{"id":6051,"date":"2015-11-17T17:24:21","date_gmt":"2015-11-17T16:24:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6051"},"modified":"2015-11-17T17:24:21","modified_gmt":"2015-11-17T16:24:21","slug":"kiev-arruola-jihadisti-rischio-di-una-spirale-ucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6051","title":{"rendered":"Kiev arruola jihadisti, rischio di una \u201cspirale ucraina\u201d?"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_6054\" style=\"width: 474px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-6054\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-6054\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/ucraina-carpazi.jpg\" alt=\"Ucraina e Carpazi\" width=\"464\" height=\"293\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/ucraina-carpazi.jpg 464w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/ucraina-carpazi-280x177.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/ucraina-carpazi-300x189.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 464px) 100vw, 464px\" \/><p id=\"caption-attachment-6054\" class=\"wp-caption-text\">Ucraina e Carpazi<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il fenomeno del jihadismo non \u00e8 solamente concentrato in Medio Oriente\u2026.ma si allarga altrove\u2026.e se ne parla ancora poco sui media italiani. Che accade in Ucraina&#8230;di questi tempi?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;attuale situazione in Ucraina \u00e8 ormai fuori dall\u2019attenzione dei media italiani, ma la crisi \u00e8 andata sempre pi\u00f9 articolandosi e potrebbe seriamente minacciare la sicurezza europea ma anche quella russa e non a causa di Putin.<br \/>\nIl governo ucraino ha da tempo avviato una politica orientata al reclutamento e impiego di truppe paramilitari per fronteggiare seriamente i separatisti filo-russi a causa della mancanza di forze regolari efficienti. La decisione di formare battaglioni di paramilitari, coinvolgendo anche jihadisti, nelle regioni orientali del paese sta invogliando un gran numero di pericolosi <em>foreign fighters<\/em> caucasici a recarsi in Ucraina per combattere a fianco dell\u2019esercito regolare di Kiev. Questi combattenti vengono reclutati poich\u00e9 ideologicamente anti-russi, con esperienze di guerra anche se per sostenere la jihad nel Caucaso. Essi sono stati protagonisti nelle guerre in Cecenia contro le forze regolari di Mosca, come ad esempio Isa Munaev (comandante militare di Grozny durante la seconda guerra cecena) poi ucciso nella battaglia di Debal&#8217;ceve in Ucraina, ma fondatore del battaglione paramilitare <em>D\u017eokhar Dudaev<\/em>.<br \/>\nKiev ha formato diverse unit\u00e0 di combattenti islamici anti-russi: il battaglione <em>D\u017eokhar Dudaev<\/em>, che opera principalmente nel Donbass, il battaglione <em>Mansur<\/em> con sede a Mariupol, il battaglione <em>Crimea<\/em> con sede a Krematorsk e il battaglione <em>Azov, <\/em>i cui membri sono nazionalisti d\u2019ispirazione neo-nazista e collaborano con i combattenti islamici presenti. I primi due sono costituiti da combattenti ucraini, uzbeki, ceceni e daghestani, mentre il terzo include soprattutto tartari della Crimea. Vari membri di questi battaglioni sono stati addestrati con lo Stato Islamico in Siria e Iraq.<\/p>\n<div id=\"attachment_6057\" style=\"width: 290px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-6057\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-6057\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/arton182459-091ec-280x175.jpg\" alt=\"Dmytro Yarosh\" width=\"280\" height=\"175\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/arton182459-091ec-280x175.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/arton182459-091ec-300x188.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/arton182459-091ec.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 280px) 100vw, 280px\" \/><p id=\"caption-attachment-6057\" class=\"wp-caption-text\">Dmytro Yarosh<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019impiego di questi uomini \u00e8 sostenuto dal ministero della difesa ucraino e permette loro di godere di una \u201ccopertura\u201d istituzionale che garantisce libert\u00e0 di movimento nonch\u00e9 addestramento militare e accesso ad armi ed equipaggiamento. Tutto ci\u00f2 dovrebbe essere motivo di preoccupazione per la sicurezza europea, poich\u00e9 vengono addestrati <em>foreign fighters<\/em> che hanno anche combattuto in Medio Oriente e che provengono dall\u2019 \u201cEmirato del Caucaso\u201d (ora fedele all\u2019IS) e da alcune repubbliche ex sovietiche dell\u2019Asia Centrale. Tali <em>foreign fighters<\/em> sono giovani fondamentalisti o veterani che stanno gradualmente guadagnando potere nelle gerarchie dello Stato Islamico. Inoltre altri paramilitari simpatizzanti jihadisti gi\u00e0 si trovano all\u2019interno delle istituzioni politiche ucraine e vengono anche integrati nelle fila dell\u2019esercito regolare di Kiev. Dmytro Yarosh, ad esempio, \u00e8 il leader di <em>Right Sektor<\/em> (partito politico ultranazionalista e gruppo paramilitare). Egli \u00e8 recentemente diventato consulente del capo di stato maggiore ucraino Viktor Muzhenko, cos\u00ec da integrare le sue forze paramilitari in quelle ufficiali del governo. Egli \u00e8 stato anche ritratto pi\u00f9 volte a fianco di combattenti caucasici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La presenza di jihadisti e separatisti ceceni in Ucraina non \u00e8 una sorpresa, ma Bruxelles e Washington dovrebbero riflettere sul fatto che supportare Kiev mentre accetta tali figure nelle istituzioni militari e politiche del paese potrebbe essere sfruttato come un nuovo \u201cpunto d&#8217;ingresso\u201d per addestratori e reclutatori della jihad verso l\u2019Europa come accade nei Balcani. In un momento storico in cui la jihad sta colpendo il cuore dell\u2019Europa molto duramente, si dovrebbe prevenire ogni potenziale forma di supporto e aiuto ai nuovi terroristi di \u201cseconda generazione\u201d. Se \u00e8 vero che siamo difronte a una nuova minaccia difficile da prevenire e che chi colpisce la Francia sono cittadini francesi, \u00e8 anche vero che godono di un addestramento di tipo militare e un coordinamento non ottenibili senza esperienze in zone di guerra come il Medio Oriente. Per questa ragione offrire un\u2019altra opportunit\u00e0 di addestramento e logistica vicino ai confini dell\u2019Europa rischia di aprire un nuovo fronte davvero pericoloso. I combattenti islamici in Ucraina sono principalmente caucasici e il loro primo obiettivo \u00e8 la Russia ma nulla vieterebbe a islamisti anti-occidentali di recarsi nel paese, combattere i filo-russi e poi stabilirsi in una zona geografica chiave dell\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Addestrare terroristi islamici rischia di dare il via alla realizzazione di una nuova rete jihadista tra Europa e Medio Oriente dagli esiti imprevedibili. A quanto pare, l&#8217;Ucraina viene considerata un ottimo paese di transito dove ottenere assistenza medica e poter falsificare documenti per viaggiare dentro e fuori dalla zona di conflitto siro-irachena: ragion per cui il paese potrebbe anche diventare una nuova base logistica islamista molto vicina ai confini europei, da usare per fomentare una propaganda anti-occidentale, per il reclutamento di nuovi <em>foreign fighters<\/em> (con il rischio di un loro ritorno in patria) o per supporto logistico a peggiori operazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo mostra come la situazione attuale stia cambiando le prospettive e gli obiettivi della crisi nell\u2019Est Europa con conseguenze imprevedibili. Inoltre a causa dell\u2019intervento in Siria, anche la Russia sta diventando un obiettivo di molti gruppi terroristici oltre a quelli caucasici. Pertanto, \u201cl\u2019islamizzazione\u201d del conflitto ucraino permetterebbe anche a terroristi islamici non ceceni di sfruttare la posizione geografica chiave del paese e la sua \u201cdebole\u201d politica di lotta al terrorismo islamico per stabilirsi in un\u2019area confinante con entrambi i loro obiettivi: Russia e UE. Se alcune misure impediscono a <em>foreign fighters<\/em> europei di rientrare direttamente in patria, essi potrebbero invece tornare in Europa via Ucraina. Mentre i paesi UE sono impegnati a prevenire nuovi attentati e a creare nuove politiche di sicurezza per limitare il ritorno di combattenti europei in patria, gruppi di jihadisti transitano in Ucraina, si alleano con islamici radicali presenti, brandendo passaporti ucraini e ottenendo senza grandi difficolt\u00e0 visti per entrare in Polonia, aprendo cos\u00ec una nuova porta verso l&#8217;Occidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il fenomeno del jihadismo non \u00e8 solamente concentrato in Medio Oriente\u2026.ma si allarga altrove\u2026.e se ne parla ancora poco sui media italiani. 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