{"id":6540,"date":"2016-04-02T16:13:50","date_gmt":"2016-04-02T15:13:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6540"},"modified":"2016-04-02T16:15:52","modified_gmt":"2016-04-02T15:15:52","slug":"the-increased-strategic-importance-of-the-black-sea-in-the-wake-of-the-ukrainian-crisis-1versione-in-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6540","title":{"rendered":"The Increased Strategic Importance of the Black Sea in the Wake of the Ukrainian Crisis.1(versione in italiano)"},"content":{"rendered":"<p><b><i>\u00a0<\/i><\/b><\/p>\n<div id=\"attachment_6508\" style=\"width: 277px\" class=\"wp-caption alignright\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-6508\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-6508\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/meet-the-pr-firm-that-helped-vladimir-putin-troll-the-entire-country-267x200.jpg\" alt=\"Putin, lo 'zar' delle 'Russie'.\" width=\"267\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/meet-the-pr-firm-that-helped-vladimir-putin-troll-the-entire-country-267x200.jpg 267w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/meet-the-pr-firm-that-helped-vladimir-putin-troll-the-entire-country-540x405.jpg 540w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/meet-the-pr-firm-that-helped-vladimir-putin-troll-the-entire-country-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 267px) 100vw, 267px\" \/><p id=\"caption-attachment-6508\" class=\"wp-caption-text\">Putin, lo &#8216;zar&#8217; delle &#8216;Russie&#8217;<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il primo di una serie di articoli di approfondimento sulla importanza attuale del Mar Nero e della Crimea del dott. Gregorio Baggiani (nuovo collaboratore di OA), esperto del settore strategico di cui scrive, Osservatore elettorale OSCE e consulente MAE per lo spazio postsovietico. Avremo cos\u00ec un approfondimento sul mondo post sovietico e sulla attuale politica russa nel Mar Nero, contestualizzando la crisi Ucraina. Questa serie di articoli, speriamo, riesca a illustrare meglio quali forze economiche e politiche si muovono in quella zona da noi lontana ma che ha una influenza diretta sulla politica europea. Come \u00e8 abitudine di OA, tutte le opinioni scientifiche sono analizzate, anche contrastanti tra loro perch\u00e9 una pluralit\u00e0 di voci rappresenta la vera democrazia del pensiero.Un benvenuto al dott. Baggiani.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(Versione in italiano. Traduzione MGPasqualini)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1.1 L&#8217;accresciuta importanza strategica della Crimea<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Russia sta costantemente rafforzando le sue basi militari in Crimea (1), con l&#8217;uso di missili anti-nave \u201c Bastion&#8221;. Questo indica la preparazione di un conflitto militare su larga scala, presumibilmente contro l&#8217;Ucraina, o almeno, per un maggior potere nel Mar Nero e contro navi straniere (2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;idea alla base dell\u2019occupazione russa della Crimea \u00e8 quella di &#8220;promuovere&#8221; le esportazioni russe, attraverso il dominio militare nel Mar Nero, anche a danno commerciale ed economico dell&#8217;Ucraina, e soprattutto per contrastare il predominio della NATO l\u00ec; predominio che la Russia vede come una minaccia vera e propria, esistenziale, al suo sviluppo positivo economico e geopolitico, per non parlare della sua sicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Crimea, oggi, rappresenta l\u2019avamposto pi\u00f9 importante della Russia per il controllo del Mar Nero e quindi delle risorse energetiche che vi scorrono attraverso, provenienti dal Mar Caspio. Altri aspetti dell&#8217;economia, come l&#8217;agricoltura, la produzione di energia elettrica e cos\u00ec via sono rafforzati, anche se con un grande sforzo finanziario da parte della Russia. Questo porter\u00e0 a una pressione eccessiva sul bilancio della Federazione Russa e alla lunga anche a tensioni politiche nel paese, a causa di eccessi di spesa, che a loro volta, necessariamente, portano a riduzioni delle spese sociali e, quindi, a un pericoloso calo di popolarit\u00e0 per Vladimir Putin.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spese militari e per infrastrutture ora superano la spesa sociale, qualcosa che non pu\u00f2 durare a lungo nella politica russa. Il patto politico tra il leader e la popolazione \u00e8 a un bivio. L&#8217;unica &#8220;soluzione&#8221; per la leadership russa \u00e8 quella di ottenere vittorie di politica estera chiare ed economicamente redditizie, in campo politico o militare. Ci\u00f2 rafforzerebbe ulteriormente il nazionalismo russo contro l\u2019 &#8220;immagine del nemico&#8221;, rappresentato dall&#8217;Occidente e in particolare dagli Stati Uniti, che \u00e8, come sappiamo, un ottimo strumento per rafforzare il consenso e il nazionalismo e distogliere l&#8217;attenzione della popolazione dai problemi interni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;antiamericanismo \u00e8 uno degli strumenti di politica estera pi\u00f9 importanti e resistenti per raccogliere la popolazione intorno al suo leader. La Crimea \u00e8 quindi lo strumento indispensabile per raggiungere i risultati militari che porterebbero a importanti obiettivi strategici, come ad esempio il controllo e il dominio del Mar Nero, che, come il Golfo Persico o il Canale di Suez, \u00e8 una delle vie pi\u00f9 importanti del mondo per il commercio in generale e quello energetico, in particolare. Questo controllo permetterebbe alla Russia di continuare a vendere le risorse energetiche verso l&#8217;Europa, nonostante la perdita quasi completa delle sue infrastrutture di gasdotti che correvano attraverso il territorio ucraino fino a poco tempo fa e ora hanno bisogno di passare attraverso il Mar Nero orientale e il territorio turco. Questa \u00e8 una mossa fondamentale, in assoluto, se Putin vuole salvaguardare le esportazioni di gas russo verso l&#8217;Europa, assicurando nel contempo i suoi indici di gradimento in Russia. Gli autocrati russi temono l&#8217;impopolarit\u00e0 di pi\u00f9 di quanto una guerra limitata e vittoriosa come l&#8217;attuale conflitto in Ucraina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1.2 Il ruolo della Crimea come avamposto del potere navale russo aereo e navale.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Crimea, sia come &#8220;portaerei&#8221; nel Mar Nero sia come un polo energetico che permette l&#8217;autosufficienza, \u00e8 uno degli elementi pi\u00f9 importanti che potrebbero aiutare Vladimir Putin a conservare il suo potere negli anni a venire. Il fondale poco profondo della Crimea, che permette importanti risparmi in infrastrutture energetiche (3) per il transito delle risorse energetiche attraverso il Mar Nero orientale e, come gi\u00e0 detto, attraverso il Mar Nero, potrebbe rivelarsi un fattore molto importante per il successo della permanenza al potere di Putin nei prossimi anni. Dal punto di vista russo, la lotta continua nell\u2019Ucraina orientale e sud \u00e8, insieme ad altri importanti temi strategici, in parte dovuta alla necessit\u00e0 di costruire un corridoio di terra e di mare attraverso il porto della citt\u00e0 ucraina di Mariupol verso la recentemente annessa Crimea e di paralizzare il funzionamento di un solido stato ucraino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, una forte militarizzazione della Crimea porter\u00e0 al pieno controllo, non solo del Mar Nero, ma anche dell&#8217;Ucraina (4). Una considerazione politica e non militare qui deve essere fatta: \u00e8 improbabile che l&#8217;Occidente rischierebbe un conflitto vero e proprio militare con la Russia per il bene dell&#8217;Ucraina (5) per timore di una grave estensione, soprattutto nucleare, del conflitto militare con la Russia. Salvo che l&#8217;Ucraina, dopo la recente rinuncia del suo status di \u2018libert\u00e0 da blocchi\u2019, dovesse diventare un membro della NATO nel prossimo futuro: cosa che renderebbe la possibilit\u00e0 di una guerra con la Russia pi\u00f9 probabile, poich\u00e8 l&#8217;Ucraina e la Russia sarebbero quasi sicuramente in disaccordo sul problema per gli anni a venire. La NATO, tuttavia, sarebbe probabilmente costretta ad intervenire, se ci dovesse essere una seria minaccia o un diretto ricatto posto dalla Russia al trasporto di energia che attraversa il Mar Nero dal Mar Caspio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1.3 Possibili risposte politiche e militari per la sfida della Russia nel Mar Nero oltre la Crimea<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La questione consiste quindi su come la NATO dovrebbe rispondere politicamente e militarmente a questa sfida energetica russa nel Mar Nero e in particolare alla questione di una penisola di Crimea che si trasforma rapidamente in una fortezza impenetrabile nucleare (6).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una delle principali questioni politiche che la NATO dovr\u00e0 affrontare in questo scenario di confronto \u00e8 come rispondere alle aggressioni della Russia, svolte in forme non previste dalla NATO o da schemi di guerra classici. Nella crisi ucraina non abbiamo assistito a dirette aggressioni militari, ma una &#8220;guerra ibrida,&#8221; (7), un nuovo tipo di guerra (8) sulla base di un mix di &#8220;mascherato&#8221; potere militare, di propaganda, di ideologia e di coinvolgimento delle minoranze locali insoddisfatte &#8211; allo stesso modo che in Crimea e parzialmente nel Donbass e in Georgia. E &#8216;anche vero, tuttavia, che i tartari della Crimea, un gruppo etnico turco che potrebbe ottenere una maggiore protezione da parte della Turchia, insieme alle minoranze ucraine che sono rimaste in Crimea, dopo la conquista da parte della Russia, non dovrebbero necessariamente giurare fedelt\u00e0 alla Russia in caso di conflitto con le forze militari della NATO, anche se sarebbero strettamente monitorati dalle autorit\u00e0 russe in Crimea: queste mantengono la pressione alta su questi gruppi e tendono a molestarli, mantenendoli in una posizione d\u2019inferiorit\u00e0 legale e psicologica. In effetti, queste vessazioni da parte delle autorit\u00e0 russe nei confronti dei Tartari della Crimea porter\u00e0 ad un deterioramento delle relazioni russo-turche nel prossimo futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mettendo da parte queste considerazioni puramente politiche, da un punto di vista strettamente militare, che la Crimea sia stata trasformata in una fortezza militare russa rende la possibilit\u00e0 di un conflitto con la NATO pi\u00f9 probabile, anche se non in un futuro immediato. Tuttavia, il fatto che la Crimea \u00e8 ora de facto territorio russo, anche se non ufficialmente riconosciuto come tale dalla comunit\u00e0 internazionale, implica che la Russia potrebbe potenzialmente coinvolgere le sue truppe regolari di stanza in Crimea in una guerra ufficiale con truppe o navi della NATO nella zona del Mar Nero. Se questo accadr\u00e0 o meno, resta da vedere. Putin \u00e8 di solito pi\u00f9 interessato a guadagni geopolitici attraverso la pressione economica, i mezzi ideologici o le guerre localizzate, secondo uno schema che calcola i benefici e le perdite. La sua intenzione \u00e8 molto probabilmente di non lasciarsi coinvolgere in una grande guerra che egli ritiene altamente rischiosa dal punto di vista militare per la Russia, per s\u00e9 e per l&#8217;elite russa. Tuttavia fattori, culturali e irrazionali (una dimostrazione di virilit\u00e0 e potere, di orgoglio patriottico, la grandezza della Russia, l\u2019antiamericanismo come fattore politico o &#8220;immagine del nemico&#8221;, ecc), o, soprattutto, eventuali incidenti militari gravi tra gli Stati Uniti e la Russia, potrebbero spostare l&#8217;ago della bilancia verso una grande guerra. Un tale evento potrebbe avere conseguenze imprevedibili e gravi per tutta l&#8217;area del Mar Nero e per l&#8217;Europa in generale, essendo la zona pi\u00f9 vicino ad esso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri settori, come ad esempio il Mar Caspio e il Medio Oriente, risentirebbero di gravi onde d&#8217;urto da un ipotetico conflitto Russia-NATO nel Mar Nero, determinando una grave crisi nel trasporto di energia verso i mercati europei e quindi ad una grave crisi nei mercati commerciali e internazionali dell&#8217;energia. Tutto questo porterebbe a una prolungata crisi internazionale economica che minaccerebbe la stabilit\u00e0 globale. Di particolare interesse \u00e8 il potenziale della Russia per &#8220;soffocare&#8221; nazioni come l&#8217;Ucraina. Quest&#8217;ultima, dopo aver perso la Crimea a favore della Russia, ha un accesso limitato al Mar Nero &#8211; che potrebbe essere ridotto a nessun accesso in un prossimo futuro, se la Russia scegliesse di trasformare l&#8217;Ucraina in uno stato enclave senza sbocco sul mare e antagonista della ex sorella slava Russia, creando un continuo stato di tensione tra i due Stati nel corso conflitti territoriali o energetici. I conflitti che possono forzare la NATO a intervenire, soprattutto se, come gi\u00e0 detto, l&#8217;Ucraina dovesse in futuro diventare un membro a pieno titolo della NATO, un&#8217;eventualit\u00e0 che quest&#8217;ultima deve ovviamente valutare attentamente, ma la cui attuazione \u00e8 in costante progresso, almeno nel progressivo riequilibrio delle forze militari ucraine allo standard NATO. Per l&#8217;Occidente, una soluzione per evitare un conflitto militare diretto con la Russia potrebbe in definitiva essere quello di aiutare in modo sostanziale e sostenere l&#8217;Ucraina a superare le sue difficolt\u00e0 e a continuare il suo processo arduo di costruzione della nazione e dello Stato, aiuto che nel medio-lungo termine sarebbe pi\u00f9 efficace che quello di fornire armi al paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo perch\u00e9 la Russia tende generalmente ad attaccare stati deboli, instabili situati nelle vicinanze, che rappresentano rischi pi\u00f9 bassi di coinvolgimento in conflitti con le grandi potenze. Riforme di successo potrebbero trasformare l\u2019Ucraina in uno stato forte e coeso. Il Presidente Putin pu\u00f2 ricevere consigli dai suoi pi\u00f9 stretti consiglieri e colleghi sulle misure da adottare, ma in ultima analisi, prender\u00e0 le proprie decisioni, sulla base delle sue idee e percezioni. Nel caso dell&#8217;Ucraina e del Mar Nero, l&#8217;obiettivo di primaria importanza per l&#8217;\u00e9lite russa \u00e8 la sicurezza, nella sua dimensione militare e politica. In altre parole, il suo scopo \u00e8 quello di preservare un regime autocratico che viene costantemente restringendo le libert\u00e0 civili dei suoi cittadini sullo sfondo di una grave crisi di politica estera con l&#8217;Occidente e, soprattutto, quello che le \u00e9lites russe (9) percepiscono come un potenziale minaccia militare derivante dalla NATO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Data la scelta, i leader russi preferiscono operare per salvaguardare la sicurezza militare del paese e mantenere la sua struttura politica e naturalmente ideologica anti-occidentale, piuttosto che concentrarsi sugli aspetti economici della sicurezza nazionale e sulle dovute lunghe riforme economiche e politiche. Se questo si traduce in una corsa agli armamenti, il potenziale confronto militare con l&#8217;Occidente diventer\u00e0 pi\u00f9 probabile. Una rovina economica della Russia a causa di una corsa agli armamenti diventer\u00e0 anche sempre pi\u00f9 evidente, (10) a dispetto del fatto che le corse agli armamenti sono generalmente percepite dalle \u00e9lite politiche e militari russi come un mezzo efficace per mantenere una sostanziale &#8220;parit\u00e0 di diritti&#8221; (uguaglianza) con le principali potenze sulla scena internazionale, in particolare quando le sanzioni e bassi prezzi del petrolio stanno chiedendo un tributo pesante all\u2019economia in difficolt\u00e0 della Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) <a href=\"http:\/\/usatoday.tv\/geopolitics\/kremlin-seeking-to-turn-occupied-crimea-into-a-giant-military-base-with-nuclear-weapons-414001.html\">http:\/\/usatoday.tv\/geopolitics\/kremlin-seeking-to-turn-occupied-crimea-into-a-giant-military-base-with-nuclear-weapons-414001.html<\/a><\/p>\n<p>(2) <a href=\"http:\/\/www.thedailybeast.com\/articles\/2015\/03\/01\/putin-s-power-projection-it-s-all-about-energy-and-the-black-sea.html\">http:\/\/www.thedailybeast.com\/articles\/2015\/03\/01\/putin-s-power-projection-it-s-all-about-energy-and-the-black-sea.html<\/a><\/p>\n<p>(3) <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/finanza-e-mercati\/2014-03-17\/gasdotti-la-crimea-russi-sconto-10-miliardi-south-stream-153113.shtml?uuid=ABiA4d3&amp;fromSearch\"><u>http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/finanza-e-mercati\/2014-03-17\/gasdotti-la-crimea-russi-sconto-10-miliardi-south-stream-153113.shtml?uuid=ABiA4d3&amp;fromSearch<\/u><\/a> (4 (4)<a href=\"http:\/\/ru.krymr.com\/content\/article\/26888602.html\"><u>http:\/\/ru.krymr.com\/content\/article\/26888602.html<\/u><\/a> \u201cNATO general: Russia steps up its military presence in Crimea\u201d<\/p>\n<p>(5) <a href=\"http:\/\/vesti-ukr.com\/blogs\/voloshin\/430-oruzhie-i-dominirovanie\"><u>http:\/\/vesti-ukr.com\/blogs\/voloshin\/430-oruzhie-i-dominirovanie<\/u><\/a> \u201cWeapon and dominance\u201d<\/p>\n<p>(6) <a href=\"http:\/\/mw.ua\/UKRAINE\/russia-transforms-crimea-to-military-base-no-response-from-ukraine-242_.html\"><u>http:\/\/mw.ua\/UKRAINE\/russia-transforms-crimea-to-military-base-no-response-from-ukraine-242_.html<\/u><\/a><\/p>\n<p>(7) <a href=\"http:\/\/www.worldpoliticsreview.com\/articles\/15470\/hybrid-power-the-limits-of-russia-s-military-resurgence\"><u>http:\/\/www.worldpoliticsreview.com\/articles\/15470\/hybrid-power-the-limits-of-russia-s-military-resurgence<\/u><\/a><\/p>\n<p>(8) <a href=\"http:\/\/gazeta.zn.ua\/internal\/gibridnaya-voyna-kak-klyuchevoy-instrument-rossiyskoy-geostrategii-revansha-_.html\"><u>http:\/\/gazeta.zn.ua\/internal\/gibridnaya-voyna-kak-klyuchevoy-instrument-rossiyskoy-geostrategii-revansha-_.html <\/u><\/a>\u201cThe internal hybrid war as a key element of the Russian geostrategic revanche\u201d<\/p>\n<p>(9) <a href=\"http:\/\/carnegie.ru\/2015\/11\/10\/ru-61925\/ildv\"><u>http:\/\/carnegie.ru\/2015\/11\/10\/ru-61925\/ildv<\/u><\/a> \u201cThe mood of the Russian elites after Crimea\u201d.<\/p>\n<p>(10) <a href=\"http:\/\/www.the-american-interest.com\/2015\/12\/14\/deadlock\/\"><u>http:\/\/www.the-american-interest.com\/2015\/12\/14\/deadlock\/<\/u><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-6503\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/images.png\" alt=\"images\" width=\"214\" height=\"235\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/images.png 214w, 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