{"id":6756,"date":"2016-05-23T17:45:38","date_gmt":"2016-05-23T16:45:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6756"},"modified":"2016-05-23T17:45:38","modified_gmt":"2016-05-23T16:45:38","slug":"giuseppe-dosi-il-poliziotto-artista-che-invento-linterpol-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6756","title":{"rendered":"Giuseppe Dosi. Il poliziotto artista che invent\u00f2 l\u2019Interpol italiana."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-6757\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/img295.jpg\" alt=\"img295\" width=\"339\" height=\"473\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/img295.jpg 2048w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/img295-143x200.jpg 143w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/img295-290x405.jpg 290w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/img295-300x419.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 339px) 100vw, 339px\" \/><\/p>\n<p><em>Giuseppe Dosi. Il poliziotto artista che invent\u00f2 l\u2019Interpol italiana.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quaderno n.2\/2014 dell\u2019Ufficio Storico della Polizia di Stato, Roma, giugno 2015, p. 227, ISBN978-88-908598-4-7, a cura di Raffaele Camposano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuseppe Dosi. Chi era costui? Un poliziotto, un uomo d\u2019ordine, un artista, uno scrittore. Una personalit\u00e0 a tutto tondo. In uno dei saggi, scritto da Ornella Di Tondo, che corredano questo interessante Quaderno dell\u2019Ufficio Storico della Polizia di Stato, scopriamo che Dosi \u00e8 stato un antesignano dell\u2019indagine in ambito internazionale, ovvero non sarebbe possibile fare la storia della collaborazione internazionale delle polizie che inizi\u00f2 negli Anni Venti in Italia, senza fare riferimento alla figura di questo straordinario poliziotto. Egli ebbe un\u2019attenzione particolare per l\u2019indagine internazionale, tanto che si laure\u00f2 in Giurisprudenza con una tesi dal titolo <em>Valore della polizia internazionale<\/em>. Gli esordi di questa collaborazione si riferiscono al 1923 con la nascita della International Criminal Police.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dosi era entrato in Polizia alla vigilia dello scoppio del primo conflitto mondiale nel 1913. Al suo fiuto professionale aggiungeva la conoscenza delle lingue, tedesco, francese e inglese perch\u00e9 aveva frequentato il Collegio Internazionale dell\u2019Aventino in Roma e per queste sue caratteristiche fu subito inviato, alla fine della guerra, a posti di confine, Svizzera, Gorizia e Tirano. Nel 1919 divenne Vice Commissario a Borgo (San Pietro), un Commissariato di prestigio ma particolarmente difficile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le sue qualit\u00e0 emersero e la sua conoscenza delle lingue lo aiut\u00f2 molto: inizi\u00f2 molte indagini sotto copertura\u2026la solita per agenti addetti alla raccolta informativa di qualsiasi genere: \u2018addetto\u2019 in Ambasciata a Vienna, Berlino, Bruxelles e nelle legazioni di Praga, dell\u2019Aja, di Berna, di Tangeri, noto luogo per abbondanti messi informative. Collabor\u00f2 in modo continuativo con le polizie estere creandosi un curriculum di tutto rispetto non solo come poliziotto\u2026Durante il secondo conflitto mondiale, dopo l\u20198 settembre 1943, e successivamente collabor\u00f2 in modo professionale con gli anglo-americani, in particolare con il CIC, <em>Counter Intelligence Corps<\/em> che nel 1945 gli rilasci\u00f2 un tesserino che lo indicava, nel suo grado di Vice Questore, come collaboratore delle Armate anglo-americane, per il quale non solo poteva girare ovunque indisturbato ma poteva indossare armi. Per cinque anni fu poi a capo dell\u2019Ufficio Centrale Italiano di Polizia Criminale Internazionale, presso il Ministero dell\u2019Interno italiano. Molti altri peraltro furono i prestigiosi incarichi del Dosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Maestro di travestimenti, si sapeva travisare in modo accurato e minuzioso\u2026.era un bravissimo attore oltre che un buon psicologo perch\u00e9 ben si adattava alla persona con la quale si intratteneva per carpire le informazioni di cui aveva bisogno. Intelligenza e particolare intuito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1931 pubblic\u00f2 anche un volumetto dal titolo <em>Un Commissario di Polizia<\/em> una copia del quale \u00e8 conservato nell\u2019Archivio Centrale dello Stato, nelle carte del Ministero dell\u2019Interno, per chi avesse la curiosit\u00e0 di leggerlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 egli inizi\u00f2 a scrivere gi\u00e0 nel 1920 sulla polizia internazionale, dando vita a una intensa attivit\u00e0 pubblicistica professionale e non solo, come ben illustrato in un altro saggio di questo Quaderno, scritto da Michele Di Giorgio <em>Saperi di Polizia e racconti noir. I contributi giornalistici di Giuseppe Dosi <\/em>. Dosi aveva lo spirito di autore di <em>feuilletons<\/em> ma questo non deve ingannare perch\u00e9, accanto a godibilissimi racconti noir, Dosi scrisse notevoli pagine sulle tecniche delle indagini di polizia cercando di mettere nei suoi scritti tutta la sua competenza professionale affinch\u00e9 ne fruissero i colleghi pi\u00f9 giovani: questioni di polizia internazionale, metodi d\u2019indagine, tecniche d\u2019identificazione e di foto segnalazione, nozioni e tecniche di polizia scientifica. Come fa notare il Di Giorgio \u2026<em>gli scritti di Dosi offrono uno spaccato di notevole importanza e variet\u00e0; una testimonianza tangibile dell\u2019eccezionale vivacit\u00e0 intellettuale e della competenza di questo funzionario\u2026<\/em> tecniche ben descritte nel saggio di Natale Fusaro, <em>Giuseppe Dosi e l\u2019arte dell\u2019investigazione.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri interessanti saggi arricchiscono questo Quaderno. Scrive il curatore, Capo dell\u2019Ufficio Storico, Raffaele Camposano, che leggendo la vita di Dosi si comprende bene come sia vero il motto latino <em>Faber est suae quisque fortunae<\/em>: la vita di Dosi si legge e si deve leggere come un romanzo ma un romanzo di vita vissuta intensamente avendo come faro la legalit\u00e0 e la giustizia, spesso andando a fondo in indagini che sembravano gi\u00e0 chiuse, come ad esempio quella riguardante Gino Girolimoni, che era stato indicato come il \u2018mostro\u2019 di Roma e che invece era innocente dei delitti a lui attribuiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi, un Quaderno di ricerca storica che si legge con curiosit\u00e0 e interesse verso questo personaggio certamente noto agli addetti ai lavori, ma non conosciuto da un pubblico pi\u00f9 giovane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-6760\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/img293-580x205.jpg\" alt=\"img293\" width=\"555\" height=\"195\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/img293-580x205.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/img293-280x99.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/img293-300x106.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/img293.jpg 1811w\" sizes=\"(max-width: 555px) 100vw, 555px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In sintesi, un Quaderno di ricerca storica che si legge con curiosit\u00e0 e interesse verso questo personaggio, Giuseppe Dosi, certamente noto agli addetti ai lavori, ma non conosciuto da un pubblico pi\u00f9 giovane.<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":6757,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[1516,696,1515],"tags":[2860,2859,2861],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/img295.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-1KY","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6756"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6756"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6756\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6765,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6756\/revisions\/6765"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6756"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6756"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6756"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}