{"id":6559,"date":"2016-04-06T14:30:55","date_gmt":"2016-04-06T13:30:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6559"},"modified":"2016-04-06T14:30:55","modified_gmt":"2016-04-06T13:30:55","slug":"marocco-isola-felice-o-paese-a-rischio-contaminazione-jihadista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6559","title":{"rendered":"MAROCCO: ISOLA FELICE O PAESE A RISCHIO CONTAMINAZIONE JIHADISTA?"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_6562\" style=\"width: 507px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-6562\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-6562\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/mohamedVi-497x405.jpg\" alt=\"Il Re del Marocco e la sua consorte\" width=\"497\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/mohamedVi-497x405.jpg 497w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/mohamedVi-245x200.jpg 245w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/mohamedVi-300x245.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/mohamedVi.jpg 520w\" sizes=\"(max-width: 497px) 100vw, 497px\" \/><p id=\"caption-attachment-6562\" class=\"wp-caption-text\">Il Re del Marocco e la sua consorte<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Non se ne parla mai. E\u2019 un\u2019isola felice? Come vive il Marocco questo periodo cos\u00ec particolare della sponda sud del Mediterraneo?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Della situazione dei paesi dell&#8217;Africa settentrionale, alla luce dei recenti accadimenti, si parla molto e di certo gli spunti di riflessione e di preoccupazione non mancano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una macroregione in cui l&#8217;Egitto, per la sua importanza storica la fa da padrone, seguito in ordine d&#8217;attenzione mediatica dalla Libia, dalla Tunisia, dal Sudan, dal Sud Sudan, dall&#8217;Algeria e dal Marocco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su quest&#8217;ultimo Paese ci soffermiamo giacch\u00e9, avendo poco risalto sui giornali e televisioni, una semplice equazione porterebbe a pensare che abbia pochi problemi; non \u00e8 proprio cos\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Marocco \u00e8 l&#8217;antica Mauretania Tingitana, cos\u00ec chiamata dai romani che la occuparono nel 400 a.c., abitata da una popolazione considerata barbara, inferiore, non civilizzata: i barbari appunto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall&#8217;indipendenza nel 1956 si sono succeduti sul trono del Marocco il Re Mohammed V, Hassan II che ha adottato la prima Costituzione e indetto le prime elezioni e l&#8217;attuale Re, Mohammed VI, che ha superato indenne la primavera araba tra il 2011 e il 2012, ma ha &#8220;dovuto&#8221; concedere spazi maggiori di democrazia e una nuova Costituzione pi\u00f9 moderna e al passo con i tempi (quelli arabi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A differenza dei massacri in Siria e in Libia, delle centinaia di vittime in Tunisia e in Egitto, il vento della rivoluzione araba marocchina ha causato &#8220;solo&#8221; sei vittime perch\u00e9 Mohammed VI non ha ordinato alla polizia e all&#8217;esercito di sparare ai manifestanti nelle piazze ma \u00e8 riuscito a reprimere, anche con pugno duro, le proteste senza spargimento di sangue promettendo (e in parte mantenendo) una maggiore libert\u00e0, pi\u00f9 democrazia e un piano di riforme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi \u00e8 esattamente Mohammed VI, un monarca illuminato o un falso riformatore? Come sempre la verit\u00e0 sta nel mezzo, di certo \u00e8 un monarca abile, potente e molto ricco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dato rilevante sul Marocco e che, a oggi, \u00e8 l&#8217;unico paese in tutta la regione che, in qualche modo, sembra sia ancora immune dall&#8217;influenza dell&#8217;Isis e in cui il Califfo Abu Bakr el Baghdadi non sia riuscito a fare proselitismo. Il fatto che Isis non ha fatto (per ora) presa, non significa che non ci siano dei rischi o che le cellule<em> jihadiste<\/em> presenti in Marocco e il numero dei combattenti marocchini impiegati in Siria o in Iraq possano aumentare, anche in modo esponenziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In merito alla minaccia del terrorismo, il Marocco \u00e8 in una situazione di equilibrio precario mantenuto per tre motivi: il primo, forse il meno rilevante, \u00e8 la solida alleanza con gli Stati Uniti d&#8217;America cui si aggiunge un valore di democratizzazione interno al Marocco superiore alla media degli altri paesi della regione e ultimo, ma non ultimo, un tasso di disoccupazione abbastanza basso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sussistere di queste tre condizioni ha permesso al Marocco di mantenere una certa stabilit\u00e0 giacch\u00e9 una condizione di scarsa democratizzazione, unita a un alto tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile, \u00e8 l&#8217;<em>humus <\/em>ideale per la diffusione del terrorismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quest&#8217;ultimo mezzo lustro il Marocco ha iniziato un lento processo di democratizzazione, a partire dalla riforma costituzionale del 2011 e l&#8217;embrione di una prima decentralizzazione del potere, non pi\u00f9 unicamente nelle mani del sovrano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Indicativa la nomina del Primo Ministro Benkirane, scelto all&#8217;interno del partito di maggioranza, il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo &#8211; PJD, d&#8217;ispirazione islamista e vincitore delle elezioni presidenziali del 2011.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembrava l&#8217;inizio di una nuova &#8220;era&#8221; per il Marocco, ma cinque anni dopo il bilancio \u00e8 a tinte fosche poich\u00e9 rimane un paese con molti limiti, contraddizioni e questioni irrisolte, in <em>primis <\/em>la questione del Sahara occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La regione del Sahara occidentale, amministrata dalla Spagna sino al 1976, \u00e8 rivendicata dal Marocco e dal movimento indipendentista Polisario, con la Missione delle Nazioni Unite-MINURSO chiamata a controllare il rispetto del \u2018cessate il fuoco\u2019 lungo le linee di confine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione economica generale del Marocco \u00e8 stata in costante miglioramento e in crescita sino al 2014, mentre l&#8217;ultimo biennio ha sicuramente segnato il passo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un 2014 che possiamo considerare spartiacque tra l&#8217;idea di un Marocco stabile e solido economicamente, al riparo dalle turbolenze dei paesi viciniori, e un Paese a rischio contaminazione <em>jihadista<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con gli indicatori economici non positivi l&#8217;assunto annunciato in precedenza, cio\u00e8 un&#8217;alleanza strategica unita a un processo di democratizzazione interna e un tasso di disoccupazione contenuto quale garanzia di stabilit\u00e0, potrebbe venire meno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sino al 2014 l&#8217;azione riformista delle autorit\u00e0 \u00e8 stata abbastanza incisiva, con particolare riguardo alla struttura dello Stato, all&#8217;occupazione e all&#8217;educazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I marocchini per\u00f2 attendono ancora il nuovo modello di Stato su dodici regioni geografiche a salvaguardia della specificit\u00e0 delle varie trib\u00f9 e, soprattutto, maggior libert\u00e0 individuale e pi\u00f9 diritti civili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tasso di disoccupazione tra il 2011 e il 2014 s&#8217;\u00e8 mantenuto al di sotto del 10%, il deficit pubblico \u00e8 diminuito mentre il Pil, s&#8217;eppur di poco, \u00e8 sempre cresciuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giro d&#8217;affari legato al turismo \u00e8 aumentato (nel 2013 dieci milioni di turisti hanno visitato il Marocco), cos\u00ec come il numero degli investitori stranieri incentivati dal basso costo del lavoro. Ne ha beneficiato il settore tessile, il minerario (il Marocco \u00e8 ricco di fosfati, cobalto, piombo, zinco, oro, argento, manganese, ferro, rame, carbone), l&#8217;infrastrutturale, l&#8217;agricoltura, l&#8217;allevamento e la pesca, il chimico e petrolchimico, l&#8217;elettronico, l&#8217;automobilistico (presenza d&#8217;industrie francesi e giapponesi), l&#8217;informatico ecc\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una situazione economica favorevole che ha spinto il Marocco verso una lenta (ora inceppata) trasformazione da paese d&#8217;emigrazione a terra d&#8217;immigrazione per gli africani, ma anche per un nutrito numero d&#8217;europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 2014 la situazione economica \u00e8 in graduale peggioramento, il PIL \u00e8 in calo, il turismo \u00e8 diminuito e il tasso della disoccupazione ha abbondantemente superato la soglia critica del 10%. In particolare, ed \u00e8 il dato pi\u00f9 preoccupante, \u00e8 aumentata la disoccupazione giovanile\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 (soprattutto nella fascia d&#8217;et\u00e0 tra i 15 e i 25 anni), nella forza lavoro specializzata, qualificata o laureata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 il dato pi\u00f9 preoccupante poich\u00e9 la mancanza del lavoro acuisce le tensioni sociali e fa crescere il malcontento e la protesta, <em>humus <\/em>ideale per l&#8217;azione di proselitismo e di reclutamento da parte delle organizzazioni terroristiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel breve-medio periodo la linea d&#8217;azione portata avanti dal Re dovrebbe ancora funzionare e dare buoni frutti in termini soprattutto di stabilit\u00e0, anche se le elezioni politiche in calendario per la fine di quest&#8217;anno potrebbero essere un banco di prova per verificare il consenso popolare nei confronti del Sovrano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto, le elezioni amministrative dello scorso settembre sono gi\u00e0 state indicative di quello che potr\u00e0 essere il Marocco da qui a qualche anno, con la riaffermazione del PJD islamista. PJD che controlla amministrativamente le pi\u00f9 importanti citt\u00e0 marocchine, tra cui Rabat, Marrakech, Casablanca, Fes, Agadir e Tangeri, e cinque regioni su dodici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un dialogo \u00e8 quindi possibile, almeno in questo contesto, con un Islam politico, militante e con un certo peso popolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il partito islamista marocchino si differenzia da quello tunisino ed egiziano che hanno avuto una sorte ben peggiore, ed \u00e8 un partito vivo e in crescita, a differenza degli atri due oggi ai margini della vita politica e sociale nei rispettivi paesi. La carta vincente del PJD \u00e8 stata la non estremizzazione della questione religiosa unita allo sforzo per migliorare la condizione di vita dei cittadini, cercando di colpire la corruzione e ridurre la disoccupazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La preoccupazione \u00e8 che tale Partito possa in futuro evolversi in maniera negativa poich\u00e9 oggi in Marocco esistono anche altri partiti minoritari che, per acquisire consenso, non \u00e8 escluso possano legarsi alle frange islamiste pi\u00f9 radicali, creando inevitabili turbative al quadro politico-sociale del Marocco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6564\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/CartinaMarocco1.jpg\" alt=\"CartinaMarocco1\" width=\"351\" height=\"377\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/CartinaMarocco1.jpg 351w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/CartinaMarocco1-186x200.jpg 186w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/CartinaMarocco1-300x322.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 351px) 100vw, 351px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non se ne parla mai. 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