{"id":5473,"date":"2015-05-12T16:10:58","date_gmt":"2015-05-12T15:10:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=5473"},"modified":"2015-05-12T16:10:58","modified_gmt":"2015-05-12T15:10:58","slug":"le-crisi-e-le-armi-sintomi-di-un-nuovo-colonialismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=5473","title":{"rendered":"LE CRISI E LE ARMI. Sintomi di un nuovo colonialismo?"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_5477\" style=\"width: 429px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5477\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-5477\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/isis-624x400-280x179.jpg\" alt=\"Il 'sogno' dell'ISIS?\" width=\"419\" height=\"268\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/isis-624x400-280x179.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/isis-624x400-580x372.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/isis-624x400-300x192.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/isis-624x400.jpg 624w\" sizes=\"(max-width: 419px) 100vw, 419px\" \/><p id=\"caption-attachment-5477\" class=\"wp-caption-text\">Il &#8216;sogno&#8217; dell&#8217;ISIS?<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Un nuovo colonialismo basato sulle armi con l\u2019unico scopo di sfruttare le loro risorse naturali di ricchi territorio e mantenerne il controllo? \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La spesa per gli armamenti anche in questi ultimi sette anni di crisi economica \u00e8 un segnale di discontinuit\u00e0 che invita a riflettere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E la riflessione si trasforma in dubbio incrociando i dati dei pi\u00f9 importanti Centri di studio in materia: Jane\u2019s Information Group, israeliano, del febbraio 2014, International Institute for Strategic Studies, britannico, del marzo 2015, Stockholm International Research Institute, svedese, dell\u2019aprile 2015.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Emerge che non solo America, Asia, Europa, Russia e ricche monarchie mediorientali ma anche Paesi dell\u2019Africa sub-sahariana fra i pi\u00f9 poveri del mondo presentano una costante crescita delle spese militari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La domanda \u00e8: perch\u00e9 Stati con significativi problemi socio-economici e alti indici di povert\u00e0 utilizzano il modesto bilancio per acquistare armi e non per mettere in sicurezza la popolazione dalle cicliche crisi umanitarie che si presentano?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dubbio \u00e8 che forse quelle guerre nascono da oligarchie interessate a tutelare i loro privilegi e armano milizie per annichilire ogni capacit\u00e0 reattiva della popolazione con l\u2019assistenza e complicit\u00e0 della potenza egemone sul territorio: Cina, Francia, Gran Bretagna, Monarchie del Golfo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">I dati<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per l\u2019anno 2014 il costo complessivo degli armamenti \u00e8 calcolato in 1.550 miliardi di dollari secondo JIG e IISS mentre SIPRI lo valuta di oltre 1.800.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I tre studi concordano sul fatto che la spesa \u00e8 risalita a un livello superiore a quello dell\u2019ultimo periodo della \u201cguerra fredda\u201d e prevedono ulteriori sensibili aumenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella statistica del SIPRI, la spesa degli Stati Uniti \u00e8 di 900 miliardi di dollari per lo pi\u00f9 impegnati nei conflitti dopo l\u201911 settembre 2001 iniziati con la guerra in Afghanistan. Dopo si collocano Cina e Russia con 85. Seguono Arabia Saudita, Francia, Gran Bretagna, India, Germania, Giappone, Corea del Sud, Brasile, Italia, Australia, Emirati Arabi Uniti, Turchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 significativo l\u2019aumento delle spese militari di alcuni Paesi negli ultimi due anni 2013-2014: Russia e Cina presentano un aumento, rispettivamente, dell\u20198,1% e del 9,7%; aumenti maggiori registrano Polonia 13%, Paraguay 13%, Arabia Saudita 17%, Afghanistan 20%, Ucraina 23%, Repubblica del Congo 88%. Gli aumenti maggiori si verificano nel continente asiatico con il 22,3%, pari al 22% della spesa globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il maggior spenditore \u00e8 la Cina con 140 miliardi di dollari e che, per mantenere l\u2019egemonia sul Mar Cinese rispetto a Giappone e USA, programma maggiori investimenti per il 2015.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al secondo posto, dopo gli USA, la Cina investe pi\u00f9 di Germania, Gran Bretagna e Francia mentre la crisi delle isole Senkaku spinge i Paesi dell\u2019area ad aumentare le spese militari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Seguono il Giappone, che ha contenziosi con Pechino, con 57 miliardi (5\u00b0), l\u2019 India, per gli irrisolti problemi con gli indipendentisti con 46 (7\u00b0), la Corea del Sud che deve fronteggiare la Corea del Nord, e infine Australia, Indonesia, e Singapore.<\/p>\n<div id=\"attachment_5479\" style=\"width: 278px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5479\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-5479\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Industria-armi-1.2-268x200.jpg\" alt=\"L'industria delle armi prolifera...\" width=\"268\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Industria-armi-1.2-268x200.jpg 268w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Industria-armi-1.2.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 268px) 100vw, 268px\" \/><p id=\"caption-attachment-5479\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;industria delle armi prolifera&#8230;<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro focolaio \u00e8 il Medio Oriente, dove attori esterni interessati a impadronirsi di materie prime e risorse energetiche hanno dato avvio a guerre ancora in corso come dimostrano Iraq (2003), Libia (2011), Mali (2014), Yemen (2015).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 l\u2019area in cui quattro su cinque bilanci militari continuano a crescere di pi\u00f9 nel 2014 con il picco in Arabia Saudita il cui budget \u00e8 salito negli ultimi dieci anni del 300% e che con 81 miliardi di spesa nel 2014 ha il 4\u00b0 posto nel mondo. Con 9,2 miliardi, l\u2019Oman registra un aumento del 35,72%, pi\u00f9 dell\u2019Iraq con un incremento del 32,39% e del Bahrein con il 28,72%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 singolare che l\u2019Arabia Saudita sia vicino in termini di budget militare l\u2019India, che ha oltre 1 miliardo di abitanti. Quale \u00e8 allora il senso di questa corsa agli armamenti guidata da Riyadh?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fatto \u00e8 che l\u2019Arabia Saudita vede nella teocrazia dell\u2019Iran la minaccia esiziale per il suo sistema di Paese. E quindi questo Paese polarizza nel mondo islamico la contrapposizione sunniti\/sciiti, scatenando guerre che da un lato insanguinano il Medioriente e dall\u2019altro attraggono Paesi come USA, Gran Bretagna e Francia solleciti a sostenere i sauditi e a firmare contratti miliardari per la fornitura di armi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec nasce la guerra nello Yemen, dove la Comunit\u00e0 Internazionale vede quel colpo di Stato del gennaio 2015 ma non vede quello del 3 luglio 2013 in Egitto e anzi lo supporta per la guerra in Libia a fianco del golpista Khalifa Afthar.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In nome della \u201cguerra al terrorismo\u201d, che si alterna all\u2019\u201cintervento umanitario\u201d, gli Usa, con un contratto di 30 miliardi di dollari del 2011 nel contesto di un pi\u00f9 ampio contratto da 60, forniscono all\u2019Arabia Saudita 84 nuovi F 15, con armamento di bombe \u2013 anche a grappolo \u2013 e missili, mentre sollecitamente procede all\u2019aggiornamento di altri 70.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre nello Yemen continua la guerra, le navi americane pattugliano i 27 chilometri dello stretto di Bab al-Mandab tra Arabia e Africa da dove passano le rotte petrolifere e commerciali fra l\u2019Oceano indiano e il Mediterraneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Israele, nel rapporto JIG, rimane a 13 miliardi di dollari come spesa \u201cufficiale\u201d, che non tiene conto dei rifornimenti ottenuti attraverso una miriade di canali di aiuti militari, collaborazioni e partnership privilegiate, continuamente incrementate da oltre 60 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A parte si pone Europa dell\u2019Est, con Mosca e Washington, per la crisi in Ucraina iniziata nel 2014.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Russia installa missili Iskander a Kaliningrad, nel cuore dell\u2019Europa, una nuova difesa aerea; ha un progetto di ammodernamento delle Forze Armate e svolge un grande attivismo in Armenia e nell\u2019Asia centrale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con 69 miliardi di spesa nel 2014, \u00e8 3\u00b0 Paese al mondo, con un aumento del 15,7% rispetto al 2013 e un programma triennale per l\u2019aumento del 44% delle spese militari, a detrimento delle infrastrutture che come quelle per l\u2019industria estrattiva necessitano di investimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto, l\u2019immediato appoggio americano all\u2019Ucraina dopo il colpo di Stato del febbraio 2014 d\u00e0 inizio a un\u2019altra guerra spingendo diverse Nazioni dell\u2019Est europeo a una nuova contrapposizione, con pesante presenza della NATO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Russia parla apertamente di un colpo di Stato pianificato dagli USA e trova immediata eco in George Friedman, fondatore e amministratore di <em>Stratfor<\/em>.<\/p>\n<div id=\"attachment_5480\" style=\"width: 290px\" class=\"wp-caption alignright\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5480\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-5480\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/al-Muthanna_2-280x187.jpg\" alt=\"Le armi...\" width=\"280\" height=\"187\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/al-Muthanna_2-280x187.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/al-Muthanna_2-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/al-Muthanna_2.jpg 553w\" sizes=\"(max-width: 280px) 100vw, 280px\" \/><p id=\"caption-attachment-5480\" class=\"wp-caption-text\">Le armi&#8230;<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Friedam dichiara che gli USA avrebbero deciso di intervenire dopo i successi della Russia nella regione mediorientale a favore del Presidente siriano Bashar Assad mentre gli americani hanno appoggiato sin dal 2011 l\u2019opposizione armata contro il regime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, sin dal 2012 Mosca sostiene il nucleare iraniano, sul quale solo ad aprile 2014 nel negoziato dell\u2019Iran con il \u201c G 5 P + 1\u201d (i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza ONU, pi\u00f9 la Germania) \u00e8 stata raggiunta una bozza d\u2019intesa, ancora al vaglio del Congresso, che determiner\u00e0 solo il 30 giugno se l\u2019Accordo c\u2019\u00e8 o no.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda la corsa all\u2019armamento, gli USA ufficialmente avrebbero ridotto il loro budget passando dal 47% del 2010 al 38% del 2014. Anche la statistica diventa un\u2019opinione se non si tiene conto di tutti i fattori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 le voci ridimensionate riguardano le \u201cOverseas Contingency Operations\u201d (OCO), cio\u00e8 quelle portate avanti in Iraq e Afghanistan, che hanno comportato enormi esborsi di danaro verso industrie, societ\u00e0 di servizi e lobbies quasi tutte americane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cessate quelle operazioni \u2013 anche se concretamente non lo sono affatto e in Afghanistan resteranno i militari che erano in procinto di lasciare &#8211; la spesa per armamenti nel 2014 \u00e8 di 581 miliardi di dollari, superando quella dei successivi 10 maggiori bilanci militari al mondo e 4 volte quella della Cina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019obiettivo \u00e8 quello di preservare l\u2019unilateralismo mondiale a guida USA dopo l\u2019implosione dell\u2019Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche del 1989-1991, anche in presenza di un mondo multipolare a geometrie variabili a seconda delle alleanze di comodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I dati pi\u00f9 stupefacenti sono quelli inerenti alla persistente crescita in termini percentuali delle spese militari nel Paesi dell\u2019Africa sub-sahariana, a partire dall\u2019Angola che registra un aumento del budget del 174% negli ultimi 10 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche per altri Stati, le spese militari sono enormi come per la zona dei Grandi Laghi, in perenne crisi per assicurarsi lo sfruttamento delle risorse del Kiwu, e per le altre regioni orientali della Repubblica Democratica del Congo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In simbiosi con le multinazionali, i dittatori di turno possono contare su assistenza e complicit\u00e0 della potenza egemone sul campo: Cina, Francia, Gran Bretagna, Monarchie del Golfo, USA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta del nuovo colonialismo, quello economico, presente soprattutto negli Stati con drammatiche crisi umanitarie, fame, carestie, sottosviluppo endemico e cronica mancanza di infrastrutture.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stati falliti o sempre in difficolt\u00e0 che rimangono sottoposti agli interessi delle potenze occidentali che hanno l\u2019unico scopo di sfruttarne le loro risorse naturali e mantenerne il controllo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter  wp-image-5481\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/images4.jpeg\" alt=\"images\" width=\"207\" height=\"145\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un nuovo colonialismo basato sulle armi con l\u2019unico scopo di sfruttare le loro risorse naturali di ricchi territorio e mantenerne il controllo? 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