{"id":6080,"date":"2015-11-23T16:15:21","date_gmt":"2015-11-23T15:15:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6080"},"modified":"2015-11-23T16:15:21","modified_gmt":"2015-11-23T15:15:21","slug":"in-yemen-il-conflitto-perdura-i-droni-usa-allopera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6080","title":{"rendered":"IN YEMEN IL CONFLITTO PERDURA. I droni USA all\u2019opera."},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_6090\" style=\"width: 544px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-6090\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-6090\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Unknown-534x405.jpeg\" alt=\"(Fonte: American Enterprise Institute)\" width=\"534\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Unknown-534x405.jpeg 534w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Unknown-264x200.jpeg 264w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Unknown-300x227.jpeg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Unknown.jpeg 624w\" sizes=\"(max-width: 534px) 100vw, 534px\" \/><p id=\"caption-attachment-6090\" class=\"wp-caption-text\">(Fonte: American Enterprise Institute)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>I media occidentali sono ovviamente focalizzati sulla Siria, sull\u2019avanzamento e gli orrori dell\u2019IS (Daesh), sui fatti di Parigi e Bruxelles. Non considerano molto spesso che ci sono altri pericolosi focolai dove c\u2019\u00e8 un conflitto, colpi di stato, rovesciamenti di potere: insomma, mancanza di stabilit\u00e0. Quella mancanza da cui \u00e8 affetto tutto il mondo musulmano mediorientale. Come ritornare a una stabilit\u00e0? Bella domanda alla quale \u00e8 troppo difficile rispondere per il momento.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 30 ottobre l\u2019accettazione da parte degli Houthi e dell\u2019ex presidente yemenita Al\u00ec Abdullah Saleh della Risoluzione del Consiglio di Sicurezza ONU 2216 avrebbe dovuto segnare la fine della guerra lanciata contro lo Yemen da Arabia Saudita, Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG), tranne l\u2019Oman, e la Coalizione di supporto, USA compresi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, la guerra scatenata il 26 marzo per il colpo di Stato degli Houthi contro il legittimo presidente Abd Rabbuh Mansour Hadi, insediato al posto di Saleh dall\u2019Arabia Saudita, doveva terminare perch\u00e9 i golpisti erano pronti a ritirarsi dalla capitale e da citt\u00e0 e aree occupate, consegnare le armi e interrompere i combattimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al contrario, i bombardamenti proseguono senza sosta e con maggior vigore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019obiettivo saudita \u00e8 chiaro: riprendere il totale controllo del Paese escludendone gli Houthi che accusa di essere manovrati dall\u2019Iran perch\u00e9 sciiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo aver incassato dal Presidente Hadi la richiesta di accettare lo Yemen fra i membri del CCG a stabilizzazione avvenuta, Riyadh incrementa il numero di combattenti sul terreno avvalendosi di 800 mercenari colombiani, gi\u00e0 soldati dei corpi speciali dell\u2019esercito di Bogot\u00e0 con pregressa esperienza acquisita contro le FARC (Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane), e li dispiega ad Aden in chiave anti-Houthi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad Aden, la proclamata \u201ccapitale temporanea\u201d, i sauditi ottengono anche l\u2019incremento delle truppe sudanesi che passano dai 400 soldati gi\u00e0 presenti dal 19 ottobre a 900.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E non solo in chiave anti-Houthi ma anche per l\u2019attivit\u00e0 di contrasto nei confronti di Al Qaeda in the Arabian Peninsula (AQAP), la formazione jihadista che Riyadh aveva utilizzato come alleato per la riconquista di Aden.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La devastazione del Paese continua e non risparmia neppure le strutture sanitarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei primi dieci giorni di novembre i dati dell\u2019Alto Commissario delle Nazioni Unite riportano:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>564 morti, tra cui 410 bambini, 26.568 feriti, 2,3 milioni di sfollati interni e 200 mila profughi;<\/li>\n<li>90 strutture sanitarie, tra cui l\u2019ospedale dei Medici Senza Frontiere, devastate, il 23% degli ospedali non pi\u00f9 funzionanti, 15,2 milioni di civili senza pi\u00f9 accesso all\u2019assistenza medica di base;<\/li>\n<li>8004 casi di febbre dengue, mancanza d\u2019immunizzazione pediatrica e supporti nutrizionali.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">I fatti spiegano quanto accade sul terreno nel silenzio di Comunit\u00e0 Internazionale e parte dei media.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzi tutto, come in precedenza scritto, gli Houthi non dipendono dall\u2019Iran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se \u00e8 vero che Teheran non manchi di criticare l\u2019operazione militare saudita in realt\u00e0 i rapporti tra Ansarullah \u2013 nome del movimento pi\u00f9 conosciuto come Houthis &#8211; e Iran non sono mai stati stretti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se negli ultimi anni l\u2019Iran si \u00e8 avvicinato al piccolo movimento sciita (di scuola Zaidi, il 4% della popolazione) non v\u2019\u00e8 mai stato supporto militare n\u00e9 finanziario, neppure nel periodo del presidente Saleh, di religione sciita Houthi, e stretto alleato di Arabia Saudita e USA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La decantata campagna militare saudita in realt\u00e0 perde colpi quotidianamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non solo Sana\u2019a \u00e8 rimasta sotto il controllo degli Houthi, ma anche il Sud \u00e8 in pericolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli Houthi guadagnano terreno nella provincia di Lahj, al confine con Aden, collina strategica per il controllo della base aerea di al-Anad che funge da Quartier Generale dei sudanesi, riconquistano Damt e la citt\u00e0 costiera di Dhubab, vicino allo stretto strategico di Bab al-Mandab.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E questa volta la minaccia non proviene solo dai combattenti sciiti ma anche dagli \u201calleati temporanei\u201d della Coalizione, AQAP.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I qaedisti controllano l\u2019intera regione di Hadramaut compreso il capoluogo, Mukalla, la citt\u00e0 portuale nel Sud, e ormai oltre1\/3 del Paese, ove \u00e8 presente dal 2009 con basi e campi di addestramento nonostante i raid dei droni USA che proprio a Mukalla in questi giorni ne avrebbero eliminato alcuni dirigenti compreso il leader Nasir al-Wuhayshi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attuando un inedito modulo di condivisione del potere, i militanti di AQAP sedimentano buoni contatti con i locali capi tribali sunniti in chiave anti-Houthi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa situazione, gravata da profonde divisioni in seno all\u2019esercito yemenita, ancora in parte vicino all\u2019ex presidente Saleh, sconta anche la rinnovata ansia di indipendenza del Sud del Paese la cui popolazione osserva gli eventi in attesa di poterne prendere vantaggio per separarsi dal Sana\u2019a, ormai senza guida.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pacificazione, se ci dovesse essere, appare ancora lontana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_6083\" style=\"width: 378px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-6083\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-6083\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/yemen_pol_2002-368x405.jpg\" alt=\"(Perry Casta\u00f1eda Maps- University of Texas)\" width=\"368\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/yemen_pol_2002-368x405.jpg 368w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/yemen_pol_2002-182x200.jpg 182w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/yemen_pol_2002-300x330.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/yemen_pol_2002.jpg 1110w\" sizes=\"(max-width: 368px) 100vw, 368px\" \/><p id=\"caption-attachment-6083\" class=\"wp-caption-text\">(Perry Casta\u00f1eda Maps- University of Texas)<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La guerra in Yemen e i suoi protagonisti. 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