{"id":6309,"date":"2016-02-15T18:12:56","date_gmt":"2016-02-15T17:12:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6309"},"modified":"2016-02-15T18:12:56","modified_gmt":"2016-02-15T17:12:56","slug":"tunisia-dalla-rivoluzione-allimplosione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6309","title":{"rendered":"TUNISIA. DALLA RIVOLUZIONE ALL&#8217;IMPLOSIONE?"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_6312\" style=\"width: 572px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-6312\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-6312\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/beji-caid-essebsi-562x289.jpg\" alt=\"B\u00e9ji Caid Essebsi\" width=\"562\" height=\"289\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/beji-caid-essebsi-562x289.jpg 562w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/beji-caid-essebsi-562x289-280x144.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/beji-caid-essebsi-562x289-300x154.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 562px) 100vw, 562px\" \/><p id=\"caption-attachment-6312\" class=\"wp-caption-text\">B\u00e9ji Caid Essebsi<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019Europa guarda con qualche apprensione alla Tunisia che sembra essere riuscita ad avere una seria \u2018primavera araba\u2019. I recenti attacchi a turisti stranieri e alla polizia locale, anche con il chiaro intento di soffocare economicamente il Paese seccando la fonte principale di risorse, il turismo, dimostrano che molto fuoco \u00e8 ancora sotto la brace\u2026il coprifuoco non depone bene anche se necessario.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Tunisia che aveva colto la scintilla rivoluzionaria dal movimento saharawi dell\u2019ottobre 2010 in protesta contro l\u2019occupazione marocchina del West Africa e avviato due mesi dopo le rivolte nell\u2019intero arco mediterraneo \u00e8 diventata il serbatoio di alimentazione dei <em>foreign<\/em> <em>fighters<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo i pi\u00f9 recenti dati, il numero dei combattenti stranieri tunisini diretti in Libia, Siria e Iraq \u00e8 di oltre 5 mila, davanti ad Arabia Saudita con 3 mila, Giordania con 2 mila, Russia e Francia con 1,5, Libano e Turchia con 1,2, Gran Bretagna e Germania con poco pi\u00f9 di mille.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa accade, cosa \u00e8 accaduto in Tunisia per trasformare giovani e non, in grado di mobilitare oceaniche manifestazioni e disarmate per chiedere rispetto dei diritti civili, istruzione, sanit\u00e0 e lavoro ?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poteva essere stato raggiunto il punto di scontro fra due mondi antitetici opponendo, da un lato, leadership senescenti che occupavano tutti i gangli dell\u2019economia e favorivano corruzione proteggendosi con apparati di sicurezza autorizzati a ogni abuso e, dall\u2019altro, milioni di giovani accomunati da disoccupazione, senza futuro, costretti a vivere sotto la soglia di povert\u00e0 (meno di 2 dollari al giorno), deprivati delle libert\u00e0 fondamentali e oppressi da misure repressive feroci?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, sin dalla caduta del regime di Zine El-Abdine Bel Al\u00ec del gennaio 2011 e la vittoria alle elezioni nello stesso anno del partito Islamico Ennahda di Rashid Gannouchi, la nuova classe politica non \u00e8 stata in grado di dare alcun segnale di discontinuit\u00e0 rispetto al precedente regime sugli ideali che hanno ispirato la rivolta n\u00e9 sul piano della sicurezza n\u00e9 sul livello socio-economico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul primo punto, la leadership dei Fratelli Musulmani, teorica dell\u2019 \u201cinterpretazione evolutiva di Corano e Hadit del Profeta\u201c non assume alcuna iniziativa nei confronti del crescente radicalismo dei gruppi salafiti sempre pi\u00f9 vicini alle formazioni jihadiste libiche del dopo Gheddafi, sino a diventare l\u2019area di maggiore reclutamento di <em>foreign fighters<\/em> per Daesh, con significative presenze in Libia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul secondo punto, nel Paese che ha riconosciuto il diritto di voto alle donne persino prima della democratica Confederazione Elvetica, il nuovo governo perde di vista l\u2019obiettivo di garante dei diritti civili e socio-economici e di re-distributore delle ricchezze e dei poteri per una maggiore uguaglianza sociale. E\u2019 lo stesso Istituto Nazionale di Statistica e rilevare che nel 2010 la disoccupazione si attestava sul 13%, e 3 anni dopo era salita al 16%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come in passato, la rivolta del 2011 inizia nelle regioni dell\u2019entroterra e del Sud con il pi\u00f9 alto tasso di disoccupazione e i pi\u00f9 bassi livelli di crescita e di benessere: Kasserine, Gafsa, Sidi Bouzid, Siliana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure disoccupazione, povert\u00e0, analfabetismo, mancanza d\u2019infrastrutture, inquinamento, sfruttamento delle risorse e delle popolazioni locali e disuguaglianze sociali erano i temi e gli obiettivi di una classe politica d\u2019islamici che per quaranta anni avevano sopportato prigione e torture ma erano riusciti a conquistare i voti popolari per la vicinanza ai ceti deboli attraverso organizzazioni assistenziali spesso clandestine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 2012, manifestazioni e proteste incentrate sugli stessi temi e nelle stesse aeree si rivolgono verso movimenti ed esponenti politici laici che ripropongono una rinascita economico-sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questi motivi, le nuove elezioni di marzo 2013 premiano il partito laico Nidaa Tounes di B\u00e9ji Caid Essebsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo una nuova fase di crisi, a febbraio 2015 i due poli avversari, Nidaa Tounes, autoproclamatasi erede di Habib Bourguiba e contraria all\u2019egemonia islamica, ed Ennahda danno vita a una coalizione governativa anche a seguito di sollecitazione dei partner stranieri USA, Europa e Algeria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attentato al Museo del Bardo di marzo 2015 con un bilancio di ventuno turisti uccisi e rivendicato da Daesh, spinge la Tunisia a richiedere e aderire a luglio dello stesso anno all\u2019 \u201cOrganizzazione del Trattato dell\u2019Atlantico del Nord\u201d (NATO), di cui diviene ufficialmente partner strategico soprattutto in chiave anti-terrorismo, sia per l\u2019osmosi fra i jihadisti tunisini nella destabilizzata Libia, sia per la preoccupante evoluzione della presenza di Daesh a Sirte, Benghasi e nelle aree ricche di fonti energetiche di Ras Lanouf, Ajdabiya, Defa, Amak e Messle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il perdurante caos in Libia, sorda a ogni iniziativa della Comunit\u00e0 Internazionale per superare la crisi attraverso la formazione di un governo di unit\u00e0 nazionale, e la preparazione da parte della NATO di un altro attacco alla Libia nonostante il disastro provocato nel 2011 nell\u2019intera regione, rischiano per\u00f2 di avere effetti ancora pi\u00f9 devastanti oltre che in Tunisia anche nelle gi\u00e0 destabilizzate aree del Sahel e sub-sahariane sino al Corno d\u2019Africa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tale contesto, il nuovo governo tunisino non \u00e8 ancora riuscito a rendere esecutive le riforme sul settore bancario, firmata a luglio, e l\u2019introduzione di una partnership pubblico-privato, firmata a dicembre, mentre l\u2019economia \u201csommersa\u201d sarebbe arrivata al 53%, secondo i dati del ministero delle finanze. In pi\u00f9, vengono meno gli accordi fra le trib\u00f9 libiche che dovrebbero contribuire a stabilizzare il controllo frontaliero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto, nel nuovo governo si scontrano due posizioni opposte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da un lato, Nidaa Tounes, che dopo aver deluso l\u2019intera ala laica per l\u2019accordo con gli islamici, mostra inadeguatezza sul piano della sicurezza dopo gli ulteriori attentati di Daesh a giugno all\u2019Hotel di Sousse, con trentanove turisti uccisi, e a novembre a Tunisi con l\u2019esplosione di un autobus pieno di agenti di cui con dodici restano uccisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ministero dell\u2019interno \u00e8 sotto accusa per la mancata procedura di disciplina interna che consente la perpetuazione di un regime di polizia con maltrattamenti, torture, estorsioni che restano impuniti sotto l\u2019ombrello alla \u201clotta contro il terrorismo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo quadro rientrano anche le deboli figure del premier designato, Habib Essid, e lo stesso Parlamento, in realt\u00e0 privi di potere decisionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il partito che aveva attratto sinistra, sindacati, e quadri dell\u2019ex Raggruppamento costituzionale democratico RCD) dell\u2019ex presidente Bel Al\u00ec \u00e8 attraversato da spaccature, evidenziate dal declino del segretario generale, Mohsen Marzouk, sostituito dal figlio del capo dello Stato, Hafeh Caid Essebsi, sostenuto da consiglieri vicini al presidente, coordinatori regionali ed ex esponenti del \u201cclan\u201d di Ben Al\u00ec. Non mancano le rivalit\u00e0 per la gestione dei grandi patrimoni e i clan economici di Tunisi, Sousse e Sfax.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi, Nidaa Tounes ha abbandonato i quartieri popolari, non conosce pi\u00f9 le periferie, finendo con il privilegiare quell\u2019approccio elitario e corrotto del regime scacciato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019altro canto, Ennahda prepara il 10\u00b0Congresso nei primi mesi dell\u2019anno per un rinnovamento dottrinale e strategico con l\u2019obiettivo di trasformare un partito in passato clandestino e perseguitato in un partito di governo. Il punto debole di Ennahda resta la diffidenza degli avversari politici sulla posizione che assumeranno nei confronti dei salafiti ultraradicali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Soprattutto viene contestata al movimento islamico la responsabilit\u00e0 quando al potere negli anni 2012 e 2013 non fatto nulla nei confronti della dilagante ondata jihadista dei salafiti sino alle uccisioni del dirigente politico di sinistra Chokri Benlaid a febbraio 2012 e dell\u2019esponente politico Mohamed Brahmi a ottobre del 2013.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In prospettiva \u00e8 difficile ipotizzare una nuova rete di respiro nazionale con risorse economiche e popolari in grado di oltrepassare gli errori dei governi precedenti per affrontare il futuro prossimo venturo con il problema libico alle porte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Probabilmente con l\u2019aggravarsi della situazione libica, vi sar\u00e0 il ritorno di una leadership non dissimile dal vecchio regime di Ben Al\u00ec che dietro la lotta contro il terrorismo imporr\u00e0 i vecchi metodi e faciliter\u00e0 il ritorno dei quadri di allora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_6315\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-6315\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-6315\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/rached-ghannouchi11-580x381.jpg\" alt=\"Rachid Ghannouchi, il leader di Ennahda\" width=\"580\" height=\"381\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/rached-ghannouchi11-580x381.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/rached-ghannouchi11-280x184.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/rached-ghannouchi11-300x197.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/rached-ghannouchi11.jpg 655w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-6315\" class=\"wp-caption-text\">Rachid Ghannouchi, il leader di Ennahda<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Europa guarda con qualche apprensione alla Tunisia che sembra essere riuscita ad avere una seria \u2018primavera araba\u2019. 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