorico I guerrieri della palude silenziosa (\u201cWeekend warriors\u201d), Vittime di Guerra (\u201cCasualties of War\u201d, di Brian de Palma, con Michael J. Fox e Sean Penn), We were soldiers (con Mel Gibson) e infiniti altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passata la \u201csbornia\u201d (per l\u2019America una specie di intossicazione da overdose di droga psico-sociale), questa guerra \u00e8 stata passata nel dimenticatoio, forse non negli USA, ma certamente nelle giovani generazioni europee. Probabilmente, ed \u00e8 triste dirlo, perch\u00e9 altre guerre sono venute ad imporsi nella cronaca e nell\u2019immaginario popolare (il Golfo Persico, solo per dirne una).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In secondo luogo, mentre la \u201cCronaca della Seconda Guerra Mondiale\u201d, pubblicata oltre due anni fa, \u00e8 stato un lavoro dettato dalla volont\u00e0 di migliorare il pi\u00f9 possibile e ricondurre ad una visione unitaria qualcosa che gi\u00e0 era stato tentato sotto diverse angolazioni, una \u201cCronaca\u201d sul conflitto americano-vietnamita \u00e8 una cosa che sicuramente nel panorama storiografico italiano mancava, malgrado viceversa sul fronte giornalistico personaggi del calibro di Egisto Corradi o Oriana Fallaci abbiano lasciato una traccia duratura nella reportistica e memorialistica sul Vietnam.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Vietnam, infine, porta con s\u00e9 qualcosa che \u00e8 rimasto quasi misterioso, nel tracollo psicologico che ha colpito l\u2019esercito USA, trascinando con s\u00e9 la Nazione (o \u00e8 stato forse l\u2019inverso?). Questo mistero ha un suo strano fascino. Di sicuro per la prima volta gli americani hanno visto al telegiornale, sbattuta sulle proprie tavole all\u2019ora di cena, la realt\u00e0 della guerra, traendone la conclusione, per la prima volta, che la guerra fosse\u00a0davvero brutta, in un momento in cui, per coincidenza storica, tra Woodstock e \u201968, liberazione sessuale e diffusione delle droghe leggere, in patria c\u2019era una specie di ininterrotto festino libertario intrecciato con ondate ribellistiche giovanili, studentesche ed etniche (afroamericane).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ciclo di operazioni che va dal 1961 al 1975, su cui ho scelto di concentrare la mia attenzione, col suo contorno di intricate vicende politiche internazionali, \u00e8 solo il culmine, se vogliamo, di una storia di guerre che hanno coinvolto in varie fasi e a vario titolo quelli che oggi sono il Vietnam, il Laos, la Cambogia, la Thailandia, la Cina. Una storia che va dalla guerra contro la dominazione francese, durata, con la parentesi giapponese del 1945, fi no alla disfatta di Dien Bien Phu del 1953, via via attraverso la crescente ostilit\u00e0 tra la parte settentrionale e meridionale del paese fi no all\u2019intervento americano. Dopo di che, con la dipartita degli americani e l\u2019occupazione finale del sud da parte del nord, si \u00e8 assistito alla fuga in massa dei cosiddetti \u201cboat people\u201d, all\u2019instaurazione della spaventosa dittatura comunista genocida in Cambogia che ha condotto all\u2019intervento vietnamita per spodestare il \u201cgoverno\u201d di Pol Pot ed instaurarne uno, pur autoritario ma pi\u00f9 \u201cnormale\u201d, guidato da Heng Samrin (Ieng Sary), alla breve guerra fra la Cina e il Vietnam, alla lotta costante in Laos e Vietnam dei montagnards, cio\u00e8 dei popoli Hmong da sempre in difesa della propria autonomia contro il regime di Hanoi e dei suoi satelliti. Ma questa \u00e8 storia pi\u00f9 recente, che esula da quella che viene comunemente definita come la \u201cGuerra del Vietnam\u201d, almeno quella che i vietnamiti stessi definiscono come la \u201cfase americana\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 l\u2019intervallo di tempo dal 1961 al 1975? Si potrebbe sostenere, da un lato, che la presenza americana, sia pure non ufficiale e nella sola veste di \u201cconsiglieri militari\u201d presso le forze armate sudvietnamite datasse da ben prima, cio\u00e8 dalla prima met\u00e0 degli anni Cinquanta. Il primo attacco a livello di battaglione dei nordvietnamiti contro l\u2019esercito sudvietnamita si verific\u00f2 il 26 gennaio 1960, a Trang Sup, nella provincia meridionale di Tay Ninh presso il confine con la Cambogia. D\u2019altro canto, l\u2019anno in cui gli Stati Uniti annunciarono ufficialmente l\u2019\u201descalation\u201d e il loro intervento ufficiale con truppe di terra sul campo di battaglia \u00e8 stato il 1964. Uno sguardo anche superficiale alla bibliografia citata nell\u2019apposita appendice evidenzia come gli stessi storici e memorialisti americani trattino come \u201cGuerra del Vietnam\u201d i periodi pi\u00f9 disparati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sorvolando sul fatto che trovare una data precisa, fosse anche solo un anno di riferimento, all\u2019inizio della fase \u201camericana\u201d del conflitto vietnamita, sarebbe comunque opinabile e discutibile, ho scelto il 1961 essenzialmente per due ragioni. Anzitutto perch\u00e9 \u00e8 l\u2019anno in cui il cosiddetto \u201cFronte di Liberazione Nazionale\u201d (cio\u00e8 i vietcong) dichiar\u00f2 ufficialmente l\u2019avvio della campagna militare guerrigliera contro il governo di Saigon; poi perch\u00e9, con l\u2019insediamento dell\u2019amministrazione Kennedy, in quell\u2019anno gli USA dichiararono pubblicamente e solennemente l\u2019appoggio militare ed economico al Vietnam del Sud.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualche piccola immodesta ambizione per questo libro? Portare l\u2019attenzione non solo dei profani, ma anche degli appassionati e degli esperti, su qualche aspetto meno tradizionalmente noto: ad esempio, l\u2019intervento e il ruolo militare svolto dagli alleati non americani; su tutti australiani, neozelandesi, sudcoreani e thailandesi. Inoltre, e questo \u00e8 un aspetto sovente negletto dagli stessi americani, riportare in giusta evidenza come gran parte delle operazioni, soprattutto prima del 1970, si siano svolte in realt\u00e0 in Laos, e dopo il 1970 in gran parte in Cambogia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, per quanto limitato dalla mancanza di uno studio davvero esaustivo a questo proposito, ridare un minimo di spazio al grande protagonista ingiustamente dimenticato di questo conflitto: l\u2019esercito sudvietnamita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come nel mio precedente volume \u201cCronaca della Seconda Guerra Mondiale\u201d, ho inserito episodi chiaramente minori per il loro significato simbolico, politico, psicologico o tecnologico. Anche in questo caso ho dovuto fare delle scelte, per loro natura opinabili, su che cosa fosse meritevole di essere citato, e pi\u00f9 ancora che cosa fosse meritevole di essere dettagliato, e che cosa no.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poche parole per dare un\u2019idea dei problemi di ordine pratico che ho necessariamente dovuto affrontare: a parte la quasi assoluta copertura censoria e disinformativa su tutto quanto concerne il \u201cNord\u201d comunista, avendo di fronte due avversari della stessa nazionalit\u00e0 sono stato obbligato a ripetizioni didascaliche un po\u2019 pesanti ma inevitabili. Non c\u2019erano \u201ctedeschi contro russi\u201d, dove il semplice nome di un comandante e la definizione dell\u2019unit\u00e0 chiariscono dall\u2019inizio il senso e il contesto di una frase: bisogna specificare sempre nord- o sudvietnamita, aiutandosi magari con le ineleganti sigle NVA (o PAVN) e ARVN. Di pi\u00f9: avendo due alleati (sudvietnamiti e americani) che avevano impostato i rispettivi eserciti sulla stessa falsariga (almeno sulla carta) e che svolgevano quasi sempre operazioni congiunte, \u00e8 stato spesso indispensabile continuare a specificare all\u2019infinito \u201cmarines sudvietnamiti\u201d rispetto a \u201cUS marines\u201d, \u201caviotrasportati sudvietnamiti\u201d rispetto a \u201cUS airborne\u201d per chiarire le cose. Normalmente, in altri contesti, quando si dice \u201calpini\u201d, \u201cbersaglieri\u201d, \u201cmarines\u201d, \u201cpanzergrenadier\u201d o \u201cfucilieri della Guardia\u201d non c\u2019\u00e8 bisogno di dire altro. L\u2019ordine di battaglia nordvietnamita, sia per la numerazione delle unit\u00e0 che in riferimento ai comandanti militari (rispetto ai pari-grado comandanti \u201cpolitici\u201d) \u00e8 ancora ben lungi dall\u2019essere chiarito definitivamente nel dettaglio. La toponomastica e l\u2019onomastica hanno comportato altri problemi: i toponimi e le province sono cambiati nel tempo, la stessa localit\u00e0 o lo stesso personaggio, se descritti da uno storico americano, laotiano, vietnamita o cambogiano hanno spesso nome e spelling assai diversi: quale scegliere? Per evitare di cadere in trappola su battaglie che si credono in luoghi diversi e invece sono gli stessi (o viceversa!) i controlli incrociati non sono mai abbastanza. L\u2019alfabeto vietnamita, introdotto da un religioso francese che ha transliterrato all\u2019occidentale la lingua vietnamita, per poter rendere l\u2019infinita gamma di varianti tonali, di troncamenti e quant\u2019altro, ha reso necessaria l\u2019aggiunta, sulle lettere dell\u2019alfabeto latino, di una serie nutrita di segni fonetici, diacritici, accenti e spiriti. Normalmente nello scrivere questi nomi in Occidente si omette questa serie di segni, rendendo pi\u00f9 facili per noi lettura e scrittura, ma facendo un\u2019operazione filologicamente e sostanzialmente scorretta: lo stesso nome se con accenti e simboli fonetici diversi sulle lettere, si pronuncia in modo totalmente diverso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>guerra nel Vietnam<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6869,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[696],"tags":[2920],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Prima-di-copertina-Cronaca-Vietnam.png","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-1MM","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6868"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6868"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6868\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6875,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6868\/revisions\/6875"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6869"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6868"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6868"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6868"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}