{"id":5981,"date":"2015-10-28T14:55:01","date_gmt":"2015-10-28T13:55:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=5981"},"modified":"2015-10-28T14:55:01","modified_gmt":"2015-10-28T13:55:01","slug":"il-generale-aleksej-efimovic-edrikhin-alias-e-a-vandam-fondatore-dimenticato-della-geopolitica-russa-di-sergej-ponamarev","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=5981","title":{"rendered":"Il Generale Aleksej Efimovic Edrikhin, alias E.A.Vandam, fondatore dimenticato della geopolitica russa (di Sergej Ponamar\u00ebv)"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_5983\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5983\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-5983\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Aleksej-Efimovi\u010d-Edrichin-Vandam-300x405.jpg\" alt=\"Una rara immagine di Aleksej Efimovi\u010d Edrichin (Vandam)\" width=\"300\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Aleksej-Efimovi\u010d-Edrichin-Vandam-300x405.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Aleksej-Efimovi\u010d-Edrichin-Vandam-148x200.jpg 148w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Aleksej-Efimovi\u010d-Edrichin-Vandam.jpg 332w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-5983\" class=\"wp-caption-text\">Una rara immagine di Aleksej Efimovi\u010d Edrichin (Vandam)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Indubbiamente la Russia \u00e8 all\u2019attenzione mondiale in questo periodo per la sua politica in Medio Oriente. E nelle riviste russe viene ricordato il fondatore della geopolitica russa, il generale Aleksej Efimovic <\/em><em>Edrikhin, meglio conosciuto come Aleksej Vandam, (1867-1933), che scrisse numerosi studi sulla politica estera della Mosca zarista. Sembra che il generale Edrikhin abbia deciso di assumere questo pseudonimo ricordando un eroe della guerra anglo-boera: era stato in Sud Africa per quella guerra e aveva studiato anche le motivazioni del conflitto che opponeva i coloni olandesi all\u2019Impero britannico, in quegli anni, il peggior nemico di quello russo. Quale era la filosofia geopolitica di Vandam? La rilettura dei suoi scritti ci aiuta a comprendere la politica attuale di Putin? Forse s\u00ec, pu\u00f2 essere una chiave di lettura\u2026speriamo interessi i nostri lettori questa &#8216;spigolatura&#8217; su antichi ragionamenti&#8230;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Traduttore dal russo del saggio di <\/em><strong><em>Sergej Ponamar\u00ebv<\/em><\/strong><em>, di seguito pubblicato, \u00e8 <strong>Marco Pintacuda<\/strong> che ha segnalato a OA questa figura non nota di geopolitico russo ante litteram e ha curato alcune note biografiche di personaggi citati nel saggio.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Direttore Scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Oggi la <em>politologia<\/em> e la <em>teoria delle relazioni internazionali<\/em> sono diventate materie scolastiche, rese pi\u00f9 frequenti alle classi superiori con cognizione di causa; ragionano sulla <em>politica mondiale<\/em>, usano termini come <em>sistema di sicurezza, geopolitica, geostrategia e multipolarit\u00e0<\/em>. Ogni emissione di notizie \u00e8 riempita di frasi sulla <em>stabilit\u00e0 strategica<\/em> e le <em>sfide e minacce non tradizionali<\/em>. Le facolt\u00e0 di <em>relazioni internazionali<\/em> sono sorte praticamente in ogni istituto universitario che si rispetti. L&#8217;intendersi di realt\u00e0 di relazioni internazionali \u00e8 divenuto un bon ton. Nello stesso tempo una maggioranza schiacciante di russi, che si interessano perfino a questo argomento, percepiscono la politologia come una <em>nuova scienza<\/em>, che si \u00e8 formata in Occidente e che ha in Russia una storia di soli 10-15 anni. Le opere di Carl von Clausewitz, Helmuth Johann Moltke e Alfred Mahan sono riconosciute come fondamenti della scienza della \u201cgeopolitica\u201d, che a cavallo tra i secoli XIX e XX fece i suoi primi passi consapevoli. Per\u00f2 sono stati felicemente dimenticati coloro, che in quello stesso periodo cercarono di porre la base per la formazione della futura scienza in Russia. Eppure dopotutto vi furono simili persone, per di pi\u00f9, le loro opere in nulla furono da meno delle opere dei riconosciuti luminari occidentali. 1<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno di questi autori dimenticati \u00e8 A.E.Vandam. Sotto il cognome che stranamente suona europeo si cela un ufficiale dello stato maggiore della difesa dell&#8217;esercito russo, un generale di combattimento, un ricognitore militare, eroe della guerra anglo-boera, viaggiatore ed esploratore: Aleksej Efimovi\u010d Edrichin. Il suo destino da solo \u00e8 straordinario e avrebbe potuto essere un&#8217;ottima sceneggiatura per un film storico avventuroso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A.E. Edrichin nacque il 17 marzo 1867, nel Governatorato di Minsk, in una famiglia con molti figli di un soldato semplice a riposo. A diciassette anni \u0410.\u0415. Edrikhin si arruol\u00f2 volontario nel 120\u00b0 Reggimento Serpuchovskij. Cosa curiosa, accanto alla sua determinazione per l&#8217;esercito egli mostr\u00f2 un livello di istruzione inferiore al possibile, pi\u00f9 basso di quattro classi, cio\u00e8 letteralmente sapeva solo leggere e far di conto. Tuttavia, gi\u00e0 due anni dopo entr\u00f2 alla scuola allievi ufficiali di fanteria di Vilna, che termin\u00f2 nel 1888.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante tutte le difficolt\u00e0, nel 1897 il tenente (in 11 anni avanz\u00f2 in tutto solo di due gradi!) Edrikhin super\u00f2 con successo tutti gli esami (due dei quali in lingue straniere) ed entr\u00f2 nella Scuola militare di Stato Maggiore Nicola. Eppure gi\u00e0 dopo due anni di formazione il tenente Edrichin scrive un rapporto sul proprio desiderio di partire per il fronte della guerra anglo-boera in qualit\u00e0 di volontario. Il rapporto venne approvato dallo stesso ministro della guerra Aleksej Nikolaevi\u010d Kuropatkin.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio da quel momento inizia il decollo della sua carriera dell&#8217;ufficiale superiore di Stato Maggiore. A giudicare da tutto, il viaggio in Africa fu la sua prima missione in qualit\u00e0 di ricognitore militare. In questo viaggio si manifesta anche il suo talento di esploratore. Pubblica nel giornale <em>Novoe vremja<\/em> le sue \u00abLettere sul Transvaal\u00bb sotto lo pseudonimo di \u0410.\u0415. Vandam. Igor Vasil&#8217;evi\u010d Obrazcov, studiando la biografia di Edrikhin, ritiene che un cognome tanto strano fu scelto in onore del generale delle guerre napoleoniche Vandam o, invece, di uno degli eroi della guerra anglo-boera comandante della polizia a cavallo di Johannesburg, van Dam. Comunque, tutti gli scritti futuri di \u0410.\u0415. Edrikhin furono pubblicati con questo cognome 2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Successivamente, egli serv\u00ec nell&#8217;Ufficio dell&#8217;intendenza dello Stato Maggiore, sotto il quale in quel tempo si celava il servizio segreto militare russo; pi\u00f9 tardi \u2013 immediatamente prima dell&#8217;inizio della Guerra russo-giapponese \u2013 come agente militare in Cina (la nomina in questa carica richiedeva la conoscenza obbligatoria della lingua cinese). Affront\u00f2 la Prima Guerra Mondiale come colonnello dello Stato Maggiore nel Distretto militare di Kiev. Edrikhin, dall&#8217;inizio alla fine, fece tutta la guerra e nel 1917 fu promosso al grado di generale di divisione. Non accett\u00f2 i mutamenti rivoluzionari, ma anche la sua partecipazione al \u201cmovimento bianco\u201d [movimento politico-militare di forze russe controrivoluzionarie, che combatterono i bolscevichi nella \u201cGuerra civile russa\u201d, negli anni 1917\u20141922\/1923; N.d.T.] non fu di lunga durata. Nel 1919 emigr\u00f2, e nel 1933 mor\u00ec all&#8217;estero, a Tallinn, dove fu anche sepolto nel cimitero russo presso la chiesa di Sant&#8217;Aleksandr Nevskij.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 possibile senza dubbio definire Edrikhin uno dei primi ricercatori russi nel campo della geopolitica e della teoria della sicurezza militare internazionale. Quello che fu scritto e pubblicato da lui fu relativamente poco: nel 1912 nella tipografia \u0410.S. Suvorin di San Pietroburgo venne pubblicato il suo libro \u00abNashe polojenie\u00bb [\u201cLa nostra posizione\u201d]; ancora un anno dopo, l\u00ec stesso, \u00abVelichaiyshee iz iskusstv. Obzor sovremennogo mejdunarodnogo polojenija v svete vyssheiy strategii\u00bb [\u201cLa pi\u00f9 grande delle arti. Una rassegna delle posizioni internazionali moderne alla luce della pi\u00f9 alta strategia\u201d]. Questi lavori sono stati ristampati ai nostri tempi, e proprio verso di essi vogliamo attirare l&#8217;attenzione del lettore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2002 nella serie \u00abGeopoliticheskij rakurs\u00bb [\u201cProspettiva geopolitica\u201d] \u00e8 stata pubblicata una raccolta dei lavori di \u0410.\u0415. Vandam sotto il titolo generico \u00abGeopolitika i geostrategija\u00bb, mentre nel 2004 sono stati nuovamente pubblicati nella serie \u00abVelikie protivostojanija\u00bb [\u201cGrandi conflitti\u201d] nella raccolta \u00abNeuslyshannye proroki grjadushnih voiyn\u00bb [\u201cProfeti inascoltati delle guerre future\u201d]. Con grandissimo rammarico, probabilmente, a causa della tiratura abbastanza limitata di queste pubblicazioni i lavori del generale Edrikhin non sono divenuti nuovamente patrimonio di un largo pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In entrambi i lavori, l&#8217;autore spiega la logica e la natura di sistema delle azioni degli Stati nell&#8217;arena internazionale, dettate dai loro interessi di base costanti nazionali. Utilizzando in primo luogo il metodo di rassegna storica, tenta di stabilire gli obiettivi e i compiti dello Stato russo, ma anche le forze, che si contrappongono alla realizzazione degli interessi nazionali. Un significato particolare e un peso a questi lavori \u00e8 conferito dall&#8217;aspirazione dell&#8217;autore di mettere in rilievo le pi\u00f9 alte leggi geopolitiche nello sviluppo delle relazioni internazionali. Edrikhin tenta di spiegare l&#8217;interdipendenza e il conflitto tra gli Stati con una certa legge di evoluzione della sopravvivenza del pi\u00f9 forte e della distruzione del pi\u00f9 debole nel processo storico: \u201c(&#8230;) <em>come la battaglia rappresenta solo uno degli atti fugaci che durano di solito gli anni di una guerra, cos\u00ec anche la guerra non \u00e8 nient&#8217;altro che un atto di breve durata che non interrompe mai la lotta per la vita. Da qui logicamente segue che per la conduzione della lotta per la vita \u00e8 necessaria un&#8217;arte speciale: la pi\u00f9 alta strategia o la politica\u201d <\/em>3 .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;autore prende lo spunto anzitutto dal fattore geografico: il collocamento degli Stati sulla carta del mondo, i livelli di dotazione sotto tutti gli aspetti delle loro risorse necessarie, per condizioni climatiche e cos\u00ec via. In sostanza, si pu\u00f2 dire che primo degli autori russi inizi\u00f2 ad adottare l&#8217;analisi geostrategica delle relazioni internazionali. \u201c(&#8230;) <em>Per la propria posizione geografica il popolo russo \u00e8 condannato ad essere chiuso, povero, e a causa di ci\u00f2 anche a un&#8217;esistenza insoddisfatta. La sua insoddisfazione si \u00e8 manifestata nella mai indebolitasi nelle masse popolari aspirazione istintiva \u201cper il sole e l&#8217;acqua calda\u201d, e quest&#8217;ultima cosa, a sua volta, del tutto chiaramente ha determinato la posizione dello Stato russo nel teatro della lotta per la vita (&#8230;) La Grande Potenza Nordica possiede &#8230; in tutto solamente un fronte, rivolto verso sud e estendentesi dalle foci del Danubio alla Kam\u010datka\u201d <\/em>4. Proprio su questo \u201cfronte della lotta per la vita\u201d la Russia si \u00e8 scontrata con quelle forze, agli interessi delle quali si \u00e8 opposta l&#8217;avanzata del popolo russo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla base della geografia e dell&#8217;aspirazione istintiva storica del popolo russo nel corso di quattrocento anni, Edrikhin fissa il suo obiettivo. \u201c<em>Il destino stesso inizi\u00f2 ad indirizzarci verso quello stesso \u201cOriente\u201d&#8230; La Provvidenza accese nell&#8217;Amur un faro cos\u00ec forte, la cui luce si rese di colpo visibile a tutta la Russia, e con ci\u00f2 ci fu detto chiaramente \u201cecco la vostra via!<\/em>\u201d 5.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Edrikhin non risparmia i colori nella descrizione degli atti eroici e degli insuccessi delle personalit\u00e0 russe, consapevolmente o inconsapevolmente, ma che hanno capito questa direzione storica dell&#8217;avanzata della Russia: di Obuchov, di Pojarkov, di Chabarov, di Stepanov, di Zinov&#8217;ev, di Golovin, di Putja, di Nevel&#8217;skoj, di Baranov [V. <em>infra<\/em> per tutti \u201cNote biografiche\u201d], e di molti altri. Edrikhin conferma che proprio <em>la nostra posizione<\/em> ci ha spinti ad est, ma questa opportunit\u00e0 non fu compresa e di essa non fu presa coscienza da noi in \u201c<em>quell&#8217;importante momento storico, in cui l&#8217;arena era ancora libera\u201d. \u201cDopo aver terminato la nostra avanzata attraverso la Siberia con l&#8217;uscita sul Mar Giallo, la Russia avrebbe potuto diventare una potenza marittima nell&#8217;Oceano Pacifico cos\u00ec come l&#8217;Inghilerra lo \u00e8 nell&#8217;Atlantico, e con simili protettori dell&#8217;Asia, come gli anglosassoni degli Stati Uniti lo sono del Continente americano\u201d <\/em>6.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo aver determinato l&#8217;area degli interessi nazionali russi, dopo aver valutato al massimo dell&#8217;obiettivit\u00e0 le azioni del nostro Stato nel teatro della lotta per la vita, l&#8217;autore passa anche alla descrizione di questi Stati, ai quali storicamente e geograficamente fu predestinato di essere nostri avversari. Per di pi\u00f9, egli non descrive soltanto i motivi delle azioni delle forze contrapposte alla Russia, ma analizza anche le ragioni delle loro vittorie e dei nostri insuccessi. Cosa notevole, l&#8217;autore non nasconde la propria posizione patriottica, ma a un tempo con ci\u00f2 si sforza di essere obiettivo al massimo, in relazione agli avvenimenti storici. Come ricercatore si rende conto che proprio il fattore geostrategico dei rapporti interstatali ha predeterminato un eterno conflitto, ma la logica aspirazione a risultare vincitore, propria assolutamente a qualunque Stato e nazione, ha fatto degli \u201canglosassoni\u201d i nemici degli interessi russi. \u201c<em>Condurre la flotta del Pacifico, come cercarono con insistenza di ottenere \u0160elechov [V. infra, \u201cNote biografiche\u201d] e Baranov, impegnatisi a darle un&#8217;ottima base sulle Isole delle Hawaii, era considerato superfluo, poich\u00e9 secondo la nostra opinione di allora il Grande oceano era stato e per i secoli dei secoli avrebbe dovuto esser rimasto morto e un deserto non utile a nessuno. Ma ecco che arrivarono gli anglosassoni, ci tolsero i nostri pascoli del Pacifico, e noi ci ritirammo in Kam\u010datka. Poi quegli stessi anglosassoni si diressero verso la Cina e iniziarono a rompere le finestre e le porte del nostro vicino. In questo chiasso noi scendemmo verso l&#8217;Amur e, dopo aver tolto dalle spalle la bisaccia, ci mettemmo a sedere in attesa di nuovi eventi\u201d<\/em> 7.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, a parere di Edrikhin, gli anglosassoni non avevano avversario pi\u00f9 pericoloso del popolo russo. Appunto la Russia poteva e doveva impedire loro di espandere il loro dominio assoluto su tutto il mondo. \u201c&#8230;<em>nella battaglia nei pressi di Manila gli anglosassoni passati dal sud dell&#8217;Asia rivolsero i loro cannoni attraverso la testa degli spagnoli da loro gi\u00e0 sconfitti contro la grande potenza slava e iniziarono una lotta, che a met\u00e0 del XX secolo avrebbe dovuto terminare con il trionfo della razza anglosassone su tutto il globo terrestre (&#8230;) L&#8217;avversario principale degli anglosassoni sulla via verso il dominio mondiale \u00e8 il popolo russo<\/em>\u201d 8<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come condizioni essenziali per la realizzazione degli interessi nazionali nell&#8217;arena internazionale nel pieno volume Edrikhin indica: posizione geografica dello Stato; grado di dotazione delle risorse strategiche importanti; chiara determinazione della direzione dello sviluppo geostrategico; mantenimento di un unico indirizzo politico anche in caso di cambio dei governanti e dei governi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em>Nella lotta per la vita, pi\u00f9 difficile e richiedente pi\u00f9 abilit\u00e0 della guerra, il popolo rappresenta un esercito, nel quale ogni uomo si batte secondo una propria strategia e tattica. Ma il governo, come comandante in capo del proprio popolo, \u00e8 tenuto: in primo luogo, a seguire con attenzione verso quale parte si dirige l&#8217;intraprendenza popolare; in secondo luogo, dopo aver studiato da tutti i punti di vista e bene il teatro della lotta, a determinare correttamente, quale delle direzioni \u00e8 la pi\u00f9 vantaggiosa per gli interessi di tutto lo Stato; e, in terzo luogo, con l&#8217;aiuto dei mezzi che si trovano in suo possesso, a rimuovere abilmente gli ostacoli che il popolo incontra sulla sua strada<\/em>\u201d 9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio con queste qualit\u00e0 dei governi \u201canglosassoni\u201d, come la \u201cpresbiopia\u201d politica e strategica, la coerenza nella realizzazione di un indirizzo comunemente accettato, Edrikhin spiega la superiorit\u00e0 dei nostri avversari su di noi nel teatro della \u201clotta per la vita\u201d. Quel che \u00e8 curioso \u00e8 che, descrivendo la pianificazione delle azioni degli Stati nell&#8217;arena internazionale, l&#8217;autore <em>per primo<\/em>, molto prima di Zbigniew Brzezinski, istituisce un parallelo con la scacchiera. \u201c<em>La giustizia ordinaria esige il riconoscimento a carico dei conquistatori universali e dei nostri avversari della vita anglosassoni di una qualit\u00e0 incontestabile: mai e per niente il nostro tanto lodato istinto gioca in loro il ruolo di una virtuosa Antigone. Osservando attentamente la vita degli uomini nell&#8217;insieme e valutando ogni avvenimento secondo il grado della sua influenza sui loro affari personali, essi con un instancabile lavoro del cervello sviluppano in s\u00e9 la capacit\u00e0 di vedere e quasi di percepire su una enorme distanza nel tempo e nello spazio (\u2026) nell&#8217;arte della lotta per la vita, ossia nella politica, questa capacit\u00e0 concede loro tutti i vantaggi di un geniale scacchista su un giocatore mediocre. La superficie terrestre coperta di oceani, continenti e isole \u00e8 per essi una specie di scacchiera, e i popoli, studiati scrupolosamente dai loro governanti nelle loro caratteristiche principali e qualit\u00e0 spirituali, figure viventi e pedoni, che essi muovono con un tale calcolo, che il loro avversario, vedendo in ogni pedone un nemico indipendente, alla fine si perde in perplessit\u00e0, quando \u00e8 stata fatta da loro una mossa fatale, che porta alla perdita della partita?<\/em>\u201d10.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Toccando la questione delle relazioni della Russia con gli altri Stati, il generale russo arriva alla conclusione che la base pi\u00f9 stabile per un partenariato \u00e8 nuovamente l&#8217;opposizione all&#8217;espansione della civilt\u00e0 anglosassone. Perci\u00f2 il ruolo dei nostri alleati lo porta alla Germania in Occidente e alla Cina in Oriente, collegando ci\u00f2, in primo luogo, con la circostanza che tutti e tre questi paesi sono costretti a far valere costantemente il proprio diritto all&#8217;ampliamento dello spazio vitale, e, in secondo luogo, col fatto che si tratta di paesi di \u201cun unico continente\u201d, i quali per la loro posizione geografica sono destinati ad essere un contrappeso agli \u201cinsulari\u201d anglosassoni. \u201c<em>La Cina, dopo le proprie svariate esperienze con gli inglesi e gli americani, potrebbe adesso coraggiosamente dire: \u201c\u00e8 brutto avere l&#8217;anglosassone come nemico, ma Dio non voglia che lo sia abbia come amico!<\/em>\u201d11.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pu\u00f2 discutere sulle posizioni politiche e sulle conclusioni del generale A.E. Vandam, ma \u00e8 assolutamente indiscutibile che i suoi lavori di diritto potrebbero diventare di base per lo sviluppo in Russia di una effettiva idea sulla scienza della geopolitica gi\u00e0 all&#8217;inizio del XX secolo. Sembra incredibile, quanto profondamente e precisamente siano stati dall&#8217;autore predetti avvenimenti e processi storici come la Prima e la Seconda guerra mondiale, la guerra fredda. Le opere di Vandam sono state da noi immeritatamente dimenticate, oggi esse non sono pi\u00f9 \u201cpronostici\u201d, ma la loro base metodologica, ampia estensione e poliedricit\u00e0 obbligano gli odierni esperti russi di questioni internazionali a degnarle della loro attenzione.&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Note<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1 L&#8217;autore (<em>Sergej Ponamar\u00ebv<\/em>) esprime gratitudine a G.M. Evstaf&#8217;ev e a A.F. Klimenko per i materiali messi a disposizione e per l&#8217;aissistenza prestata nel lavoro all&#8217;articolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2 <em>Obrazcov I. Nome dimenticato<\/em>. In racc. A.E.Vandam, <em>Geopolitika i geostrategija,<\/em>\u00a0\u041c., Kuchkovo pol&#8217;e, 2002. p. 17.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3 Vandam A.E., <em>Nashe polojeni<\/em>, <em>Geopolitika i geostrategija<\/em>, p. 29.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4 Ibid. p. 31.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5 Ibid. p. 75.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6 Ibid. p. 76.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">7 Ibid. p. 51.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">8 Ibid. p. 88.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">9 Ibid. p. 68.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">10 Ibid. p. 44.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">11 Ibid. p. 104.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">FONTE: Rivista <em>\u0418\u043d\u0434\u0435\u043a\u0441 \u0431\u0435\u0437\u043e\u043f\u0430\u0441\u043d\u043e\u0441\u0442\u0438<\/em> (\u201cIndice di sicurezza\u201d), N. 1 (81), Vol. 13, 2007 (www.pircenter.org\/media\/&#8230;\/9\/13464343210.pdf)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I volumi di riferimento sono:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vandam, A.E. <em>Nashe polojenie<\/em> [\u201cLa nostra posizione\u201d], San Pietroburgo, Tipografia A.S. Suvorin, 1912, (ripubblicato nel 2009, editore Hayka, San Pietroburgo, 2002)) p. 204;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vandam, \u0410.\u0415., <em>Geopolitika i geostrategija<\/em>, Moskovskai\ufe20a\ufe21, Zhukovski\u012d, editore, Kuchkovo pol&#8217;e, 2002. \u2013 p. 272 p.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vandam, \u0410.\u0415., <em>Neuslyshannye proroki grjadushnih voiyn<\/em> [\u201cProfeti inascoltati delle guerre future\u201d,. \u041cosca, \u0410\u0421\u0422 Editore, 2004. \u2013 363 p.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note biografiche<\/strong> (a cura di Marco Pintacuda)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Lavrentij Avdeevi\u010d Obuchov<\/em>, uomo di Stato della Russia del XVII secolo, partecipante all&#8217;acquisizione della Siberia alla Russia. Nato nel 1632, ucciso nel 1665.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Vasilij Danilovi\u010d Pojarkov<\/em>, esploratore russo del XVII secolo, il primo a visitare la regione dell&#8217;Amur. Nato nel 1610, morto dopo il 1667.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Erofej Pavlovi\u010d Chabarov<\/em>, esploratore, viaggiatore e imprenditore russo, continu\u00f2 l&#8217;opera di Vasilij Pojarkov, attravers\u00f2 in nave tutto l&#8217;Amur, costru\u00ec una fortezza fortificata. Nato intorno al 1603, morto dopo il 1671.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Onufrij Stepanov<\/em>, persona del ceto non ereditario al servizio dello Stato, cosacco siberiano, esploratore del fiume Amur continuatore dell&#8217;opera di Erofej Chabarov, partecipante ai conflitti di frontiera russo-manci\u00f9 (1649-1689). Nato nel 1610, morto nel 1658.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Dmitrij Ivanovi\u010d Zinov&#8217;ev<\/em>, nobile moscovita contemporaneo di Erofej Chabarov, a lui inviato, in Siberia, nell&#8217;agosto del 1653, con l&#8217;ukase dello zar di \u201ccontrollare tutta la Terra di Dauria e farlo sapere a Chabarov\u201d. Insieme a Zinov&#8217;ev, arrivarono rinforzi, un dono dello zar e monete d&#8217;oro che vennero distribuite come ricompensa a Chabarov e ai suoi compagni, 320 persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In qualit\u00e0 di nobile, Zinov&#8217;ev pretese il pieno comando delle operazioni, e in seguito al rifiuto di Chabarov, lo fece mettere agli arresti. Incapace di avere il sostegno degli uomini di Chabarov e non avendo in realt\u00e0 modo di trattare con i manci\u00f9, Zinov&#8217;ev si ritir\u00f2 dall&#8217;Amur con parte del suo esercito. A capo di quelli che rimanevano venne posto Onufrij Stepanov. Data di nascita ignota; ucciso nel 1661.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>F\u00ebdor Alekseevi\u010d Golovin<\/em>, uno dei compagni pi\u00f9 intimi dello zar Pietro I, diplomatico e uomo politico, capo della diplomazia russa, generale-ammiraglio, primo generale-feldmareciallo della Russia; sotto il regno della zarina Sofia, venne inviato nella regione dell&#8217;Amur per la regolamentazione del conflitto interfrontaliero con la Cina. Nato nel 1650, morto nel 1706.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Evfimij Vasil&#8217;evi\u010d Putjatin<\/em>, ammiraglio, uomo di Stato e diplomatico russo, nel 1843 organizz\u00f2 una spedizione commerciale nei mari orientali ai confini con Cina e Giappone (realizzata nel 1852 ed estesa anche alle Filippine e alla Corea), nominato plenipotenziario in Cina nel 1857, nel 1858 viene incaricato di negoziare il trattato di Aigun con il quale la Russia ottiene la riva destra del fiume Amur e il diritto di navigazione sullo stesso. Nato nel 1803, morto nel 1883.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Gennadij Ivanovi\u010d Nevel&#8217;skoj<\/em>, ammiraglio, esploratore dell&#8217;Estremo Oriente russo, fondatore della citt\u00e0 Nikolaevsk-na-Amure, prov\u00f2 che la foce dell&#8217;Amur \u00e8 accessibile alle navi marittime e che Sachalin \u00e8 un&#8217;isola. Nato nel 1813, morto nel 1876.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Iosif Garvilovi\u010d Baranov<\/em>, generale di brigata, serv\u00ec con diverse mansioni nell&#8217;Estremo Oriente russo dall&#8217;ottobre 1864 (nomina nell&#8217;amministrazione telegrafica dell&#8217;Amur), governatore militare della Regione dell&#8217;Amur (1880-1881). Nato nel 1835, data della morte ignota (alcuni autori indicano il 1893, ma questa data suscita dubbi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Grigorij Ivanovi\u010d \u0160elechov<\/em>, esploratore, navigatore e mercante russo. Nato nel 1747, morto nel 1795.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_5985\" style=\"width: 766px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5985\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-5985\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/russia_map1_582552549_900738692.jpg\" alt=\"Una mappa della Russia\" width=\"756\" height=\"604\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/russia_map1_582552549_900738692.jpg 375w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/russia_map1_582552549_900738692-250x200.jpg 250w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/russia_map1_582552549_900738692-300x240.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 756px) 100vw, 756px\" \/><p id=\"caption-attachment-5985\" class=\"wp-caption-text\">Una mappa &#8216;storica&#8217; della Russia<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Analisi della geopolitica russa negli scritti del generale Aleksej Efimovic Edrikhin, [E.A.Vandam], considerato il fondatore di questa disciplina nella Russia zarista negli precedenti la Prima Guerra Mondiale.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5983,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[131],"tags":[2502,2504,2503,2505,2501],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Aleksej-Efimovi\u010d-Edrichin-Vandam.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-1yt","jetpack_likes_enabled":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5981"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5981"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5981\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5991,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5981\/revisions\/5991"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5983"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5981"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5981"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5981"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}