{"id":5524,"date":"2015-05-27T17:23:29","date_gmt":"2015-05-27T16:23:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=5524"},"modified":"2015-05-27T17:23:29","modified_gmt":"2015-05-27T16:23:29","slug":"il-terrorismo-in-conflitti-a-bassa-intensita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=5524","title":{"rendered":"Il Terrorismo in conflitti a bassa intensit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5525\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/images10.jpeg\" alt=\"images\" width=\"98\" height=\"122\" \/><\/p>\n<p><em>Riflessioni sintetiche sul \u2026terrorismo\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il termine &#8220;terrorismo\u201d deriva dal francese terrorisme, la radice trae la sua origine da: \u201cterror\u201d (grande paura), a sua volta associato al verbo latino terrere (spaventare). L\u2019accezione negativa della parola si \u00e8 per\u00f2 consolidata solamente dalla fine del secolo scorso, poich\u00e9 fino alla fine del XIX secolo il vocabolo non possedeva quella connotazione antigovernativa che oggi universalmente gli viene riconosciuta. Un celebre aforisma britannico recita: \u201cone man\u2019s terrorist is another man\u2019s freedom fighter\u201d (chi per alcuni \u00e8 un terrorista, per altri \u00e8 un combattente per la libert\u00e0). Queste parole ci fanno comprendere come il concetto di terrorismo sia un\u2019idea soggettiva e non categorizzata in senso assoluto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fattore che accomuna le organizzazioni eversive \u00e8 che sono caratterizzate dalla segretezza e conseguentemente da una prudenziale limitatezza numerica dei suoi membri. In molti casi i terroristi si considerano i precursori di un esercito di futura costituzione, pertanto, s\u2019identificano con lo status di soldati che combattono una vera e propria guerra rivoluzionaria contro un nemico associato, dai suoi membri, a un male assoluto da debellare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Data la forte connotazione soggettiva di questo fenomeno, per averne un\u2019idea scevra da qualsiasi dottrina ideologica, si deve per prima cosa indagarne la sfera operativa. Il terrorismo opera attraverso pattern quali: sabotaggi, sequestri, pestaggi, attentati mirati, omicidi e stragi indiscriminate.<\/p>\n<div id=\"attachment_5528\" style=\"width: 124px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5528\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-5528\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/images-23.jpeg\" alt=\"Carlos Marighella\" width=\"114\" height=\"116\" \/><p id=\"caption-attachment-5528\" class=\"wp-caption-text\">Carlos Marighella<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">A sostegno di questa tesi, Carlos Marighella politico e rivoluzionario italo brasiliano del XX secolo, sostiene nella sua opera sulla guerriglia urbana che: \u201cL\u2019atto terroristico, a parte l\u2019apparente facilit\u00e0 con cui pu\u00f2 essere eseguito, non \u00e8 diverso dalle altre azioni di guerriglia il cui successo dipende dalla pianificazione e dalla determinazione. E\u2019 un\u2019azione che il guerrigliero deve eseguire con la massima calma e determinazione.\u201d. Possiamo, quindi, iniziare a inquadrare il fenomeno del terrorismo come una tipologia operativa tipica della guerra non convenzionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La guerriglia \u00e8 una soluzione tattica (un metodo) che si colloca all\u2019interno di una strategia di lunga durata. Quando si analizza una tale tipologia di conflitto, non si deve fare riferimento a questa come a uno scontro di tipo asimmetrico. Una guerra di tipo asimmetrico non si traduce per forza in guerriglia. E\u2019 possibile, infatti, che i contendenti abbiano una quantit\u00e0 di assetti e risorse differenti, ma la loro strategia preveda di affrontarsi attraverso tattiche convenzionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La guerra di fuoco, per usare l\u2019espressione coniata da Polibio, \u00e8 assimilabile a un tipo di conflitto armato non convenzionale, in cui uno dei due contendenti non \u00e8 organizzato operativamente o logisticamente per combattere alla pari. Tale archetipo produce nell\u2019attore che si affida alle tipologie di scontro convenzionali quello che pu\u00f2 essere chiamato uno squilibrio del COG (Centro di gravit\u00e0 Militare).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per comprendere a pieno la sclerotizzazione del centro di gravit\u00e0 militare bisogna fare riferimento al concetto di attrito e frizione. Per Clausewitz, questo concetto, costituisce l&#8217;inevitabile irrazionalit\u00e0 che s\u2019insinua nei movimenti delle grandi masse, degli uomini e nella linea di comando, rendendo inutilizzabili i piani militari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La guerriglia con la sua imprevedibilit\u00e0 amplifica esponenzialmente il concetto di attrito, scompensando al pari di un virus in un organismo, quelle che sono le potenzialit\u00e0 difensive di un esercito regolare. Per il teorico prussiano in una strategia convenzionale la difesa \u00e8 pi\u00f9 sostenibile dell\u2019offesa, perch\u00e9 si pu\u00f2 far affidamento su un maggior numero di risorse che producono come conseguenza un pi\u00f9 grande accanimento nella difesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella scienza militare convenzionale a una maggior difesa si ovvia, pertanto, con un aumento esponenziale delle forze (uomini, mezzi, tecnologia) basando il proprio calcolo su modelli di grandezze determinate e producendo, a volte, un dispendio di risorse inutile al fini della campagna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le forze non convenzionali sconvolgono questa teoria, perch\u00e9 invece fondano la loro struttura su modelli di calcolo a grandezza variabile seguendo quella che \u00e8 la curva della crisi del conflitto. In una campagna militare, infatti, le condizioni delle proprie risorse e di quelle del nemico sono sempre in continuo mutamento. Tale calcolo \u00e8 condotto dalle forze non convenzionali al fine di poter conseguire quella che \u00e8 chiamata supremazia relativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La superiorit\u00e0 relativa \u00e8 una condizione che si genera quando un reparto militare che attacca, generalmente piccolo, consegue un vantaggio decisivo su una formazione nemica pi\u00f9 grande o meglio difesa. Solitamente questa condizione si ottiene attraverso alcuni elementi quali un volume di fuoco maggiore, l\u2019elemento della sorpresa, tecniche innovative e un miglior utilizzo delle capacit\u00e0 d\u2019intelligence nella fase della pianificazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una crisi il raggiungimento della superiorit\u00e0 relativa non costituisce per\u00f2 la fine delle ostilit\u00e0, perch\u00e9 \u00e8 solo una situazione transitoria. Questa va sostenuta, \u00e8 per tale motivo che negli eserciti pi\u00f9 moderni esistono degli assetti che sono costituiti proprio con la funzione di supportare quelle piccole formazioni che operano in ambito non convenzionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se per un esercito regolare che si avvale di nuclei d\u2019intervento non convenzionali, esistono dei reparti con il compito di ausilio, per le organizzazioni terroristiche che operano in regime di clandestinit\u00e0 e con assetti limitati, la sostenibilit\u00e0 della superiorit\u00e0 relativa \u00e8 affidata per la sua interezza a quella condizione psicologica che \u00e8 chiamata intimidazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019atto terroristico, in sintesi, non pu\u00f2 quindi essere letto come un episodio a se stante. Dev\u2019essere valutato all\u2019interno di una strategia di lunga durata, per permetterne una valutazione tale da consentire agli analisti ipotetiche previsioni sullo svolgersi del conflitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter  wp-image-5526\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/images-15.jpeg\" alt=\"images-1\" width=\"314\" height=\"209\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riflessioni sintetiche sul \u2026terrorismo\u2026<\/p>\n","protected":false},"author":2113,"featured_media":5525,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[3],"tags":[1338,1339,88],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/images10.jpeg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-1r6","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5524"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2113"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5524"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5524\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5530,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5524\/revisions\/5530"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5525"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5524"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5524"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5524"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}