{"id":6858,"date":"2016-06-20T18:59:17","date_gmt":"2016-06-20T17:59:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6858"},"modified":"2016-06-20T19:06:59","modified_gmt":"2016-06-20T18:06:59","slug":"geostrategia-dopo-lattacco-dell11-settembre-2001","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6858","title":{"rendered":"GEOSTRATEGIA DOPO L&#8217;ATTACCO DELL&#8217;11 SETTEMBRE 2001"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\n<div id=\"attachment_6860\" style=\"width: 482px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-6860\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-6860\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/300px-Guantanamo.jpg\" alt=\"La base navale americana di Guantanamo\" width=\"472\" height=\"438\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/300px-Guantanamo.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/300px-Guantanamo-215x200.jpg 215w\" sizes=\"(max-width: 472px) 100vw, 472px\" \/><p id=\"caption-attachment-6860\" class=\"wp-caption-text\">La base navale americana di Guantanamo<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Un\u2019analisi geostrategica sulla attuale situazione del cosiddetto \u2018caos costruttivo\u2019 della politica americana. ONU e Unione Europea hanno realizzato un documento per definire la \u201cstrategia di prevenzione dell\u2019estremismo violento\u201d e lottare contro Daesh. Quale sar\u00e0?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019implosione dell\u2019Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS) fra il 1989 e il 1991 ha determinato la fine del confronto Est \u2013 Ovest e l\u2019inizio del mondo unipolare a guida americana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019immaginario collettivo, sulla spinta di mirate campagne mediatiche, auspicava un futuro prossimo di pacificazione e progresso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto \u00e8 cambiato 10 anni dopo, con gli attentati dell\u201911 settembre 2001.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla \u201cguerra fredda\u201d si \u00e8 passati alla \u201cguerra al terrorismo\u201d che giustificher\u00e0 tutto, dalle iniziali guerre in Afghanistan (19 ottobre 2001) alla successiva in Iraq (marzo 2003), tuttora in corso, alle leggi emergenziali come il \u201cPatriot Act\u201d, spesso lesivo dei diritti civili, sino alla tortura nei centri detentivi di Guantanamo (Cuba) e Abu Ghraib (Iraq), alla consegna di sospetti terroristi nei Paesi disponibili a riceverli costringendoli a confessare reati anche con l\u2019uso della violenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altri termini, significa \u201cde-umanizzare\u201d il conflitto abdicando al rispetto dei valori propri dell\u2019Occidente e dei suoi alleati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre le guerre in atto continuano ad aumentare, dalla Libia, a febbraio 2011, alla Siria, da marzo 2011, al Mali dal gennaio 2012, il terrorismo non si \u00e8 mai fermato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 anzi in crescita esponenziale nei Paesi del Maghreb e del Mashraq soprattutto per la tenuta di Al Qaeda e l\u2019emersione della formazione di Daesh (<em>Al Dawla al Islamiyyah fi al Iraq<\/em> <em>wa<\/em> <em>al Sham<\/em>) definito \u201cStato Islamico\u201d dal leader Abu Bakr al Ibrahim al Baghdadi, autoproclamatosi Califfato con network spazianti dal Medio Oriente all\u2019Asia, al Bangladesh, alle Filippine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ONU e Unione Europea hanno realizzato un documento per definire la \u201cstrategia di prevenzione dell\u2019estremismo violento\u201d e lottare contro Daesh.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La documentazione sar\u00e0 sottoposta all\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 30 giugno e il 1\u00b0 luglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I documenti gi\u00e0 disponibili sono quelli del Segretario generale ONU, del Comitato 1373 di lotta anti-terrorismo, della Squadra di sostegno analitico e di monitoraggio sulle sanzioni, del Servizio d\u2019azione esterna dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La lettura non indica alcun piano di battaglia ma si rivela un elaborato politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sostanza, ONU ed EU si basano esclusivamente su fonti occidentali non presenti sul territorio e mai vengono citate le informazioni trasmesse da Iraq, Siria, Russia, pur se sono state consegnate al C.d.S. dagli ambasciatori Mohamed Al\u00ec Al-Hakim, Bashr Ja\u2019afari e Vitaly Churkin, e sono liberamente consultabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Siria e l\u2019Iraq hanno fornito quotidianamente informazioni sui trasferimenti di denaro, armi e di jihadisti, mentre la Russia ha inviato cinque relazioni sulle seguenti tematiche: commercio illegale di idrocarburi; reclutamento di combattenti terroristi stranieri; traffico di antichi reperti; consegne di armi e munizioni; componenti destinate alla fabbricazione di ordigni esplosivi improvvisati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi documenti accusano direttamente Arabia Saudita, Qatar e Turchia &#8211; alleati di Washington \u2013 che hanno smentito senza mai discutere sulle accuse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, come pi\u00f9 volte scritto, Daesh \u00e8 funzionale agli obiettivi della strategia USA del \u201ccaos costruttivo\u201d creando la guerra civile sunniti-sciiti in Iraq; la suddivisione dell\u2019Iraq in tre parti federate; interruzione della strada dall\u2019Iran al Libano; rovesciamento del regime Assad in Siria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sorprendentemente, il segretario generale dell\u2019ONU, Ban Ki-moon, attribuisce alla Coalizione a guida USA le vittorie ottenute dagli eserciti iracheni e siriani, sostenuti da Hezb\u2019Allah libanese, curdi dei Comitati popolari (JPG), forze speciali iraniane e sostegno dell\u2019aeronautica russa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il risultato di quindici anni di \u201cguerra contro il terrore\u201d consisterebbe nell\u2019aver ucciso oltre 1,5 milioni di civili, dai 65 ai 90 mila terroristi e dover non pi\u00f9 combattere il terrorismo diffuso di Al Qaeda ma uno Stato terrorista, Daesh.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sorprende anche che al Qaeda passi da essere una minaccia addirittura ad alleato, a seconda dei casi: Al Qaeda ha potuto finanziare l\u2019AKP in Turchia, aiutare la NATO a rovesciare Gheddafi in Libia e attaccare la Siria, restando nella lista USA delle organizzazioni terroristiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contesto utile a comprendere il ruolo dei 4 Inviati Speciali ONU in Siria, Libia, Yemen (teatri di guerra) e Sahara Occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo ultimo \u00e8 retaggio dell\u2019epoca coloniale e non se ne vede la soluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Libia, dove USA, Gran Bretagna e Francia hanno scatenato la guerra per parcellizzare il Paese e appropriarsi delle ingenti risorse energetiche ed economiche, \u00e8 nel caos, di fatto divisa in Cirenaica, Tripolitania e Fezzan, con tre Governi in atto, centinaia di milizie fuori controllo e USA, Gran Bretagna, Egitto, Emirati Arabi Uniti e Francia, da mesi impegnati sul terreno contro Daesh in espansione a Sirte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto, Daesh, inizialmente costituita dai residuali baathisti iracheni in Iraq e poi passata in Siria, si \u00e8 stabilizzata in Cirenaica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello Yemen, l\u2019Arabia Saudita \u00e8 supportata da una vasta coalizione e gode dell\u2019aiuto israeliano in chiave anti-Iran e sciiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Siria, gli Inviati Speciali hanno ormai lasciato i negoziati di Ginevra 3 senza ottenere alcun risultato, come del resto negli altri tre Paesi su indicati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 ipotizzabile che le crisi potrebbero risolversi meglio attraverso negoziati diretti fra i contendenti, come accaduto nel 1979 con Sadat in Egitto dopo la guerra del \u201873 con Israele (viceversa, il Sinai sarebbe ancora sotto controllo di Tel Aviv) e nel 1994 con Abdallah II in Giordania con Israele dopo gli Accordi di Oslo del 1993.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 ipotizzabile che se una parte delle Alture del Golan \u00e8 ancora nelle mani israeliani \u00e8 per il negoziato multipolare fra i due contendenti, come anche che senza i mediatori statunitensi sulla crisi con Israele, i palestinesi sarebbero riusciti a raggiungere dal 1948 un qualche risultato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_6863\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-6863\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-6863\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/mohamed-ali-alhakim-580x326.png\" alt=\"L'ambasciatore dell'Iraq presso le Nazioni Unite, Mohamed-ali-alhakim\" width=\"580\" height=\"326\" 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