{"id":5598,"date":"2015-06-17T17:22:37","date_gmt":"2015-06-17T16:22:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=5598"},"modified":"2015-06-17T17:26:33","modified_gmt":"2015-06-17T16:26:33","slug":"strategia-usa-nel-medio-oriente-leconomia-gli-usa-e-la-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=5598","title":{"rendered":"STRATEGIA USA NEL MEDIO ORIENTE. L&#8217;ECONOMIA, GLI USA E LA GUERRA"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_5602\" style=\"width: 544px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5602\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-5602\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/iran-3.jpg\" alt=\"Il Presidente dell'Iran\" width=\"534\" height=\"356\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/iran-3.jpg 630w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/iran-3-280x187.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/iran-3-580x387.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/iran-3-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 534px) 100vw, 534px\" \/><p id=\"caption-attachment-5602\" class=\"wp-caption-text\">Il Presidente dell&#8217;Iran<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Lo stato dell\u2019arte al giugno 2015. Tre protagonisti: gli Stati Uniti, l\u2019economia, la guerra\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Washington, il 13 e 14 maggio gli Emiri di Qatar e Kuwait in rappresentanza del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG) e il principe ereditario Mohammed bin Nayef in luogo del re Salman incontrarono il Presidente Obama con un\u2019agenda ricca di proposte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le sessioni di lavoro si concentrarono essenzialmente sui tre temi presentati dal CCG:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>richiesta di armi di ultima generazione;<\/li>\n<li>critica all\u2019eventuale Accordo sul nucleare iraniano che dovrebbe concludersi il 30 giugno;<\/li>\n<li>supporto per la caduta del regime siriano.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019obiettivo del CCG \u00e8 il consolidamento dell\u2019egemonia sunnita nella regione preparata con attenta strategia insieme a diversi partner.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vediamo come.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>a) Il precedente Vertice del CCG si chiude con la decisione di convocare a Riyhad l\u2019opposizione siriana per discutere gli sviluppi dopo l\u2019estromissione di Bashar al- Assad.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 casuale il rinnovato coordinamento dell\u2019Arabia Saudita con Turchia e Francia, iniziatori della Coalizione anti-siriana con il Gruppo degli Amici della Siria riconosciuto nel contesto internazionale come \u201clegittimo rappresentante del popolo siriano\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finanziamenti e forniture di armi sono in costante aumento per la \u201ccoalizione moderata\u201d ora riunita nell\u2019 \u201cEsercito della Conquista\u201d, ombrello di riferimento di numerose formazioni jihadiste a cominciare dal Fronte qaedista di Jabbat al-Nusra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Armamento che consente ai \u201cmoderati\u201d il recente consolidamento sul territorio siriano sia nei pressi dell\u2019aeroporto di Deir Ezzor, che a Qalamoun, nella Siria centrale, vicino al confine libanese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E proprio a Qalamoun, accanto ad al-Nusra e all\u2019Esercito Libero siriano combattono i jihadisti dell\u2019 \u201cIslamic State\u201d che con oltre 5 mila militanti vogliono creare un Califfato ad Arsal, periferia di Qalamoun, per assicurarsi il passaggio in Siria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, \u00e8 gi\u00e0 arrivato in Giordania e Turchia il primo gruppo dei 15 mila combattenti siriani che verranno addestrati dagli USA per 3 anni contro l\u2019IS e, soprattutto, il regime siriano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le coordinate iniziative di CCG, Francia, Turchia e USA hanno gi\u00e0 bloccato la disponibilit\u00e0 dei \u201cmoderati\u201d a negoziare con DamaSCO e rendono inutile l\u2019organizzazione di una \u201cTerza Ginevra\u201d preparata dai russi per il prossimo mese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E indebolisce la lotta, gi\u00e0 poco attiva, della \u201cCoalizione anti-IS a guida USA.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>b) L\u2019accerchiamento all\u2019Iran implica anche lo Yemen, che ha un valore strategico per l\u2019Arabia Saudita ma non per l\u2019Iran il cui sciismo teocratico del <em>velayat-al-faqi<\/em> (predominio della Suprema Guida sullo Stato) \u00e8 lontano dallo zaidismo degli Houthi.<\/li>\n<\/ol>\n<div id=\"attachment_5604\" style=\"width: 118px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5604\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-5604\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/images5.jpeg\" alt=\"Il Principe Adel al-Jubeir, Ministro degli Esteri saudita \" width=\"108\" height=\"150\" \/><p id=\"caption-attachment-5604\" class=\"wp-caption-text\">Il Principe Adel al-Jubeir, Ministro degli Esteri saudita<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre il Ministro degli esteri saudita Adel al-Jubeir proponeva un cessate-il-fuoco umanitario di 5 giorni vincolato all\u2019accettazione da parte degli Houthi, la Coalizione saudita bombarda con 100 raid aerei la roccaforte degli sciiti Houthi a Sana\u2019a, dichiarata \u201cobiettivo militare\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In merito, il portavoce della Coalizione, il generale saudita Ahmed al- Asiri, dichiara che i bombardamenti non sono inclusi nel cessate \u2013 il \u2013 fuoco e continueranno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli Houthi accettano la tregua che dovrebbe iniziare alle ore 23,00 locali del 12 maggio.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>c) Senza DamaSCO e Beirut, con l\u2019Esercito governativo di Baghdad debole e bisognoso dell\u2019aiuto dei combattenti libanesi di Hezb\u2019 Allah e dei Corpi speciali di Guardie Rivoluzione e Brigate al-Quds iraniane, l\u2019Iran \u00e8 di fatto depotenziata.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u>La posizione USA \u2013 Iran.<\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Presidente americano \u00e8 pronto a supportare l\u2019installazione di un sistema di difesa regionale contro eventuali missili dell\u2019Iran, il cui interesse prioritario rimane la conclusione dell\u2019Accordo sul nucleare entro i prossimi 40 giorni, senza commettere errori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Iran sa che senza l\u2019Accordo, gi\u00e0 messo in forse dal Presidente americano che ha concesso ai Repubblicani di \u201crivedere\u201d la bozza del 2 aprile, oltre a essere isolato nella regione dovr\u00e0 affrontare un\u2019opposizione interna sempre pi\u00f9 ostile alla linea del Presidente Rohani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La posizione saudita rimane critica sull\u2019apertura americana agli iraniani nel timore che Teheran possa realizzare segretamente energia atomica e che la revoca delle sanzioni ne consenta uno sviluppo economico\/energetico tale da modificare l\u2019equilibrio nella Regione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u>L&#8217;ECONOMIA E LA GUERRA. Notizie recenti.<\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra il 10 e il 14 giugno, per gli USA si allontana la possibilit\u00e0 di chiudere due \u201cTrattati-pilastro\u201d che avrebbero ridisegnato l\u2019economia mondiale in chiave neo-liberista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Iniziato il 7 giugno a Garmish al confine con l\u2019Austria, il G \u2013 7 si riunisce senza la Russia, esclusa dal Gruppo dopo l\u2019annessione della Crimea, per discutere del \u201cTrattato di Libero Scambio USA &#8211; UE\u201d (TTIP), su cambiamento climatico e crisi politico-economiche in atto dall\u2019Ucraina al Medio Oriente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo tre giorni di lavoro, il voto sul TTIP \u00e8 rinviato sine die per essere forse ripreso in occasione della Conferenza di Parigi sul cambiamento climatico prevista a fine 2015.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rinvio \u00e8 dovuto agli oltre 60 emendamenti presentati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei tre giorni di lavoro, si mobilitano molte organizzazioni, da quelle ambientaliste ad Attac, che accusano il TTIP di volere in realt\u00e0 suggellare il primato dei diritti degli investitori su quelli dei cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avvolto da un clima di mistero (gli stessi membri possono vedere la bozza ma non divulgarne il contenuto), il TTIP intende allineare gli standard produttivi di USA a quelli dell\u2019 UE aumentando i rischi per la salute alimentare e incidere attraverso lobby e multinazionali sulle normative europee. Secondo studi di alcuni economisti questo Trattato causerebbe la perdita di oltre 600 mila posti di lavoro in Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tre giorni dopo, i democratici del Congresso USA bloccano la \u201cTrans-Pacific Partnership\u201d (TPP) con dodici Stati asiatici negando al Presidente l\u2019autorizzazione per una procedura abbreviata con facolt\u00e0 di negoziare presentando al Parlamento per un\u2019approvazione rapida un testo non emendabile. Come nel caso del TTIP, si tratta di Accordi decisi in tutta riservatezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da poche notizie circolate pare che siano previsti il potenziamento dei \u201cdiritti intellettuali\u201d e dei brevetti e maggiori possibilit\u00e0 per l\u2019industria di sottrarsi a norme ambientali querelando se necessario gli Stati sovrani. Lo strapotere delle multinazionali spinge molti democratici a evidenziare il rischio di ulteriore delocalizzazione dei lavoratori, specie nei Paesi asiatici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La preoccupazione trova l\u2019appoggio dei sindacati che chiedono garanzie sull\u2019imposizione di regole internazionali su eventuali firmatari di Paesi emergenti come Messico, Vietnam e Per\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo la principale confederazione sindacale AFL-CIO, i lavoratori americani avrebbero gi\u00e0 perso milioni di posti per precedenti Trattati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, non sono le uniche difficolt\u00e0 per il Presidente USA che, nel marzo 2015, tenta invano di impedire agli Alleati di entrare nella \u201cBanca di Investimenti per le Infrastrutture Asiatiche\u201d (AIIB), creata dalla Cina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi hanno invece aderito Gran Bretagna, Germania, Francia e Italia (membri del G -7) e l\u2019Australia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019AIIB ha come epicentro l\u2019\u201dOrganizzazione di Shanghai per la Cooperazione\u201d (SCO) che, nata nel 2001 dall\u2019Accordo strategico sino-russo per contrastare la penetrazione USA in Asia Centrale, si estende ai settori economico, energetico e culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai sei membri (Cina, Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan), si aggiungono, per ora in veste di \u201cosservatori\u201d, India, Iran, Pakistan, Mongolia e Afghanistan e, come partner di dialogo, Bielorussia, Sri Lanka e Turchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo SCO comprende un terzo della popolazione mondiale e potr\u00e0 arrivare al 50% quando ne entreranno a far parte i Paesi \u201cosservatori\u201d poich\u00e9 dispone di risorse e capacit\u00e0 lavorative tali da farne la maggiore area economica del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo SCO \u00e8 collegato al BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) che ha deciso di creare una propria Banca per lo sviluppo e un proprio Fondo di riserva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi organismi finanziari e la Banca Asiatica potrebbero, nel tempo, sostituirsi alla Banca Mondiale e al Fondo Monetario Internazionale, che per 70 anni hanno assicurato a USA e Paesi Occidentali l\u2019egemonia nell\u2019economia mondiale attraverso i \u201cPiani di Aggiustamento Strutturale\u201d, imponendo prestiti-capestro ai Paesi indebitati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I nuovi organismi potrebbero sostituire con altra moneta i dollari negli scambi commerciali togliendo agli Stati Uniti la capacit\u00e0 di scaricare il loro debito su altri Paesi stampando carta moneta utilizzata come valuta internazionale dominante nonostante la convertibilit\u00e0 del dollaro in oro stabilita nel 1944 a Bretton Woods sia finita nel 1971.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E allora lo strumento per l\u2019egemonia diventa la guerra, come occorso con il conflitto in Ucraina iniziato a Maidan, e seguito dalle sanzioni contro la Russia e dal rafforzamento della NATO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da qui la strategia del crescente spostamento di Forze militari USA nella regione Asia\/Pacifico in funzione anti-cinese, destinata a concentrare entro il 2020 nella regione il 60% delle Forze navali e aeree della U.S. Navy.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E non \u00e8 un caso che proprio il 14 giugno gli USA, dopo i mancati Accordi del TTIP e del TTP, dichiarano l\u2019intendimento di schierare in Estonia, Lettonia e Lituania, prive di adeguati sistemi di difesa, carri armati pesanti, veicoli corazzati d\u2019attacco e artiglieria pesante per fronteggiare nel Baltico la minaccia russa con Forze in grado di spostare nel Baltico oltre 5 mila soldati delle truppe scelte dell\u2019US Army.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I piani di difesa coinvolgono anche Bulgaria, Polonia, Romania e Ungheria e prevedono l\u2019utilizzo dell\u2019aeronautica con i C 17 Globmoster e i C 5 Galaxy, nonch\u00e9 il consueto supporto della Gran Bretagna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5601\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/obama1.jpg\" alt=\"obama1\" width=\"469\" height=\"287\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/obama1.jpg 469w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/obama1-280x171.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/obama1-300x184.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 469px) 100vw, 469px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo stato dell\u2019arte al giugno 2015. 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