{"id":5639,"date":"2015-06-27T17:49:01","date_gmt":"2015-06-27T16:49:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=5639"},"modified":"2015-06-27T17:49:01","modified_gmt":"2015-06-27T16:49:01","slug":"russia-e-ucraina-uno-scenario-in-fieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=5639","title":{"rendered":"RUSSIA E UCRAINA. Uno scenario in fieri\u2026."},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_5646\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5646\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-5646\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/14117-580x329.jpg\" alt=\"Il s\" width=\"580\" height=\"329\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/14117-580x329.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/14117-280x159.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/14117-300x170.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/14117.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-5646\" class=\"wp-caption-text\">Lo stemma ufficiale del Servizio d&#8217;intelligence militare russo (GRU)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Un punto di vista sulla questione che minaccia la pace mondiale e ha rovinato i rapporti fra Mosca e l\u2019Europa e che rischia invece di avvicinare forse troppo Atene a Mosca\u2026<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Russia con la sua operazione in Ucraina dimostra una notevole e spesso sottovalutata capacit\u00e0 di adattamento alla nuova condizione geostrategica e geopolitica degli Stati che la circondano, sviluppando forze d\u2019intervento rapide e altamente specializzate che le permettono di conseguire obiettivi limitati a corto raggio, ma in maniera molto efficace, impiegando una serie di operazioni che superano di gran lunga quelle adottate in Georgia e Cecenia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><u>L\u2019intervento<\/u><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le operazioni sono state certamente studiate per molto tempo dagli strateghi del Cremlino. Molto poco \u00e8 stato lasciato al caso nello scenario ucraino. Mosca ha subito provveduto a fornire ai guerriglieri una serie di abilit\u00e0, competenze e del personale, che difficilmente sarebbero state ottenute nel breve periodo. Piccoli contingenti di forze speciali russe (<em>spetsnaz<\/em>), altamente addestrati, hanno affiancato le bande armate sin dall\u2019inizio degli scontri. Questi operativi sono molto qualificati, preparati a operare in teatri dove sono presenti dei civili e a pensare come agire di conseguenza. All\u2019apparenza, la natura strategica di queste operazioni potrebbe essere analoga a quella che della politica americana del <em>win hearts and minds<\/em>, sviluppata per le operazioni in Medio Oriente. Militari e agenti del GRU (<em>Glavnoye razvedyvatel&#8217;noye upravleniye<\/em>, Servizio informazioni delle Forze Armate russe) hanno portato avanti operazioni di <em>confidence building<\/em> tra la popolazione per reperire consenso, evitando rischiose e dannose azioni di ribellione da parte di civili. Per la Russia, \u00e8 vitale operare nel massimo consenso della popolazione nell\u2019Est ucraino per potersi concentrare su un solo nemico, il governo di Kiev.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Agenti dei servizi segreti hanno poi provveduto all\u2019organizzazione di bande armate di auto-difesa tra i civili e al loro rifornimento con mezzi e armi. Le operazioni hanno visto, infatti, l\u2019impiego di mezzi e uomini senza contrassegni, chiamati <em>green men<\/em> che sono considerati illegali secondo il diritto internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A livello tattico, una messa in sicurezza di obiettivi minori e secondari con azioni rapide e leggere hanno preceduto interventi su larga scala. Una volta assicurate le vie di rifornimento e i palazzi governativi locali, si \u00e8 quindi passati alla fase di manovra, preceduta da attacchi di artiglieria pesante sulle posizioni ucraine. Un esempio ne sono le piccole ma continue e molto efficaci, incursioni da sud est e da est che hanno spinto il governo ucraino a firmare un \u201ccessate il fuoco\u201d, dopo il fallimento del primo dialogo sul tema a Minsk. Mosca ha poi utilizzato quest\u2019 accordo per ottenere una prima legittimazione dei ribelli e per posizionare le forze per la fase di manovra offensiva a Settembre 2014. L\u2019obiettivo primario era l\u2019aeroporto di Lugansk. La tregua e l\u2019aver stabilito una linea di contatto smilitarizzata, hanno permesso il riposizionamento dell\u2019artiglieria la quale \u00e8 stata impiegata nell\u2019offensiva contro l\u2019aeroporto suddetto. La struttura era stata progettata dai sovietici come un ostacolo strategico, in grado di resistere un attacco ingente. Comunque il governo centrale ucraino, non potendo e non volendo ingaggiare i russi in uno scontro aperto, ha deciso per un corridoio di evacuazione per i propri reparti preposti alla difesa della struttura, lasciando pochi uomini a presidiare la posizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La presa dell\u2019aeroporto (esattamente come le operazioni estive di Novoazovsk e Ilovaisk) ha permesso ai separatisti di spingere per ottenere nuove concessioni territoriali. Nonostante gli ultimi accordi e il nuovo \u201ccessate il fuoco\u201d gli scontri proseguono, cos\u00ec come le rivendicazioni da parte dei miliziani filorussi di avere maggiore autonomia ed indipendenza da Kiev.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>I teatri d\u2019azione<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em> Donetsk e Luhansk: <\/em>questi territori rappresentano la chiave del piano di azione russo. Fino a quando esister\u00e0 uno Stato <em>autoproclamato <\/em>e sostenuto da Mosca all\u2019interno dei confini ucraini, la NATO non accetter\u00e0 il paese come membro restando evitando di arrivare al confine russo. I movimenti separatisti in queste zone all\u2019inizio dell\u2019estate del 2014 hanno ricevuto l\u2019appoggio militare di Mosca, potendosi cos\u00ec dichiarare repubbliche indipendenti e garantire il controllo della parte orientale della regione al Cremlino. Le forze ucraine operano sempre nelle aree di Mariupol, Avdiivka e Pisky e l\u2019artiglieria bombarda Donetsk. Nonostante la tregua, pare che gli scontri continuino al confine sud di Luhansk soprattutto nell\u2019area sud di Pervomaisk. Inoltre si sono intensificate le attivit\u00e0 terroristiche nelle zone ancora sotto controllo del governo ucraino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Debaltseve:<\/em> \u00e8 un importante collegamento ferroviario tra Luhansk e Donetsk e sembra essere sotto controllo delle forze separatiste. Le operazioni di conquista dei ribelli sono state condotte sia da sud ovest sia da nord est, conquistando la citt\u00e0 in breve tempo e lasciando alle truppe ucraine la possibilit\u00e0 di ripiegare verso Arteminsk. L\u2019impiego dei veicoli corazzati russi e dell\u2019artiglieria pesante \u00e8 stato vitale per il successo dell\u2019operazione. La perdita della citt\u00e0 \u00e8 stata logisticamente una grande sconfitta per gli ucraini poich\u00e9 era uno degli ultimi baluardi strategici che l\u2019esercito governativo aveva all\u2019interno dei territori separatisti. Adesso le forze filorusse si trovano in una posizione molto avvantaggiata, avendo un collegamento ferroviario diretto tra la Russia e la nuova linea di contatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Maripuol<\/em>: la tregua firmata a Minsk e il \u201ccessate il fuoco\u201d sono solo formalmente in vigore, in quanto Aleksandr Zakharchenko, capo delle forze separatiste di Donetsk ha dichiarato che: \u201cMaripuol \u00e8 un obiettivo strategico vitale, perch\u00e9 permetterebbe al territorio dell\u2019auto-dichiarata repubblica un sicuro approvvigionamento di acqua potabile.\u201d Lungo la citt\u00e0 e parallela alla costa sud si trova l\u2019autostrada H20, gi\u00e0 oggetto di violenti scontri tra forze irregolari separatiste e soldati di Kiev. La citt\u00e0 sarebbe un passaggio obbligato se forze ribelli decidessero di portare l\u2019offensiva lungo la costa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Slaviansk:<\/em> questa citt\u00e0 rappresenta una grande vittoria dell\u2019esercito ucraino nello scenario bellico. Infatti, ad aprile, piccoli contingenti russi solamente con armi leggere, avevano preso il controllo dei palazzi governativi locali ma nello stesso mese il governo ucraino autorizz\u00f2 un importante contrattacco, liberando la base di Kramatorsk con l\u2019impiego di veicoli corazzati. A maggio, il governo lanci\u00f2 un\u2019offensiva su larga scala conquistando tutti e nove i checkpoint vicino alla citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019utilizzo di veicoli corazzati e la superiorit\u00e0 numerica sono stati i motivi principali del successo della missione. La conquista della citt\u00e0 sembr\u00f2 portare a una conclusione rapida del conflitto, perch\u00e9 l\u2019offensiva governativa avvenne in maniera veloce ed efficace, ingaggiando gli avversari in maniera consequenziale e attiva. Tuttavia la presa di Slaviansk avvenne in un momento in cui sicuramente l\u2019organizzazione, le capacit\u00e0 belliche e di fuoco dei ribelli erano assai minori rispetto a quelle di oggi, per cui adesso la guerra sembra essere ben lontana dalla fine, anche se la precedente impreparazione dei ribelli filorussi ha permesso la vittoria dei militari di Kiev.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><strong><em>L\u2019eccezione<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La presa della Crimea, a differenza dei precedenti teatri, \u00e8 avvenuta con un basso livello di violenza. Alle truppe ucraine era stato ordinato di non ingaggiare, salvo che non dovessero difendersi dal fuoco nemico. Ci\u00f2 ha permesso l\u2019accerchiamento in breve tempo delle basi militari ucraine da parte delle forze russe. La fanteria ha svolto quasi tutte le operazioni sul luogo. L\u2019impiego di marina e aviazione \u00e8 stato soprattutto a carattere preventivo e logistico. L\u2019impiego di corpi speciali del GRU ha garantito di fare leva sulla comunanza etnica della popolazione russa. A questo va aggiunto che l\u2019intelligence russa era cosciente che le potenzialit\u00e0 di offensiva da parte dell\u2019Ucraina erano piuttosto limitate e la promessa mobilitazione delle forze sul territorio si \u00e8 rivelata presto falsa non fermando in alcun modo l\u2019avanzata di Mosca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Gli scenari futuri<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 molto difficile stabilire quale sar\u00e0 e quando sar\u00e0 la fine del conflitto. Agenzie d\u2019intelligence e analisti di tutto il mondo producono costantemente scenari aggiornati sul possibile esito e sui desideri di Putin. Comunque i suoi piani rimarranno ancora segreti nel lungo periodo. Possiamo solo riportare una previsione teorica. Congelare il conflitto parrebbe una scelta abbastanza logica, considerando che la Russia ha gi\u00e0 ottenuto quello che voleva, cio\u00e8 bloccare l\u2019adesione dell\u2019Ucraina alla NATO grazie alla creazione di due stati auto-proclamatosi indipendenti (Repubbliche di Donetsk e Luhansk) e il controllo militare della parte pi\u00f9 orientale del paese. Quindi Kiev, volendo evitare la disintegrazione territoriale, deve quantomeno ritardare il desiderio di aderire alla NATO e cercare una soluzione diplomatica alla crisi, come successo in Georgia nel 2008 con l\u2019auto-proclamazione d\u2019indipendenza da parte di Abkhazia ed Ossezia del Sud alla fine del conflitto, che ha impedito l\u2019ingresso di Tbilisi nella NATO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, la scaltrezza russa, per quanto ingiustificabile, di minacciare i paesi Baltici, la Polonia e i Paesi scandinavi di azioni belliche, sta portando la stessa Alleanza Atlantica a sviluppare politiche di difesa pi\u00f9 orientate a proteggere i propri membri nel Baltico o nell\u2019Est Europa invece di un chiaro piano di adesione dell\u2019Ucraina. Infatti, ogni decisione di ammetterla, sembra essere stata posticipata a favore di azioni volte a difendere gli alleati, creando, per esempio, una <em>forza di reazione rapida<\/em> di circa 6000 uomini, stanziata in Europa dell\u2019Est e pronta a intervenire in 48 ore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre il recente accordo con la Grecia per la costruzione del <em>Turkish Stream<\/em>, che bypassa l\u2019Ucraina, sembrerebbe spostare l\u2019asse d\u2019interesse geopolitico ed economico verso il sud dei Balcani. Tuttavia non \u00e8 chiaro quanto davvero la Grecia abbia interesse ad affiancarsi a una Russia in crisi economica e quanto invece quest\u2019accordo con Putin sia solo un \u201cricatto\u201d e una prova di forza con Bruxelles per \u201cstrappare\u201d un accordo che allunghi i tempi di restituzione dei prestiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema, per\u00f2, \u00e8 che il possibile desiderio di congelare il conflitto non sembra una soluzione attuabile nella crisi corrente. Le bande criminali sul territorio ucraino orientale sono ancora molte e Mosca deve fare i conti sia a Lugansk che a Donetsk con i sentimenti nazionalisti dei combattenti. I capi delle forze armate separatiste sono decisi ad andare fino ai confini amministrativi delle loro regioni e un\u2019eventuale rottura con i gruppi armati significherebbe per Mosca una sconfitta, che non pu\u00f2 proprio permettersi, \u201cd\u2019immagine\u201d agli occhi del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_5648\" style=\"width: 384px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5648\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-5648\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/turkish_stream_final1-374x405.jpg\" alt=\"Il progetto del Turkish Stream\" width=\"374\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/turkish_stream_final1-374x405.jpg 374w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/turkish_stream_final1-185x200.jpg 185w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/turkish_stream_final1-300x325.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/turkish_stream_final1.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 374px) 100vw, 374px\" \/><p id=\"caption-attachment-5648\" class=\"wp-caption-text\">Il progetto del Turkish Stream<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La politica russa verso l&#8217;Ucraina e la Crimea. 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