{"id":6134,"date":"2015-12-02T15:59:51","date_gmt":"2015-12-02T14:59:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6134"},"modified":"2015-12-03T09:05:46","modified_gmt":"2015-12-03T08:05:46","slug":"transizione-verso-un-nuovo-equilibrio-globale-il-mondo-contropolare-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6134","title":{"rendered":"Transizione verso un nuovo equilibrio globale. Il mondo \u2018contropolare\u2019. 2."},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_6136\" style=\"width: 588px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-6136\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-6136\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/jurij-solozobov-578x405.jpg\" alt=\"Jurij Michajlovi\u010d Solozobov\" width=\"578\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/jurij-solozobov-578x405.jpg 578w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/jurij-solozobov-280x196.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/jurij-solozobov-300x210.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/jurij-solozobov.jpg 679w\" sizes=\"(max-width: 578px) 100vw, 578px\" \/><p id=\"caption-attachment-6136\" class=\"wp-caption-text\">Jurij Michajlovi\u010d Solozobov<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Riflessioni a voce alta sul cambiamento non solo\u2026climatico\u2026del mondo globalizzato. Spunti di discussione. Le teorie di un politologo russo e altri scrittori sull\u2019argomento.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(La prima parte \u00e8 stata pubblicata il 1\u00b0 dicembre 2015)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La definizione di<strong> mondo contropolare<\/strong> <strong>(2015)<\/strong>, non ancora completamente acquisita dalla comunit\u00e0 scientifica internazionale, \u00e8 stata ideata dal politologo russo Jurij Michajlovi\u010d Solozobov. Questi, in un suo articolo del dicembre 2014, per il giornale russo Izvestija (4), sottolinea come alla Russia sia stata dichiarata guerra dall&#8217;America, dopo la fine della \u201cPax americana\u201d (periodo corrispondente al \u201cmondo unipolare\u201d), con il blocco economico, che danneggia l&#8217;Europa, a tutto vantaggio del risanamento del mercato interno americano. Con questo fine, sono state approvate delle sanzioni contro la Russia, delle quali non si vede la fine, anzi si parla di un eventuale prolungamento delle stesse. \u201cLa Russia \u2013 continua Solozobov \u2013 \u00e8 stata nominata tra le principali minacce agli Stati Uniti, alla pari dei guerriglieri dello \u201cStato islamico\u201d e del virus Ebola. Ci hanno considerati uguali ad un miseramente minuto e micidiale virus, per poi dichiarare alla Russia un cordone sanitario, isolarla e sterminarla senza piet\u00e0\u201d. (5)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solozobov fa, quindi, un breve excursus storico, che parte dalla fine del mondo bipolare, quando, con la disintegrazione dell&#8217;Unione Sovietica, gli Stati Uniti ebbero le mani libere di comportarsi come pi\u00f9 loro piacesse nell&#8217;arena internazionale. Viene menzionata la debolezza della Russia di Eltsin e Kozyrev (diplomatico e Primo ministro, sotto la Presidenza Eltsin), nel periodo in cui dall&#8217;Occidente si facevano alla Russia promesse di scioglimento della NATO e associazione al \u201cGruppo dei sette\u201d paesi economicamente pi\u00f9 sviluppati del mondo, a cui succedette la crisi economica che colp\u00ec il paese nel 1998. Con l&#8217;avvento di Putin al potere, prosegue il politologo russo, la Russia si rafforz\u00f2 e, su sua iniziativa, fu persino creata una Unione eurasiatica, della quale entrarono a far parte anche Bielorussia e Kazakistan e che, contrariamente ai suoi principi fondanti di \u201cponte economico pacifico tra l&#8217;UE e la Repubblica Popolare Cinese\u201d, venne subito additata da Occidente come una URSS2. \u00c8 per questo che, come scrive Solozobov, gli Stati Uniti, a inizio 2014, \u201cappiccarono il fuoco all&#8217;Ucraina\u201d (6).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi, Solozobov, soppesa i vari motivi che caratterizzano la superiorit\u00e0 statunitense a livello mondiale e le peculiarit\u00e0 demografiche e di bilancio militare che rendono impossibile alla Russia di uguagliare gli sforzi americani nel settore difensivo. Passa, poi, a considerare la volont\u00e0 americana di non rinunciare al ruolo di supremazia mondiale, derivante dal sistema unipolare, non esitando gli USA a sminuire ulteriormente tutti gli altri sottocentri di potere, gli Stati, che potrebbero opporre resistenza, per renderli pi\u00f9 facilmente annientabili, non vedendo in essi \u201cnemmeno dei nemici, ma solo pastura per la loro economia\u201d. (7)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per far fronte a una simile situazione e costringere la potenza americana a riconoscere il diritto alla sovranit\u00e0 reale degli altri Stati, <strong>Solozobov<\/strong> sostiene che si debba passare ad un \u201c<strong>mondo contropolare\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel mondo contropolare<\/strong> attori minori, detenenti un certo peso regionale, si coalizzano, nell&#8217;intento di raggiungere una scala di copertura mondiale e contrastare, cos\u00ec, l&#8217;unico polo, che deteneva la supremazia mondiale nel mondo unipolare, ossia, gli Stati Uniti d&#8217;America. Nel suo articolo, Solozobov cita, oltre alla Russia e alla Cina, anche l&#8217;Iran e, in ottica regionale, il Kazakistan, paese del quale, pur vivendo da anni stabilmente a Mosca, \u00e8 originario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 in generale, come viene fatto presente dall&#8217;esperto russo in Scienze storiche, Aleksej Charin, in un suo articolo del settembre 2015 (8), che riprende l&#8217;articolo di Solozobov, il nucleo di paesi principali sui quali potrebbero fondarsi queste condivisioni di vedute, che andrebbero a caratterizzare la <strong>contropolarit\u00e0<\/strong> del <strong>nuovo mondo<\/strong>, sarebbero quelli partecipanti al gruppo del BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica), a carattere economico, che nel 2014 si \u00e8 anche dotato di una propria Banca per lo sviluppo. In sostanza, attorno ai paesi del BRICS si potrebbero formare alleanze definibili, a mio avviso, con terminologia presa a prestito dal processo di integrazione dell&#8217;Unione europea, \u201ca geometria variabile\u201d. A seconda, cio\u00e8, del momento e della regione geografica, alcuni di quei cinque paesi potrebbero allearsi con stati di dimensioni medie, per tener testa allo strapotere americano. Tutto questo, in un&#8217;ottica che, per la Russia e, in generale, per i paesi in situazioni internazionali simili alla sua, Solozobov paragona a quella della Francia di Charles de Gaulle, che non esit\u00f2 a compiere tanti coraggiosi passi successivi, che le consentirono di prendere le distanze dagli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 anche vero, come sottolinea Charin, che ci vogliono dei valori comuni, che rendano attraente per gli Stati di medie dimensioni, unirsi attorno alla Russia, mentre tuttora molti di loro, tra i quali anche paesi come la Cina e l&#8217;Iran, nonostante l&#8217;aperto antiamericanismo, in molti casi, sembrano condividere gli stessi valori dell&#8217;America. Per questo, Charin si chiede \u201ccosa pu\u00f2 dare la Russia sul piano economico?\u201d, se la Russia possa fornire qualcosa di analogo ai vantaggi economici provenienti dai rapporti con gli Stati Uniti e se la sua economia sia pronta a questo. Domande, per il momento, in attesa di risposta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel settembre di questo anno, abbiamo avuto un primo esempio di questo tipo di nuove \u201calleanze\u201d in Siria, dove la Russia ha iniziato ad intervenire pesantemente sul piano militare, seguita dall&#8217;Iran e, per la prima volta nella sua storia, sebbene in maniera pi\u00f9 \u201csilenziosa\u201d e defilata, dalla Cina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;altro dei principali Stati di media grandezza, che potrebbe avvicinarsi alle posizioni russe \u00e8 la Germania, le cui decisioni sarebbero in grado di esercitare una certa influenza sull&#8217;Europa continentale occidentale e \u201cmitteleuropea\u201d (con eccezione, per molti aspetti, della Polonia e delle tre repubbliche baltiche). Per questo motivo, Berlino rischia di attirarsi le ire di Washington, come gi\u00e0 messo in rilievo tra il 2014 e il 2015, da parte della pubblicistica italiana, oltre che, in maniera indiretta, dallo scandalo, che ha colpito di recente la casa automobilistica tedesca Wolkswagen.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;immediato, quello a cui stiamo assistendo a partire da quest&#8217;anno, \u00e8 una lenta tendenza che, secondo la celebre teoria geopolitica dell&#8217;\u201dHeartland\u201d (10) del geografo e politico inglese Halford Mackinder, vedrebbe le potenze \u201ccontinentali\u201d (Russia e Cina) ascendenti e le potenze \u201cmarittime\u201d (Stati Uniti e, in seconda battuta, Gran Bretagna) discendenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>mondo multipolare<\/strong>, successivo, ma al contempo, quasi contemporaneo dell&#8217;interregno che lo precede \u2013 il \u201c<strong>mondo contropolare<\/strong>\u201d &#8211; \u00e8 il risultato di quanto in quello si \u00e8 svolto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo sistema di relazioni internazionali, il polo originario del mondo unipolare (o monopolare, che dir si voglia) &#8211; gli Stati Uniti d&#8217;America &#8211; vedrebbe la propria capacit\u00e0 di agire limitata in modo considerevole dagli stabilizzatisi \u201cpoli collettivi\u201d composti da Cina, Russia e, in seconda battuta Iran, gli altri tre membri del gruppo del BRICS &#8211; Brasile, India e Sudafrica &#8211; e quanti altri paesi ritengano i propri diritti di sovranit\u00e0 nazionale lesi dall&#8217;agire dell&#8217;ex-potenza unipolare americana. Questi nuovi \u201cpoli\u201d riporterebbero quello americano alla situazione iniziale, del \u201cmondo bipolare\u201d, in cui a ogni azione potendo corrispondere una reazione uguale e contraria, ogni polo rifletteva pi\u00f9 di una volta, prima di intraprendere iniziative nell&#8217;arena internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Note al testo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4 &#8211; \u201c\u041a\u043e\u043d\u0442\u0440\u043f\u043e\u043b\u044f\u0440\u043d\u044b\u0439 \u043c\u0438\u0440\u201d (\u201cKontrpoljarnij mir\u201d, \u201cIl mondo contropolare\u201d), <em>Izvestija<\/em>, 9 dicembre 2014.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Fonte:<a href=\"http:\/\/izvestia.ru\/news\/580537.\"> http:\/\/izvestia.ru\/news\/580537.<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5 \u2013 <em>Ibidem<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6 \u2013 <em>Ibidem<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">7 \u2013 <em>Ibidem<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">8 &#8211; \u201c\u0422\u0435\u043e\u0440\u0438\u044f \u043a\u043e\u043d\u0442\u0440\u043e\u043f\u043e\u043b\u044f\u0440\u043d\u043e\u0433\u043e \u043c\u0438\u0440\u0430\u201d (\u201cTeorija kontrpoljarnogo mira\u201d, \u201cLa teoria del mondo contropolare\u201d), <em>Gheopolitika \u2013\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Informazionno-analiti\u010deskij portal<\/em>, 1 settembre 2015.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/geopolitica.ru\/article\/teoriya-kontrpolyarnogo-mira#.VilGBKSi3xi\">http:\/\/geopolitica.ru\/article\/teoriya-kontrpolyarnogo-mira &#8211; .VilGBKSi3xi<\/a> <a href=\"http:\/\/geopolitica.ru\/article\/teoriya-kontrpolyarnogo-mira#.VlhNQXukbxj\">http:\/\/geopolitica.ru\/article\/teoriya-kontrpolyarnogo-mira#.VlhNQXukbxj<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">9 &#8211; Il titolo del numero 8 di \u201cLimes \u2013 Rivista italiana di geopolitica\u201d, dell&#8217;agosto 2014 la dice tutta sull&#8217;errore (o, forse, programma non dichiarato) commesso dall&#8217;amministrazione americana, con l&#8217;aperto sostegno al colpo di Stato verificatosi tra il 18 e il 23 febbraio di quello stesso anno a Kiev, in Ucraina e ribattezzato dalla stampa mondiale come \u201crivoluzione\u201d: \u201cCina-Russia-Germania unite da Obama\u201d. Ebbene, si \u00e8 dovuto attendere pi\u00f9 di un anno per vedere quello che siffatto titolo esprime: una convergenza di interessi e di opinioni di quei tre paesi sull&#8217;azione di Washington. Se da un lato, per\u00f2, abbiamo assistito ad una sempre maggiore collaborazione tra Russia e Cina nelle opportune sedi internazionali (ONU in testa), il ruolo della Germania sembra, a prima vista, pi\u00f9 marginale. Berlino da un anno a questa parte ha iniziato a staccarsi dal coro plaudente alle decisioni prese oltre Oceano Atlantico e rafforzate in sede NATO. Se ancora la potenza regionale tedesca non si \u00e8 apertamente schierata con Mosca e Pechino, ha, comunque, cominciato, negli incontri internazionali che l&#8217;hanno vista confrontarsi con gli altri colleghi occidentali, a smarcarsi progressivamente dalle loro decisioni, mostrando una certa neutralit\u00e0 e propensione all&#8217;abolizione delle sanzioni economiche decretate lo scorso anno contro la Russia. Proprio questo atteggiamento della Germania sulle decisioni riguardanti, direttamente o indirettamente, la Russia, \u00e8 per l&#8217;America altrettanto pesante che una classica alleanza Germania-Russia. Ecco, quindi, che quest&#8217;anno abbiamo assistito alla denuncia americana di qualcosa che gi\u00e0 si sapeva fin dal 2012: lo scandalo Volkswagen. Per quanto sia evidente a tutti i lettori avvertiti che le inadempienze della ditta automobilistica tedesca siano ampiamente comprovate, la coincidenza temporale tra lo smarcarsi della Germania dalle decisioni \u201canti-Russia\u201d congiunte occidentali di ispirazione americana e la denuncia da parte dell&#8217;America di quanto portato avanti dalla Volkswagen da diversi anni a questa parte, lascia un po&#8217; perplessi. Le due cose sembrano configurarsi come una specie di ritorsione economica trasversale americana verso l&#8217;alleato tedesco, per cercare, se non proprio di \u201criportarlo nei ranghi\u201d, almeno, di frenarlo in questa sua tendenza all&#8217;autonomia decisionale in politica internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">10 &#8211; Secondo questa teoria, formulata a inizio del XX Secolo, e basata sulla contrapposizione tra mare e terra, nelle parole di Mackinder, \u201cChi controlla l\u2019Est Europa comanda l\u2019Heartland: chi controlla l\u2019Heartland comanda l\u2019Isola-Mondo: chi controlla l\u2019Isola-Mondo comanda il mondo\u201d, intendendosi per \u201cHearland\u201d quella porzione di mondo che va dal russo Volga al cinese Fiume Azzurro e dall&#8217;Artico alle cime dell&#8217;Himalaya, e per \u201cIsola-Mondo\u201d, quella che va sotto il nome di \u201cEurafrasia\u201d (Europa, Africa e Asia).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_6139\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-6139\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-6139\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/sld013-580x387.gif\" alt=\"La teoria dell'Heartland di Sir Halford Mackinder\" width=\"580\" height=\"387\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/sld013-580x387.gif 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/sld013-280x187.gif 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/sld013-300x200.gif 300w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-6139\" class=\"wp-caption-text\">La teoria dell&#8217;Heartland di Sir Halford Mackinder.<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mondo contropolare verso mondo unipolare.Riflessioni a voce alta sul cambiamento non solo\u2026climatico\u2026del mondo globalizzato. 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