{"id":5662,"date":"2015-07-03T16:48:35","date_gmt":"2015-07-03T15:48:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=5662"},"modified":"2015-07-03T16:48:35","modified_gmt":"2015-07-03T15:48:35","slug":"non-solo-kobane-la-guerra-fra-il-partito-di-unita-democratica-e-la-turchia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=5662","title":{"rendered":"NON SOLO KOBANE. La guerra fra il Partito di Unit\u00e0 Democratica e la Turchia"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_5666\" style=\"width: 552px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5666\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-5666\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/kobane-fotozoom-v2-542x405.jpg\" alt=\"Kobane dall'alto\" width=\"542\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/kobane-fotozoom-v2-542x405.jpg 542w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/kobane-fotozoom-v2-268x200.jpg 268w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/kobane-fotozoom-v2-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/kobane-fotozoom-v2.jpg 593w\" sizes=\"(max-width: 542px) 100vw, 542px\" \/><p id=\"caption-attachment-5666\" class=\"wp-caption-text\">Kobane dall&#8217;alto<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Kobane \u00e8 diventato un nome ormai conosciuto per la battaglia che vi si svolge da mesi\u2026.ruolo della Turchia, ruolo importantissimo dei combattenti curdi, uomini e donne, contro l\u2019avanzata del cosiddetto Califfato. Le ultime vicende in quella zona, in sintesi.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella notte fra il 16 e il 17 giugno, combattenti delle Unit\u00e0 di Protezione maschili e femminili (Ypg e Ypj) organizzati dal Partito Democratico Unito (Pyd) sconfiggono l\u2019Islamic State e riconquistano il villaggio di Tel Abayat (Collina Bianca).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo tre anni di assedio, il Cantone di Rojava si \u00e8 riunito e i Partiti curdi PKK e PVD da Turchia e Siria possono arrivare a Kobane dal valico di Qamishli. Permangono i danni di una guerra lunga tre anni con residui scontri nel villaggio che i militanti di IS hanno disseminato di mine e autobombe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non inferiore a quella jihadista \u00e8 l\u2019ostilit\u00e0 della Turchia che vieta il deflusso dei profughi a Tel Abayad e nega agli stranieri con aiuti umanitari di attraversare la frontiera. Per Kobane la lotta continua anche a livello politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 1\u00b0 luglio a Bruxelles sono stati presentati entit\u00e0 dei danni e progetti concreti discussi anche con Organizzazioni umanitarie di tutto il mondo per la ricostruzione del Cantone, distrutto al 90%, senza acqua n\u00e9 elettricit\u00e0, con solo 3 scuole riaperte delle 445 del periodo precedente, con 32 mila studenti su 50 mila abitanti.<\/p>\n<div id=\"attachment_5667\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5667\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-5667\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Turkey-Kurds_Horo1-e1363863914429-635x357-580x326.jpg\" alt=\"Il Leader del PKK, Abdullah Ocalan\" width=\"580\" height=\"326\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Turkey-Kurds_Horo1-e1363863914429-635x357-580x326.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Turkey-Kurds_Horo1-e1363863914429-635x357-280x157.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Turkey-Kurds_Horo1-e1363863914429-635x357-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Turkey-Kurds_Horo1-e1363863914429-635x357.jpg 635w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-5667\" class=\"wp-caption-text\">Il Leader del PKK, Abdullah Ocalan<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">E sar\u00e0 possibile sensibilizzare la Comunit\u00e0 Internazionale sul problema curdo, anche alla luce della vittoria del partito della sinistra curda e turca Hdp alle elezioni politiche del 7 giugno avviando una fase di riconciliazione fra tutti i curdi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricerca di fondi per il Pyd e il suo vicino Partito dei Lavoratori curdi (PKK) \u00e8 necessaria. Pyd e PKK non hanno contatti economici neppure con il Kurdistan iracheno di Barzani, che durante l\u2019assedio si \u00e8 limitato a inviare pochi aiuti e 160 peshmerga che hanno lasciato Kobane dopo appena due mesi. Inoltre, nella stessa Siria, i curdi non hanno cittadinanza e le opposizioni al regime damasceno sono ostili a tutte le minoranze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vittoria di Kobane sull\u2019IS non \u00e8 la sola sul piano militare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giorno prima in Iraq, milizie sunnite inviano i loro reparti nelle fila delle \u201cUnit\u00e0 di Mobilitazione Popolare\u201d, la formazione che riunisce le Forze tribali sciite formate nel 2014 dal Governo iracheno con il diretto sostegno e l\u2019addestramento dell\u2019Iran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono gi\u00e0 migliaia i combattenti sunniti a fianco delle formazioni sciite che combattono IS nelle zone prese dai jihadisti di Ibrahim al Badr al Baghdadi, Anbar e Niniveh.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Khalid Abdullah, comandante del battaglione sunnita di Salahuddin, ora parte di Asaib Ahl al-Haq, milizia sciita irachena da tempo sostenuta da Teheran, spiega che nelle UMP vi sono numerosi gruppi sciiti:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>lo zoccolo duro: Organizzazione Badr, Hasaib Ahl al-Haq e Kataib Hezb\u2019Allah-Iraq;<\/li>\n<li>milizie di formazione recente: al-Nujabaa, ala fuoriuscita da Asaib, Jund al-Imam, creata nel 2014, Al\u00ec al-Akbar Bregaid, risalente a pochi mesi fa, e Kataib Sayyid al-Shuhada, la pi\u00f9 recente.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al loro fianco combattono decine di reparti sunniti con 250-600 militanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto, i combattenti criticano quei capi tribali che hanno impedito il dispiegamento dei rinforzi sciiti e sono gli stessi che vivono a Irbil e negli hotel di Dubai e Amman, vicini a quell\u2019esercito corrotto, con poche armi e una catena di comando inadeguata a contrastare IS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulle reali capacit\u00e0 militari di IS, rimane perplesso il giornalista iracheno del <em>think<\/em> <em>tank<\/em> egiziano Al Haram, Salah al-Nasrawi. In una recente intervista, al-Nasrawi sottolineava due fragilit\u00e0 di IS, che negli ultimi mesi, ha perso terreno a Diyala e Salah-a-din e a Bajiii.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In primo luogo, sul piano militare le Forze Armate di Iraq e Siria dimostrano che il supporto degli sciiti libanesi di Hezb\u2019 Allah e delle Unit\u00e0 d\u2019\u00e9lite iraniane hanno sempre sconfitto IS, con o senza i raid aerei della Coalizione Anti-IS, che rifiutano il coordinamento con Teheran e Damasco e supportano l\u2019 \u201dopposizione moderata siriana\u201d con addestramenti, logistica e armamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In secondo luogo, i milioni di sfollati e profughi di Iraq e Siria dimostrano che la popolazione sunnita, tradizionalmente panarabi e nazionalisti non sono certo pronti ad abbracciare un programma islamista risalente ai secoli VIII e IX.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto ai baathisti e ai fedeli di Saddam Hussein che appoggiano l\u2019IS non si sono mai ideologicamente piegati a Baghdadi ma perseguono per mero tatticismo il progetto di ricostruire il loro potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi sarebbero gli interessi strategici di USA e Arabia Saudita a tenere in piedi IS: gli americani per parcellizzare i Paesi sul modello libico e i sauditi per isolare l\u2019Iran privandolo dei suoi alleati sciiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ipotesi che spiega l\u2019immediata guerra della Coalizione a guida saudita nello Yemen contro gli sciiti zaiditi Houthi (pari al 4% della popolazione).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La guerra fra il Partito di Unit\u00e0 Democratica e la Turchia<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In soli tre giorni, il 28 giugno, le Unit\u00e0 curde di protezione Popolare maschili e femminili (Ypg e Ypj) hanno riconquistato Kobane e liberato la citt\u00e0 di Tel Abyad, lungo il confine siro-turco, dall\u2019 Islamic State (IS).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le aree riprese dai curdi la settimana precedente dopo oltre un anno di assedio di IS erano state attaccate dai jihadisti di IS con assalti a sorpresa dopo aver attraversato il valico di Murstitpinar all\u2019alba del giorno 25.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo testimonianze, la frontiera dal lato turco era rimasta senza controllo di Polizia ed Esercito, dando via libera ai jihadisti che avevano fatto esplodere una moto al posto di frontiera e due autobombe nella periferia a Sud-Est di Kobane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In merito, il Presidente Erdogan respinge le accuse e si dichiara pronto a inviare in Siria 18 mila soldati per creare una zona di sicurezza al fine di evitare la formazione di un\u2019entit\u00e0 statale curda al confine con il suo Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto, elaborato nell\u2019autunno del 2014 e respinto dagli USA, prevede che l\u2019Esercito confischi e occupi un corridoio lungo 110 km e largo 33 comprendente lo strategico valico di Jarablus che separa i cantoni di Kobane, a Est, verso l\u2019Iraq, e Afrin, a Ovest. L\u2019ipotesi manca dell\u2019approvazione del Parlamento e viola la Costituzione turca perch\u00e9 priva di una Risoluzione ONU.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contro questo progetto il PYD, principale Partito curdo in Siria, comunica alle Autorit\u00e0 turche che nel caso d\u2019intervento militare nel Rojava le milizie curde sono pronte ad affrontare qualsiasi aggressione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rivolgendosi alla Comunit\u00e0 Internazionale, il PYD rappresenta che l\u2019eventuale attivit\u00e0 turca avrebbe ricadute negative locali, regionali e internazionali, complicherebbe la situazione in Siria e Medio Oriente e minaccerebbe sicurezza e pace a livello globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il comandante del Partito dei Lavoratori Curdi (PKK), Murat Karavilan, sottolinea che un attacco a Rojava verrebbe considerato un attacco a tutto il popolo curdo e trascinerebbe la Turchia verso la guerra civile. Segnali in questo senso si coglierebbero da tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Presidente Erdogan si \u00e8 allontanato sin dall\u2019inizio delle prime dimostrazioni in Siria dall\u2019ex alleato Bashar al-Assad, contro il quale ha chiesto per mesi alla Coalizione a guida USA l\u2019autorizzazione a realizzare una \u201cbuffer \u2013 zone\u201d al confine con la Siria e una \u201cno fly zone\u201d per impedire a Damasco il volo nell\u2019area confinaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il popolo curdo, infine, non dimentica che la Turchia supporta logisticamente le formazioni jihadiste che combattono in Siria e che l\u2019Esercito \u00e8 rimasto a guardare i curdi di Kobane attaccati da IS e ha impedito il passaggio di loro Unit\u00e0 di rinforzo, bloccando tuttora gli aiuti umanitari. Tutto questo, mentre il leader Ocalan, dal carcere, continua a sostenere il \u201cprocesso di pace\u201d con Ankara, chiedendo non pi\u00f9 l\u2019indipendenza ma l\u2019autonomia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al contrario, le Autorit\u00e0 turche, edulcorando le dichiarazioni del Presidente, sottolineano che l\u2019obiettivo del progetto resta solo quello di respingere i militanti di IS dal confine turco-siriano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione resta ad alta instabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto, sul terreno con la liberazione di Tel Abyad i curdi sono a soli 50 km da Raqqa e hanno il collegamento diretto con Kobane, con un controllo territoriale dell\u2019Ypg che si estende per 180 km da Ras al-Ain a Jarablus.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa ultima localit\u00e0 i combattimenti sono ancora in corso e l\u2019eventuale vittoria dei curdi consentirebbe la loro controffensiva verso Azez e Afrin, oltre l\u2019Eufrate, con una frontiera di 300 km con la Turchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il conflitto continua e continuer\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_5668\" style=\"width: 460px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5668\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-5668\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/kurdish.jpg\" alt=\"Donne curde combattenti, molto temute dall'IS. 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