{"id":6018,"date":"2015-11-04T18:17:44","date_gmt":"2015-11-04T17:17:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6018"},"modified":"2015-11-04T18:36:03","modified_gmt":"2015-11-04T17:36:03","slug":"la-profezia-di-piotr-durnovo-seconda-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=6018","title":{"rendered":"La profezia di Piotr Durnovo (seconda parte)"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_6021\" style=\"width: 515px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-6021\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-6021\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Bundesarchiv_Bild_183-R43302_Kaiser_Wilhelm_II._und_Zar_Nikolaus_II..jpg\" alt=\"FonteADN-ZB\/ARchiv) L'imperatore diGermania, Guglielmo II, con l'unifrme degli uari russi) e lo zar Nicola II (con l'uniforme dell'esercito prussiano) (Fonte: Bundesarchiv, Bild 183-R43302 \/ CC-BY-SA 3.0ADN-ZB\/ARchiv)\" width=\"505\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Bundesarchiv_Bild_183-R43302_Kaiser_Wilhelm_II._und_Zar_Nikolaus_II..jpg 505w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Bundesarchiv_Bild_183-R43302_Kaiser_Wilhelm_II._und_Zar_Nikolaus_II.-126x200.jpg 126w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Bundesarchiv_Bild_183-R43302_Kaiser_Wilhelm_II._und_Zar_Nikolaus_II.-256x405.jpg 256w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Bundesarchiv_Bild_183-R43302_Kaiser_Wilhelm_II._und_Zar_Nikolaus_II.-300x475.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 505px) 100vw, 505px\" \/><p id=\"caption-attachment-6021\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;imperatore di Germania, Guglielmo II, con l&#8217;uniforme degli ussari russi e lo zar Nicola II con l&#8217;uniforme dell&#8217;esercito prussiano.(Fonte: Bundesarchiv)<\/p>\n<p><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di seguito la seconda parte della \u2018Nota\u2019 di Piotr Drunovo che fu consegnata a Nicola II nel febbraio del 1914\u2026 altri scrittori del tempo furono profetici, come Durnovo, avendo previsto la possibilit\u00e0 che la dinastia non potesse sopravvivere ad un conflitto bellico nel quale non doveva entrare, tantomeno in alleanza con l\u2019Inghilterra contro la Germania: la guerra sarebbe stata suicida per ambedue gli Imperi e relative dinastie che\u2026infatti non sopravvissero al Primo conflitto mondiale. Ottimi analisti del tempo.Una rilettura storica molto interessante\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(La prima parte \u00e8 stata pubblicata il 2 novembre su Osservatorio Analitico)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong>Andrej Ivanov, Boris Kotov <\/strong>con traduzione di <strong>Marco Pintacuda<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">08.10.2014<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Vi sono sempre quelli, che prevedono il futuro, ma non sempre danno loro ascolto<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00abNelle loro previsioni le persone di destra si rivelarono profeti\u00bb<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene la \u00abNota\u00bb di Durnovo stupisca per la realisticit\u00e0 della previsione che in essa \u00e8 fatta, e anche per la chiarezza e la logicit\u00e0 degli argomenti riportati, ciononostante, le idee in essa espresse erano caratteristiche delle cerchie conservatrici della societ\u00e0 russa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come giustamente ha evidenziato uno dei memorialisti, verso ci\u00f2, su cui scrisse nella \u00abNota\u00bb Durnovo, esortava in quel tempo \u201cun intero \u201ccoro\u201d di personalit\u00e0 ufficiali di destra\u201d. Ed era effettivamente cos\u00ec. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se ci si rivolge alle opinioni prebelliche di pubblicisti conservatori e politici di destra russi come Jurij Sergeevi\u010d Kartsov, Gheorghij Vsil&#8217;evi\u010d Butmi, Pavel F\u00ebdorovi\u010d Bulatsel&#8217;, Klavdij Nicandrovi\u010d Paschalov, Ivan Aleksandrovi\u010d Rodionov, Alekseij Efimovi\u010d Vandam, Nicolaij Evgen&#8217;evi\u010d Markov e altri, in esse effettivamente \u00e8 possibile ritrovare molto in comune con la \u00abNota\u00bb di Durnovo, poich\u00e9 pure tutti loro erano intervenuto contro il ravvicinamento anglo-russo, desideravano evitare il conflitto con la Germania e stimavano una potenzialmente possibile guerra russo-germanica come \u201c<em>suicida per i regimi monarchici di entrambi i paesi<\/em>\u201d. Vicino a Durnovo per le concezioni di politica estera fu anche Sergej Jul&#8217;evi\u010d Vitte, che considerava anche garante della pace europea l&#8217;unione russo-franco-germanica, e che per questo interveniva come avversario del ravvicinamento anglo-russo. Prima dell&#8217;inizio della Prima guerra mondiale Vitte espresse idee molto simili a quelle, che trovarono la propria rappresentazione nella \u00abNota\u00bb di Durnovo. Dimostrando la tesi sul carattere deleterio per la Russia di una guerra con la Germania, Vitte defin\u00ec l&#8217;alleanza anglo-russa \u201c<em>un errore, che lega le<\/em> <em>mani alla Russia<\/em>\u201d. \u201c\u201c<em>La guerra \u00e8 la morte per la Russia, \u2014 conferm\u00f2 il premier dimissionario. (\u2026) Ricordate a lungo le mie parole: la Russia per prima verr\u00e0 a trovarsi sotto la ruota della storia. Pagher\u00e0 lo scotto del proprio territorio a causa di questa guerra. Sar\u00e0 l&#8217;arena di un&#8217;invasione straniera e di una guerra fratricida interna\u2026 Dubito che anche la dinastia sopravviver\u00e0! La Russia non pu\u00f2 e non deve combattere\u201d\u201d.<\/em> Cos\u00ec Durnovo non scrisse nella sua \u00abNota\u00bb nulla di simile, affinch\u00e9 altri avversari non dicessero dell&#8217;implicazione della Russia in una guerra con la Germania: altra faccenda, che egli l&#8217;avesse fatto pi\u00f9 vividamente, precisamente e chiaramente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 importante prestare attenzione alla data di presentazione della \u00abNota\u00bb all&#8217;imperatore (febbraio 1914), che \u00e8 tutt&#8217;altro che casuale. Il fatto \u00e8 che il 30 gennaio 1914 si verificarono le dimissioni del presidente del Consiglio dei ministri Vladimir Nicolaevi\u010d Kokovcov, e ai conservatori si present\u00f2 l&#8217;occasione di ottenere un nuovo orientamento del corso della politica estera del paese. La pressione sul sovrano, esercitata da parte di Durnovo, fu continuata da persone che professavano le sue stesse idee. Michail Aleksandrovi\u010d Taube riferisce nelle memorie di due riunioni segrete di \u201cgermanofili\u201d pietroburghesi nel marzo del 1914, nelle quali venne riconosciuto che la Russia non era pronta per uno scontro militare con il blocco austro-germanico, e l&#8217;entrata in guerra nel corso di ancora tre-quattro anni sarebbe stata per essa un atto di \u201csuicidio politico\u201d. A questo proposito in una seduta della Societ\u00e0 storica russa imperiale, svoltasi il 26 marzo a Tsarskoe Selo sotto la presidenza di Nicola II, i conservatori tentarono di convincere lo zar della necessit\u00e0 di evitare la guerra mediante un ravvicinamento con la Germania. Tuttavia Nicola II, secondo le parole di un memorialista, si limit\u00f2 all&#8217;osservazione che, finch\u00e9 lui avrebbe regnato, la pace da parte della Russia non sarebbe stata turbata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I sostenitori dell&#8217;orientamento verso la Germania non si limitarono alla propaganda delle proprie opinioni nelle cerchie governative della Russia. Nel febbraio del 1914 uno dei pi\u00f9 influenti conservatori russi, l&#8217;editore della rivista \u00abGrajdanin\u00bb [\u201cIl Cittadino\u201d, N.d.T.], principe Vladimir Petrovi\u010d Mescerskij pubblic\u00f2 nel giornale austriaco \u00abNeue Freie Presse\u00bb un articolo, in cui affermava che una guerra generale europea avrebbe per la Russia conseguenze catastrofiche. L&#8217;unica via d&#8217;uscita il principe la vedeva nel ravvicinamento della Russia con la Germania e l&#8217;Austro-Ungheria fino al ristabilimento di un&#8217;Alleanza tra i tre imperatori. A questo scopo, secondo l&#8217;opinione di Mescerskij, alla Russia conveniva lasciar correre nei Balcani, rifiutando una volta per tutte le illusioni slavofile e i progetti politici panslavisti. Intervenne senza interruzione in favore di un nuovo orientamento della politica estera russa anche il giornale \u00abZemscina\u00bb [\u201crelativo allo \u201czemstvo\u201d\u201d, amministrazione locale russa prima del 1917], che era il portavoce dell&#8217;Unione del popolo russo con a capo Nikolaj Evgen&#8217;evi\u010d Markov.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Secondo l&#8217;opinione di questa pubblicazione, l&#8217;Intesa si presentava come una combinazione artificiale, creata dagli anglosassoni con l&#8217;obiettivo di spingere in guerra la Russia e la Germania e in questa maniera indebolire contemporaneamente i due loro principali concorrenti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abZemscina\u00bb convinse i suoi lettori che tra la Russia e la Germania non vi fossero contrasti insormontabili, mentre un&#8217;alleanza tra queste grandissime potenze continentali d&#8217;Europa sarebbe stata vantaggiosa per i popoli di entrambi i paesi. Una simile alleanza non avrebbe solamente garantito alla Russia una pace in Europa a lei tanto necessaria, ma avrebbe anche consentito attraverso Berlino di esercitare un&#8217;influenza sull&#8217;Austria, trattenendola da nuove azioni aggressive nei Balcani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non solo Piotr Nicolaevi\u010d Durnovo ebbe il presentimento di una rivoluzione, che sarebbe stata provocata da una guerra. Proprio di questo, come anche del fatto che l&#8217;opposizione liberale russa, dopo aver indebolito il sostegno all&#8217;impero, avrebbe rapidamente perso terreno in favore dei radicali di sinistra, parlarono e scrissero altri uomini di destra. Nikolaj Evgen&#8217;evi\u010d Markov ancora nel 1912 metteva in guardia le cerchie d&#8217;opposizione che il popolo sarebbe andato o con i partiti di destra, o con quelli di sinistra, ma non con i liberali, che non avevano nulla in comune con il popolo. Nel 1914 Markov previde che in seguito ad una guerra con la Germania \u201c<em>soffriranno tutti, tutti gli Stati potranno crollare, e al loro posto verranno gli Attila, il cui nome \u00e8 social-democratici\u2026<\/em>\u201d. Un membro del gruppo di destra del Consiglio di Stato, l&#8217;accademico Alekseij Ivanovi\u010d Sobolevskij in una delle sue lettere personali osserv\u00f2 anche:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201c<em>I nostri liberali prendono lo Zar per la gola e dicono: \u201cDai il potere a noi\u201d. Ma da soli loro sono insignificanti e dietro di loro non c&#8217;\u00e8 nessuna massa<\/em>\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 durante la guerra, nel 1915, ragionando sui tentativi dell&#8217;opposizione di \u201cstrappare all&#8217;autorit\u00e0 riforme radicali, fino all&#8217;abolizione delle Leggi fondamentali\u201d, un membro di un gruppo di destra della Duma, Vasilij Nicolaevi\u010d Sne\u017ekov in una lettera aperta ai deputati della Duma di Stato avvertiva che l&#8217;esito di un attacco al potere, iniziato dai liberali, avrebbe potuto essere \u201c<em>una discordia interna, scioperi, barricate e altre attrattive, e l&#8217;indubbio risultato di tutto questo \u2014 l&#8217;accettazione delle pi\u00f9 vergognose condizioni di pace, la resa della Russia al nemico trionfante, il tradimento senza precedenti, in relazione al valoroso del Belgio, della Francia, dell&#8217;Inghilterra e dell&#8217;Italia, sterili vittime \u2013 sarebbero stati torrenti di sangue, milioni di persone uccise e mutilate, citt\u00e0 e villaggi distrutti, la popolazione saccheggiata, le maledizioni di tutto il mondo\u2026<\/em>\u201d. E proprio all&#8217;inizio del 1917 un membro di un gruppo di destra del Consiglio di Stato, Michail Jakovl&#8217;evi\u010d Govorucho-Ostrok nella \u00abNota\u00bb presentata all&#8217;imperatore, richiam\u00f2 l&#8217;attenzione sul fatto che il trionfo dei liberali sarebbe risultato all&#8217;inizio in \u201c<em>una disfatta completa e definitiva dei partiti di destra<\/em>\u201d, poi in graduali abbandoni dalla scena politica dei \u201cpartiti intermedi\u201d e, come finale, in un completo crollo del partito dei cadetti [definizione derivante dalle iniziali \u201cK-D\u201d della dicitura russa del \u201cPartito Democratico Costituzionale\u201d, N.d.T.], il quale per un po&#8217; di tempo acquister\u00e0 significato decisivo nella vita politica del paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201c\u2026Gli ultimi, impotenti nella lotta con i partiti di sinistra e avendo perso subito tutta la propria influenza, se solo gli saltasse in testa di dirigersi contro di essi, si troverebbero eliminati e sconfitti dai loro stessi amici a sinistra (&#8230;). E dopo\u2026 Dopo si farebbe avanti una folla rivoluzionaria, la comune, la caduta della dinastia, un pogrom delle classi patrimoniali e, infine, il mugik-brigante\u201d.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno dei leader dei cadetti, Vasilij Alekseevi\u010d Maklakov fu costretto a riconoscere durante l&#8217;emigrazione, che \u201cnelle loro previsioni gli uomini di destra si rivelarono profeti\u201d: \u201c<em>Previdero che i liberali al potere saranno solamente precursori della rivoluzione, le cederanno il loro terreno. Questo era l&#8217;argomento principale, perch\u00e9 loro si batterono cos\u00ec tenacemente contro il liberalismo. E le loro previsioni sono state confermate in tutti i particolari: i liberali ricevettero dalle mani del Sovrano la sua abdicazione, accettarono da lui la nomina ad essere il nuovo potere e in meno di 24 ore passarono questo potere alla rivoluzione, convinsero [il granduca] Michail [Aleksandrovi\u010d] ad abdicare, preferirono essere un governo rivoluzionario, e non nominato dal sovrano. Gli uomini di destra non si sbagliarono nemmeno sulla circostanza che i rivoluzionari al potere non sarebbero stati somiglianti a quegli idealisti, con i quali loro per tradizione raffiguravano i liberali russi..<\/em>.\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201c<em>Mostr\u00f2 una mente non dozzinale e la capacit\u00e0 di una corretta previsione<\/em>\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa maniera, nonostante l&#8217;autografo della \u00abNota\u00bb di Durnovo cos\u00ec come anche la sua copia stampata, che sarebbe stato possibile con sicurezza attribuire come prerivoluzionaria (sempre se una tale sia esistita, poich\u00e9 non si deve escludere che la \u00abNota\u00bb sia stata diffusa dall&#8217;autore in copie dattilografate), purtroppo, i fatti sopra elencati, non noti ai ricercatori moderni, testimoniano a favore della sua autenticit\u00e0 ed escludono la possibilit\u00e0 di una fabbricazione di questo documento ad opera di pubblicatori tedeschi, cos\u00ec come dell&#8217;emigrazione e sovietici. Sull&#8217;autenticit\u00e0 della \u00abNota\u00bb parla anche un&#8217;evidente somiglianza degli argomenti di Durnovo con le opinioni prebelliche di molti conservatori russi, e anche una uguale valutazione da essi delle prospettive del liberalismo russo e della rivoluzione. Le circostanze politiche dell&#8217;inizio del 1914, anche in pratica non lasciano dubbi sul fatto che la \u00abNota\u00bb venne presentata allo zar nel febbraio di quell&#8217;anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia i dubbi sulla autenticit\u00e0 della \u00abNota\u00bb che di tanto in tanto sorgono sono del tutto comprensibili. Dopotutto, il pronostico di Piotr Nicolaevi\u010d Durnovo, che si \u00e8 avverato praticamente fin nei particolari, contenente secondo una delle valutazioni la previsione della situazione \u201ccon una precisione fotografica\u201d, non pu\u00f2 non stupire. Evgenij Viktorovi\u010d Tarle nel suo articolo, pubblicato nel 1922, defin\u00ec l&#8217;analitica di Durnovo \u201c<em>logicamente un forte tentativo<\/em>\u201d di demolire l&#8217;Intesa ed evitare la guerra con la Germania. Pur essendo un avversario ideologico di Durnovo, egli, ciononostante, riconobbe che \u201c<em>sotto l&#8217;aspetto intellettuale non si pu\u00f2 in nessun caso non riconoscergli intelligenza<\/em>\u201d, e la stessa \u00abNota\u00bb e le idee che vi sono espresse, come piene di previsione \u201c<em>di una straordinaria forza e di precisione<\/em>\u201d, \u201c<em>indicati con il timbro di una grande forza analitica<\/em>\u201d. Accanto a ci\u00f2, avendo definito lo scritto di Durnovo \u201c<em>canto del cigno della scuola conservatrice<\/em>\u201d, Tarle individu\u00f2 in esso un momento importante, che non di rado sfugge ai ricercatori, che si rivolgono a questa \u00abNota\u00bb. Lo storico del tutto giustamente rilevava che la \u00abNota\u00bb non \u00e8 caratterizzata affatto da un carattere germanofilo, poich\u00e9 in nessuna sua riga \u00e8 fatta parola della necessit\u00e0 di una rottura delle relazioni russo-francesi. Il rigetto al politico di destra \u00e8 suscitato solo dal ravvicinamento di Russia e Inghilterra, che condanna la Russia al conflitto con il Reich germanico. Nello stesso tempo, Durnovo apprezzava l&#8217;alleanza franco-russa, che permetteva di raggiungere la stabilit\u00e0 dell&#8217;equilibrio. \u201c<em>La sua sagacia quasi in tutto ci\u00f2 che lui dice sul probabile raggruppamento di potenze, \u00e8 indiscutibile; forte \u00e8 la sua critica, rivolta contro le urla contro il predominio tedesco, di moda nel 1914; convincenti sono le indicazioni sulla inutilit\u00e0 e sulla sterilit\u00e0 per la Russia di una eventuale vittoria, sulle gravi conseguenze economiche della guerra sotto qualunque esito<\/em>\u201d, \u2013 constat\u00f2 Tarle, trovando nell&#8217;analista conservatore solo un errore importante: la convinzione di Durnovo che una guerra con la Russia non era necessaria nemmeno alla Germania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E con questo \u00e8 difficile non essere d&#8217;accordo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La convinzione di Durnovo sulla possibilit\u00e0 di creare un&#8217;alleanza russo-germanica era in effetti il punto pi\u00f9 debole della \u00abNota\u00bb. Malgrado la sicurezza dei conservatori russi sul fatto che lo scontro militare russo-germanico non era necessario nemmeno a Berlino, nella pratica la faccenda and\u00f2 diversamente..<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rigorosamente in teoria Durnovo, ugualmente ad alcuni altri conservatori russi, ebbe assolutamente ragione in ci\u00f2 che la guerra proprio contro la Russia non era necessaria alla Germania, valutando le reali conseguenze di un simile conflitto militare per il reich; ma nella pratica proprio la Germania aspir\u00f2 a questa guerra, avendola scatenata nell&#8217;estate del 1914. Tuttavia, contemporaneamente, Durnovo, secondo le parole di Tarle, molto bene \u201c<em>capiva, quale inammissibile, disastroso affare fosse fare una passeggiata con un fiammifero nella polveriera (\u2026), quando non si pu\u00f2 essere sicuri del proprio futuro prossimo. (\u2026)<\/em>\u201d Quel brano, in cui lui parla di ondate di movimento, con le quali non avranno pi\u00f9 la meglio le istituzioni legislative, ricorda vividamente le parole di Montaigne sulle persone che iniziano e sollevano una tempesta, le stesse non godono mai dei suoi risultati. Essa spazza via proprio quei primi. Nell&#8217;aforisma dello scettico francese del XVI secolo e nella profezia del reazionario russo del XX secolo \u00e8 posta la stessa idea\u201d. \u201c<em>Durnovo era un membro dei Cento Neri <\/em>[organizzazione di estrema destra della Russia prerivoluzionari] <em>e un reazionario<\/em>, \u2014 scrisse Michail Pavlovi\u010d Pavlovi\u010d nella prefazione alla prima pubblicazione del testo completo della \u201cNota\u201d nella Russia sovietica, \u2013 <em>ma, indubbiamente, nella valutazione del carattere della guerra futura, del ruolo che in essa ebbe l&#8217;Intesa, da una parte, della Russia, dall&#8217;altra, nella previsione dell&#8217;esito della guerra, egli mostr\u00f2 una mente non dozzinale e la capacit\u00e0 di una corretta previsione. Rispetto a Durnovo tutti i luminari della nostra opposizione liberale e del partito dei socialisti rivoluzionari, i Miljukov, i Maklakov, i Kerenskij et al. (\u2026) si rivelano miseri pigmei sotto l&#8217;aspetto intellettuale, non comprendendo completamente il senso della guerra mondiale e non indovinando il suo inevitabile esito<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">FONTE:Giornale \u0421\u0442\u043e\u043b\u0435\u0442\u0438\u0435 (\u201cIl secolo\u201d; come recita la dicitura in russo sotto il nome del giornale:\u00a0\u201cPUBBLICAZIONE INFORMATIVO-ANALITICA DEL FONDO DI PROSPETTIVA STORICA, giornale-internet pubblicato dal 21 settembre 2004\u201d)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">http:\/\/www.stoletie.ru\/voyna_1914\/prorochestvo_petra_durnovo_765.htm<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_6023\" style=\"width: 434px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-6023\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-6023\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/424px-Tsar_Nicholas_II__King_George_V.jpg\" alt=\"I due cugino, figli di due sorelle principesse danesi, lo Zar Nicola II e il futuro Re Giorgio V d'Inghilterra. \" width=\"424\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/424px-Tsar_Nicholas_II__King_George_V.jpg 424w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/424px-Tsar_Nicholas_II__King_George_V-141x200.jpg 141w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/424px-Tsar_Nicholas_II__King_George_V-286x405.jpg 286w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/424px-Tsar_Nicholas_II__King_George_V-300x425.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 424px) 100vw, 424px\" \/><p id=\"caption-attachment-6023\" class=\"wp-caption-text\">I due cugini, figli di due sorelle principesse danesi, lo Zar Nicola II (a sinistra) e il futuro Re Giorgio V d&#8217;Inghilterra. (Fonte: Bundesarchiv)<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La seconda parte della \u2018Nota\u2019 di Piotr Drunovo che fu consegnata a Nicola II nel febbraio del 1914\u2026 <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6001,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[416,131],"tags":[2520,2519,2522,2521,2518,2510,2395],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/\u041f\u0451\u0442\u0440-\u0414\u0443\u0440\u043d\u043e\u0432\u043e-\u043a\u043e\u043f\u0438\u044f-1.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-1z4","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6018"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6018"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6018\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6028,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6018\/revisions\/6028"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6001"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6018"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6018"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6018"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}