{"id":6223,"date":"2016-02-01T17:13:13","date_gmt":"2016-02-01T16:13:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6223"},"modified":"2016-02-01T17:14:42","modified_gmt":"2016-02-01T16:14:42","slug":"il-futuro-nero-del-burundi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6223","title":{"rendered":"IL FUTURO NERO DEL BURUNDI"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_6226\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-6226\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-6226\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Pierre-Nkurunziza-580x403.jpg\" alt=\"Pierre Nkurunziza, Presidente del Burundi\" width=\"580\" height=\"403\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Pierre-Nkurunziza-580x403.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Pierre-Nkurunziza-280x195.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Pierre-Nkurunziza-300x209.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Pierre-Nkurunziza.jpg 594w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-6226\" class=\"wp-caption-text\">Pierre Nkurunziza, Presidente del Burundi<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Poche notizie arrivano dal Burundi\u2026ma questo non vuol dire che tutto sia calmo&#8230;al contrario: la situazione anche in quello Stato africano diventa ogni giorno pi\u00f9 complessa e difficile. Un sintetico aggiornamento. Possibilit\u00e0 di nuove emigrazioni?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da quando il presidente Pierre Nkurunziza ha giurato per il 3\u00b0 mandato, illegale secondo gli accordi di Arusha, il Burundi \u00e8 precipitato in una profonda crisi dalla quale sembra non esserci via d\u2019uscita. Nkurunziza ha vinto le elezioni nel mese di luglio in assenza di candidati all\u2019opposizione e da allora la ruota della vendetta si \u00e8 messa in moto nei confronti degli oppositori in un botta e risposta che ha gi\u00e0 provocato centinaia di morti. Il 3 agosto l\u2019ex capo dei servizi segreti del presidente, il generale Adolphe Nshimirimana, viene ucciso in pieno giorno nella sua auto nel quartiere nord di Kamenge. Lo stesso giorno un giornalista burundese di RFI viene arrestato e torturato. Il giorno seguente, Pierre-Claver Mbonimpa, noto attivista per i diritti umani, viene gravemente ferito in un attentato e suo figlio sar\u00e0 poi arrestato e il suo cadavere ritrovato in strada nel mese di novembre. Il 6 agosto un altro membro del governo viene ucciso e il 15 dello stesso mese l\u2019ex colonnello Jean Bikomagu, noto oppressore negli anni della guerra civile, viene assassinato davanti alla sua abitazione nel quartiere di Kinindo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A settembre l\u2019ONU lancia l\u2019allarme per la preoccupante escalation di omicidi e arresti nel paese ma ci\u00f2 non suscita alcun effetto sul presidente che continua a negare le violenze. Il susseguirsi di manifestazioni e attacchi alla polizia, dichiaratamente a favore del governo rispetto all\u2019esercito, da sempre pi\u00f9 benevolo nei confronti dei civili, ha provocato oltre un centinaio di morti. Nel mese di ottobre un giornalista della Radio Televisione Nazionale Burundese \u00e8 stato ucciso con la sua famiglia durante un\u2019operazione per opera della polizia a Ngagara, quartiere dichiaratamente contro il presidente. In quell\u2019occasione la popolazione civile dichiara che le forze dell\u2019ordine hanno volutamente massacrato decine di civili accusati di aver manifestato contro il terzo mandato di Nkurunziza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei quartieri contestatari la polizia e gli imbonerakure \u2013 giovane braccio armato del presidente \u2013 agiscono di notte prelevando ragazzi ed adulti maschi in strada o nelle proprie abitazioni col pretesto di interrogarli per poi farne ritrovare i corpi senza vita nei giorni seguenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel mese di dicembre la ribellione si inasprisce con la formazione delle Forze repubblicane del Burundi (FOREBU) guidate dall\u2019ex generale putschista Niyombare. Cominciano cos\u00ec lanci di granate anche in pieno giorno, sparatorie anche nel centro di Bujumbura, fino allora rimasto tranquillo, e aumenta la frequenza di rappresaglie e attacchi nei confronti delle forze dell\u2019ordine, la cui reazione per\u00f2 \u00e8 sempre a danno della popolazione civile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019inizio della crisi ad aprile 2015 oltre 400 sono stati i morti di cui 200 soltanto fra i mesi di novembre e dicembre, e pi\u00f9 di 200.000 persone hanno lasciato le proprie case rifugiandosi nei paesi limitrofi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A novembre, dopo l\u2019allarme sulla situazione in Burundi, una risoluzione ONU condanna le violenze nel paese susseguite dalle ammonizioni di altri stati africani tra cui il vicino Rwanda e alcuni tentativi di dialogo effettuati dall\u2019Uganda, tutti falliti, e dalla Tanzania, boicottato il 6 gennaio dallo stesso Nkurunziza. L\u2019ONU proponeva l\u2019invio di caschi blu per proteggere i civili nella capitale ma il governo burundese reagisce con un secco rifiuto accusando l\u2019ONU di voler invadere il paese. Stesso discorso per l\u2019Unione Africana che preparava un dispiegamento di 5000 uomini nella Missione Africana di Prevenzione e Protezione del Burundi (MAPROBU) rifiutata ufficialmente il 21 dicembre. Nkurunziza ha sempre dichiarato che il suo paese non \u00e8 in guerra e che nessun genocidio \u00e8 in preparazione, di conseguenza non accetta l\u2019ingerenza di nessun altro paese n\u00e9 organizzazione internazionale negli affari interni burundesi, e che qualora forze esterne al Burundi entrassero senza permesso nel suo paese questi sarebbe autorizzato a difendersi contro gli invasori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ONU e l\u2019UA hanno le mani legate e l\u2019unica alternativa resta la via del dialogo. Il 21 gennaio un nuovo tentativo di negoziati \u00e8 effettuato dagli ambasciatori dei paesi membri del consiglio di sicurezza dell\u2019ONU giunti a Bujumbura per convincere il presidente a riprendere le trattative con l\u2019opposizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La possibilit\u00e0 di una nuova guerra etnica \u00e8 di fatto esclusa poich\u00e9 tutsi e hutu hanno manifestato fianco a fianco contro il terzo mandato, ma ci\u00f2 non esclude la possibilit\u00e0 di una guerra civile tra sostenitori e oppositori di Nkurunziza. Il suo regime ormai fondato sulla vendetta non porter\u00e0 nulla di buono a questo piccolo paese gi\u00e0 privo di risorse naturali e fuori da ogni interesse internazionale.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6229\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/310px-By-map-fr.png\" alt=\"310px-By-map-fr\" width=\"310\" height=\"311\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/310px-By-map-fr.png 310w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/310px-By-map-fr-150x150.png 150w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/310px-By-map-fr-199x200.png 199w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/310px-By-map-fr-300x301.png 300w\" sizes=\"(max-width: 310px) 100vw, 310px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Poche notizie arrivano dal Burundi\u2026ma questo non vuol dire che tutto sia calmo&#8230;al contrario: la situazione anche in quello Stato africano diventa ogni giorno pi\u00f9 complessa e difficile. 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