{"id":6807,"date":"2016-06-07T16:44:22","date_gmt":"2016-06-07T15:44:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6807"},"modified":"2016-06-07T16:44:22","modified_gmt":"2016-06-07T15:44:22","slug":"giordania-baluardo-contro-il-califfato-in-attesa-di-una-nuova-stagione-riformistica-interna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6807","title":{"rendered":"GIORDANIA: BALUARDO CONTRO IL CALIFFATO, in attesa di una nuova stagione riformistica interna"},"content":{"rendered":"<p><i>\u00a0<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6809\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/ob_2068ff_re-kx6d-640x360-corriere-web-sezioni.jpg\" alt=\"ob_2068ff_re-kx6d-640x360-corriere-web-sezioni\" width=\"640\" height=\"360\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/ob_2068ff_re-kx6d-640x360-corriere-web-sezioni.jpg 640w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/ob_2068ff_re-kx6d-640x360-corriere-web-sezioni-280x158.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/ob_2068ff_re-kx6d-640x360-corriere-web-sezioni-580x326.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/ob_2068ff_re-kx6d-640x360-corriere-web-sezioni-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Re Abdallah di Giordania<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Non si scrive molto di Giordania sulla stampa quotidiana e settimanale ma questo relativamente piccolo territorio ha nell\u2019attuale quadro mediorientale un\u2019importanza strategica notevole e una posizione di tutto rispetto che viene presentata in modo chiaro nell\u2019articolo che segue. Ricordiamo la reazione di Re Abdallah quando un pilota giordano fu barbaramente trucidato dall\u2019IS\u2026.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<strong>\u00a0<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Giordania, che per noi occidentali \u00e8 semplicemente la citt\u00e0 <em>nabatea<\/em> Petra, il deserto del Wadi Rum, il Mar Morto, il mare di Aqaba e poco pi\u00f9, nello scacchiere mediorientale riveste un ruolo importante: paese arabo che ha buoni rapporti con gli altri paesi arabi, legami strettissimi con la Palestina e un&#8217;amicizia interessata con Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un Paese che per\u00f2 non riesce a scrollarsi completamente di dosso il retaggio del periodo coloniale, un Paese consapevole che, pur vivendo in una &#8220;isola felice&#8221; in un contesto geopolitico disastroso e pur essendo la &#8220;Svizzera&#8221; del Medio Oriente, \u00e8 forse destinato a rimanere una sorta di colonia americana o inglese per motivi storici, politici e per i legami economici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un Paese che, pur non essendo stato investito se non da un refluo del vento della Primavera Araba, non possiamo considerarlo completamente stabile da un punto di vista politico, tanto meno da quello sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, le numerose manifestazioni di piazza che si sono succedute negli ultimi tempi nel Regno <em>hascemita<\/em> (che i cristiani, i musulmani e gli ebrei chiamano <em>Terra Santa<\/em>)<em>, <\/em>s\u00ec legate all&#8217;aumento dei prezzi dei carburanti e di alcuni generi alimentari, non devono per\u00f2 essere ricondotte unicamente nell&#8217;ambito economico, bens\u00ec in quello politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che traspare \u00e8 la sensazione che la maggioranza della popolazione \u00e8 sempre pi\u00f9 insofferente e sfiduciata della classe politica giordana, Re compreso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di certo, lo scioglimento del Parlamento decretato pochi giorni orsono non aiuta al rasserenamento degli animi anche se, per la verit\u00e0, era nell&#8217;aria da tempo, propedeutico per l&#8217;indizione nei prossimi mesi di nuove elezioni con una nuova legge elettorale che abroga l&#8217;attuale sistema in vigore dal 1993.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pur scorgendo alcune somiglianze nella realt\u00e0 giordana con situazioni esistenti in Egitto, in Tunisia e in altri paesi, tenuto conto dell&#8217;imprevedibilit\u00e0 delle dinamiche socio \u2013 economiche, si dovrebbe poter escludere totalmente l&#8217;<em>inquilab<\/em>, la caduta della dinastia regnante, a patto che essa si dimostri in grado di controllare il malcontento di parte della popolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La protesta popolare non \u00e8 altro che il risultato dell&#8217;accumulo dell&#8217;insoddisfazione per una non limpida <em>leadership<\/em> dei governanti, per l&#8217;inefficacia della lotta contro la corruzione, per il clientelismo, per la mancanza di giustizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proteste che potrebbero per\u00f2 anche tramutarsi in un volano positivo per l&#8217;avvio di una non pi\u00f9 procrastinabile stagione riformista per rilanciare un&#8217;economia stagnante, per creare nuovi posti di lavoro, soprattutto per i giovani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per ridurre la propria dipendenza economica dalle sovvenzioni americane, la Giordania sta in questi ultimi tempi cercando d&#8217;implementare la sua posizione strategica regionale e allargando le <em>partnership<\/em> commerciali con alcuni paesi dell&#8217;area, in particolare con l&#8217;Arabia Saudita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tal pr\u00f2, nel corso della recente visita a Riad, Re Abdallah e il Re saudita Sulman bin Abdu el Haziz hanno firmato un <em>memorandum<\/em> d&#8217;intesa per la costituzione di un Consiglio di Coordinamento saudita \u2013 giordano per migliorare le relazioni nei settori strategici e della sicurezza, nonch\u00e9 in quelli politici ed economici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha altres\u00ec incentivato lo scambio commerciale con molti paesi europei ed extraeuropei sfruttando la sua adesione all&#8217;Organizzazione Mondiale del Commercio, al <em>World Intellectual Property Organization<\/em>, alla BERS \u2013 Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Giordania \u00e8 un paese semi \u2013 <em>redditiere <\/em>le cui entrate si basano principalmente sulle rimesse degli espatriati, sul terziario e sul turismo. E proprio il turismo lo scorso anno ha subito una forte contrazione con una perdita intorno al 20% del fatturato complessivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un dato preoccupante, ancor pi\u00f9 se sar\u00e0 replicato alla fine di quest&#8217;anno, per un&#8217;economia che conta molto sul turismo e che costituisce una voce fondamentale del Prodotto Interno Lordo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Re Abdallah ha investito gran parte della sua reputazione nell&#8217;attuazione delle riforme, anche se, per la verit\u00e0, l&#8217;adozione dei primi provvedimenti non ha portato gli attesi e sperati risultati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al contrario, sono accresciute le preoccupazioni degli osservatori internazionali, <em>in primis<\/em> le agenzie di <em>rating<\/em> che hanno declassato il valore della valuta e dei titoli del debito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Resta comunque il fatto che il Re sembra intenzionato a proseguire sulla strada delle riforme per trasformare la Giordania in una sorta di Benelux mediorientale, una combinazione delle eccellenze da prendere dagli israeliani, dai palestinesi e dai libanesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le manifestazioni di piazza sono state altres\u00ec rivolte nei confronti di una classe politica poco reattiva, se non connivente in alcuni casi, nella lotta alla corruzione e nel rivitalizzare un Parlamento che, per la sua composizione ed attivit\u00e0, non sembra pi\u00f9 essere il rappresentante del popolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Governanti che latitano anche nel controllo del territorio, sempre pi\u00f9 terreno fertile per i <em>salafiti<\/em>, per le infiltrazioni di gruppi estremisti <em>jihadisti<\/em> e finanche lo Stato Islamico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla sua comparsa ad oggi, lo Stato Islamico, in origine Isis (Stato Islamico di Iraq e <em>el \u2013 Shams<\/em>) ed poi IS, ha costretto i paesi viciniori all&#8217;Iraq a rivedere le proprie alleanze e a rimodulare i delicati equilibri strategici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo marasma, la Giordania ha assunto un ruolo di tutto rispetto non solo dal punto di vista politico, ma anche militare, a seguito degli accadimenti legati al brutale assassinio di un proprio pilota militare da parte dell&#8217;IS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le numerose incursioni aeree contro il Califfato e l&#8217;impegno bellico assunto, hanno in poco tempo trasformato l&#8217;immagine di una Giordania da anello debole della Coalizione anti IS a<em> partner<\/em> pi\u00f9 affidabile e pi\u00f9 autorevole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si tratta per\u00f2 di un cambio di rotta radicale, anche perch\u00e9 ad oggi sono prevalenti le iniziative diplomatiche e l&#8217;attivit\u00e0 d&#8217;intelligence, rispetto alle azioni militari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Azioni militari da parte di un apparato difensivo ben equipaggiato ed addestrato, che pu\u00f2 contare su un esercito di pi\u00f9 di cento mila uomini, di cui quindicimila appartenenti alle forze speciali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Strano il destino di questo Paese: da Nazione nata con un tratto di penna sulla carta geografica per creare una zona di transito tra la Palestina e l&#8217;Iraq, nel tempo ha assunto la funzione di cuscinetto tra Israele e i suoi innumerevoli nemici, sino a divenire una sorta di linea di frontiera invalicabile per l&#8217;avanzata del Califfato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Frontiera non invalicabile, anzi aperta per i rifugiati. Numerosi i campi profughi presenti nel nord della Giordania, a <em>Zaatari<\/em>, a <em>Mrajeeb<\/em>, ad <em>al-Fhodd,<\/em> ad <em>Azraq<\/em> e finanche nelle desolate terre desertiche, per ospitare i siriani che scappano da un Paese devastato e che si aggiungono agli altri &#8220;storici&#8221; rifugiati provenienti dalla Palestina e dall&#8217;Iraq, oramai stanziali e integrati nel tessuto sociale locale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Circa due milioni di persone che vivono nei campi gestiti dai giordani, sovvenzionati e supportati economicamente dalle organizzazioni internazionali, dagli Stati Uniti d&#8217;America e dall&#8217;Unione Europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal quadro tracciato, emerge come la monarchia <em>hascemita<\/em> \u00e8 fortemente impegnata su pi\u00f9 fronti, interni e al di fuori dei propri confini nazionali, alla ricerca di una maggiore stabilit\u00e0 sociale ed economica utile per combattere il crescente fanatismo religioso e a salvaguardia della matrice laica della Giordania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6812\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/260px-Jordan_CIA_map.gif\" alt=\"260px-Jordan_CIA_map\" width=\"260\" height=\"279\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo relativamente piccolo territorio ha nell\u2019attuale quadro mediorientale un\u2019importanza strategica notevole e una posizione di tutto rispetto. Analisi della sua posizione attuale politica.<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":6814,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[1490,2157,1273],"tags":[2889,2886,2887,2890,2888,2885,2884,2891],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/ob_2068ff_re-kx6d-640x360-corriere-web-sezioni1.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-1LN","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6807"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6807"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6807\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6813,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6807\/revisions\/6813"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6814"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6807"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6807"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6807"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}