{"id":6182,"date":"2015-12-18T18:21:47","date_gmt":"2015-12-18T17:21:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6182"},"modified":"2015-12-18T18:21:47","modified_gmt":"2015-12-18T17:21:47","slug":"il-rapporto-tra-media-e-intelligence-qualche-semplice-riflessione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6182","title":{"rendered":"IL RAPPORTO TRA MEDIA E INTELLIGENCE. QUALCHE SEMPLICE RIFLESSIONE."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_6185\" style=\"width: 415px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-6185\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-6185\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/servizi-segreti-italiani-LINEA-DI-COMANDO-405x405.png\" alt=\"Linea di Comando dei Servizi d'informazione per la sicurezza in Italia.\" width=\"405\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/servizi-segreti-italiani-LINEA-DI-COMANDO-405x405.png 405w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/servizi-segreti-italiani-LINEA-DI-COMANDO-150x150.png 150w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/servizi-segreti-italiani-LINEA-DI-COMANDO-200x200.png 200w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/servizi-segreti-italiani-LINEA-DI-COMANDO-300x300.png 300w\" sizes=\"(max-width: 405px) 100vw, 405px\" \/><p id=\"caption-attachment-6185\" class=\"wp-caption-text\">Linea di Comando dei Servizi d&#8217;informazione per la sicurezza in Italia.<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di uno strano \u2019matrimonio\u2019 \u00a0quello tra media e intelligence, un connubio difficile, perch\u00e9 i media cercano informazioni in un modo \u2018disperato\u2019 (la concorrenza \u00e8 spietata), e hanno il diritto di farlo per informare mentre chi opera nell\u2019intelligence (singoli e istituzioni) ha bisogno di silenzio e discrezione nel suo funzionamento, anche se spesso utilizza i media per ottenere informazioni (le cosiddette \u2018fonti aperte\u2019 sono sempre molto interessanti), o per diffondere notizie e magari disseminare &#8220;menzogne&#8221; di proposito, al fine di avere un qualche tipo di reazioni o sollecitare \u2018interessanti\u2019 comportamenti da parte del presunto nemico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un \u2018matrimonio\u2019 iniziato pi\u00f9 o meno quando l\u2019umanit\u00e0 in conflitto pass\u00f2 da messaggi orali alla scrittura, alla stampa e all&#8217;editoria\u2026 questo va per\u00f2 troppo lontano dal nostro tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una parte del lavoro dell&#8217;intelligence \u00e8 costituita dall\u2019 acquisizione di una serie di informazioni relative a determinate problematiche inerenti alla sicurezza e difesa dello Stato (sotto vari aspetti), venendo in seguito le fasi di coordinamento, interpretazione, valutazione e, infine, analisi e diffusione agli addetti ai lavori delle elaborazioni degli analisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le agenzie d\u2019intelligence o, come sono comunemente conosciute \u2018servizi segreti,\u2019 (che ai nostri giorni non sono segreti, ma organi istituzionali di uno Stato), sono interessate a fonti aperte e a fonti riservate; l\u2019intelligence vera e propria poi \u00e8 il risultato di un&#8217;analisi interpretativa che vede l&#8217;integrazione delle informazioni provenienti da fonti diverse, inclusi supporti tecnici (SIGINT), umani (HUMINT), etc\u2026. Non c&#8217;\u00e8 intelligence senza informazioni ma le informazioni da sole non possono diventare tout court intelligence fruibile \u2026 e per informazioni s\u2019intende anche quelle fornite dai media in modo aperto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia dell\u2019intelligence \u00e8 fatta non solo di operazioni particolarmente brillanti sotto copertura, stimolando l&#8217;interesse e la curiosit\u00e0 del vasto pubblico ma \u00e8 un quotidiano ad horas lavoro di routine, per la raccolta, il coordinamento e l&#8217;analisi; un lavoro continuo che deve essere sempre puntuale, in qualche modo veloce, e che usa ogni possibile fonte, aperta o coperta, anche molto semplicemente una notizia letta sui media: questa pu\u00f2 offrire il pezzo mancante di una bene nota situazione per la quale potevano mancare alcuni dettagli preziosi. L&#8217;importanza dei mezzi di comunicazione nel campo dell\u2019intelligence non deve essere sottovalutato, anche per produrre o diffondere &#8220;menzogne&#8221;, non solo per ottenere informazioni, ma per disseminare disinformazione\u2026E &#8216;stata sicuramente una forma di strategia militare indiretta nel passato e forse lo \u00e8 anche ora\u2026.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo obiettivo dei media, sia esso carta stampata o televisione o web, \u00e8 quello di ottenere informazioni da diffondere in tutto il mondo, cercando di essere i primi a avere lo \u2018scoop\u2019 e la spinta \u00e8 qualcosa di cos\u00ec forte che niente pu\u00f2 fermare i media &#8230;. i servizi segreti, al contrario, hanno una caratteristica: mantenere \u2018riservata\u2019 la maggior parte del loro lavoro, non perch\u00e9 \u00e8 illegale ma perch\u00e9 \u00e8 una parte necessaria per la difesa e la sicurezza di uno stato. A questo proposito, la situazione si sta lentamente modificando e anche le agenzie d\u2019intelligence curano la comunicazione con il pubblico e la conoscenza della necessit\u00e0 della loro esistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In passato era molto pi\u00f9 facile controllare la stampa: per esempio, quando l&#8217;Italia decise nel 1911 di occupare le isole del Dodecaneso per costringere l&#8217;Impero Ottomano a rinunciare ai loro diritti sulla Libia, fu necessario tenere segreta la partenza della spedizione per prendere i turchi di sorpresa. Parte di essa era in partenza da uno dei porti libici (l&#8217;altra stava lasciando la costa italiana da Bari e Napoli); ai giornalisti in quel momento in Libia o integrati ufficialmente nelle truppe (l\u2019<em>embedded<\/em> attuale), fu vietato di inviare i rapporti in Italia per giorni, proibendo l\u2019uso del telegrafo: alcuni di loro furono addirittura tenuti a terra lontani dal porto di partenza, dicendo che era in via di organizzazione una manovra di addestramento navale, dichiarandola annullata subito dopo che la Regia Marina aveva lasciato il porto segreto per la destinazione originale. Gli stessi ufficiali imbarcati, ad eccezione del comandante della spedizione e pochi ufficiali superiori, seppero della reale destinazione solo dopo circa 6 ore di navigazione. Oggi sarebbe impossibile nascondere tali mosse, ormai, con i nuovi strumenti tecnologici (droni e varie simili\u2026) e soprattutto con il diritto all&#8217;informazione, profondamente sentito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante la Seconda Guerra mondiale, fu possibile vincere il consenso della popolazione italiana verso gli anglo-americani, ad esempio utilizzando Radio Londra (i programmi speciali della BBC in lingua italiana), come strumento potente di \u2018<em>Psyops<\/em>\u2019 (Operazioni psicologiche): salvaguardarono sempre Casa Savoia addossando al regime fascista e a Mussolini l\u2019intera colpa del disastro. Operazione molto abile di politica e d\u2019intelligence, utilizzando i media allora disponibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tempi attuali la situazione \u00e8 molto pi\u00f9 complessa che in passato, perch\u00e9 televisione o minuscoli apparecchi televisivi registrano e diffondono in tempo reale ci\u00f2 che accade. Nessuno dimentica che l&#8217;inizio di guerra nel Golfo del 1991 \u00e8 stato mostrato in televisione in diretta; o che la televisione era l\u00ec quando i marines stavano sbarcando in Somalia nella spedizione UNOSOM nel 1992.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Media (televisione e stampa) sono ancora molto importanti nella raccolta delle informazioni, perch\u00e9 sono fonti aperte: possono essere un mosaico, pezzi di un puzzle che, messi insieme, possono fornire informazioni sensibili, se legati all&#8217;intelligence ricevuta, o per iniziare un nuovo dossier o per aprire un nuovo file. Un\u2019intelligence accurata pu\u00f2 essere d\u2019immenso valore, sia nella diplomazia e la guerra ma se non adeguatamente valutata e applicata, \u00e8 inutile. Al contrario, se fraintese, le informazioni raccolte possono anche contribuire a produrre un disastro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rapporto tra i media e i servizi d\u2019intelligence pu\u00f2 essere a <em>&#8216;dual use&#8217;<\/em>: quante volte, al fine di fare propaganda o qualcosa d&#8217;altro, i media sono stati manipolati? Non sappiamo esattamente quante volte \u00e8 accaduto o accade; \u00e8 difficile controllarne le conseguenze. Scrisse Arthur Ponsonby nel 1928, nell&#8217;introduzione di uno dei suoi saggi (<em>Falsehood in War-time<\/em>, London, 1928): <em>una menzogna in guerra \u00e8 un&#8217;arma veramente utile e come arma \u00e8 riconosciuta e ogni stato la usa per ingannare i nemico\u2026<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che \u00e8 stato scritto nel 1928 \u00e8 ancora d&#8217;attualit\u00e0. Ai media di un tempo, relativamente \u2018semplici\u2019 (radio e carta stampata), si aggiunge il web, la rete e i terroristi la usano con rara perizia, occorre riconoscere. Hanno imparato la lezione molto bene e utilizzano abilmente i mezzi di comunicazione per diffondere verit\u00e0 e bugie insieme, lasciando agli analisti il difficile compito di capire dove sono le bugie e dove \u00e8 la verit\u00e0. E poi \u00e8 cos\u00ec facile rivendicare qualsiasi azione tramite web!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le nuove tecnologie di trasmissione molto avanzate costringono gli operatori del settore a avere grande professionalit\u00e0 nel trattare con i media e nell\u2019analisi e comprensione di messaggi provenienti attraverso il web da movimenti islamici, integralisti e fondamentalisti..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi ultimi hanno compreso la potenza del web e lo utilizzano con la certezza che in questo modo i loro messaggi saranno diffusi in tutto il mondo in un minuto, anche meno con una cassa di risonanza di eccezionale qualit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u00e8 la vera novit\u00e0: la velocit\u00e0 con cui la notizia diventa globale e non \u00e8 facile reprimerne la diffusione. Occorre affrontare la velocit\u00e0 con cui il nemico dissemina il messaggio. Abbiamo visto le conseguenze di tutti i sequestri realizzati in Iraq e altrove: lo scopo \u00e8 di rastrellare denaro e diffondere un terrore generale, con una partecipazione popolare mondiale all\u2019avvenimento, soprattutto nei paesi di origine del rapito, affinch\u00e9 non sia possibile altro che accedere alle richieste e liberare gli ostaggi. Le esecuzioni dell\u2019ISIS sul web: dimostrare la forza e spargere terrore pi\u00f9 forse all\u2019interno del mondo islamico prima ancora che in quello degli \u2018infedeli\u2019. Un dato \u00e8 certo: il web e i media aiutano, consapevolmente o meno, ad esempio i rapitori, rendendo il lavoro degli operatori di intelligence e dei governi molto complicato, perch\u00e9 questi ultimi hanno a che fare anche con i sentimenti popolari e nascondere ci\u00f2 che viene fatto per liberare gli ostaggi \u00e8 difficile\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che dobbiamo ammettere \u00e8 che nei tempi attuali siamo molto dipendenti dai media che possono influenzare le relazioni internazionali o essere gli strumenti forse inconsapevoli, di un terribile conflitto tra ideologie diverse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non demonizziamo i media sapendo per certo che sono uno strumento utile per l\u2019intelligence ma\u2026anche pericoloso se non saputo maneggiare con grandissima cura. Bisogna sperare molto nella professionalit\u00e0, nell\u2019onest\u00e0 deontologica dell\u2019operatore dei media!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intelligence e media: un matrimonio interessante non scevro di pericoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_6187\" style=\"width: 290px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-6187\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-6187\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/280px-Emblema_del_KGB.png\" alt=\"Emblema del potente KGB di cui Vladimir Putin fu alto esponente.\" width=\"280\" height=\"280\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/280px-Emblema_del_KGB.png 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/280px-Emblema_del_KGB-150x150.png 150w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/280px-Emblema_del_KGB-200x200.png 200w\" sizes=\"(max-width: 280px) 100vw, 280px\" \/><p id=\"caption-attachment-6187\" class=\"wp-caption-text\">Emblema del potente KGB di cui Vladimir Putin fu alto esponente.<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il matrimonio fra media e intelligence \u00e8 proficuo ma difficile.<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[1516,1515],"tags":[2597,2600,2599,2598],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-1BI","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6182"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6182"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6182\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6188,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6182\/revisions\/6188"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6182"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6182"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6182"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}