{"id":6262,"date":"2016-02-05T17:03:50","date_gmt":"2016-02-05T16:03:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6262"},"modified":"2016-02-05T17:03:50","modified_gmt":"2016-02-05T16:03:50","slug":"lo-stato-islamico-nella-terra-dei-maestri-di-se-stessi-luzbekistan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6262","title":{"rendered":"Lo Stato Islamico nella \u201cTerra dei maestri di se stessi\u201d, l\u2019Uzbekistan."},"content":{"rendered":"<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_6266\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-6266\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-6266\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/75441093_0abdabc8-ec68-49c8-ad7b-f096aa13d1fe-580x326.jpg\" alt=\"Nella valle del Fergana, una rara foto di D\u017eumabaj Achmad\u017eanovi\u010d Chod\u017eiev alias Namangani\" width=\"580\" height=\"326\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/75441093_0abdabc8-ec68-49c8-ad7b-f096aa13d1fe-580x326.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/75441093_0abdabc8-ec68-49c8-ad7b-f096aa13d1fe-280x158.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/75441093_0abdabc8-ec68-49c8-ad7b-f096aa13d1fe-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/75441093_0abdabc8-ec68-49c8-ad7b-f096aa13d1fe.jpg 624w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-6266\" class=\"wp-caption-text\">Nella valle del Fergana, una rara foto di D\u017eumabaj Achmad\u017eanovi\u010d Chod\u017eiev alias Namangani<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Terre lontane, nell\u2019Asia centrale, poche conosciute in Europa. L\u2019Uzbekistan al confine con l\u2019Afghanistan non \u00e8 certo uno Stato di rilevante importanza per l\u2019Europa ma\u2026.i movimenti islamici sono molto forti e potenti e esiste una notevole tendenza a trasformare il Paesi in uno stato islamico integralista con derive terroristiche.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Numerose recenti notizie provenienti dall\u2019 Uzbekistan (<em>Terra dei maestri di s\u00e9 stessi<\/em>) sembrano indicare una crescente preoccupazione delle autorit\u00e0 governative per presunte attivit\u00e0 dello Stato Islamico nel paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Decine di persone sono state arrestate dalle forze di sicurezza uzbeke, al fine di prevenire potenziali attentati e minacce, con l&#8217;accusa di avere legami con Daesh. Nonostante il clamore, per\u00f2, non \u00e8 chiaro se lo Stato Islamico abbia effettivamente stabilito una presenza in Uzbekistan e se il paese stia diventando una base logistica per l\u2019espansione di <em>Daesh<\/em> in Asia centrale. Certamente, considerate anche le sfide alla sicurezza provenienti dall\u2019Afghanistan, il governo uzbeko ha avviato una maggiore cooperazione con i paesi vicini dell&#8217;Asia centrale e la Russia, per combattere il terrorismo islamico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia le autorit\u00e0 uzbeke affrontano questo problema dagli anni \u201890. Con la dissoluzione dell\u2019Unione Sovietica e la nascita delle repubbliche post-sovietiche, la leadership politica dei paesi dell\u2019<strong>Asia<\/strong> <strong>centrale<\/strong> ha sempre considerato i movimenti islamisti come una minaccia al proprio potere. Ne \u00e8 un esempio la <strong>guerra civile del Tajikistan (1992-1997),<\/strong> che ha opposto il governo di Dushanbe, guidato dal presidente Rahmonov, a una coalizione di islamismi e riformisti. I governi dell\u2019Asia centrale hanno sempre applicato <strong>dure misure repressive<\/strong> contro l\u2019Islam, senza troppa distinzione tra estremisti e moderati, arrestando buona parte dei membri di movimenti islamisti o costringendo gli attivisti all\u2019esilio. Ci\u00f2 ha provocato una reazione da parte islamica, che \u00e8 poi stata strumentalizzata da movimenti estremisti e trasformatasi in lotta violenta. Per cui tali governi sono ora seriamente preoccupati per la possibile espansione di Daesh in Asia centrale e anche per l&#8217;aumento del numero di combattenti in Afghanistan (impropriamente definiti talebani), poich\u00e9 ritengono l&#8217;islam politico una minaccia al loro potere e alle istituzioni laiche nazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare l\u2019Uzbekistan, che ospita due movimenti islamici di opposizione al governo centrale: <strong>Hizb Ut-Tahrir<\/strong> (Movimento Islamico di Liberazione) e il <strong>Movimento<\/strong> <strong>Islamico dell\u2019Uzbekistan (IMU)<\/strong><strong>.<\/strong> Il primo si caratterizza per un approccio di lotta politica non-violenta, mentre il secondo \u00e8 considerato una vera e propria organizzazione terroristica. Anche se l\u2019Islam \u00e8 tollerato in Uzbekistan, fin dagli anni \u201990 le autorit\u00e0 di governo hanno sempre cercato di prevenire il rafforzamento di un\u2019opposizione politica di tipo islamico con dure norme e repressione. Gli effetti sono stati contrari alle aspettative, portando a un rafforzamento dell\u2019IMU nel paese e a una sua espansione in quelli vicini. Oltre a essere il pi\u00f9 influente gruppo nella regione, il Movimento Islamico dell\u2019Uzbekistan ha recentemente giurato fedelt\u00e0 a Daesh e mantiene anche rapporti con i combattenti islamici in Afghanistan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019origine del movimento risale agli anni \u201890, quando <strong>D\u017eumabaj Achmad\u017eanovi\u010d Chod\u017eiev <\/strong><strong>alias <\/strong> Namangani, un ex soldato dell&#8217;esercito sovietico, veterano di guerra in Afghanistan, si \u00e8 unito a Tahir Yo\u2019ldosh, un mullah non ufficiale. Il loro obiettivo era quello di applicare la Shari\u2019ah nella citt\u00e0 di Namangan nella parte uzbeka della valle di Ferghana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allarmato dal programma politico del movimento, cio\u00e8 trasformare l&#8217;Uzbekistan in uno stato islamico, il governo del presidente Karimov avvi\u00f2 una repressione dei movimenti islamisti, costringendo molti militanti a fuggire dalla valle di Fergana. Namangani fugg\u00ec in Tajikistan, dove partecip\u00f2 alla guerra civile tagika e dove stabil\u00ec una base logistica per i suoi combattenti in quel paese. Yo\u2019ldosh and\u00f2 in Afghanistan, Pakistan e Arabia Saudita, creando collegamenti con altri militanti islamisti, ma viaggiando clandestinamente anche in Uzbekistan, per mantenere contatti con i suoi sostenitori e creare reti di lotta clandestine. Aggiungendo anche un contesto socio-economico disastroso e una leadership politica corrotta, lontana dagli interessi del popolo in Uzbekistan, l\u2019Islam \u00e8 divenuto quindi una fonte alternativa favorendo i gruppi radicali della zona. Nel 1998, il Movimento Islamico dell\u2019Uzbekistan fu ufficialmente costituito. Sfruttando con successo la forte povert\u00e0 diffusa nella regione, l\u2019IMU si \u00e8 presentato come opportunit\u00e0 di sviluppo sociale promuovendo la sua politica di reclutamento. Cos\u00ec la Valle di Ferghana, dove i confini uzbeki, kirghisi e tagiki convergono, \u00e8 sempre stato terreno fertile per il reclutamento dell&#8217;IMU.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;obiettivo dichiarato di questo movimento, come pubblicato su internet nel 1999, \u00e8 la \u201ccreazione di uno Stato islamico con l&#8217;applicazione della Shari\u2019ah in Uzbekistan\u201d. L&#8217;IMU ha poi ampliato la sua influenza in molte aree fino a comprendere una zona che si estende dal Caucaso alla provincia occidentale cinese Xinjiang. La morte del fondatore del movimento, e poi dei leaders successivi ad opera di droni USA, ha portato il combattente Usman Ghazi al comando. In Agosto 2015, Ghazi e il suo movimento hanno giurato fedelt\u00e0 allo Stato Islamico dell&#8217;Iraq e del Levante (ISIL). Cos\u00ec il movimento potr\u00e0 godere di un maggiore risalto mediatico, attrarre nuovi potenziali militanti e avere un\u2019ulteriore supporto economico. Ma il fattore di maggior rilievo \u00e8 il percorso di evoluzione intrapreso: da gruppo terroristico locale, operante nella Valle di Ferghana, a forza regionale per rovesciare i governi laici in Kirghizistan e Tajikistan (cancellando i confini nazionali), a organizzazione terroristica globale volta a realizzare il progetto del Califfato islamico transnazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019IMU opera principalmente in<strong> Afghanistan, Tajikistan e<\/strong> Kyrgyzstan ma ha recentemente <strong>esteso la propria \u201cattivit\u00e0\u201d anche in Iran, Pakistan, Kazakistan e Cecenia<\/strong><strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante il Movimento Islamico dell\u2019Uzbekistan abbia subito perdite in Afghanistan e Pakistan, cos\u00ec come la defezione di combattenti per un gruppo scissionista (Unione della Jihad islamica), la capacit\u00e0 operativa e l&#8217;intenzione di condurre attacchi terroristici non si sono indebolite molto. A partire da fine 2013, il Movimento Islamico dell\u2019Uzbekistan ha dichiarato di avere circa 700 combattenti e 140 tra consulenti e addestratori in Afghanistan, altri 2.000 combattenti in Pakistan e un imprecisato numero attivo altrove.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il confine uzbeko-afghano \u00e8 ben sorvegliato, ma il governo teme che ci possano essere infiltrazioni, che minino la stabilit\u00e0 politica del paese considerando anche la debole situazione socio-economica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre la recente adesione dell\u2019IMU allo Stato Islamico ha portato il governo uzbeko a promuovere nuove leggi, che per\u00f2 non combattono le <strong>vere cause<\/strong> che spingono gli abitanti della regione ad unirsi all\u2019IS. Rigide e repressive leggi nei confronti dell\u2019Islam non hanno mai risolto il problema nel paese. La maggior parte delle persone si unisce all\u2019IS per <strong>motivi economici<\/strong>, altri per fuggire da questo clima repressivo. Le economie dei Paesi dell\u2019Asia centrale offrono poche <strong>opportunit\u00e0 lavorative<\/strong> e hanno alti <strong>tassi di disoccupazione<\/strong>. Per questo molti sono attratti dalla <strong>promesse<\/strong> dei reclutatori dello Stato Islamico, che solitamente promettono <strong>buoni stipendi<\/strong> per chi si arruola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In poche parole, le politiche dei Paesi dell\u2019Asia centrale orientate a combattere la minaccia del terrorismo islamico molto probabilmente porteranno al<strong>l\u2019effetto opposto<\/strong>, aumentando il numero di combattenti islamisti. Alcuni esperti dichiarano\u00a0infatti che \u201cla principale minaccia all\u2019Asia centrale \u00e8 l\u2019Asia centrale stessa\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_6267\" style=\"width: 544px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-6267\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-6267\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/uzbekistan-04.jpg-534x405.gif\" alt=\"Uzbechistan e stati confinanti.\" width=\"534\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/uzbekistan-04.jpg-534x405.gif 534w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/uzbekistan-04.jpg-264x200.gif 264w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/uzbekistan-04.jpg-300x227.gif 300w\" sizes=\"(max-width: 534px) 100vw, 534px\" \/><p id=\"caption-attachment-6267\" class=\"wp-caption-text\">Uzbechistan e stati confinanti.<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Terre lontane, nell\u2019Asia centrale, poche conosciute in Europa. 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