{"id":6741,"date":"2016-05-18T16:09:18","date_gmt":"2016-05-18T15:09:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6741"},"modified":"2016-05-18T16:09:18","modified_gmt":"2016-05-18T15:09:18","slug":"meeting-di-vienna-la-situazione-del-nagorno-karabakh","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6741","title":{"rendered":"Meeting di Vienna, la situazione del Nagorno-Karabakh"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_6744\" style=\"width: 519px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-6744\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-6744\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/armenia-and-karabakh-509x405.png\" alt=\"armenia e karabakh\" width=\"509\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/armenia-and-karabakh-509x405.png 509w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/armenia-and-karabakh-251x200.png 251w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/armenia-and-karabakh-300x239.png 300w\" sizes=\"(max-width: 509px) 100vw, 509px\" \/><p id=\"caption-attachment-6744\" class=\"wp-caption-text\">armenia e karabakh<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Mondi lontani da noi dei quali solo le riviste specializzate si occupano. Pochissime notizie al riguardo compaiono sui nostri quotidiani. Di seguito una panoramica su una situazione attuale nel lontano Caucaso e regioni limitrofe.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da circa un mese sono riprese le tensioni nella regione caucasica del Nagorno-Karabakh, giuridicamente territorio azero, ma <em>de facto<\/em> indipendente e sostenuto dall\u2019Armenia. Molti mezzi militari si sono mossi, compresi quelli aerei e di artiglieria. Decine di persone sono morte, anche se \u00e8 difficile stabilire un bilancio di vittime ufficiale e una dinamica chiara dell\u2019accaduto, nello scontro tra forse di difesa azere e separatisti armeni (appoggiati dall\u2019Armenia). Le versioni sono ovviamente contrastanti e ognuno nega le proprie responsabilit\u00e0, attribuendo la violazione della tregua, in corso dal 1994, all\u2019avversario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Azerbaigian sembra aver occupato alcune zone nel Nord-Est della regione, spostando la linea dell\u2019armistizio. Anche se il presidente armeno Sargsyan ha affermato all\u2019inizio delle tensioni che, nel caso di un\u2019ulteriore escalation, \u201cuna guerra su larga scala\u201d sarebbe stata difficilmente evitabile, l\u2019intensit\u00e0 del conflitto \u00e8 ora significativamente calata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene permangano ancora piccoli scontri, una serie di forti affermazioni e minacce da ambo le parti, ha portato la comunit\u00e0 internazionale, in primis la Russia, a occuparsi del caso. Il 5 Aprile, il ministro della Difesa azero, Gasanov, ha dichiarato che, nel caso di continui attacchi da parte armena alle aree urbane dove abitano civili azeri, l\u2019esercito di Baku avrebbe risposto con un\u2019invasione della capitale della regione, Stepanakert.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione era quindi molto tesa. Per questo, dopo i primi quattro giorni di ostilit\u00e0, la Russia, garante dell\u2019accordo del 1994, si \u00e8 di nuovo impegnata, insieme a Stati Uniti e Francia, per raggiungere un <em>cessate il fuoco<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il vertice multilaterale dei ministri degli Esteri, tenutosi a Vienna il 16 Maggio e focalizzato principalmente su Siria e Libia, ha poi permesso l\u2019incontro tra i presidenti armeno e azero e la riunione del \u201cGruppo di Minsk\u201d, una commissione dell\u2019OSCE fondata nel 1992 e presieduta congiuntamente da Stati Uniti, Russia e Francia, per risolvere la disputa territoriale tra i due paesi. L\u2019Armenia sostiene la volont\u00e0 di proteggere la popolazione locale del Nagorno-Karabakh e minaccia il riconoscimento unilaterale della regione. L\u2019Azerbaijan chiede a ONU, UE e NATO di far pressione per convincere Yerevan a liberare tutti i territori occupati e garantire la loro integrit\u00e0 territoriale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine dell\u2019incontro multilaterale, il Gruppo di Minsk ha congiuntamente ritenuto che non ci possa essere una soluzione militare al conflitto. I co-presidenti hanno sostenuto l\u2019importanza di rispettare gli accordi del 1994.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha dichiarato che &#8211; <em>ci sono margini per un compromesso e per la piena risoluzione del conflitto<\/em>. \u2013 Tuttavia la crisi \u00e8 ancora lontana da una completa risoluzione a lungo termine, che accontenti entrambi gli schieramenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Le fazioni<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Armenia e Azerbaijan si contendono il Nagorno-Karabakh in una crisi risalente al 1923, quando Stalin assegn\u00f2 la regione, popolata in prevalenza da armeni cristiani, all\u2019Azerbaijan prevalentemente musulmano. Fu, per\u00f2, nel 1988 che il conflitto scoppi\u00f2, causando seri problemi alla stabilit\u00e0 del blocco sovietico. La guerra tra armeni e azeri \u00e8 durata fino al 1994, portando alla morte almeno trentamila persone e centinaia di migliaia di profughi. Da allora si alternano momenti di tensione a fragili tregue, ma il conflitto rimane sostanzialmente <em>congelato<\/em>. Gli scontri a bassa intensit\u00e0 non sono mai cessati e lo schieramento di truppe al confine non \u00e8 mai stato ritirato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Varie organizzazioni internazionali, quali UN e OSCE, stanno lavorando da circa 30 anni sul caso, ma solo una fragile tregua (quella del 1994) \u00e8 stata raggiunta, nonostante quattro risoluzioni delle Nazioni Unite (822, 853, 874 e 884 del 1993), in realt\u00e0 mai eseguite. L\u2019impiego di forze di interposizione (prevalentemente russe) hanno reso la zona meno belligerante, ma la crisi \u00e8 ben lontana da un\u2019effettiva soluzione. Altre guerre e conflitti hanno spostato l\u2019attenzione di media e organismi internazionali negli anni, lasciando questa regione in un \u201climbo\u201d, che rischia di causare ulteriore instabilit\u00e0 in un\u2019area in cui le condizioni socio-economiche sono difficili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene la tregua raggiunta circa un mese fa stia tenendo, la situazione \u00e8 estremamente imprevedibile e instabile, non solo perch\u00e9 Armenia e Azerbaijan rivendicano l\u2019area, ma anche perch\u00e9 in gioco ci sono interessi maggiori, che coinvolgono, <em>in primis,<\/em> Russia e Turchia. Il presidente turco Erdogan ha garantito che Ankara rester\u00e0 accanto \u201cai fratelli dell\u2019Azerbaigian fino alla fine\u201d, mentre la Russia, sebbene affermi di essere neutrale e sia anche il primo fornitore di armi di Baku, sta cautamente e indirettamente dando il proprio appoggio a Yerevan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 23 dicembre 2015, Armenia e Russia hanno firmato un accordo per creare un sistema di difesa aerea congiunto. Inoltre, dopo l&#8217;abbattimento del Su-24 in Siria per opera dell\u2019aviazione turca, la Russia ha inviato tredici elicotteri d&#8217;assalto Mi-24P alla base aerea di Erebuni in Armenia. Il Cremlino ha anche annunciato che avrebbe inviato altri mezzi e attrezzature militari, compresi aerei da combattimento MiG-29 e elicotteri da trasporto Mi-8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le autorit\u00e0 russe hanno poi rafforzato la cooperazione militare con l\u2019Ossezia del Sud, come testimoniano le esercitazioni nella regione a Gennaio 2016 con la partecipazione di 2.000 soldati, carri armati T72-B3, lanciarazzi Grad BM-21 e sistemi missilistici Iskander-M. La Russia sta anche cercando di rafforzare la cooperazione strategica con l\u2019Abkhazia grazie alla creazione di un centro di coordinamento tra i ministeri degli interni russo e abcaso, sotto controllo russo. Inoltre l\u2019Abkhazia ha accettato di unirsi alla Russia nelle sanzioni contro la Turchia, sebbene il 18% del suo commercio sia con Ankara. L\u2019obiettivo di Putin sembra essere quello di diminuire la possibilit\u00e0 che la Turchia abbia un ruolo di mediazione nel processo di riconciliazione abcaso-georgiano. Ankara potrebbe diventare un mediatore, considerato il buon rapporto con la Georgia e l\u2019esistenza di una grande comunit\u00e0 abcasa in Turchia (circa 500.000 persone).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Possibili scenari<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019evolversi dei rapporti Russia-Turchia sar\u00e0 fondamentale per la stabilit\u00e0 del Caucaso. Sembra assai remota la possibilit\u00e0 di assistere a un intervento militare russo unilaterale nel Nagorno-Karabakh. Mosca, sebbene sostenga indirettamente Yerevan (membro CSTO \u2013 Collective Security Treaty Organization, del 15 maggio 1992), cercher\u00e0 di mantenere una posizione neutrale. I motivi sono tre: la Russia <strong>\u00e8 <\/strong>da anni garante della tregua nella regione, \u00e8 il primo fornitore di armi di Baku e \u00e8 gi\u00e0 impegnata su fronti importanti ancora irrisolti, quali Ucraina e Siria. Inoltre la comparsa di truppe russe nel Nagorno-Karabakh significherebbe:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>L&#8217;esclusione dei paesi occidentali dal processo di risoluzione dei conflitti;<\/li>\n<li>probabili nuove sanzioni contro Mosca, che sta, invece, cercando di convincere i partner europei a togliere quelle ancora in vigore e un indebolimento ulteriore delle economie russa e europea;<\/li>\n<li>favorire la cooperazione strategica e economica tra Ankara e Washington nel Caucaso, <em>in primis<\/em> con l\u2019Azerbaijan.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si pu\u00f2 per\u00f2 escludere che la Turchia provi a minare gli interessi russi nello scacchiere caucasico, rafforzando la cooperazione con i paesi della regione in settori strategici come: trasporti, energia e difesa cos\u00ec da indebolire l\u2019influenza russa nell\u2019area. Progetti come la ferrovia Kars-Tbilisi-Baku (che collegher\u00e0 Turchia-Georgia-Azerbaijan) permettono a Ankara di migliorare le relazioni con Georgia e Azerbaijan. Inoltre la chiusura delle frontiere russe per le imprese di trasporto turche aumenta l&#8217;importanza del Caucaso meridionale come una via di transito su strada per le merci da e verso la Turchia. Circa la cooperazione energetica, Ankara sta intensificando gli sforzi per diversificare l\u2019approvvigionamento di gas naturale da altre fonti che non siano la Russia. Uno dei maggiori partner \u00e8 l&#8217;Azerbaijan, che insieme a alcune aziende turche sta realizzando il gasdotto TANAP, la cui costruzione dovrebbe terminare prima del 2018. Grazie al TANAP, la quantit\u00e0 di gas azero ricevuto dalla Turchia aumenter\u00e0 dagli attuali 6,6 miliardi di metri cubi a 16 (circa il 25% del consumo totale di gas in Turchia). Ci\u00f2 permetter\u00e0 di ridurre la forte dipendenza della Turchia dalle forniture russe, che ora rappresentano circa il 55% dell\u2019approvvigionamento totale di gas nel paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro aspetto importante da tenere in considerazione \u00e8 l\u2019opinione del governo di Erdogan su questioni fondamentali di sicurezza nel Caucaso, come l&#8217;ulteriore passo verso l\u2019integrazione della Georgia nella NATO nel prossimo vertice dell\u2019Alleanza Atlantica a Varsavia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di conseguenza, la disputa Russia-Turchia rischia di influenzare seriamente la sicurezza nel Caucaso. L&#8217;indebolimento dei legami tra Ankara e Mosca potrebbe portare a un rafforzamento delle relazioni economiche turco-georgiane-azere, per creare un asse opposto a quello russo-osseto-armeno. Putin vuole evitare che il Caucaso venga diviso in due blocchi dagli interessi opposti. Per questo, limitare le tensioni nel Nagorno-Karabakh, giocando il ruolo di garante, permetterebbe di proseguire le relazioni economiche russo-azere e l\u2019impegno del Cremlino nel limitare l\u2019 \u201davanzata turca\u201d nel Caucaso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per approfondire<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.azernews.az\/aggression\/93365.html\">http:\/\/www.azernews.az\/aggression\/93365.html<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/armenianweekly.com\/2015\/03\/05\/sleeping-with-enemy\/\">http:\/\/armenianweekly.com\/2015\/03\/05\/sleeping-with-enemy\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.themoscowtimes.com\/news\/article\/erdogan-azerbaijan-to-regain-nagorno-karabakh-region\/564759.html\">http:\/\/www.themoscowtimes.com\/news\/article\/erdogan-azerbaijan-to-regain-nagorno-karabakh-region\/564759.html<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.nato.int\/cps\/en\/natohq\/news_120085.htm\">http:\/\/www.nato.int\/cps\/en\/natohq\/news_120085.htm<\/a><\/p>\n<p>\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_6745\" style=\"width: 522px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-6745\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-6745\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Armenia-512x405.jpg\" alt=\"Armenia, Georgia e territori circostanti\" width=\"512\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Armenia-512x405.jpg 512w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Armenia-253x200.jpg 253w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Armenia-300x238.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Armenia.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><p id=\"caption-attachment-6745\" class=\"wp-caption-text\">Armenia, Georgia e territori circostanti<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nagorno Kharabakh e Armenia: conflitti&#8230;.il ruolo di Putin nel conflitto. La Russia e il CSTO. L&#8217;evoluzione dei rapporti fra Turchia e Russia.<\/p>\n","protected":false},"author":3277,"featured_media":6745,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[2847,2184,2848,131,55],"tags":[2850,2852,2851,2849],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Armenia.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-1KJ","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6741"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3277"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6741"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6741\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6748,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6741\/revisions\/6748"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6745"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6741"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6741"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6741"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}