{"id":6246,"date":"2016-02-02T19:55:41","date_gmt":"2016-02-02T18:55:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6246"},"modified":"2016-02-02T19:55:41","modified_gmt":"2016-02-02T18:55:41","slug":"iniziative-saudite-contro-liran-analisi-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6246","title":{"rendered":"INIZIATIVE SAUDITE CONTRO L&#8217;IRAN. ANALISI.2."},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_6244\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-6244\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-6244\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/ayatollah-khomeini-27.jpg\" alt=\"L'ayatollah Roullah Moussawi Khomeiny\" width=\"300\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/ayatollah-khomeini-27.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/ayatollah-khomeini-27-240x200.jpg 240w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-6244\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;ayatollah Roullah Moussawi Khomeiny<\/p><\/div>\n<p>INIZIATIVE SAUDITE CONTRO L&#8217;IRAN. ANALISI.2.<\/p>\n<p>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li>Quanto accade in questi momenti \u00e8 perfettamente consustanziale con il progetto elaborato negli anni \u201990.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Il progetto, ripreso dall\u2019amministrazione USA nel 2002 da uno studio israeliano prevede la divisione dell\u2019Iraq in tre piccoli Stati &#8211; Nord curdo, Centro sunnita e Sud sciita \u2013 e il contenimento delle mire egemoniche iraniane smantellandone l\u2019\u201dasse sciita\u201d.<\/p>\n<p>La strategia non \u00e8 nuova: guerra di ritorsione o \u201cumanitaria\u201d e destabilizzazione dei Paesi aggrediti favorendo, armando e sostenendo l\u2019opposizione interna. E\u2019 la strategia del \u201ccaos costruttivo\u201d. Strategia utilizzata in Libia e Siria.<\/p>\n<p>Nel febbraio 2011, i primi e disarmati oppositori a Gheddafi vengono soppiantati dalla residua area radicale dell\u2019 \u201cIslamic Libyan Fighting Group\u201d (ILFG) sostenuta inizialmente da esponenti USA, Gran Bretagna e Francia con finanziamenti, tecnologia e armamenti e soprattutto dai bombardamenti \u201cumanitari\u201d di USA e NATO sulla base di un\u2019interpretazione estensiva di due Risoluzioni adottate nell\u2019arco di 3 settimane (tra febbraio e marzo) dal C.d.S. ONU.<\/p>\n<p>La guerra, alla quale partecipa anche il Qatar, dura solo 8 mesi, il tempo di uccidere Gheddafi e tre dei suoi figli e consegnare il Paese al caos, diviso in Tripolitania, Cirenaica e Fezzan, in preda a 2 Governi e altrettanti parlamenti, milizie, trib\u00f9, etnie, Daesh \u2013 che controlla Sirte, Derna e parte di Bengasi \u2013 e protagonisti esterni, l\u2019Egitto.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la Siria, che si avvicina al 5\u00b0 anno di guerra, documentazione dell\u2019Agenzia d\u2019intelligence privata <em>Stratfor<\/em> riferisce che Forze Speciali britanniche e statunitensi addestrano sin dal 2011 i militanti della prima opposizione armata siriana con l\u2019obiettivo di sconfiggere il regime alawita di Bashar al-Assad.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 questa \u201cOpposizione moderata\u201d annovera formazioni jihadiste fino al Fronte Jabbat al-Nusra e, soprattutto, si rivela, come ammesso dagli stessi statunitensi, un fallimento nel corso di battaglie finendo con il disertare, scappare e abbandonare le armi ricevute nella mani degli avversari, che siano gli eserciti dei Paesi aggrediti o i miliziani di Daesh<\/p>\n<p>Allo stesso fine intervengono gli Stati del C.C.G. (Consiglio di Cooperazione del Golfo, cio\u00e8 Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman e Qatar) e la Turchia, membro NATO, che finanziano e armano i gruppi pi\u00f9 radicali, presentati come \u201copposizione moderata\u201d, con la tutela dell\u2019intelligence militare americana.<\/p>\n<p>Accanto a questi gruppi ci sono Al Qaeda, ufficialmente rappresentata da Jabbat al-Nusra, e Daesh, che si contendono il controllo di ampie aree del Paese.<\/p>\n<p>In sostanza il modello del \u201ccaos costruttivo\u201d sperimentato in Libia viene riprodotto, con gli stessi risultati, il caos. E anche in questo caso il modulo continua a causare caos ma di costruttivo non c\u2019\u00e8 nulla.<\/p>\n<p>La Coalizione anti-Daesh formata per gli interventi in Iraq dagli USA l\u20198 agosto 2014 \u2013 ed estesa il 2 settembre alla Siria &#8211; riunisce Australia, Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Paesi Bassi, Spagna (alcuni limitati al solo supporto logistico), Turchia e fra i Paesi arabi partecipano Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Marocco e Qatar.<\/p>\n<p>I risultati conseguiti sono modesti perch\u00e9 nessun Paese invia truppe di terra limitandosi a raid aerei senza alcun coordinamento e in Siria, senza dare alcun avviso a quel governo.<\/p>\n<p>Gli unici a combattere sul terreno sono i curdi dell\u2019 \u201cUnit\u00e0 Popolare femminile\u201d (Ypj) e dell\u2019 \u201cUnit\u00e0 di Difesa Popolare\u201d (Ypg), combattenti di Hezb\u2019Allah libanese e dei corpi speciali Al Quds iraniani, da soli o a fianco degli eserciti regolari.<\/p>\n<p>Il paradosso \u00e8 che non solo libanesi e iraniani non vengono accettati dalla Coalizione a guida USA ma sono anche oggetto di attacchi aerei da parte di Israele nell\u2019area siriana delle Alture del Golan.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda i curdi \u00e8 la Turchia (membro NATO) a scatenare una guerra dal luglio 2015. Con il pretesto di dare inizio alla lotta contro Daesh, interrompe i colloqui di pace in atto da due anni con il PKK, dichiara terroristi tutti i curdi che ritiene contigui al PKK e ne uccide oltre 3.200 (al gennaio 2016) fra l\u2019Iraq e Siria bombardandone le postazioni in Iraq in violazione della sovranit\u00e0 irachena, arrestandone centinaia e imponendo lunghi assedi ai loro villaggi lungo il confine siro-turco.<\/p>\n<p>L\u2019arrivo in teatro della Russia che dal 30 settembre 2015 d\u00e0 inizio alla lotta contro Daesh in coordinamento con Siria, curdi siriani, Hezb\u2019Allah libanese, iraniani e Giordania \u2013 e dal mese successivo anche con Iraq \u2013 infligge numerose sconfitte ai jihadisti, che arretrano sensibilmente perdendo larga parte dei territori controllati.<\/p>\n<p>Attualmente il territorio siriano \u00e8 cos\u00ec diviso: alla famiglia Assad, regione Ovest dalle coste di Latakia a Damasco, a Daesh zone delle regioni a Nord-Est dalla peria di Aleppo al confine dell\u2019Iraq passando per Raqqa; all\u2019 \u201copposizione moderata\u201d (da Nusra all\u2019 FSL) zone a Sud della frontiera con Israele e aree a Nord-Ovest.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il Libano, il Fronte al-Nusra \u00e8 all\u2019opera da oltre un anno e non certo da solo.<\/p>\n<p>Il progetto del Grande Medio Oriente prosegue anche a costo di altre \u201cmissioni di pace\u201d e \u201cguerre umanitarie\u201d in Mali, con presenze attive nel Sahel, Pakistan, in Sud Sudan e Somalia.<\/p>\n<p>Il 15 marzo, l\u2019Arabia Saudita forma una Coalizione con 10 Paesi ufficialmente per contrastare gli Houthi, sciiti, iniziando una guerra devastante tuttora in corso nello Yemen, e il 15 dicembre una annuncia un\u2019 \u201cAlleanza militare islamica\u201d contro Daesh in Siria e Iraq e \u201cqualunque gruppo terroristico\u201d.<\/p>\n<p>A formare la Coalizione nel quadro di un accordo stabilito con 34 Paesi della regione ci saranno le monarchie del Golfo, Turchia, Egitto, Pakistan e altri Stati africani fra i quali Tunisia, Libia, Libano, Marocco, Nigeria e Autorit\u00e0 Nazionale Palestinese.<\/p>\n<p><u>La situazione odierna<\/u><\/p>\n<p>Il bilancio delle guerre al terrorismo \u00e8 nell\u2019ordine di milioni di morti, in aumento esponenziale con l\u2018apparizione di Daesh.<\/p>\n<p>Cos\u2019\u00e8 Daesh?<\/p>\n<p>Questa formazione sta riproducendo nel nome dell\u2019Islam moduli di combattimento gi\u00e0 utilizzati dagli Almoravidi dell\u2019XI secolo che imposero in Spagna la sharia con la spada e, pi\u00f9 recentemente, sono stati imitati in Algeria dal \u201cGruppo Salafita per la Predicazione e il Combattimento\u201d (GSPC) negli anni \u201990 (decapitazione dei monaci di Tibhirine, 1996) e nei primi anni del 2000 da Boko Haram.<\/p>\n<p>Sconfessati da tutte le scuole coraniche, i miliziani di Daesh ricordano a islamici e cristiani che in passato erano i cristiani a diffondere la conversione con le armi e le Crociate.<\/p>\n<p>E\u2019 dunque un ritorno al passato? Uno scontro di civilt\u00e0? Si ritiene di no.<\/p>\n<p>La domanda \u00e8: ci pu\u00f2 essere un rapporto fra le guerre in Somalia, Afghanistan Iraq, Libia, Siria, Yemen, i conflitti in Mali, Sud Sudan, Sahel (Camerun, Niger, Chad), Nigeria, Pakistan e l\u2019ascesa di Daesh? E tra gli \u201comicidi mirati\u201d, i \u201cdanni collaterali\u201d e l\u2019odio contro l\u2019Occidente e i sui alleati islamici?<\/p>\n<p>Si cita il libro di Graham Fuller, gi\u00e0 consulente CIA e specialista dell\u2019Islam: \u201cYes, It is islamic Extremism \u2013 But Why?\u201d (22 febbraio 2015, <a href=\"http:\/\/grahamefuller.com\">http:\/\/grahamefuller.com<\/a>), di cui si riportano le sintetiche conclusioni:<\/p>\n<p>\u201cEsistono\u2026buone ragioni al di l\u00e0 dell\u2019Islam e della religione per cui i rapporti tra Occidente e Medioriente sono cattivi\u2026\u2026\u2026.. crociate.. imperialismo, colonialismo, controllo occidentale sulle risorse energetiche mediorientali, sostegno attivo alle dittature filoccidentali, costanti interventi politici e militari occidentali, frontiere ridisegnate, creazione per mano dell\u2019Occidente dello Stato di Israele, invasioni e guerre statunitensi\u2026\u2026<\/p>\n<p>Niente di tutto questo ha alcun rapporto con l\u2019Islam\u2026 (anche se) le reazioni della regione sono\u2026 in termini religiosi e culturali\u2026 (perch\u00e9) in ogni grande scontro si cerca di difendere la propria causa con il pi\u00f9 elevato modello morale\u2026\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_6249\" style=\"width: 238px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-6249\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-6249\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/saddam_hussein01.jpg\" alt=\"Saddam Hussein\" width=\"228\" height=\"220\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/saddam_hussein01.jpg 228w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/saddam_hussein01-207x200.jpg 207w\" sizes=\"(max-width: 228px) 100vw, 228px\" \/><p id=\"caption-attachment-6249\" class=\"wp-caption-text\">Saddam Hussein<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La seconda parte dell\u2019interessante analisi della situazione in Medio Oriente alla luce dei recenti avvenimenti tra Iran e Arabia Saudita. La coalizione; la Turchia.<\/p>\n","protected":false},"author":2122,"featured_media":6244,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[1490,1284,80,1273],"tags":[376,2613,2614,2202,2616,2615,2612,2611],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/ayatollah-khomeini-27.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-1CK","jetpack_likes_enabled":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6246"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2122"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6246"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6246\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6250,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6246\/revisions\/6250"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6244"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6246"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6246"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6246"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}