{"id":6041,"date":"2015-11-16T18:19:04","date_gmt":"2015-11-16T17:19:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6041"},"modified":"2015-11-16T18:19:04","modified_gmt":"2015-11-16T17:19:04","slug":"dopo-lorrore-speranze-di-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6041","title":{"rendered":"DOPO L&#8217;ORRORE SPERANZE DI PACE"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-6044\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/889lm414i_154-580x326.jpg\" alt=\"889lm414i_154\" width=\"580\" height=\"326\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/889lm414i_154-580x326.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/889lm414i_154-280x158.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/889lm414i_154-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/889lm414i_154.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/>Un\u2019interessante analisi fatta da chi conosce molto bene quei territori per esserci stato lungo tempo. Un articolo scritto a caldo dopo gli eventi del 13 novembre che OA ha ricevuto sabato ma non ha fatto in tempo a pubblicare. Un\u2019analisi lucida che d\u00e0 speranza di pace\u2026anche lontana. L\u2019accordo USA-Russia pu\u00f2 essere il primo granello che asfalter\u00e0 la lunga via alla stabilizzazione della regione mediorientale: processo che deve per forza vedere prima l\u2019annientamento totale dell\u2019autoproclamatosi Islamic State.\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un sentito grazie all&#8217;Autore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla vigilia dei Vertici di Vienna del 14 e 15 novembre e del successivo G 20 in Turchia, Daesh (acronimo di Dawla al Islamiyya fi\u2019Iraq wa \u2013 Sham, noto in Occidente come Islamic State of Iraq and Syria) esegue due carneficine in danno di inermi civili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 12 tocca al Libano, quando due kamikaze, a piedi e con cinture esplosive celate da un giubbino, si fanno esplodere nel centro commerciale di Burj al Barajneh nel Sud di Beirut nei pressi dell\u2019omonimo campo profughi palestinesi e roccaforte del movimento sciita Hezb\u2019Allah. La strage provoca 41 morti e 181 feriti e Daesh la rivendica stessa notte come ritorsione per l\u2019impegno sciita in Siria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I jihadisti operano in un Paese in crisi economica anche per il flusso di oltre 1 milione di profughi, Governo e Parlamento neppure in grado dopo 2 anni di eleggere il nuovo presidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Libano \u00e8 altamente instabile e diviso in due tra il \u201cFronte 14 marzo\u201d, filo occidentale e anti-Bashar al-Assad, sunnita radicare appoggiato dall\u2019Arabia Saudita, e lo schieramento \u201c8 marzo\u201d, guidato da Hezb\u2019Allah, vicino al presidente siriano, e i maroniti del generale Aoun.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora pi\u00f9 devastanti i massacri eseguiti il giorno successivo a Parigi da 8 kamikaze suddivisi in nuclei in sei luoghi diversi tra Saint-Denis e il centro della citt\u00e0, iniziati vicino allo Stade de France dove era in corso la partita Francia-Germania cui assisteva il presidente francese Hollande. Vengono assaltati bar, ristoranti e il teatro dove era in corso un concerto seguito da 1.500 persone prese in ostaggio fino all\u2019attacco dei corpi armati francesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">132 morti, 352 feriti fra i quali circa 100 gravissimi, quasi tutti giovani, sono il bilancio dei kamikaze fattisi esplodere, tranne uno, ucciso dalla polizia. Un documento dei terroristi rivendica la carneficina come \u201crisposta ai bombardamenti francesi in Iraq e Siria\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mostro ha perso le squame ed \u00e8 tra noi, pronto a fare a pezzi bambini, donne, giovani, chiunque, disarmato, abbia a tiro, assicurandosene la morte con il colpo di grazia in testa, come nel peggior stile nazista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spesso sono giovani, con pregresso vissuto nella devianza sociale, radicalizzatisi nel circuito carcerario e nel mondo virtuale dei siti jihadisti, non integratisi nei Paesi occidentali di accoglienza, con modesta o nulla formazione islamica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oppure si tratta di disertori, o gerarchi Baathisti iracheni vicini a Saddam Hussein, o, come nel caso di Abu Bakr Ibrahim al Baghdadi, autoproclamatosi Califfo e discendente di Maometto, un ex detenuto di Guantanamo e poi scarcerato. Resta un mistero perch\u00e9 nel marzo 2013 abbia incontrato il senatore repubblicano MacKein in Siria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Vienna, nel primo giorno dei colloqui i 20 partecipanti raggiungono un accordo anche se rimane irrisolto il destino politico di Bashar al-Assad. E\u2019 presente, nonostante l\u2019opposizione dell\u2019Arabia Saudita, anche l\u2019Iran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019intesa prevede entro il 1\u00b0 gennaio 2016, l\u2019inizio di negoziati tra il governo siriano e l\u2019opposizione dichiaratasi disponibile, la formazione di un esecutivo di transizione composto dalle due parti entro 6 mesi e una tregua che consenta un\u2019 efficace contrasto di Daesh.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La priorit\u00e0 \u00e8 data, con accordo USA \u2013 Russia, alla lotta al terrorismo. Sar\u00e0 la Giordania a proporre l\u2019elenco dei gruppi armati operanti in Siria e ritenuti terroristi che verranno esclusi dalla tregua e dal Governo transitorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Obiettivo del governo entro 18 mesi \u00e8 la preparazione di una nuova Costituzione siriana per elezioni libere, parlamentari e presidenziali, con la partecipazione della diaspora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019accordo prevede anche un sensibile incremento dell\u2019assistenza umanitaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si \u00e8 arrivati a questo accordo USA \u2013 Russia?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, sin dal 29 settembre la Russia consegna al Consiglio di Sicurezza ONU un documento incentrato sulla possibilit\u00e0 riportare la stabilit\u00e0 nelle regioni di crisi privilegiando due obiettivi: attuazione delle gi\u00e0 esistenti Risoluzioni del C.d.S. ONU e contrasto degli islamisti radicali appoggiati in questa fase da Paesi compiacenti tra cui Turchia, Arabia Saudita e monarchie del Consiglio di Cooperazione del Golfo .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel mese di ottobre, il progetto russo assume un aspetto pi\u00f9 specifico e concreto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il presidente Putin riceve a Mosca il suo omologo siriano che si dichiara pronta ad accettare il piano Usa-Russia e aggiunge di avere gi\u00e0 integrato nel suo governo i partiti di opposizione che ne avevano fatto richiesta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo contatti dei ministri degli esteri di USA e Russia con gli omologhi di Turchia e Arabia Saudita, alla fine di ottobre USA e Russia incontrano i partecipanti alle precedenti riunioni e invitano anche Egitto, Cina, Iraq, Iran, Libano, Oman, Unione Europea e Nazioni Unite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Caso a parte \u00e8 Israele che riceve nel colloquio con Putin l\u2019assicurazione che Mosca non interverr\u00e0 sull\u2019attivit\u00e0 di Tel Aviv nella regione, non fornir\u00e0 armi a Hezb\u2019Allah, non consentir\u00e0 azioni contro Israele da parte di milizie provenienti dalla Siria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora meglio sembra possa procedere l\u2019incontro del premier israeliano con il presidente americano che assicura 50 miliardi di dollari in 10 anni di aiuti militari, annuncia che nei rimanenti 12 mesi di mandato presidenziae non muover\u00e0 alcun passo sul problema israelo-palestinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi, mentre il quotidiano Haaretz rende nota l\u2019approvazione di progetti inerenti alla costruzione di oltre 2 mila case per coloni in Cisgiordania a Est di Ramallah, il premier israeliano chiede la presidente statunitense di riconoscere l\u2019annessione a Israele delle Alture del Golan, per prevenire il traffico di armi di Hezb\u2019Allah ai gruppi armati vicini al presidente siriano nella parte siriana delle Alture.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul punto il presidente Obama rimane silente mentre un funzionario della Casa Bianca dichiara che gli USA sostengono che il futuro del Golan debba essere oggetto di un negoziato in linea con le risoluzioni ONU 242 e 338.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rimane il mistero sul raid israeliano su Damasco il giorno dopo la visita a Washington del premier israeliano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il documento presentato dalla Russia nella riunione di Vienna prevede anche che il presidente Assad abbandoni in questo periodo il potere a un governo transitorio mentre Mosca garantir\u00e0 la sua mancata partecipazione a nuove elezioni, per facilitare la formazione di un governo di unit\u00e0 nazionale e fronteggiare il terrorismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi, i punti del documento sono:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>le opposizioni al regime saranno considerare due: chi accetta di negoziare con Bashar al-Assad e chi continua la resistenza armata;<\/li>\n<li>i gruppi d\u2019opposizione che accettano di partecipare al tavolo negoziale con il governo siriano negozieranno un cessate-il-fuoco fra regime e ribelli. Dopo il negoziato, dovr\u00e0 cessare l\u2019invio di armi da parte dei Paesi che appoggiano l\u2019opposizione siriana;<\/li>\n<li>le forze siriane in campo avvieranno negoziati per un accordo su amnistia e rilascio di tutti i prigionieri. Saranno indette elezioni presidenziali e parlamentari anticipate per la formazione di un governo di riconciliazione nazionale. La Costituzione siriana verr\u00e0 modificata e i poteri del presidente saranno trasferiti al primo ministro;<\/li>\n<li>la Russia garantir\u00e0 che Bashar al-Assad non partecipi alle elezioni ma abbia la possibilit\u00e0 di nominare membri della sua famiglia o personalit\u00e0 scelte fra i suoi collaboratori;<\/li>\n<li>tutti i gruppi dell\u2019opposizione armata e le milizie filo-iraniane saranno integrati nell\u2019esercito siriano;<\/li>\n<li>la Russia garantir\u00e0 anche l\u2019amnistia per tutti i combattenti delle opposizioni che dovranno assicurare di non perseguire n\u00e9 Assad n\u00e9 la sua famiglia;<\/li>\n<li>la presenza militare Russa in Siria continuer\u00e0 sotto l\u2019egida di una risoluzione ONU nella quale si stabilisce che la Russia \u00e8 il Paese garante dell\u2019applicazione degli accordi raggiunti.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il prossimo incontro del gruppo \u00e8 previsto entro un mese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6046\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/ribbon-black_68.png\" alt=\"ribbon-black_68\" width=\"48\" height=\"68\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un\u2019interessante analisi fatta da chi conosce molto bene quei territori per esserci stato lungo tempo. 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