{"id":6343,"date":"2016-02-23T16:15:17","date_gmt":"2016-02-23T15:15:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6343"},"modified":"2016-02-23T16:15:17","modified_gmt":"2016-02-23T15:15:17","slug":"dalle-primavere-arabe-allespansione-jihadista-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6343","title":{"rendered":"Dalle \u201cPrimavere Arabe\u201d all\u2019espansione jihadista&#8230;2"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_6350\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-6350\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-6350\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/terrorism-2014-580x305.jpg\" alt=\"La mappa della penetrazione del terrorismo islamico in Africa e Medio Oriente (Inter University Center for Terrorism studies, Potomac Institute for Policy Studies).\" width=\"580\" height=\"305\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/terrorism-2014-580x305.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/terrorism-2014-280x147.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/terrorism-2014-300x158.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/terrorism-2014.jpg 1211w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-6350\" class=\"wp-caption-text\">La mappa della penetrazione del terrorismo islamico in Africa e Medio Oriente (Inter University Center for Terrorism studies, Potomac Institute for Policy Studies).<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La seconda parte dell\u2019analisi omnicomprensiva dei risultati certamente deludenti delle primavere araba che pi\u00f9 volte su questo sito nel passato abbiamo definito come \u2026autunni se non inverni arabi\u2026<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Dalle \u201cPrimavere Arabe\u201d all\u2019espansione jihadista:Al Qaeda, l&#8217;Islamic State e la minaccia del &#8220;terrorismo fai da te&#8221;<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[1] <em>Parte Seconda<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>(La prima parte di questo saggio \u00e8 stata pubblicata ieri 22 febbraio 2016)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5 \u2013 La funzione mediatica degli attacchi in Occidente ed i reali obiettivi dei gruppi <em>jihadisti<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, tornando al nostro discorso, \u00e8 ovvio che in questa competizione tra AQ e IS la pubblicit\u00e0 sia fondamentale: \u00e8 una battaglia che i due <em>network<\/em> del terrore conducono infatti principalmente sul piano mediatico, lanciandosi l\u2019un l\u2019altro accuse per screditare il rivale e diffondendo proclami e messaggi sempre pi\u00f9 accattivanti per attrarre nella propria sfera il maggior numero di giovani ed ottenere la <em>leadership<\/em> della galassia <em>jihadista<\/em>. Dobbiamo considerare che in questo contesto ogni attacco spettacolare contro quelli che vengono additati come \u201cinfedeli\u201d, con il consueto <em>shock<\/em> dell\u2019opinione pubblica occidentale che fa da cassa di risonanza, procura sicuramente nuove dichiarazioni di fedelt\u00e0 da parte di gruppi terroristici sparsi per il mondo, provoca defezioni in altri, fa aumentare combattenti e simpatizzanti. Tutto ci\u00f2, tra l\u2019altro, nel caso dell\u2019IS procura anche nuove forze che gli consentono di consolidarsi anche sul terreno, acquisendo un pi\u00f9 stabile controllo sulle terre dell\u2019autoproclamato Califfato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si attacca l\u2019Occidente, dunque, per prevalere sui nemici interni all\u2019Islam, ottenere l\u2019egemonia sulla <em>ummah<\/em> e, naturalmente, costringere l\u2019Occidente a non ostacolare la ricostituzione di quel Califfato che storicamente manca dalla fine delle Prima Guerra Mondiale, quando le Potenze vincitrici, in sede del Trattato di S\u00e8vres, perseguirono assetti regionali nel Vicino e Medio Oriente che rendessero impossibile il ripetersi di una minaccia agli interessi occidentali simile a quella causata dall\u2019Impero Ottomano nei cinquecento anni precedenti, in modo che non vi fosse, in quella parte del mondo, alcuno Stato forte in grado di diventare una potenza a livello internazionale. L\u2019intera area venne infatti suddivisa in una serie di Stati tra loro di eguale potenza e spesso con la popolazione fortemente divisa tra una comunit\u00e0 sunnita ed una sciita, oltre a numerose altre minoranze religiose, creando un\u2019instabilit\u00e0 di cui ora stiamo pagando le conseguenze, e alimentando una voglia di ricostituire il Califfato che ha visto storicamente alternarsi nell\u2019area numerosi tentativi, promossi sia dal nazionalismo arabo laico che dall\u2019estremismo religioso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricostituzione del Califfato \u00e8 di fatto il fine ultimo tanto per AQ quanto per IS, organizzazioni che spesso si pensano diametralmente opposte, ma che in realt\u00e0 hanno molte pi\u00f9 cose in comune di quanto si possa immaginare, ad iniziare da finalit\u00e0 e nemici. Entrambe rifiutano i valori occidentali, che vedono come rovina del puro Islam e mirano a cacciare gli infedeli dalle loro terre e ricreare il Califfato. Le differenze principali sono pertanto solo nelle modalit\u00e0 con cui si perseguono i medesimi obiettivi e nelle metodologie utilizzate. Non dimentichiamo, infatti, che sin dal 2005 \u00e8 noto alla stampa un progetto di AQ diviso in sette fasi che ha come scopo finale la costituzione di quel Califfato che comunemente si pensa proprio solo delle mire di IS. Le fasi che aveva previsto AQ, e che IS sembra rispettare anche dal punto di vista temporale, erano quelle del risveglio, dell\u2019apertura degli occhi, della sollevazione e fierezza, del collasso dei regimi islamici dell&#8217;area, della dichiarazione del Califfato, del confronto totale e della vittoria finale. Quanto ai nemici, sia AQ che IS ne hanno tre: gli sciiti, i governi musulmani apostati perch\u00e9 amici degli occidentali e, in terza battuta, ripeto, solo in terza battuta, l\u2019Occidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora ovviamente questa \u00e8 invece purtroppo l\u2019unica cosa che l\u2019opinione pubblica occidentale vede, ma va tenuto presente che il terrorismo \u00e8 soprattutto la conseguenza delle tensioni interne, nasce da quanto detto sino ad ora, ed \u00e8 principalmente la manifestazione di questa lotta per la supremazia all\u2019interno del mondo islamico, oltre che naturalmente la risposta agli attacchi che l\u2019Occidente compie contro le citate organizzazioni terroriste e la vendetta per le gravi violazioni di cui esso si macchierebbe secondo le interpretazioni pi\u00f9 radicali di Islam.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>6 \u2013 Il terrorismo e l\u2019Occidente: le minacce e i rischi reali<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di un terrorismo che oggi costituisce un rischio reale anche a casa nostra, di noi Occidentali: sia perch\u00e9, come abbiamo visto, in questa lotta per prevalere sulle altre organizzazioni terroriste ognuna di loro cerca visibilit\u00e0, sia perch\u00e9 tale visibilit\u00e0 genera quello che definiamo \u201cterrorismo fai da te\u201d<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref\">[1]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma dobbiamo quindi distinguere tra minaccia e rischio: se \u00e8 vero che organizzazioni come AQ e IS nei loro comunicati minacciano direttamente l\u2019Occidente, il vero rischio \u00e8 quello che viene dall\u2019imprevedibilit\u00e0 dei \u201clupi solitari\u201d, siano essi <em>homegrown terrorist<\/em> radicalizzatisi in Occidente o<em> foreign fighter<\/em> di ritorno dai teatri di crisi. Sempre pi\u00f9 spesso agiscono \u201cin branco\u201d, con gruppi composti da entrambe queste tipologie di soggetti, a volte direttamente manovrati da AQ o IS, mentre in altre si registra la mancanza di un collegamento diretto con una specifica organizzazione centrale, richiamandosi gli attentatori tanto ad AQ quanto all\u2019IS, o come si \u00e8 visto recentemente sia in Francia che negli Stati Uniti, ispirati da IS ma utilizzando manuali messi in rete da AQ o obiettivi da essa indicati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E quello che spinge tali giovani all\u2019azione \u00e8 spesso proprio il sentirsi divisi tra due mondi, quello occidentale e quello musulmano, sentendosi in parte estranei da entrambi, e quindi non pi\u00f9 totalmente parte di nessuno. Due mondi che, ricordiamo, sono semplicemente diversi: non esiste un sistema giusto o sbagliato, ogni cultura ha propri valori e principi, che ha sviluppato storicamente con lunghi processi e che non debbono essere imposti. Il lavoro principale da fare (affianco a quello della prevenzione e repressione del fenomeno terrorista) \u00e8 pertanto nel senso dell\u2019integrazione di questi giovani in Occidente, ove debbono essere accettati e devono a loro volta accettare i nostri valori, cos\u00ec come l\u2019Occidente deve rispettare a casa loro valori che non sono sbagliati, ma semplicemente diversi, senza provare ad imporre quelli che noi abbiamo sviluppato nei secoli. E\u2019 il malessere di migliaia di giovani che dobbiamo comprendere e prevenire per far s\u00ec che non venga strumentalizzato dai <em>leader<\/em> di <em>Al Qaeda<\/em> o da quelli dell\u2019<em>Islamic State. <\/em>Inoltre, un rapporto pi\u00f9 stretto, nei nostri Paesi, con le Comunit\u00e0 islamiche locali \u00e8 quindi una necessit\u00e0 assoluta: solo con l\u2019ausilio di queste comunit\u00e0 \u00e8 possibile evitare il rischio che la radicalizzazione dei giovani diventi un fenomeno di massa.<\/p>\n<p>[1] Si veda QUADARELLA SANFELICE DI MONTEFORTE Laura, Il terrorismo \u201cfai da te\u201d. Inspire e la propaganda online di AQAP per i giovani musulmani in Occidente, Aracne Editrice, Roma, 2013.<\/p>\n<p><strong>Le opinioni espresse sono personali dell&#8217;Autrice, e non corrispondono necessariamente alla posizione dell&#8217;Amministrazione presso la quale lavora.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_6338\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-6338\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-6338\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/ISIS-envisioned-boundaries_0-580x343.jpg\" alt=\"I confini...peraltro in movimento del cosidetto Stato Islamico (IS)\" width=\"580\" height=\"343\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/ISIS-envisioned-boundaries_0-580x343.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/ISIS-envisioned-boundaries_0-280x166.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/ISIS-envisioned-boundaries_0-300x178.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/ISIS-envisioned-boundaries_0.jpg 895w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-6338\" class=\"wp-caption-text\">I confini&#8230;peraltro in movimento del cosidetto Stato Islamico (IS)<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La seconda parte dell\u2019analisi omnicomprensiva dei risultati certamente deludenti delle primavere araba che pi\u00f9 volte su questo sito nel passato abbiamo definito come \u2026autunni se non inverni arabi\u2026<\/p>\n","protected":false},"author":16,"featured_media":6350,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[3,1273],"tags":[1829,2666,48,2662,376,2663,2661,2653,2667,2664],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/terrorism-2014.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-1Ej","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6343"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/16"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6343"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6343\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6351,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6343\/revisions\/6351"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6350"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6343"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6343"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6343"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}