{"id":6373,"date":"2016-02-26T16:53:34","date_gmt":"2016-02-26T15:53:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6373"},"modified":"2016-02-26T16:53:34","modified_gmt":"2016-02-26T15:53:34","slug":"i-destini-divisi-delle-due-coree-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6373","title":{"rendered":"I destini divisi delle due Coree.2."},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_6376\" style=\"width: 549px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-6376\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-6376\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/15344381-p-590_450-539x405.jpg\" alt=\"Roo Moo-hyun\" width=\"539\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/15344381-p-590_450-539x405.jpg 539w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/15344381-p-590_450-266x200.jpg 266w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/15344381-p-590_450-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/15344381-p-590_450.jpg 590w\" sizes=\"(max-width: 539px) 100vw, 539px\" \/><p id=\"caption-attachment-6376\" class=\"wp-caption-text\">Roo Moo-hyun<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Un mondo lontano, quello delle Coree di cui non conosciamo molto bene la storia. Ci stupiamo quando arriva la notizia che il giovane (?) capo della Corea del Nord ha ucciso qualcuno o ha lanciato missili\u2026.cerchiamo di capire qualche elemento in pi\u00f9!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>(seconda parte)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em>La ventata di distensione tra le due Coree, iniziata nel 2000, prese a dissolversi gi\u00e0 tre anni dopo, quando, nel 2003 scoppi\u00f2 uno scandalo denominato \u201cdenaro per il vertice\u201d. In sostanza, si scopr\u00ec che, tre anni prima, Kim Dae-jung era riuscito ad ottenere l&#8217;assenso del Nord al vertice intercoreano, promettendo, in cambio, 150 milioni di dollari fatti transitare verso Pyongyang attraverso un ramo della Hyundai. Le inchieste giudiziarie, che ne seguirono dimostrarono la colpevolezza del presidente di quel ramo della Hyundai, nonch\u00e9 quinto figlio del fondatore della conglomerata sudcoreana. Questi venne condannato nel giugno del 2003 a tre anni di prigione e ad inizio dell&#8217;agosto successivo si suicid\u00f2, gettandosi dall&#8217;edificio della filiale da lui presieduta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il successore di Dae-jung, Roo Moo-hyun, membro del \u201cPartito Democratico del Millennio\u201d, creato nel gennaio del 2000 dal suo predecessore per dare una base ideologica alla allora nascente \u201cSunshine Policy\u201d, lo lasci\u00f2 nel 2003, a causa di scandali, che avevano compromesso la credibilit\u00e0 di questa formazione politica, formando, insieme a suoi seguaci un nuovo partito, il \u201cPartito Uri\u201d. Nel 2004 Moo-hyun dovette affrontare anche un tentativo di \u201cimpeachment\u201d da parte dell&#8217;Assemblea Nazionale sudcoreana, la cui maggioranza di eletti era detenuta dai partiti di centro-destra. Pur essendo riuscito a far fronte a quel momento, grazie al sostegno ricevuto dalla gente comune, che si riun\u00ec in un movimento contro la corruzione nella politica, Roo Moo-hyun non riusc\u00ec a portare avanti la politica di distensione con la Corea del Nord, inaugurata da Dae-jung nel 2000, essendo questa stata pesantemente condizionata dallo scandalo, che aveva coinvolto la Hyundai.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla anonima presidenza Moo-hyun, fece seguito dopo quindici anni, nel 2008, il ritorno dei conservatori al potere. Cosa che port\u00f2 a un riaccentuarsi dell&#8217;indurimento dei rapporti tra le due Coree, gi\u00e0 iniziato negli ultimi anni del quinquennato di Moo-hyun.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa politica di duro, intransigente confronto con la Corea del Nord \u00e8 congeniale al principale partner e protettore della Corea del Sud, ossia gli Stati Uniti. La presenza militare americana in Corea del Sud \u00e8 sempre stata molto cospicua. Anche nel periodo di presidenza di Dae-jung, gli effettivi dell&#8217;esercito americano non sono scesi mai al di sotto delle 35.000 unit\u00e0. Nel 2003 si \u00e8 toccato il pi\u00f9 alto picco degli ultimi anni: poco pi\u00f9 di 41.000. A questo aggiungasi le annuali manovre militari congiunte sudcoreano-americane, che vedono impegnate sia unit\u00e0 di terra che di mare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante le due presidenze progressiste (Dae-jung e, in parte, Moo-hyun) si era vociferato nelle cerchie governative di Seul di richieste di riduzione delle truppe americane presenti in Corea del Sud. Tali proposte nascevano anche a seguito di inconvenienti collaterali provocati da membri dell&#8217;esercito USA, che si ripetono con regolare frequenza e interessanti la popolazione sudcoreana, come violenze su ragazzine ad opera di soldati americani o morti di cittadini sudcoreani travolti da mezzi blindati dell&#8217;esercito americano, durante lo svolgersi di manovre. In concreto, dal 2006, il numero di effettivi militari americani in Corea del Sud \u00e8 stabile sui 28.500 \u2013 29.300.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli ultimi due presidenti, di orientamento politico conservatore, Lee Myung-bak (2008-2013) e l&#8217;attuale, la signora Park Geun-hye hanno aumentato la stretta non solo nella politica adottata verso il fratello-avversario del Nord, ma anche per quanto riguarda la serie di riforme sociali, che interessano la societ\u00e0 sudcoreana e rientranti nel novero di quelle gi\u00e0 adottate, da alcuni anni a questa parte nei paesi occidentali, Italia inclusa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come messo di recente in evidenza dalla stampa transalpina (1), le ultime misure adottate da Park Geun-hye \u2013 figlia del generale Park Chung-hee, artefice della politica dittatoriale, che tra il 1962 e il 1979 interess\u00f2 il paese \u2013 per un aumento della flessibilit\u00e0 nel mondo del lavoro e per la creazione di posti di lavoro precari, hanno generato, ad inizio dello scorso dicembre in una massiccia manifestazione di protesta organizzata dalla Confederazione coreana dei sindacati, violentemente repressa con cannoni ad acqua, dopo che la stessa Geun-hye l&#8217;aveva tacciata di essere una \u201criunione violenta e illegale\u201d. Un leader sindacale sudcoreano, tra gli organizzatori di quella manifestazione, dopo essersi rifugiato per tre settimane presso un tempio buddista, si \u00e8 costituito alle forze di polizia, dalle quali era ricercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parallelamente, i due ultimi presidenti conservatori della corea del Sud hanno promosso una revisione dei manuali scolastici, che rilegge in positivo il dominio coloniale giapponese della Corea (1910-1945) in un&#8217;ottica modernizzatrice del paese e celebra il ruolo dei \u201cchaebol\u201d nella promozione dell&#8217;industrializzazione nazionale (2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stretta autoritaria in Corea del Sud \u00e8 andata di pari passo con quelle che la stampa internazionale ha definito provocazioni militari messe in atto dalla Corea del Nord. A partire dal 2006, Pyongyang ha iniziato ad effettuare test missilistici nucleari, culminati nel pi\u00f9 recente di una bomba ad idrogeno. Se, per\u00f2, si guarda con attenzione alla storia pi\u00f9 recente dei rapporti tra le due Coree, ci si potr\u00e0 rendere conto che, al di l\u00e0 dello scalpore suscitato nella comunit\u00e0 internazionale da questi test, vi \u00e8 un messaggio, una richiesta implicita e costante dietro gli stessi. Pyongyang da diversi anni, fin da prima del primo vertice intercoreano dell&#8217;estate 2000, vuole un dialogo diretto con gli Stati Uniti. Questi ultimi, per\u00f2, continuano fermamente a ostinarsi nel vedere, come intermediari tra loro e la Corea del Nord, Corea del Sud e, in seconda battuta, Giappone, in alternativa alla loro partecipazione nei \u201ccolloqui a sei\u201d (3). Solo nell&#8217;autunno del 2000 si era intravisto uno spiraglio nel possibilismo ostentato a mezza voce dall&#8217;allora Segretario di Stato dell&#8217;Amministrazione Clinton, Madeleine Albright. Tali speranze durarono, tuttavia, lo spazio di pochissimi mesi, perch\u00e9 il successore a capo della politica estera statunitense, l&#8217;ex-generale Colin Powell, emissario della repubblicana Amministrazione Bush, torn\u00f2 alla politica di totale chiusura a qualsiasi richiesta di dialogo diretto proveniente da Pyongyang.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un diplomatico sudcoreano osserva che \u201cVi sono nel cielo dell&#8217;Asia dell&#8217;Est due soli levanti [Cina e Stati Uniti]. La Corea del Sud dovr\u00e0 fare una scelta.\u201d (4). Ebbene, se Seul \u00e8 combattuta tra l&#8217;enorme importanza commerciale del \u201cgigante asiatico\u201d e l&#8217;importante sostegno militare garantito dall&#8217;alleato americano, per quanto riguarda la Corea del Nord la scelta \u00e8 diversa e altrui. Da un lato, la Cina non ha fretta di vedere la fine del regime che la contraddistingue, per paura di veder aumentare a dismisura il flusso di rifugiati nordcoreani, gi\u00e0 presente, peraltro, in forma clandestina nelle tre regioni cinesi frontaliere \u2013 Heilongjiang, Jilin e Liaoning. Dall&#8217;altro, gli Stati Uniti, che potrebbero detenere le chiavi per lo scioglimento in senso pacifico del \u201cnodo gordiano\u201d, costituito nel 1953 in corrispondenza del 38\u00b0 parallelo, continuano a restar fermi sulle loro posizioni, in passiva attesa di una implosione del regime di Pyongyang, che renda possibile un riassorbimento puro e semplice della Corea del Nord da parte del Sud, sul modello tedesco. Con la differenza che nella met\u00e0 settentrionale della Penisola di Corea, la base militare, sulla quale poggia il primo regime comunista dinastico al mondo, \u00e8 ben salda e lungi dallo sfaldarsi, come, invece, accadde nel 1989, nel giro di pochi mesi, nella ex-DDR.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stando cos\u00ec le cose, le due Coree sono destinate a rimanere inesorabilmente, divise ancora per molto tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note al testo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1 V. Park Sung Ilkwon, \u201cVirage autoritaire \u00e0 S\u00e9oul\u201d, in <em>Le Monde diplomatique<\/em>, janvier 2016, pp. 4-5.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2<em> Ibidem<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3 I \u201ccolloqui a sei\u201d (nella terminologia tecnica internazionale, \u201csix-party talks\u201d) sono una formula adottata nel 2003 comprendente, accanto alle due Coree, Stati Uniti, Cina, Russia e Giappone. Lo scopo di questi incontri \u00e8 di cercare di risolvere pacificamente i problemi relativi alla sicurezza nella regione della Penisola coreana. I sei partecipanti si riuniscono intorno a un tavolo esagonale. Questo tipo d\u2019incontri \u00e8 durato in maniera stabile sino al 2009. In seguito, a causa delle minacce derivanti dai test missilistici nordcoreani e alle conseguenti reazioni americane e sudcoreane, i tentativi, nel 2012 e 2014, per la loro ripresa non hanno sortito alcun effetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per maggiori dettagli sui \u201csix-party talks\u201d, si invita a visionare la seguente pagina:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Six-party_talks<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4 V. <em>La r\u00e9unification de la Cor\u00e9e aura-t-elle lieu<\/em>?\u201d in \u201c<em>La politique sud-cor\u00e9enne n&#8217;a pas \u00e0 choisir entre deux soleil<\/em>, interview de Yun Duk-min, <em>Korea Analysis <\/em>n\u00b07, juillet 2015\u201d in <em>Le Monde diplomatique<\/em>, gennaio 2016, pp. 4-5.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_6380\" style=\"width: 360px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-6380\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-6380\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/presid_park.jpg\" alt=\"Park Geun-hye \u2013 figlia del generale Park Chung-hee\" width=\"350\" height=\"281\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/presid_park.jpg 350w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/presid_park-249x200.jpg 249w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/presid_park-300x241.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><p id=\"caption-attachment-6380\" class=\"wp-caption-text\">Park Geun-hye \u2013 figlia del generale Park Chung-hee<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un mondo lontano, quello delle Coree di cui non conosciamo molto bene la storia. 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