{"id":5872,"date":"2015-09-25T08:19:15","date_gmt":"2015-09-25T07:19:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=5872"},"modified":"2015-09-25T10:17:46","modified_gmt":"2015-09-25T09:17:46","slug":"la-nuova-guerra-nel-caucaso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=5872","title":{"rendered":"La \u201cnuova\u201d guerra nel Caucaso"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_5875\" style=\"width: 360px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5875\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-5875\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/cartina.jpg\" alt=\"Il Caucaso del Nord\" width=\"350\" height=\"298\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/cartina.jpg 350w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/cartina-235x200.jpg 235w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/cartina-300x255.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><p id=\"caption-attachment-5875\" class=\"wp-caption-text\">Il Caucaso del Nord<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Un \u00a0Emirato, quello del Caucaso, del quale poco si parla ma che pu\u00f2 aiutare a comprendere la politica estera attuale di Putin<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Russia ha da poco preso parte ad azioni di ricognizione con droni e trasferito diversi aerei da combattimento in Siria per colpire il Califfato islamico. Molto \u00e8 stato detto circa il motivo che avrebbe spinto Putin ad agire, tra cui evitare che la coalizione internazionale \u201cspodesti\u201d Assad dal potere cos\u00ec da proteggere i propri interessi geostrategici in Siria e mantenere uno sbocco sul Mediterraneo (grazie alla base navale di Tartus). Ma ci sarebbe un secondo motivo, poco conosciuto, che potrebbe aver seriamente influito su tale decisione e portato l\u2019IS ad essere considerato il nemico principale della Russia e una minaccia globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In passato, la Russia identificava lo Stato Islamico come un fenomeno temporaneo e come parte di Al Qaeda, sostenuto da Arabia Saudita e Qatar con lo scopo di combattere il regime di Bashar al-Assad, l&#8217;Iran e gli sciiti. Ora, invece, la preoccupazione \u00e8 crescente ed evidente nelle dichiarazioni del governo russo, che identifica il Califfato come una vera e propria minaccia alla sicurezza nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il terrorismo islamico in Russia e nel Caucaso non \u00e8 una nuova minaccia: basti pensare alla Strage di Beslan nel 2004, ma lo \u00e8 la penetrazione dell\u2019IS nel Caucaso settentrionale raggiungendo un\u2019alleanza con i salafiti nella regione e portando a compimento, per la prima volta, un attacco dello Stato Islamico nel Caucaso contro forze militari russe. E\u2019 quindi comprensibile il motivo per cui l\u2019atteggiamento del Cremlino nei confronti del Califfato sia cambiato negli ultimi mesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altre parole, la crescente influenza e consenso che lo Stato Islamico sta avendo tra i gruppi jihadisti che operano nel Caucaso settentrionale pu\u00f2 aver spinto il Cremlino a un cambio di strategia nella lotta al terrorismo, magari per \u201cstroncare\u201d l\u2019alleanza che sta nascendo tra combattenti ceceni islamici (presenti in gran numero nella regione) e il Califfato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che era iniziato nel 1990 come una lotta per l&#8217;indipendenza nazionale cecena si \u00e8, con gli anni, trasformato in un&#8217;insurrezione islamica diffusa in tutta la regione. Questa evoluzione \u00e8 culminata nel 2007 con la nascita dell\u2019Emirato del Caucaso, che comprende vari gruppi jihadisti locali, sotto la guida, prima, del combattente\u00a0Dokku Umarov (morto nel 2013), poi sostituito temporaneamente da <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Aslambek_Vadalov&amp;action=edit&amp;redlink=1\">Aslambek Vadalov<\/a> nel 2010, poi ancora Umarov ed infine, con la sua morte, da Ali Abu Muhammad al Daghestan (ucciso ad Aprile di quest\u2019anno). Adesso l\u2019Emirato \u00e8 alla ricerca di un nuovo leader.<\/p>\n<div id=\"attachment_5877\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5877\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-5877\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/lainfo.es-4702-terrorista1-580x387.jpg\" alt=\"Doku Umarov (Foto Ria Novosti)\" width=\"580\" height=\"387\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/lainfo.es-4702-terrorista1-580x387.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/lainfo.es-4702-terrorista1-280x187.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/lainfo.es-4702-terrorista1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/lainfo.es-4702-terrorista1.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-5877\" class=\"wp-caption-text\">Dokku Umarov (Foto Ria Novosti)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo Emirato racchiude vari gruppi jihadisti locali, che fino a pochi mesi fa erano tutti molto vicini ad Al-Qaeda, salvo poi giurare fedelt\u00e0 allo Stato Islamico. Il motivo potrebbe essere la necessit\u00e0 di garantirsi una maggiore visibilit\u00e0 mediatica, considerando il successo dell\u2019IS nel campo della comunicazione e propaganda, ma anche la perdita di tre leader in poco pi\u00f9 di due anni ha destabilizzato le operazioni dell\u2019Emirato e sembra aver contribuito ai guadagni del Califfato nella regione. Al Qaeda e l\u2019Emirato hanno cercato di arginare la marea di defezioni allo Stato Islamico, che per\u00f2 sembra continuare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019adesione di militanti e leaders dell\u2019Emirato del Caucaso all\u2019IS, come per esempio quella di Amir Khamzat, comandante del \u201cVilaiyat\u201d (unit\u00e0 territoriali-amministrative che corrispondono grosso modo con le repubbliche regionali) ceceno, \u00e8 avvenuta nel mese di Giugno &#8211; <em>Noi proclamiamo la nostra fedelt\u00e0 e obbedienza al Califfo<\/em> (Abu Bakr al-Baghdadi) &#8211; hanno annunciato in un video su Youtube i leaders di quattro delle sei regioni dell\u2019Emirato del Caucaso<em>.<\/em> &#8211; <em>Noi possiamo testimoniare che tutti i combattenti del Caucaso, della Cecenia, del Daghestan, dell&#8217;Inguscezia e della Kabardino-Balkaria sono uniti in questa decisione e non hanno divergenze<\/em> \u2013 si afferma nel video.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019annuncio da parte del portavoce dello Stato Islamico Abu Mohammed al-Adnani, che \u00e8 stata accettata la fedelt\u00e0 (bayat) dei miliziani dell\u2019IS nel Caucaso del nord<i>\u00a0<\/i>conferma la sempre maggiore influenza che esso ha sul mondo dell\u2019estremismo islamico fuori dal Medio oriente. La regione russa a maggioranza musulmana \u00e8 passata cos\u00ec allo status di \u2018vilayat\u2019, governata dallo sceicco Abu Mohammad al-Qadari. Era da Gennaio che lo Stato Islamico cercava di rafforzare i legami con jihadisti del Caucaso e alla fine \u00e8 riuscito a proclamare un \u201cGovernatorato\u201d che dimostra il riuscito insediamento nell\u2019area.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Successivamente, in un comunicato diffuso online e tradotto dal SITE Intelligence Group si dice &#8211; <em>I soldati del Califfato sono stati in grado di portare a termine un attacco contro una caserma dell&#8217;esercito russo nel sud Daghestan, nel villaggio Magharamakint<\/em>. &#8211; Il raid presumibilmente <em>ha portato alla uccisione e il ferimento di un certo numero di soldati.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto ci\u00f2 dimostra quanto efficientemente la macchina propagandistica dello Stato Islamico stia coordinando e diffondendo informazioni in vari paesi, in cui i jihadisti stanno combattendo, per reclutarli ed espandersi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Funzionari russi stimano che circa 2.200 russi, in gran parte provenienti dal Caucaso del Nord, siano andati a combattere per il Califfato in Iraq e Siria e che oggi stiano tornando proprio per combattere nel Caucaso in nome dell\u2019IS. Tuttavia, al momento, non sembra che l\u2019IS stia progettando di separare un pezzo del Caucaso del Nord per governarlo autonomamente, come invece avviene tra Siria ed Iraq, quanto piuttosto l\u2019intenzione potrebbe essere di usare la regione per attacchi terroristici in Russia, che mostrerebbero la portata dello Stato Islamico oltre il Medio Oriente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;arrivo del Califfato nel Caucaso indebolisce Al-Qaeda e rischia di mettere in competizione i due, anche in questa regione. Il pericolo maggiore potrebbe essere una escalation dagli esiti imprevedibili sia in Medio Oriente che nel Caucaso. La strategia non sarebbe tanto quella di finanziare attacchi di grande portata, quanto piuttosto una serie di attacchi minori e meno costosi, per poi competere nella guerra di propaganda e di \u00a0informazione per rivendicarne il merito ed enfatizzarne la porta e mostrare la forza dell&#8217;organizzazione.<\/p>\n<p>Al momento, pur non essendoci il rischio di grandi attacchi, questa strategia sarebbe sufficiente per portare il Caucaso in un\u2019instabilit\u00e0 costante che sicuramente nuocerebbe agli interessi di Mosca. Quindi la necessit\u00e0 di prevenire un\u2019ulteriore espansione del fondamentalismo \u00a0islamico nel Caucaso potrebbe aver spinto Mosca ad agire direttamente contro l\u2019ISIS.<\/p>\n<div id=\"attachment_5879\" style=\"width: 318px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5879\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-5879\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Aslambek-Vadalov.jpg\" alt=\"Aslambek Vadalov, nuovo leader dell'Emirato del Caucaso\" width=\"308\" height=\"175\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Aslambek-Vadalov.jpg 308w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Aslambek-Vadalov-280x159.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Aslambek-Vadalov-300x170.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 308px) 100vw, 308px\" \/><p id=\"caption-attachment-5879\" class=\"wp-caption-text\">Aslambek Vadalov, nuovo leader dell&#8217;Emirato islamico del Caucaso<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per approfondimenti consultare i seguenti siti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.longwarjournal.org\/archives\/2015\/09\/islamic-states-caucasus-province-claims-first-official-attack-on-russian-forces.php\">www.longwarjournal.org\/archives\/2015\/09\/islamic-states-caucasus-province-claims-first-official-attack-on-russian-forces.php<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.longwarjournal.org\/archives\/2015\/06\/islamic-state-spokesman-calls-on-other-factions-to-repent.php\">http:\/\/www.longwarjournal.org\/archives\/2015\/06\/islamic-state-spokesman-calls-on-other-factions-to-repent.php<\/a><\/p>\n<p>\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un  Emirato, quello del Caucaso, del quale poco si parla ma che pu\u00f2 aiutare a comprendere la politica estera attuale di Putin<\/p>\n","protected":false},"author":3277,"featured_media":5875,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[3,1293,1294,1295,131],"tags":[2459,2457,2458,2460,2456],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/cartina.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-1wI","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5872"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3277"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5872"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5872\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5888,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5872\/revisions\/5888"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5875"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5872"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5872"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5872"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}